Concetti Chiave
- Giovanni Pascoli nasce in una famiglia benestante della campagna romagnola, trovando nella natura un rifugio mentale che influenzerà la sua poesia.
- L'assassinio del padre nel 1867 segna profondamente Pascoli, instillandogli un senso di ingiustizia e influenzando tematicamente le sue opere.
- Poco dopo la morte del padre, Pascoli affronta una serie di lutti familiari che rafforzano la sua percezione del "nido familiare" come fragile e precario.
- Nonostante le difficoltà personali, Pascoli prosegue gli studi universitari, venendo influenzato da Carducci e avvicinandosi a idee socialiste, sebbene la politica diretta non faccia per lui.
- Pascoli diventa un importante poeta e insegnante, noto per opere come Myricae e Poemi conviviali, caratterizzate da un linguaggio semplice e una sensibilità verso le piccole cose e i ricordi.
Giovanni Pascoli - Pensiero letterario
Allora, Giovanni Pascoli nasce nel 1855, a San Mauro di Romagna, quindi siamo in provincia, campagna, un ambiente abbastanza tranquillo all’inizio. La famiglia è numerosa e anche messa bene economicamente, perché il padre lavorava come amministratore per una grande tenuta dei Torlonia, quindi non erano poveri, ecco. I primi anni
Pascoli li passa in modo sereno, molto legato alla famiglia e alla campagna, che poi per lui diventa una specie di rifugio mentale, una cosa che torna sempre nei suoi ricordi. Da bambino viene mandato a studiare nel collegio degli Scolopi a Urbino, dove riceve un’educazione molto rigida, tutta basata sullo studio classico, e vive anche questa esperienza di vita comunitaria che gli resta dentro.
Tragedia familiare
Poi però succede il fatto che gli segna la vita, cioè l’uccisione del padre, nel 1867, il
10 agosto, San Lorenzo, una data che Pascoli non dimentica più. Il padre viene assassinato mentre torna a casa in calesse e non si scopre mai chi è stato. Questa cosa crea in Pascoli un senso di ingiustizia enorme, come se il mondo fosse qualcosa di ostile e incomprensibile. È una ferita che non si chiude mai e che torna continuamente sempre nella sua poesia, anche quando non lo dice apertamente.
Lutti e dolore
Come se non bastasse, negli anni subito dopo muoiono anche la madre, una sorella e poi il fratello Luigi, a cui era molto legato. Nel giro di pochi anni perde quasi tutta la famiglia, lutti molto profondi e importanti per lui, proprio per questo quindi che per lui l’idea di “nido familiare” diventa qualcosa di fragile, che può rompersi da un momento all’altro. A questo si aggiungono anche problemi economici, quindi la situazione diventa ancora più pesante. Tutto questo lo porta a vivere con una specie di paura di fondo, una sensazione continua di insicurezza.
Studi e politica
Nonostante tutto Pascoli continua a studiare, prima a Rimini e Firenze e poi a Bologna, dove riesce a entrare all’università grazie a una borsa di studio. Qui segue le lezioni di
Carducci, che è un personaggio molto importante per lui, anche se poi Pascoli prenderà una strada completamente diversa. In questo periodo si avvicina anche alla politica, soprattutto a idee socialiste e anarchiche, perché sente molto il tema della giustizia sociale. Però questa cosa gli crea problemi: perde la borsa di studio, viene anche arrestato per qualche mese e capisce che forse la politica attiva non fa per lui.
Insegnamento e poesia
Dopo la laurea comincia a insegnare nei licei e gira parecchio per l’Italia, cambiando spesso città, quindi senza una vera stabilità. In questi anni scrive le poesie di
Myricae, dove parla delle piccole cose, della natura, dei ricordi, usando un linguaggio semplice, quasi quotidiano. Più avanti entra in contatto anche con ambienti culturali importanti, conosce d’Annunzio, scrive i Poemi conviviali e diventa una figura centrale della
letteratura italiana, anche se rimane sempre una persona fragile e inquieta, insomma, non proprio un tipo tranquillo.