Concetti Chiave
- La novella "Calandrino e il maiale rubato" è parte del Decameron di Boccaccio e racconta di un inganno ai danni del protagonista Calandrino, un uomo semplice e credulone.
- I temi principali includono la beffa e l'ingenuità, evidenziando come i più astuti riescano a manipolare i più ingenui.
- Il contesto è ambientato nella campagna toscana medievale, riflettendo le usanze e la vita quotidiana del tempo, con personaggi comuni e realistici.
- Calandrino rappresenta l'uomo del popolo, mentre i suoi amici Bruno e Buffalmacco sono i burattinai della beffa, mostrando un contrasto tra furbizia e ingenuità.
- Boccaccio utilizza un registro comico e colloquiale, con un linguaggio semplice e vocaboli fiorentini, per rendere la narrazione vivace e in sintonia con il tema della beffa.
Questo appunto si concentra sulla novella di Calandrino e il maiale rubato. L’obiettivo è quello di riassumere e analizzare la novella scritta dal letterato fiorentino Giovanni Boccaccio e contenuta nella sua più celebre Opera: il Decameron, composto nel 1349 e il 1351. La novella è l’ottava della sesta giornata, viene raccontata da Filomena.
Indice
La Beffa del Maiale
Calandrino possiede un piccolo podere non lontano da Firenze, in queste campagne l’uomo, ogni anno alleva un maiale, durante il mese di Dicembre Calandrino si reca al podere con la moglie fa macellare e salare il maiale come provvista per l’inverno e per l’intero anno. Nell’anno in cui si svolge la vicenda però Calandrino si trova costretto a recarsi al podere da solo poiché la moglie è malata. I suoi due amici Buffalmacco e Bruno, scoprono che Calandrino andrà solo e decidono di fargli uno scherzo. I due amici vedendo il maiale propongono a Calandrino di vederlo e far credere alla moglie che sia stato rubato, ma lui non accetta, loro allora fanno ubriacare Calandrino per rubargli il maiale. La mattina seguente Calandrino non trova il maiale, i due lo accusano di averlo venduto per tenere i soldi. Come soluzione Bruno e Buffalmacco propongono di organizzare una cena per il paese facendo un incantesimo sul cibo in modo che il colpevole del furto non possa riuscire a mangiare nulla. Il giorno seguente i due imbroglioni riuniscono la gente del paese e iniziano a distribuire le polpette, tra queste ce ne sono due amare che Bruno ha fatto cucinare appositamente per Calandrino in modo da incastrarlo, infatti nel momento in cui inizia a mangiarle le sputa immediatamente e in questo modo si autoaccusa del furto. A questo punto Bruno e Buffalmacco lo ricattano per non spifferare tutto alla moglie e si fanno dare due Capponi.
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Temi e Ambientazione
Questa novella fa parte del Decameron di Giovanni Boccaccio, e come nel resto dell’opera, anche qui sono presenti due narratori, uno di primo grado che è lo stesso autore dell’opera Boccaccio e un narratore di secondo grado, colui che narra la novella che in questo caso è Filomena. I temi trattati in questa novella sono principalmente quello della beffa (tema dell’intera giornata) e quello dell’ingenuità contrapposta all’intelligenza e all’arguzia, poiché chi si fa beffa dell’ingenuo, riesce a manipolarlo a suo piacimento. La novella presenta come ambientazione principale quella contadina medievale, in particolare quella toscana. Nel luogo in cui si svolge la vicenda sono quindi attive ancora quelle usanze medievali per cui se uno dei contadini si trova in difficoltà gli altri contadini vanno in suo aiuto. I personaggio sono quindi persone comuni che vivono sia nella società cittadine che in quella rurale adiacente alla città di Firenze. Boccaccio è innovativo in questo, poiché scrive della gente del suo tempo e della sua città in maniera realistica e veritiera. Possiamo infatti cogliere la “fiorentinità” dei personaggi, questo anche perché i tre protagonisti sono realmente esistiti nella Firenze del 1300, Calandrino, Bruno e Buffalmacco sono infatti tre pittori fiorentini. Se analizziamo la novella il tempo della storia corrisponde alla data reale degli eventi, notiamo una corrispondenza esatta tra la fabula e l’intreccio. Il registro utilizzato da Boccaccio in questa novella è principalmente quello comico, viene scelto questo registro dall’autore perché è quello più adatto al tema della beffa. Sempre per questo motivo il registro è quello colloquiale, all’interno della novella troviamo, infatti, moltissimi vocaboli fiorentini, non ricercati, anche la sintassi è semplice con prevalenza di coordinate, come quella tipica del linguaggio parlato. Il tema della beffa in questa novella assume un significato specifico: il beffatore è colui che riesce a controllare ciò che deve accadere, tiene le redini della situazione attraverso le sue azioni e le sue parole.
