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La vita


Giosue Carducci nacque nel 1835 a Valdicastello(in cui vi è un clima mite che influenzerà la sua poetica), in Versilia, da una famiglia medio borghese. Studiò alla scuola normale superiore di Pisa, laureandosi in lettere nel 1856 e iniziando la carriera di insegnante nelle scuole secondarie.
Nel 1860 il ministro dell’istruzione Mamiani gli assegnò la cattedra di letteratura italiana a Bologna fino al 1904, sostituito da Pascoli. Due anni dopo ottenne il Nobel per la letteratura e l’anno successivo morì.

L’evoluzione ideologica e letteraria


Negli anni giovanili Carducci è caratterizzato da idee democratiche e repubblicane, seguendo con entusiasmo le vicende risorgimentali. Alla fine del processo unitario, con la monarchia e l’ascesa della destra storica, Carducci prova una forte delusione e nei confronti del governo si oppone violentemente, tanto che subisce una sospensione dall’insegnamento.Carducci è stato anche massone e anticlericale(infatti scrive l’Inno a Satana).
Dopo la presa di Roma (1870) inizia a moderare le proprie posizioni, avviandosi verso il nazionalismo, sostenendo la politica autoritaria di Crispi e le sue imprese coloniali.
Riguardo alla letteratura egli assume, negli anni giovanili, posizioni antiromantiche, mirando alla restaurazione di un discorso poetico “alto”, recuperando la dignità dei classici. Per le sue idee si scontra spesso con gli altri intellettuali.
Il poeta subisce l’influenza del classicismo “Secondo Impero”, impregnato di esotismo, estetismo, di tematiche baudelairiane: lo spleen soprattutto. Carducci non è un poeta maledetto ma risente della poetica di Baudelaire.

Odi barbare


Nel 1877 uscì un primo libro di Odi barbare, in cui Carducci abbandonava i metri tradizionali italiani, cercando di riprodurre quelli classici(con il sistema accentuativo italiano, e quindi barbato). Nel 1882 seguì un altro libro e un terzo nel 1889.
La metrica latina si fondava sulla quantità (= alternanza di sillabe lunghe o brevi, raggruppate in vari tipi di metri) e Carducci riproduce i metri classici come sé fossero letti secondo il ritmo accentuativo moderno, senza tener conto della quantità. Il poeta definisce barbara questa metrica perché agli orecchi di un greco o latino, quei versi suonerebbero come sé fossero detti da un barbaro(colui che non sapeva parlare greco, e quando parlava balbettando). In realtà nei suoi versi si possono riconoscere i versi della tradizione poetica italiana.

Differenza tra esotismo di Baudelaire e quello di Carducci


C’è una differenza importante nel modo di concepire l’esotismo da parte dei due autori: se per Baudelaire l’esotismo è il viaggio dell’io lirico verso un paradiso perduto, per Carducci l’esotismo è il classicismo, il quale si basa su una ricerca interna. Il classicismo, quindi, in Carducci, coincide con l’esotismo.
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