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Gabriele D’Annunzio - Il Piacere: riassunto e commento


Il romanzo è diviso in quattro parti che, tuttavia, non seguono un rigido ordine cronologico. Nella prima parte, il conte Andrea Sperelli sta aspettando nel suo appartamento romano di piazza di Spagna,della sua ex amante, la divina Elena. L’aveva salutata nella primavera dell’anno precedente e qualche giorno prima l’aveva incontrata di nuovo e da lei aveva ottenuto la promessa di un appuntamento intimo.
Tuttavia, da questo incontro, il giovane non ottiene quello che sperava. Il libro successivo comprende, tramite dialoghi e rievocazioni, la retrospettiva del precedente rapporto come il primo incontro avvenuto ad un ricevimento mondano, i primi convegni amorosi avvenuti in ambienti di estrema ricercatezza e il commiato. Veniamo a sapere che Elena, vedova del duca di Scerni, per calcolo, è convolata a nuove nozze con lord Heathfield. Ossessionato da tutti questi ricordi, Andrea si dedica a tutta una serie di comportamenti erotici fino ad essere gravemente ferito in duello da un rivale. Decide, allora, di trascorrere la convalescenza al mare, nella casa della cugina. Qui, Andrea conosce un’amica di quest’ultima, Maria Ferres che si trova anch’essa nella villa, insieme alla figlia per trascorrere un periodo di vacanza. Se da un lato, Andrea è affascinato dalla bellezza di Maria, dall’altro, la donna è attratta dalle raffinate qualità del giovane che oltre a dedicarsi alla composizione di poesie si cimenta nei lavori di incisione. Così, fra i due nasce una storia d’amore. Con l’arrivo dell’autunno, i due lasciano la villa per rientrare a Roma. La 3.a parte si svolge nella capitale italiana dove Andrea mantiene un rapporto amoroso freddo ed ambiguo sia con Maria che con Elena. (Questa narrazione corrisponde con l’incipit del romanzo). Nei confronti di Maria il giovane prova una passione sincera, mentre Elena rappresenta la possibilità di un gioco erotico e raffinato. In pratica, Maria costituisce uno sdoppiamento di Elena, da cui Andrea sa ricavare nuove eccitazioni. Nella prima notte d’amore con Maria, nell’impeto della passione, egli si lascia sfuggire un’invocazione ad Elena. Maria capisce tutto e preso dall’orrore, fugge. Andrea costituisce la versione italiana dell’eroe decadente e D’Annunzio continuamente sottolinea la sua discendenza aristocratica, la sua bellezza, la sua prestanza fisica, il suo impegno di dare alla vita un senso estetico e la raffinatezza del contesto ambientale in cui egli vive.

Nel romanzo si nota anche una certa ambiguità, più o meno latente. Di fronte alla strage di Dogali a Roma si ebbero dei tumulti. Tale avvenimento dà fastidio a Andrea Sperelli che definisce i soldati italiani che furono trucidati come “Quattrocento bruti, morti brutalmente”. La frase ebbe molta risonanza e persino Benedetto Croce a distanza di quasi quaranta anni la citò con riprovazione. Alle critiche l’autore rispose affermando che la frase era stata pronunciata da Andrea e non da D’Annunzio, che nel giovane nobile rimane voleva descrivere la mostruosità morale ed il cinismo, un mezzo per caratterizzare ancora meglio l’animo del protagonista. Infatti, se gli sfugge un commento simile non è per mancanza di sensibilità, ma per mancanza di senso morale della vita. Nonostante questa interpretazione, non si può fare a meno di notare che, nel romanzo, Andrea Sperelli e D’Annunzio si immedesimano: nel personaggio D’Annunzio proietta le sue esperienze biografiche, i suoi gusti ed i suoi atteggiamenti. Per quanto riguarda le tecniche narrative, nel romanzo coesistono il narratore interno ed il narratore esterno. Infatti, nella descrizione delle vicende che riguardano più da vicino Andrea, l’autore utilizza il narratore esterno per arrivare ad un certo distacco nei confronti del protagonista e per poter esprimere, eventualmente, un giudizio di merito; invece, nella descrizione della vicenda di Maria, fatta attraverso un diario intimo, la tecnica è quella del narratore interno. Coin Andrea Sperelli, D’Annunzio ha creato una tipologia di uomo che ricorre continuamente nella sua produzione letteraria e su cui, successivamente, sarà innestato il mito del superuomo.
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