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Caratterizzazione dei Personaggi
Nonostante Boccaccio non si soffermi sulla descrizione dei personaggi delle sue novelle, dalla letture di queste risulta semplice immaginarne l’aspetto fisico e il carattere. Calandrino, il protagonista, incarna la figura dell’uomo del popolo, quell’uomo sempliciotto e ignorante che crede a tutto ciò che gli viene detto, nonostante ciò lui è convinto di essere furbo e questo aspetto fornisce maggiore comicità al suo personaggio. Bruno e Buffalmacco, incarnano invece la figura dello scansafatiche, come Calandrino credono di essere furbi e intelligenti ma pure loro si rivelano poi essere degli sciocchi. I protagonisti della novella sono statici, non evolvono, mantenendo inalterate le loro caratteristiche psicologiche durante l’intera vicenda. Come si può dedurre dalla lettura della novella possiamo dedurre che Calandrino è il protagonista, Bruno e Buffalmacco sono invece i suoi antagonisti che aiutati da altri personaggi come il prete organizzano la beffa ai danni del protagonista, facendolo ubriacare per rubargli il maiale.

per approfondimenti su Giovanni Boccaccio vedi qui
Calandrino nella Storia
Come già detto Calandrino è un personaggio realmente esistito, il suo vero nome è Giovannozzo di Pierino un pittore vissuto a Firenze nella prima metà del Trecento, nonostante ciò è noto principalmente per essere il protagonista di alcune novelle del Decameron, come Calandrino e il maiale rubato o Calandrino e l’elitropia. In entrambe le novelle Calandrino incarna il sempliciotto, il credulone, colui di cui farsi beffa.
per approfondimenti su Calandrino e l'elitropia vedi qui
Domande da interrogazione
- Qual è il tema principale della novella "Calandrino e il maiale rubato"?
- Chi sono i protagonisti della novella e quale ruolo svolgono?
- Qual è l'ambientazione della novella e come influisce sulla storia?
- In che modo Boccaccio caratterizza i suoi personaggi?
- Qual è il registro stilistico utilizzato da Boccaccio nella novella?
Il tema principale è la beffa, che si intreccia con l'ingenuità di Calandrino, il protagonista, che viene manipolato dai suoi amici Bruno e Buffalmacco, evidenziando il contrasto tra intelligenza e ingenuità.
I protagonisti sono Calandrino, Bruno e Buffalmacco. Calandrino è l'ingenuo che subisce la beffa, mentre Bruno e Buffalmacco sono i beffatori che orchestrano lo scherzo ai suoi danni.
L'ambientazione è quella contadina medievale toscana, che riflette le usanze del tempo e il contesto sociale, contribuendo a rendere la storia realistica e veritiera, con personaggi comuni della Firenze del 1300.
Boccaccio non si sofferma su descrizioni fisiche dettagliate, ma attraverso le azioni e i dialoghi riesce a far emergere le caratteristiche psicologiche dei personaggi, come l'ingenuità di Calandrino e l'astuzia di Bruno e Buffalmacco.
Il registro è principalmente comico e colloquiale, con un linguaggio semplice e vocaboli fiorentini, adatto al tema della beffa e alla rappresentazione della vita quotidiana dei personaggi.