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Novembre – Parafrasi e commento


La lirica fa parte della raccolta Myricae

Parafrasi


L’aria era luminosa e fredda, simile ad una gemma ed il sole era talmente chiaro che avresti pensato di essere in primavera quando gli albicocchi sono fioriti e senti nel cuore il profumo amarognolo del biancospino.
Ma il rovo è secco e le piante senza foglie si stagliano contro il cielo sereno e vuoto, perché senza il volo degli uccelli, e camminando si direbbe che il terreno sia vuoto sotto i piedi perché quando viene calpestato è come se risuonasse.
Tutt’intorno regna il silenzio: quando si alza un po’ di vento, si ode lontano, proveniente dai giardini e dagli orti il rumore delle fragili foglie che cadono. E’ il periodo dell’anno che si chiama Estate dei morti o di S. Martino

Commento


Come in tutti i suoi componimenti poetici, anche in questa poesia, Pascoli, con una tecnica del tutto simbolista, vuole andare oltre la realtà visibile per scoprire il significato segreto delle cose. Il messaggio che ci trasmette è un messaggio di morte e di un precario senso di fragilità e di vuoto.
La poesia è incentrata sul rapporto illusione realtà. Infatti nella prima strofa si ha l’impressione della primavera giunta in anticipo. L’aria è tersa, il sole è chiaro e si crea un’ atmosfera tale da far pensare ad un albicocco o a un biancospino in fiore. Nella seconda strofa la situazione si ribalta: le parole chiave qui sono: secco, stecchite, nere, vuoto, cavo, tutti termini che c ci fanno pensare alla morte dopo un momento di illusione di gioia, di speranza e di serenità.
L’ultima strofa è la logica conclusione: il senso di fragilità della vita collegato alla morte.
Nel corso della poesia si alternano sensazioni visive (la pianta di albicocco fiorita, il sole chiaro, i rami anneriti che si stagliano contro il cielo) con sensazioni olfattive (il profumo amarognolo del biancospino e con sensazioni uditive (il terreno che suona vuoto se calpestato, il cadere delle foglie).

La struttura e la forma


Da un punto di vista formale, si notano tre “enjambement”: così chiaro/che tu cerchi, e cavo al pié sonante/sembra il terreno, È l’estate,/fredda dei morti e alcune figure retoriche. I versi sono degli endecasillabi e il primo verso di ogni strofa presenta un primo emistichio con una cesura molto forte (Gemmea l’aria, Ma secco è il pruno, Silenzio, intorno:…..). Se uniamo il significato di questi tre emistichi si ottiene il significato della poesia cioè “l’aria era tersa e splendente, ma le piante erano secche e tutt’intorno regnava il silenzio)
Le figure retoriche a cui ricorre Pascoli in questa poesia sono:
• ipallage: “pié sonante” ( una parte della frase è accostata a una parte diversa da quella a cui dovrebbe essere accostata dal punto di vista semantico. “pié” diventa “sonante” e non la terra che è calpestata)
• ossimoro: “fredda estate” (accostamento di due termini in contrasto)
• sinestesia: “odorino amaro” (sensazione olfattiva + sensazione gustativa)
• metafora: “gemmea l’aria” = l’aria limpida e fredda è come una gemma
Nell’ultimo verso troviamo addirittura tre figure retoriche:
• un effetto onomatopeico dato dall’allitterazione della f che sembra imitare il rumore delle foglie secche che cadono
• un ipallage: l’aggettivo fragile è associato ad un’azione (= il cadere) e non alle foglie come ci si potrebbe aspettare
• una metafora, perché le foglie secche che cadono richiamano l’immagine della morte
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