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Le laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi - d'Annunzio

Le Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi è un ciclo che prevedeva 7 libri, i quali nomi erano presi dalla costellazione delle Pleiadi. Nella mitologia greca le Pleiadi erano le figlie di Atlante e Pleione, che Zeus trasforma in costellazioni. Riprendono le laudi delle creature di San Francesco, sebbene il contenuto sia completamente diverso: non c’è nulla di spirituale, anzi sono anticristiane, con contenuti molto terreni. Originariamente i libri dovevano essere 7 ma d’Annunzio ne scriverà solo 3. I nomi delle pleiadi sono: Maia, Elettra, Alcyone, Merope, Asterope, Taigete e Celano. In questa raccolta di opere è evidente il panismo. Nell’Alcyone questo è particolarmente presente. Esso è una sorta di enfasi: nel decadentismo i poeti decadenti cercavano l’estasi per congiungersi con l’infinito, con il mistero. In questo caso l’enfasi veniva raggiunta immergendosi nella natura: avveniva una trasformazione in cui l’uomo diventa natura e la natura si umanizza.

D’Annunzio scrive Maia, Elettra e Alcyone; aggiunge poi Merope e Asterope. La più interessante raccolta di questo ciclo è Alcyone, che ha come idea fondamentale il panismo: la fusione totale fra uomo e natura; essa avviene soprattutto nella donna. Racconta di un’estate passata in Versilia da questi due amanti: il protagonista ed Ermione, che non sono altro che d’Annunzio e la Duse.
A livello poetico d’Annunzio si avvicina ai simbolisti francesi; quello che non coglie da questi ultimi è il voler svelare il mistero che sta dietro la poesia; i simbolisti vogliono andare oltre l’oggetto, il fenomeno: attraverso il simbolismo riescono a cogliere l’oltre che è dietro gli oggetti, le cose e la natura che siamo soliti vedere. Questa ricerca del mistero non interessa d’Annunzio; ad egli importa solo del simbolo che sta nella parola, un simbolo fine a sé stesso. Egli usa le parole perché hanno una musicalità (ripresa da Verlaine).
Nelle sue poesie fa molto ricorso alla sinestesia, l’analogia e l’allitterazione. Per quanto riguarda il metro utilizza il verso libero.

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