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Contaminazione da metalli pesanti



I metalli pesanti costituiscono un pericolo per la salute dei consumatori perché si accumulano nei tessuti dando origine a gravi intossicazioni acute o croniche. La classificazione pesanti-leggeri fa riferimento al valore della loro densità. Sono pesanti i metalli che hanno valori di densità superiori a 5g/cm^3.

La causa della presenza di metalli pesanti negli alimenti deve essere ricercata nell'inquinamento ambientale ad opera dell'attività umana. Le emissioni industriali, i rifiuti urbani, gli scarichi dei motori sono le principali fonti di rilascio nell'ambiente dei metalli pesanti. I più pericolosi per la salute sono tre il piombo (Pb), il mercurio (Hg) e il cadmio (Cd).

Il piombo causa una forma di avvelenamento detta saturnismo questa intossicazione si manifesta quando l'organismo ha accumulato una certa quantità del metallo. Sintomi dell'intossicazione sono: l'anemia, l'aumento della pressione sanguigna, il vomito, la debolezza, le coliche addominali e a volte paralisi degli arti a livello dei polsi e delle caviglie. Se l'avvelenamento colpisce i bambini possono verificarsi danni al cervello con ritardo nello sviluppo mentale.
Anche il mercurio è altamente tossico sia in forma di vapore sia come sale solubile. Una dose che va da 1 a 4 grammi è letale. L'avvelenamento cronico da mercurio è detto idrargirismo. E' caratterizzato dal cosiddetto tremito mercuriale, causa danni irreversibili al cervello, al fegato, e ai reni. Il fattore di rischio per l'intossicazione riguarda fondamentalmente il consumo del pesce ed è correlato con la sindrome di Minamata, caratterizzata da sintomi neurologici spesso letale, e trasmissibile durante la gravidanza al feto. Il mercurio che si trova nelle acque del mare finisce nel plancton di cui si nutrono i pesci e non viene eliminato nell'organismo ma per effetto del bioaccumulo, i pesci di taglia superiore, come il tonno o il pesce spada, sono quelli che ne contengono di più.
Il cadmio è presente in concentrazioni molto basse nel suolo, nell'aria, e nell'acqua in assenza di inquinamento. Però negli ultimi anni a causa delle attività industriali che riversano nell'ambiente i loro scarichi tossici e ricchi di questo elemento, la presenza è aumentata soprattutto in molluschi e crostacei. La tossicità del cadmio si manifesta con danni ai polmoni, al fegato, ai reni, alle ossa, con rischi di azione cancerogena.