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Contaminazione da radionuclidi



Le radiazioni ionizzanti sono onde elettromagnetiche o particelle subatomiche in grado di provocare la ionizzazione degli atomi del mezzo che attraversano. L’uomo è esposto a diverse sorgenti di radiazioni ionizzanti che possono essere sia di origine naturale che artificiale nel primo caso si tratta delle fonti cosmiche o le rocce che contengono minerali radioattivi.
Nel secondo caso derivano da attività umane ad esempio le radiazioni prodotte da macchinari impiegati nella radiologia clinica oppure le perdite dai reattori nucleari o ancora la presenza di rifiuti radioattivi. I radionuclidi o isotopi radioattivi sono atomi che si caratterizzano per presentare nuclei instabili a causa di un eccesso di protoni o di neutroni. Questi nuclei si trasformano in altri nuclei emettendo energia e particelle cioè le radiazioni. Questo fenomeno viene detto appunto radioattività. L'uomo può venire a contatto con questi isotopi radioattivi anche ingerendo alimenti o acque contaminate. Il periodo di attività di questi radionuclidi è molto lungo perciò quando entrano nella catena alimentare si accumulano negli organismi vegetali e animali.

Altri episodi di contaminazione degli alimenti e delle bevande si possono verificare in seguito al fall-out ovvero la caduta sulla superficie terrestre di polveri radioattive accumulate nell'atmosfera in seguito ad esplosioni nucleari o a perdite degli impianti nucleari. I radionuclidi interessati nel fall-out sono Iodio 131, Cesio 134 Cesio 137 e Stronzio 90. Attualmente il maggior rischio di contaminazione è correlato con la gestione dei rifiuti radioattivi. Questi rifiuti derivano dall'attività delle centrali nucleari, dagli impianti di ricerca e industriali e dagli impieghi medici. Le acque potabili possano presentare elevate concentrazioni di radionuclidi a seguito del dilavamento delle rocce che sono ricche di elementi radioattivi.
I danni dovuti alle contaminazioni radioattive si verificano sia nell’individuo che è stato esposto ma anche sulla progenie infatti i danni cellulari sono direttamente proporzionali alle dosi assorbite e sono responsabili dell'insorgenza di forme tumorali e di leucemia. I danni arrecati al DNA delle cellule germinali si traducono in malattie genetiche della discendenza.