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La suddivisione in sequenze

Ogni narrazione può essere suddivisa in unità narrative, cioè in porzioni di testo di senso compiuto, che spesso, ma non sempre, coincidono con i paragrafi. L’inizio di una nuova sequenza può essere indicata da elementi diversi, per esempio:
• l’azione si sposta in un altro luogo:
Esempio: “Intanto nei quartieri periferici della città...”
• si verifica un salto cronologico:
Esempio: “Due anni dopo Giovanni tornò a casa.,.”
• compare un nuovo personaggio:
Esempio: “Ma ecco che qualcuno bussò alla porta...”
• viene introdotto un flash-back (analessi) o un’anticipazione (prolessi):
Esempio: “La sua vita non era stata facile, infatti quando era ancora in fasce...”
• viene introdotto un dialogo:
Esempio: “Allora Marco prese la parola e disse.,,”
• viene introdotta una descrizione:

Esempio: “Era una splendida serata: le colline, illuminate dalla luna...”
• viene introdotta una riflessione, un commento o una spiegazione.
Esempio: “Paolo si chiedeva se facesse bene ad andare...”

In base alloro contenuto le sequenze possono essere distinte in:
• narrative: quando il narratore racconta qualcosa
• dialogiche: quando due o più personaggi dialogano fra loro
• descrittive: quando la narrazione si interrompe per lasciare il posto alla descrizione di un paesaggio, di un ambiente, di un oggetto o di un personaggio
• riflessive: quando la narrazione si interrompe per lasciare i! posto a riflessioni, commenti o spiegazioni.
Quasi sempre, inoltre, all’interno di una narrazione le sequenze possono essere:
• raggruppate in base all’argomento in macrosequenze (cioè “grandi sequenze”)
• scomposte al loro interno in microsequenze (cioè “piccole sequenze”).

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