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Ariosto – Vita


Novità di Ariosto


Insieme a Machiavelli, Ariosto è lo scrittore più grande e rappresentativo del Rinascimento italiano.
La figura di Ariosto è molto diversa da quella dei grandi poeti precedenti della nostra letteratura, infatti la sua vita appare piuttosto comune; inoltre egli non aveva nessuna illusione riguardo il potere e il prestigioso degli intellettuali.

La vita


Ludovico Ariostonacque a Reggio Emilia l’8 settembre del 1474; il padre comandava il presidio militare degli Estensi a Reggio, mentre la madre era una nobildonna.
Nel 1494 la famiglia si stabilì a Ferrara. Sempre in quell’anno, Ludovico ottenne dal padre di dedicarsi agli studi umanistici. Agli ultimi cinque anni del secolo appartiene la prima produzione lirica volgare del poeta.
Nel 1497 Ludovico fu accolto nella corte estense.
Nel 1500 avvenne la morte del padre, e così, Ludovico, che era il primogenito di dieci figli, dovette provvedere al sostentamento della famiglia.
Tra il 1501 e il 1503 si recò a Canossa, come capitano della rocca. Nel 1503 tornò a Ferrara e venne assunto a servizio del cardinale Ippolito d’Este; prese gli ordini minori per ottenere alcuni benefici ecclesiastici.
Si aprì, dunque, un periodo di intende attività legate alla vita di corte, con molti viaggi; nel 1507 si recò a Mantova presso Isabella d’Este; nel 1509 e nel 1510 si recò a Roma, come ambasciatore, presso il papa Giulio II. In quel periodo compose le sue prime commedie.
Nel 1509 gli nacque il figlio Virginio, che riconobbe nonostante l’illegittimità della relazione.
Nel 1515 la morte del marito della nobildonna francese Alessandra Benucci, consentì al poeta di stringere una relazione con lei; e nel 1528 si sposarono in segreto.
Nel 1516 uscì a Ferrara la prima edizione dell’Orlando Furioso, in 40 canti.
Nel 1517 Ariosto si rifiutò di seguire il cardinale Ippolito. Anche questo incarico costrinse Ludovico a frequenti viaggi a Firenze e a Roma.
Il poeta fu costretto ad accettare l’incarico di Commissario ducale in Garfagnana; qui egli visse tra il 1522 e il 1525, amministrando una situazione resa difficile da molte tensioni sociali. A questo periodo risalgono la maggior parte delle sue lettere che testimoniavano la vita e la personalità dell’autore.
Nell’ottobre del 1525 Ludovico rientrò a Ferrara, e si dedicò alla revisione del poema, che vide una nuova e ultima edizione, la terza, alla fine del 1532, in cui fu ampliato a 46 canti e rivisto nello stile.
Nel 1532 Ariosto accompagnò Alfonso all’incontro a Mantova con l’imperatore Carlo V.
Al rientro da Ferrara, Ludovico si ammalò e morì il 6 luglio del 1533.
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