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Myricae

L'impressionismo di Myricae
La struttura e il significato del titolo
La raccolta Myricae è il risultato di vent’anni dell’attività di Pascoli: nella quinta ed ultima edizione sono presenti 156 componimenti (1900). L’opera è divisa in 159 sezioni, ognuna delle quali raggruppa componimenti caratterizzati dalla stessa forma metrica.
Il titolo significa “tamerici” (piante cespugliose) ed è tratto da un verso delle Bucoliche di Virgilio.
La citazione latina preannuncia una poesia umile e dimessa, attenta ai sentimenti comuni e alle piccole cose, soprattutto legate alla campagna.

Le connotazioni simboliche
Le liriche sono ambientate nella campagna romagnola e descrivono, attraverso rapide immagini, i fenomeni naturali e la quotidiana fatica del lavoro dei campi, legato ai cicli stagionali a cui spesso fanno da sottofondo suggestioni simboliche legate all’idea della morte.

Pascoli crea una poesia di “fuga” e di “evasione” nel proprio passato, ritornando con la memoria all’infanzia, per recuperare una capacità di intuizione. Il poeta ricerca in sé la voce del fanciullino, l’innocenza di un animo che può intuire e rivelare analogie tra le cose.

L’umiltà della forza sperimentale
Pascoli usa i metri della tradizione ma li arricchisce con una musica nuova grazie alle onomatopee e al valore simbolico dei suoni. Usa frasi semplici e brevi; il lessico è preciso e talora tecnico, attento ai riferimenti, e rompe con i termini aulici, vaghi e indefiniti della tradizione.

L’apparenza della realtà
Pascoli è un poeta simbolista, perché considera la poesia superiore alla conoscenza scientifica e affida la funzione di cogliere la corrispondenza tra i diversi aspetti della realtà e intuire il significato profondo delle cose. E’ convinto che le cose nascondano sempre un significato che non si può percepire con la ragione.
I paesaggi romagnoli, gli oggetti comuni, le immagini agresti, il nido, casa degli uccelli e metafora della famiglia, rifugio della violenza della vita e della storia, sono tra le componenti del simbolismo di Myricae.

I temi di Myricae
La morte: l’uccisione del padre da parte di assassini rimasti ignoti e le sventure familiari lasciarono una traccia profonda nella sensibilità di Pascoli e suscitarono la convinzione che la morte incombe su tutto.

La natura e il tema del nido: alla morte il poeta contrappone immagini, suoni e colori rasserenanti, così al tema dei morti si unisce quello del nido, rifugio della violenza della vita e dalla storia.
Il messaggio centrale di Myricae è l’incombere della morte, che il poeta decifra traducendo il linguaggio misterioso della natura e delle piccole cose.

Le sezioni rimandano l’una all’altra a livello tematico, mentre a livello stilistico ogni sezione comprende una tipologia di componimento.
Le liriche sono brevi, il tema principale è la campagna romagnola (morte, famiglia, fanciullino, lavoro dei campi, aratro, ciclo di stagioni..).
Il linguaggio è tecnico-specialistico, con termini della vita dei campi (es. maggese). Sono presenti onomatopee, parole fonosimboliche, ma anche un linguaggio analogico, con rimandi, collegamenti lontani, sintassi spezzata, frasi brevi e nominali, tipiche di un bambino.
Viene usata una tecnica impressionistica, ovvero che le immagini sono presentate a flash.

Caratteristiche
- Frammentazione: l’opera non segue un discorso logico;
- Impressionismo: le immagini sono rapide, dei flash sulla vita dei contadini.
I capitoli si rimandano come tematiche e ogni capitolo ha un forma di componimento poetica diversa.

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