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Gabriele D'Annunzio

La vita mondana
Gabriele D’annuncio nacque a Pescara il 12 marzo 1863.
Si trasferisce a Roma, dove inizia una vita di relazioni mondane, si segnalò come poeta degli ambienti colti e sposò la duchessina Maria di Gallese, dalla quale ebbe tre figli, ma ebbe poi diverse avventure sentimentali.
Ha collaborato con giornali di prestigio e inizia un’ascesa letterario all’insegna del dandismo, fondato su un ideale estetico di ostentata eleganza.
Nel 1889 ottenne successo con il romanzo Il piacere, in cui l’estetismo si esprimeva nella volontà di “fare della propria vita un’opera d’arte”, di dedicarsi alla creazione e al godimento della bellezza, innalzandosi nell’arte e nella quotidiana, al di sopra della folla.

A Napoli
Visse a Napoli e si legò sentimentalmente alla principessa Maria Gravina, dalla quale ebbe una figlia.
Questa fase estetizzante della sua vita e della sua opera fu gestita con la ricerca dell’erudizione, della vita dispendiosa fatta da viaggi e scandali.

La relazione con Eleonora Duse
Nel 1895 conobbe l’attrice Eleonora Duse e si trasferì con lei a Firenze, in una villa dove diede libero sfogo al suo estetismo, creando un ambiente ricco di libri preziosi, simboli dell’esistenza dell’uomo superiore, dilapidando cifre folli in cavalli e opere d’arte.

L'impegno politico
Dal 1897 lo scrittore si era lanciato nell’attività politica.
Interrotta la relazione con la Duse, nel 1905 si legò a una marchesa e poi ad altre donne, proseguendo la sua vita dispendiosa. Dapprima fu a Parigi, dove conobbe intellettuali e artisti.
Scoppiata la prima guerra mondiale tornò in Italia e si impegnò alla propaganda interventista, partecipando in prima linea a diverse imprese, realizzando l’ideale del superuomo.
Nel gennaio 1916 un incidente aereo gli procurò la cecità permanente all’occhio destro, costringendolo all’immobilità per tre mesi: in questo periodo compose le prose del Notturno che scrisse bendato, su listelle di carta preparate dalla figlia Renata, per scrivere senza andare a capo.
Fu soprattutto l’impresa di Fiume, a consacrarlo come eroe. La prima guerra mondiale si era conclusa in modo insoddisfacente per l’Italia, che aveva avuto molti morti e perduto la città croata di Fiume (vittoria mutilata). Il poeta guidò la marcia e occupò Fiume. Con questa avventura si concluse la fase politica di D’Annunzio.

Trascorse l’ultima parte della sua vita vicino a Brescia, dove era circondato da oggetti prezioni e di gusto ostentato. Muore nel 1938.

La prima produzione lirica
Primo vere: l'influenza di Carducci
Il suo primo libro di poesie Primo vere, risente delle Odi barbariche di Carducci, la cui lettura costituì “la scossa rivelatrice” e si avvicina in questo modo alla letteratura classica.

Canto novo: panismo e sensualità malinconica
La seconda raccolta è Canto novo. Nell’edizione definitiva troviamo 27 liriche divise in due sezioni.
La struttura è una cronaca poetica di una vacanza estiva di due giovani amanti tra le selve d’Abruzzo e il mare. Si fondono nell’ambiente naturale all’insegna dell’esaltazione dei sensi.

Vengono fissati i due elementi principali che si trovano in D’Annunzio:
1. Vitalismo: istinto vitale dell’uomo di volersi coinvolgere nella natura. Il culto della sensazione tende ad assimilare uomo e natura, a frantumare la realtà in più elementi senza ordine né gerarchia; da ciò nasce il gusto, sulla scia dei simbolisti francesi, per l’accostamento analogico che crea rapporti tra immagini diverse e la caratteristica frammentarietà dell’arte dannunziana, fatta di fugaci impressioni e suggestioni musicali.
2. Panismo: deriva dal Dio Pan (Dio della natura), che porta all’antropomorfismo (es. pioggia del pineto -> atteggiamento malinconico).

La produzione lirica successiva è influenzata dalla vita mondana dei salotti romani e dal gusto del pubblico di cui D’Annunzio intendeva rivolgersi: ne derivano toni languidi e atmosfere decadenti.

Poema paradisiaco
Il Poema paradisiaco fu scritto durante il soggiorno a Napoli, in un periodo di ripiegamento interiore e risente del desiderio di rinascita morale.
La raccolta è strutturata secondo un itinerario autobiografico che in tre sezioni ripercorre gli amori passati, per arrivare a una nuova fase di bontà e innocenza.

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