Indice

  1. D’Annunzio - Ho gli occhi bendati
  2. La debolezza dell’autore
  3. D’Annunzio resta sempre se stesso
  4. Uno stile suggestivo
  5. Annotazioni
  6. Scienza e tecnica

D’Annunzio - Ho gli occhi bendati

L’inizio di Notturno descrive il faticoso avvio dell’operazione dello scrivere.

La debolezza dell’autore

Il superuomo di un tempo è costretto a letto, al buio, immobile. Chi aveva proclamato «il verso è tutto», immaginando così di poter dominare, con la propria parola, l’intera realtà, diviene ora lo scrittore dagli «occhi bendati», che può scrivere solo su labili supporti come le striscioline di carta: è l’immagine di una debolezza estrema. Colui che è stato il poeta delle sensazioni più splendide ed eccitanti adesso è costretto a guardare nel buio della propria coscienza. L’occhio non riesce più a seguire la mano che scrive. In questa cecità («La stanza è muta d’ogni luce. Scrivo nell’oscurità. Traccio i miei segni nella notte», rr. 14-15) crollano le certezze, tutto appare incerto.

D’Annunzio resta sempre se stesso

Le difficoltà sono tante, eppure lo scrittore riesce a trovare una via d’uscita, e a imporre così – ancora una volta – la propria volontà. Con orgoglio ricorda la soluzione delle «liste» preparate dalla figlia: egli può così paragonarsi alle antiche «Sibille che scrivevano la sentenza breve su le foglie disperse al vento del fato» (rr. 27-28); è qui all’opera il d’Annunzio letterato ed erudito. In altri spunti ritorna il poeta esteta, amante delle sensazioni: «Sento con l’ultima falange del mignolo destro l’orlo di sotto » (r. 9). Anche il particolare della notte «solida contro l’una e l’altra coscia come un’asse inchiodata» (r. 15) traduce in una sensazione fisica, corposa, l’immobilità e il buio che imprigionano lo scrittore.

Uno stile suggestivo

Per quanto riguarda lo stile, spiccano le frasi brevi di Notturno. Fa eccezione il lungo periodo aperto da «Quando la dura sentenza del medico…» (r. 17 e ss.): questa sequenza viene corretta dall’autore nel momento della successiva rielaborazione del testo. Per il resto, tutto si fissa in un continuo tempo presente: una dimensione temporale tipica della poesia in versi, più che della prosa; Notturno ci mette davanti a un tipo di prosa d’arte assai moderna e suggestiva.

Annotazioni

1. torso: busto.
2. lista: striscia.
3. lapis: matita.
4. la dirittura: l’andamento diritto.
5. giuoco: movimento.
6. muta: priva.
7. la dura sentenza del medico: quella con cui gli viene annunciato di avere perso un occhio e che durante la convalescenza dovrà mantenere bendato l’altro.
8. soglia nera: quella della cecità.
9. nella seconda … seguenti: perché, scrivendo storto, si sovrappongono alla prima.
10. Sibille … fato: le Sibille, profetesse del mondo classico, venivano interrogate sul futuro e le loro risposte erano tracciate su foglie ammucchiate a caso, perciò risultava difficilissimo interpretarle.
11. Sirenetta: nome poetico con cui l’autore chiama la figlia Renata.
12. attigua: adiacente.

Scienza e tecnica

Nel suo stato di temporanea cecità d’Annunzio registra l’acuirsi degli altri sensi, in particolare del tatto e dell’udito. Questa forma di compensazione e di potenziamento sensoriale è una realtà comprovata da diversi studi scientifici, i quali hanno inoltre rilevato l’esistenza di altre percezioni fisiche che si aggiungono ai canonici cinque sensi (come la temperatura, il dolore ecc.). Anche le moderne tecnologie – in campo medico e non solo – offrono diversi strumenti per supportare o aumentare le nostre facoltà di interagire con lo spazio .

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