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Decameron, Andreuccio da Perugia

Seconda giornata. Sotto il reggimento di Filomena, narra Fiammetta.
Questa novella può essere divisa in tre parti:
1) Andreuccio era un ricco mercante di cavalli proveniente da Perugia che un giorno decise di andare a Napoli per acquistare altri cavalli. Lì, ingenuamente mostrò in pubblico un sacco pieno di 500 fiorini d’oro, che furono notati da una donna siciliana, Madonna Fiordaliso. Quest’ultima, dopo aver scoperto l’albergo di Andreuccio, gli inviò un messaggio nel quale vi era scritto che una nobildonna voleva incontrarlo. Così Andreuccio si recò a casa della siciliana ingannatrice, che si trovava in un quartiere malfamato di Napoli. La donna si finse sua sorella e gli raccontò tutta la sua storia. Andreuccio, vista l’ora, rimase a dormire là e recatosi nella latrina cadde. Così capì di essere stato ingannato e derubato.

2) Allontanatosi dalla casa, Andreuccio si rifugiò in un casolare, ma lì incontrò due ladri. Dopo aver loro raccontato l’accaduto lo aiutarono a ripulirsi calandolo in pozzo, ma quando videro arrivare le guardie lasciarono dentro Andreuccio.
3) Quando uscì dal pozzo Andreuccio incontrò di nuovo i ladri e da loro fu incaricato di spogliare la salma dell’ arcivescovo di Napoli. L’ arcivescovo, infatti, era stato seppellito con un rubino che valeva 500 fiorini. Arrivati in Chiesa Andreuccio entrò nell’arca di marmo, ma furbamente decise di non dare tutto ai ladri e di tenere qualcosa per sé. Prese l’anello di rubino e se lo mise in tasca, il resto lo diede ai due compagni. Quest’ultimi capirono l’ inganno e lasciarono Andreuccio dentro l’arca. Andreuccio , così, pensò alla sua fine, ma sentì dei passi: erano altri ladri, che come loro, avevano avuto la stessa idea. Quando uno dei ladri entrò afferrò la sua gamba e scappò via dalla paura. Andreuccio, dopo aver recuperato i 500 fiorini grazie all’anello, ritornò a Perugia.
Morale: bisogna aguzzare l’ingegno nel momento più brutto; bisogna essere accorti; non si devono mostrare le proprie ricchezze.

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