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Novella Landolfo Rufolo


"Landolfo Rufolo’’ è una novella del Decameron, una raccolta di 100 novelle scritta tra il 1949 e il 1951 da Boccaccio Giovanni, genere di narrazione breve in prosa che tratta vicende reali o immaginarie.
Le sequenze
Il testo narrativo è suddivisibile in 8 sequenze , ovvero segmenti di testo di contenuto unitario e senso logico compiuto.
1. La prima sequenza di introduzione al racconto è descrittiva e statica in cui sono rappresentati i luoghi e il personaggio protogonista. Landolfo è un ricco mercante di Ravello , località sulla Costa Amalfitana che desidera raddoppiare la sua ricchezza .
Questo segmento di testo corrisponde alla situazione iniziale in cui si assiste ad un equilibrio iniziale.

2. Nella seconda sequenza ,(La partenza di Landolfo) narrativa e riflessiva. Landolfo acquista una nave, la riempie di merci e raggiunge il porto di Cipro, rinomato per gli scambi commerciali, dove però si rende conto di avere mercanzie dello stesso genere di altri commercianti. Costretto a vendere ad un prezzo basso , partito con l’intento di si arricchirsi in realtà si ritrovò in miseria. Pertanto pensò che piuttosto che tornare a casa impoverito avrebbe preferito morire o rubare .

Si tratta quindi del momento in cui si rompe l’equilibrio iniziale e si mette in moto la fabula (esordio)
3. Nella terza sequenza di carattere narrativo e riflessivo (Landolfo corsaro) il protagonista pensa di poter rimediare alla disgrazia vendendo la propria nave e dopo aver comperato un’imbarcazione più agile si da alla pirateria. In un anno riesce ad accumulare una quantità di ricchezze maggiore di quella con cui era effettivamente partito. Pertanto conoscendo le difficoltà provocate dalla perdita delle ricchezze si convince di non sfidare più la sorte e che quanto accumulato gli sarebbe bastato per ritornare in patria.
4. La quarta sequenza (Landolfo fatto prigioniero) ha un carattere narrativo e alquanto dinamico infatti narra come Landolfo colto da una tempesta si ripara in un golfo dove però viene sorpreso da due grandi navi mercantili genovesi, i cui marinai riconoscendo il ricco abitante amalfitano, dopo averlo derubato, lo fanno prigioniero presso le proprie imbarcazioni.
5. La quinta sequenza, in cui la narrazione si intreccia con la descrizione del mare grosso
(chiamata: il naufragio) le navi genovesi colte da una tempesta, naufragano nei pressi di Cefalonia, Landolfo di aggrappa inizialmente ad una tavola e solo successivamente ad una cassa; passa un giorno intero in mare aperto.

6. La sesta sequenza (la bontà della femminetta ), narra il salvataggio del naufrago da parte di una donzella intenta nel lavare le proprie stoviglie presso la riva di una cittadina di Corfù. La giovane se ne prenderà cura e una volta che Landolfo avrà ripreso forze lo inviterà a tornare a casa restituendogli la cassa con cui l’uomo si era tratto in salvo.

7. Nella settima sequenza dal carattere narrativo e talvolta riflessivo, Landolfo apre la cassa e vi trova delle pietre preziose, che decide di nascondere temendo che la sorte gli volti le spalle ancora una volta.
8. Infine, nella sequenza denominabile il ritorno in patria, Landolfo giunge a Trani da dove con l’ausilio di altri mercanti riesce infine a tornare a Ravello. Con il denaro ottenuto dalla vendita di pietre preziose donerà una somma di denaro alla femminetta di Corfù, e ai mercanti di Trani. Decidendo di ritirarsi a vita privata. La sequenza contiene lo scioglimento della vicenda

