Concetti Chiave
- Le micotossine sono tossine prodotte da muffe tossinogene, che si distinguono in muffe da campo, da magazzino/stoccaggio e da degradazione.
- I fattori che favoriscono la produzione di micotossine includono condizioni ambientali come temperatura e umidità elevate, pratiche colturali inadeguate e scarse condizioni di conservazione.
- Le micotossine sono stabili e non possono essere eliminate con la cottura, presentando attività cancerogena e mutagena.
- Le principali micotossine nella filiera agroalimentare includono aflatossine, ocratossine, zearalenone e fumonisine, ciascuna con specifici effetti tossici.
- L'applicazione di corrette pratiche durante il processo produttivo è fondamentale per prevenire lo sviluppo di muffe tossinogene e la contaminazione da micotossine.
Le micotossine sono sostanze tossiche prodotte da alcune tipologie di muffe.
Tipologie di muffe tossinogene
Le muffe in grado di produrre queste tossine vengono definite Muffe Tossinogene.
Esse si distinguono in tre diverse tipologie;
1.Muffe da campo: si sviluppano nel campo dove vengono coltivati i prodotti vegetali e invadono quest'ultimi prima della raccolta; si sviluppano principalmente in quei terreni dove non avviene il corretto controllo dell'irrigazione e si ritrovano perennemente umidi.
2.Muffe da magazzino/stoccaggio: si sviluppano durante la fase di stoccaggio quando è presente un tasso di umidità compreso tra il 15 e il 18%.
3.Muffe da degradazione: si sviluppano e moltiplicano quando i prodotti agroalimentari sono conservati in condizioni inadeguate.
Le micotossine possono entrare nella filiera alimentare anche attraverso le colture contaminate destinate a divenire mangimi.
Fattori che favoriscono le tossine
Esistono dei fattori che favoriscono la produzione di tossine.
Essi sono:
-Fattori Ambientali: ad esempio: temperatura compresa tra i 25°c e i 28°c, un tasso di umidità del 70%, una buona areazione e un ph compreso tra il 4 e l'8.
-Pratiche colturali: ad esempio un'aratura inadeguata o uno stoccaggio lento.
-Conservazione: ad esempio derrate bagnate o una scarsa igiene.
Effetti delle micotossine
Le micotossine sono sostanze stabili e non possono essere distrutte con la cottura dei prodotti agroalimentari; hanno un'attività cancerogena e mutagena.
L'unico intervento che può essere applicato durante le fasi di produzione della filiera agroalimentare per prevenire lo sviluppo fungino è l'applicazione delle corrette pratiche in tutto il processo produttivo fino ad arrivare al momento del trasporto.
Tipi di micotossine comuni
Le muffe tossinogene producono diversi tipi di micotossine, le più ricorrenti nella filiera agroalimentare sono:
-Aflatossine: sono presenti principalmente nei cereali, la forma base di questa micotossina è la forma Aflatossina B1 che presenta un'attività cancerogena ed epatotossica; se ingerita dagli animali viene trasformata nella versione Aflatossina M1, meno dannosa della precedente.
-Ocratossine: presenti nei cereali, hanno un'azione epatotossica.
-Zearalenone: presente principalmente nei mangimi per animali, se ingerita da essi comporta un'interferenza con l'attività degli ormoni estrogeni, negli esemplari femmina provoca delle pseudo-gravidanze. Ha anch'esso un'attività cancerogena.
-Fumonisine: presenti nel mais, nella birra e nel cacao hanno un'attività cancerogena ed epatotossica.
(Epatotossica: azione dannosa al fegato).
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali tipologie di muffe tossinogene e dove si sviluppano?
- Quali fattori ambientali favoriscono la produzione di micotossine?
- Quali sono le micotossine più comuni e quali effetti hanno?
Le muffe tossinogene si suddividono in tre categorie: muffe da campo, che si sviluppano nei terreni umidi prima della raccolta; muffe da magazzino, che proliferano durante lo stoccaggio con umidità tra il 15 e il 18%; e muffe da degradazione, che si moltiplicano in condizioni di conservazione inadeguate.
I fattori ambientali che favoriscono la produzione di micotossine includono temperature tra i 25°c e i 28°c, un'umidità del 70%, una buona areazione e un pH compreso tra 4 e 8, insieme a pratiche colturali e di conservazione inadeguate.
Le micotossine più comuni includono aflatossine, ocratossine, zearalenone e fumonisine, tutte con attività cancerogena e, in alcuni casi, epatotossica. Le aflatossine, ad esempio, sono particolarmente pericolose e possono trasformarsi in forme meno dannose negli animali.