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Fenomeni di cessione dal contenitore agli alimenti



Il regolamento CE 1935/2004 stabilisce i requisiti generali a cui devono rispondere i MOCA, così sono indicati i materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti. Il primo requisito fondamentale è la sicurezza igienica.
Questi materiali non devono conferire agli alimenti in essi contenuti odori e sapori estranei e neppure sostanze tossiche quindi non devono essere presenti fenomeni di cessione.

I MOCA non devono modificare le caratteristiche nutrizionali e organolettiche degli alimenti. Infine non deve esserci alcun tipo di interazione con gli alimenti dando luogo alla formazione di nuove sostanze. In passato l'utilizzo dei metalli come il piombo, impiegato nella saldatura delle scatole e delle ceramiche e il cadmio, utilizzato in contenitori per liquidi, è stato causa di gravi eventi tossicologici proprio per i fenomeni di cessione dai contenitori agli alimenti. Grazie alla normativa, prima con il decreto ministeriale del 1973 e poi la direttiva comunitaria numero 39 del 2008, i MOCA sono stati inseriti nelle liste positive approvate dal ministero della salute. Queste liste vengono periodicamente aggiornate in base all'acquisizione di nuovi dati scientifici in quanto un materiale per alimenti ai fini della valutazione dell'idoneità al contatto deve possedere delle specifiche caratteristiche. I parametri che vengono valutati sono la migrazione globale e la migrazione specifica. Il primo parametro indica la quantità totale di sostanza che un contenitore può cedere all'alimento ed è indipendente da un rischio associato a queste cessioni. Il secondo parametro rappresenta la massima quantità di una determinata sostanza che può essere ceduta da un contenitore all'alimento. Se questa quantità viene superata allora ci sono pericoli per la salute e il prodotto può modificare le sue caratteristiche organolettiche. Si fanno delle prove di cessione per valutare i due tipi di migrazione, mettendo a contatto il contenitore con un liquido di prova in condizioni di temperatura e di tempo stabiliti dalla normativa. Anche l'imballaggio dunque rientra nella filiera alimentare, ne consegue l'obbligatorietà di garantirne la completa rintracciabilità per facilitare il controllo, il ritiro dei prodotti difettosi e quindi potenzialmente pericolosi per la salute e infine l'attribuzione delle relative responsabilità.