Eugenio Montale


Vita


Nato a Genova nel 1896 da un’agiata famiglia della media borghesia.
Tra il 22 e il 23 → villa di Monterosso, Anna degli Uberti (Annetta-Arletta)
Nel 1925 Montale firma il manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce (vita schiva e appartata negli anni del fascismo)
Sempre indeciso sull’indirizzo da dare alla propria vita “pratica”, il poeta arriva fino ai 30 anni senza un lavoro fisso; nel 1927 finalmente venne assunto come redattore presso la casa editrice fiorentina Bemporad.
Dovette quindi trasferirsi a Firenze, dove nel 1929 venne nominato direttore della Biblioteca del Gabinetto Vieusseux fino al 1938, quando fu allontanato dall’incarico perché si era sempre rifiutato di prendere la tessera del Partito fascista.
1933 → conosce Irma Brandeis (Clizia), studiosa ebrea che scappa negli USA
Questi anni sono caratterizzati da una straordinaria intensità di rapporti umani e culturali. In questo periodo si situa anche l’inizio del rapporto affettivo con Drusilla Tanzi (Mosca), che sarebbe divenuta ben presto la compagna e poi la moglie di Montale.
Dopo la Liberazione Montale partecipò al CLN e aderì al Partito d’azione (unica e breve partecipazione attiva alla vita politica).
Nel 1948 si trasferisce a Milano, dove lavora come redattore del “Corriere della Sera”; muore nel 1981.
Gli ultimi anni sono prodighi di riconoscimenti nazionali (per esempio la nomina a senatore a vita nel 1967) e internazionali (il premio Nobel assegnatogli nel 1975).

Ossi di seppia (1925)


I rapporti con il contesto culturale
Shopenhauer → pessimismo, la realtà sensibile è una “parvenza” ingannevole
D'Annunzio → riferimenti di termini, ma superamento del vitalismo panico, dell'abbandono sensuale, dell'aulico e del sublime
Pascoli → procedimenti stilistici e scelta di oggetti “poveri”, ma non oggetti simbolici
Gozzano → rifiuto dell'aulicità della poesia, di soluzioni ironiche e più prosastiche
Leopardi → tensione verso l'assoluto che respinge, lacerazione Io-natura
Dante → descrizione di paesaggi anti-idillici, stile
Eliot → correlativo oggettivo

Il titolo e il motivo dell'aridità

Gli “ossi di seppia” sono i residui dei molluschi che si trovano sulla spiaggia, e rappresentano la condizione umana. Infatti così come gli ossi vengono respinti dal mare, l'uomo viene respinto dall'assoluto, rimanendo in una condizione di prigionia dalla quale non si può scampare.
Un tema centrale della raccolta è il tema dell'aridità. Il paesaggio è quello ligure, ma non è mai proposto nella sua realistica fisicità ma si innalza sempre in una posizione metafisica:
Paesaggio arido → lacerazione con la natura, il paesaggio non rincuora l'uomo
Sole → forza che prosciuga ed inaridisce la vita (no D'Annunzio)
Muro → condizione esistenziale della vita non ha via di scampo, è insuberabile
Eterno ritorno del tempo → ripetersi monotono di gesti e azioni, in cui l'uomo di illude di muoversi ma in realtà il suo è solo un “immoto andare”

Crisi d'identità, memoria, Indifferenza

Montale tocca anche uno dei grandi temi della letteratura del '900: la frantumazione del soggetto, che è appunto effetto di questa condizione di prigionia umana.
Questa crisi del soggetto fa sì che lo stesso si senta in totale disarmonia con il mondo esterno. La condizione di armonia con la natura era stata possibile solo con l'Infanzia, che viene ricordata con rimpianto. Ma la stessa memoria non può essere salvezza, perché riportando in vita il passato porta il tempo ad essere immobile.
Montale propone come possibilità di salvezza la Divina indifferenza, un atteggiamento di stoico distacco, una saggezza che deriva dalla consapevolezza (=Leopardi)

Poetica

Montale non ha fiducia della parola poetica che può arrivare all'essenza. Ne consegue il rifiuto del lirismo, del simbolismo e dell'analogia. Quella di Montale è una poetica degli oggetti: essi vengono citati della poesia come equivalenti di concetti più astratti.
Gli oggetti montaliani sono umili e prosaici; lui stesso dirà di prediligere realtà povere, in contraddizione ai “poeti laureati” che cantano realtà nobili.
Come già detto Montale ha come modello Eliot per la poetica del correlativo oggettivo. Dove il simbolismo analogico giocava sul piano irrazionale, Montale tende ad un rapporto razionale col mondo fondendo poesia e pensiero.

Le occasioni (1939)


Poetica degli oggetti

La raccolta viene pubblicata da Einaudi. Il poeta porta alle estreme conseguenze la poetica del correlativo oggettivo, facendo venir meno l'elemento autobiografico dell'occasione, ovvero la situazione che ha indotto alla riflessione. La poesia diviene più concettuale e difficile da decifrare, proprio perchè non viene mai esplicitato il significato concettuale degli oggetti.
Lo stesso stile si fa elevato e denso, eliminando completamente il prosastico.
In questo sviluppo della poetica agì il trasferimento del poeta nel 1927 e l'impegno nella rivista “Solaria”, un gruppo di intellettuali che avevano una concezione aristocratica della poesia (=Montale non ci spiega una sega a noi poveri scemi) e che consideravano questa l'unica difesa di fronte al degrado e al disfacimento, l'unico baluardo di valori alti di civiltà di fronte alla barbarie. La poesia non deve dire qualcosa ma esercitarsi.

Donna salvifica

Questa religione della poesia e della cultura si proietta nel motivo della donna-angelo, una nuova Beatrice dotata di intelligenza e chiaroveggenza (legge il suo tempo), capace di indicare la salvezza dall'inferno del quotidiano.
Le altre immagini di donne (Arletta, Dora Markus) proiettavano l'inquietudine esistenziale del poeta. La nuova figura rappresenta invece un'alternativa totale all'esistente.
Nella raccolta La bufera questa donna prende il nome di Clizia
• nella mitologia greca, donna trasformata da Apollo (dio della poesia e del sole) in un girasole che volge lo sguardo sempre al sole
• Clizia è Irma Brandeis, ebrea americana che lasciò l'Italia nel 38 a causa delle leggi razziali
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