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Giovanni Boccaccio

Le notizie sulla vita di Giovanni Boccaccio sono varie ed incerte: si sa che nacque da una relazione illegittima tra Boccaccino di Chelino con una donna di cui non abbiamo informazioni; si pensa che il padre lo legittimò con Margherita de Mardoli a Firenze, tra giugno e luglio del 1313.
Boccaccio passò i primi quattordici anni della sua vita a Firenze, poi, nel 1327, si trasferì con il padre a Napoli, dove continuò l'apprendistato come bancario e mercante che già aveva iniziato nell'attuale capitale fiorentina, e cominciò a frequentare l'ambiente culturale che girava intorno alla figura di Roberto d'Angiò. Qui conobbe Paolo da Perugia, Paolino Minorita, Paolo dell'Abaco e Andalò del Negro, che furono i suoi primi maestri.

Compiuti i diciotto anni, cominciò gli studi di diritto canonico sotto l'esperta guida dello stilnovista Cino da Pistoia: si pensa che in questo ambiente, più che il suo interesse per gli studi che seguiva, quello per la letteratura.
Verso la fine del 1340 il Boccaccio lasciò Napoli per tornare a Firenze, dove a causa dell'incertezza politica ed economica, continuò ad aiutare il padre nelle sue attività mercantili. Nel 1348 la peste uccise il padre, e lo stesso anno nacque allo scrittore la prima figlia illegittima, Violante.
Nel 1350, Boccaccio iniziò un'attività diplomatica al servizio di Firenze, e l'anno successivo gli venne affidato l'incarico di dirigere il contrasto iniziato poco tempo prima tra Firenze e Napoli. Fu lo stesso Boccaccio ad invitare Petrarca ad insegnare nell'Università di Firenze, svolse compiti d'ambasciatore politico presso la corte di Ludovico il Bavaro, e portò a termine diverse "missioni", procurandosi incarichi pubblici sempre più importanti.
Entrò nuovamente in contatto con il Petrarca quando fu ospite di questo nel 1359; ormai guardava a lui come guida umanistica, si confrontò con lui riguardo a varie opere di autori famosi, condividendo spesso la sua opinione.
Nel 1360 Boccaccio abbandonò Firenze per Certaldo, dove sperava di trovare tranquillità lontano dalle insidie della capitale.
Ma già nel 1360 era in partenza per quello che si sarebbe rivelato un deludente viaggio a Napoli, dopo il quale venne nuovamente ospitato dal Petrarca a Venezia.
Nel 1365, poichè l'atmosfera politica a Firenze sembrava essersi calmata, Boccaccio tornò in città, dove gli fu affidata un'importate missione di ambasciatore presso Urbano V, e pochi anni dopo venne incaricato di sovrintendere al servizio dei mercenari. Nel 1368 fece nuovamente visita al Petrarca, questa volta a Padova, e a Donato Albanzani, a Venezia.
Tra il 1370 e il 1371, fece un ultimo viaggio a Napoli, che si rivelò molto più soddisfacente del precedente. Tornò a casa dopo poco, però, a causa delle ormai precarie condizioni di salute. Nonostante questo, fu richiamato a Firenze, per commentare in pubblico le opere di Dante, e per iniziare ufficialmente la prima lettura della "Commedia".
Il 21 dicembre del 1385, dopo essersi ritirato definitivamente, morì, lontano dalla politica fiorentina.
La sua opera più importante è senza dubbio il Decameron, che fu scritto la prima volta tra il 1349 e il 1353, e successivamente più volte revisionato; quest'opera narra una storia che ha durata di dieci giorni, durante i quali ogni sera, dieci ragazzi e ragazze, si raccontano novelle da loro inventate.
Altre opere a famose di Boccaccio sono il Filoloco, Ninfale d'Ameto e Fiammetta.

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