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La peste non diviene occasione per una riflessione sulla caducità dell’esistenza; al contrario, i dieci giovani rispondono alla corte con la vita, con lo splendore del locus amoenus in cui si ritirano. Il giardino, dove si riuniscono i dieci giovani è il luogo in cui sono restaurati gli ideali di una vita cortese e nobile e i valori dell’onestà, del rispetto, dell’amicizia. Il racconto-cornice esplica un’ importante funzione narratologica: affidando il racconto delle novelle ai dieci giovani, lo scrittore crea una sorta di duplice piani di narrazione: lo scrittore in questo modo delega ai narratori interni la responsabilità della scelta dei temi, celandosi dietro il loro racconto. Il mondo del Decameron abbraccia tutti i tipi umani e tutti gli strati sociali; il protagonista indiscusso dell’opera è l’uomo con i suoi desideri, i suoi pensieri. Anche l’orizzonte geografico del Decameron è vastissimo: si spazia dall’Italia all’Oriente. Le località più rappresentate sono Firenze e la Toscana contemporanea; un posto particolare è riservato a Napoli. La narrazione boccacciana è improntata al più concreto realismo e non concede nai alcuno spazio agli elementi magici e fantastici, dal momento che l’autore intende scoprire e descrivere la realtà umana senza pregiudizi. Le forze che regolano la vita dell’uomo costituiscono i temi intorno ai quali ruotano le storie raccontate: la natura, la fortuna, l’intelligenza, l’amore e la virtù. Il Decameron, dunque è caratterizzato da una molteplicità di temi. Le vicende umane appaiono dominate dalla fortuna capricciosa e mutevole. Essa cambia e sconvolge la realtà umana, mettendo continuamente a dura prova le capacità dell’uomo. Con lo stesso atteggiamento libero da pregiudizi, si indaga sull’amore, rappresentato nelle se varie sfaccettature. L’amore è sempre impeto dettato dalle leggi di natura e , in quanto tale è un sentimento legittimo e positivo. Per Boccaccio cercare di contrastare il sentimento d’amore è una violenza terribile e ingiusta come possiamo vedere nella novella Lisabetta da Messina (IV). Richiamando Dante, Boccaccio compone il Decameron con 100 novelle richiamando appunto alla totalità del primo 300’. Inoltre Boccaccio imita Dante anche nell’uso del linguaggio, di fatti all’interno del Decameron possiamo riscontrare l’utilizzo di un plurilinguismo come per esempio nella novella di Andreuccio da Perugia viene utilizzato uno stile basso. La scrittura boccacciana si adatta al multiforme mondo descritto, alternando stili e registri diversi. Si riscontra da un lato un linguaggio letterario, caratterizzato da un periodo lungo e complesso, dall’altro un linguaggio più immediato.

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