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Vita e opere di Giosue Carducci


La poesia è incentrata sui sentimenti che il paesaggio maremmano suscita nell’animo del poeta, che in quel luogo ha trascorso la fanciullezza e parte della giovinezza. Ricorda brevemente le altre fasi significative della vita del poeta, citando le sue più importanti opere.
Giosue Carducci nacque a Valdicastello, in Versilia, nel 1835. Trascorse la fanciullezza e parte della giovinezza in Maremma perché il padre Michele vi era stato trasferito come medico condotto. Le idee liberali del padre che, durante il Risorgimento, aveva pure aderito alla Carboneria, e lo stesso paesaggio maremmano avevano ispirato al giovane Carducci sentimenti forti di libertà e di operosità, temprandogli il carattere. La formazione letteraria del poeta avvenne nell’ambito del cenacolo degli “Amici pedanti”, un gruppo di San Miniato che si batteva per il rispetto e la valorizzazione della tradizione letteraria classica ed italiana contro gli abusi della scuola romantica. Il giovane Carducci manifestò idee decisamente mazziniane, repubblicane ed anticlericali, fermamente convinto di un forte stacco tra l’epopea risorgimentale e l’Italia postunitaria che avrebbe tradito i forti ideali della prima. Ma, col tempo, Carducci attenuò il suo estremismo repubblicano ed anticlericale, fino a spostarsi su posizioni addirittura conservatrici, nazionaliste e monarchiche, e facendosi interprete dei sentimenti di una certa parte della borghesia italiana dell’età umbertina che sognava il riscatto dalla delusione per il mediocre esito del Risorgimento. Perciò il Carducci fu celebrato, nello scorci del XIX secolo, come il “poeta-vate” dell’Italia. Per quanto riguarda la sua carriera letteraria, bisogna ricordare che fin dal 1860 egli aveva tenuto la cattedra di Letteratura italiana all’Università di Bologna, ceduta, qualche anno prima della sua morte, avvenuta nel 1907, a Giovanni Pascoli che era stato suo allievo. Nel 1890 fu nominato senatore del Regno d’Italia e nel 1906 fu insignito del premio Nobel per la letteratura, primo italiano a ricevere tale prestigioso riconoscimento internazionale.
La produzione poetica del Carducci è distribuita in alcune raccolte: Juvenilia (Cose giovanili) e Levia Gravia (Cose leggere) sono le opere giovanili, in cui il poeta proclama di essere “scudiero dei classici”; Inno a Satana esprime un radicalismo laico che sconfina nell’anticlericalismo; Giambi ed Epodi è una raccolta in cui non mancano le satire contro il potere temporale del Papato ed i governanti italiani deboli e imbelli; Rime nuove contiene la poesia degli affetti e del dolore, unitamente ai ricordi dell’infanzia ed alla rievocazione di alcune gloriose epoche storiche; Odi barbare propone un’ardita operazione di commistione di forme della metrica classica con quelle della metrica moderna; Rime e ritmi, in cui alla poesia del ricordo, del paesaggio e della malinconia, si unisce la poesia della storia, con l’accentuazione di elementi celebrativi e retorici, tipici di un Carducci ormai consacrato poeta ufficiale dell’Italia di Crispi e di Umberto

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