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Gabriele D’Annunzio - L’innocente


Il romanzo è strutturato sotto forma di narrazione in prima persona del protagonista (= tecnica del narratore interno) ed è incentrato sulla figura di Tullio Hermil e della moglie Giuliana. Dotato di molte capacità spirituali, Tullio si dedica anima e corpo e con una bontà eccezionale all’assistenza della moglie ammalata, anche se continua ad essere attratta dalla relazione con l’amante Teresa Raffo.
Quando egli riesce a liberarsi da questo legame, crede di aver scoperto degli indizi di una presunta relazione di Giuliana con lo scrittore Filippo Arborio, che più tardi sarà colto da una malattia mortale. Abbandonata Teresa, Tullio si riavvicina alla moglie e i due decidono di trascorrere un periodo di vacanza nella pace della campagna, dove i due coniugi ritrovano la pace affettiva di un tempo. Giunge, però, la notizia che Giuliana è incinta e questo fa riemergere i sospetti, complicando il rapporto fra i due e facendo sorgere nella loro mente un progetto delittuoso: sopprimere il bimbo che nascerà perché testimonianza di un errore passeggero e, nel contempo ostacolo alla realizzazione del loro amore in grado di arrivare a livelli più alti.

Il delitto viene compiuto da Tullio che decide di esporre il bambino (e quindi l’innocente) alla rigidità del freddo invernale. Tale azione crudele, perpetrata una sera, mentre tutta la famiglia è uscita per assistere ad una messa di Natale, causerà nell’animo dei due protagonisti un cupo senso di desolazione e una presa di coscienza del fallimento della loro vita. Infatti, tutta la famiglia è presa dalla disperazione e Tullio è divorato da un senso di colpa e dal tormento di aver ucciso un innocente; impassibile e senza confessare il misfatto, egli partecipa al funerale del piccolo e il romanzo inizia proprio nel giorno dell’anniversario della morte del bambino.
Nel romanzo, D’Annunzio intende contemplare, con una certa dose di compiacimento, la bontà e la purezza d’animo del protagonista quando si dedica alle cure della moglie ammalata. Tuttavia tale volontà di arrivare ad un mondo fatto di buoni sentimenti e di rigenerazione fallisce nel suo intento. Questo desiderio di redenzione non riuscita e di falsa bontà ci rimanda a Tolstoj di cui, nel romanzo, sono frequenti le citazioni.
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