Per quanto riguarda le circostanze che determinano l’avvio delle peripezie ,nella novella di Landolfo tutto comincia con un caso sfortunato, determinato da una circostanza esterna e dipendente anche dalle sue scelte: egli infatti prende una decisione che si rivelerà rovinosa, recandosi a vendere le proprie mercanzie sull’isola di Cipro. Alla responsabilità di Landolfo compete anche la scelta di farsi corsaro per recuperare le ricchezze perdute nel commercio, andando incontro ai pericoli che lo porteranno al naufragio. A questo punto, però, si verifica quell’imprevedibile intervento della Fortuna che si concretizza nell’insistente forza con cui il mare e il vento spingono verso Landolfo la cassa, l’oggetto simbolico magico cui è interamente legato il corso degli eventi .

Fabula e intreccio

Nella narrazione, l’organizzazione dei fatti fondamentali (intreccio) da parte dell’autore non si svolge con l’uso di anacronie ovvero di tecniche di cui l’autore si avvale per alterare il susseguirsi naturale degli eventi (cioè la ricostruzione dei fatti in successione logico cronologica che costituisce la fabula ). L’intreccio segue la fabula, cioè procede in ordine cronologico così come i fatti si sono svolti. Non sono presenti ne’ analessi, ossia il narratore non sospende il racconto per recuperare fatti successi in precedenza rispetto al momento in cui è giunta la storia né prolessi per anticipare i fatti che avverranno nel futuro.
Presenti invece l’ellissi ovvero omissione da parte dell’autore di eventi che nella realta’ accadono in un certo arco di tempo , ne sono espressione gli indicatori temporali quali ‘Il di seguente’, e l’analisi riscontrabile nell’analisi psicologica del protagonista di cui vengono riferiti i pensieri e le emozioni che concorre a rallentare l’azione narrativa.

Tempo

Prendendo in esame il tempo narrativo, la vicenda si svolge in un arco di tempo piuttosto lungo,( dalla partenza da Ravello al rientro trascorre oltre un anno). La prima parte della novella, che in realtà contiene la maggioranza degli avvenimenti e’ narrata in modo sintentico e sbrigativo. Il tempo del racconto si dilata durante le scene dell’ultimo viaggio in mare, della tempesta e del naufragio, mentre si restringe il tempo della storia che può essere calcolato in due giorni e tre notti. Nelle ultime tre sequenze il ritmo narrativo ha una nuova accelerazione: eventi che si sono svolti nell’arco di parecchi giorni sono narrati in modo sintetico, secondo la tecnica del sommario.

Spazio

La descrizione dei luogh di carattere denotativo , realistico grazie all’indicazione precisa di luoghi con denominazioni quali Corfu’ , Ravello fornisce una ampia estensione geografica dello spazio nel quale si svolge la vicenda.

Personaggi

Landolfo, il protagonista, è sicuramente un personaggio dinamico in quanto nel corso della vicenda subisce delle evoluzioni sul piano psicologico. Inizialmente si presenta come un uomo molto attaccato al denaro ingegnoso, intelligente, coraggioso, ma dalle numerose disavventure trarrà un importante insegnamento che lo convincerà a non rischiare piu’ ma soprattutto e a divenire riconoscente verso chi lo ha aiutato.
La donnetta di Corfù riveste il ruolo di mediatore positivo che salva Landolfo e la sua cassa.
I mercanti genovesi che hanno un ruolo di antagonisti, che catturano Landolfo derubandolo.
Nella novella ha inoltre enorme importanza, la presenza della sorte, ovvero di una vox media, che talvolta ha un ruolo positivo e talvolta negativo. La fortuna può essere quindi una combinazione imprevedibile di eventi (es: la cassa che il mare sospinge verso il naufrago), che modifica una situazione o risolve una vicenda.

Narratore

Anche in questa novella si distingue un narratore di primo grado in quanto Boccaccio parla direttamente ai lettori nella rubrica, un breve riassunto del racconto e un narratore di secondo grado esterno, eterodiegetico, ed onnisciente, una dei dieci giovani a cui viene delegata la narrazione nel Decamerone.
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