Sapiens Sapiens 10903 punti

Le piante da foraggio

La coltivazione delle piante da foraggio è importante per due motivi:
1) costituisce la base dell’ordinamento razionale dell’azienda in quanto permette di mettere in atto rotazioni efficaci
2) dà vita all’industria zootecnica. Gli spazi utilizzati si distinguono in pascoli e prati artificiali.
I pascoli permettono di far utilizzare il foraggio direttamente dagli animali. Esistono pascoli estivi, di montagna, vernini (o invernali) e di pianura, presenti questi ultimi in Maremma, nel Lazio, in Sicilia, in Sardegna e nelle Puglie. I pascoli, se ben curati, costituiscono il miglior modo di sfruttamento delle zone montane e come i boschi essi contribuiscono a trattenere l’acqua piovana e ad evitare la degradazione del terreno. Oltre ai pascoli esistono anche i prati artificiali per la cui semina si utilizzano appositi miscugli in cui le leguminose sono equilibrate con le graminacee e le piante precoci con quelle tardive. I prati artificiali possono essere asciutti e irrigui, in cui viene praticata l’irrigazione estiva. In Lombardia esistono anche le marcite che sono speciali prati artificiali, stabili e irrigui. Sostanzialmente un prato può dirsi coltivato a marcite quando è percorso in modo uniforme da un velo d'acqua in costante movimento, che generalmente deborda da un canale di alimentazione a fondo cieco vicino alla coltivazione. Attualmente le marcite sono in netto regresso. Di solito, i prati artificiali vengono irrigati per scorrimento anche d’inverno e questo può permettere anche di fare 10 tagli all’anno.
Le piante foraggere sono: l’erba medica, il trifoglio pratese, la lupinella, la sulla.
L’erba medica è considerata la pianta foraggera per eccellenza, dato che accestisce molto facilmente. Essa richiede un clima temperato, resiste ai periodi di siccità estiva e richiede terreni con PH 76 o leggermente alcalini con PH 8. Non è conveniente associare la cultura dell’erba medica con altre piante perché il suo eccessivo sviluppo potrebbe soffocare le piante ad essa consociate. L’unica consociazione che non crea problemi è l’avena, la segale o le vecce. In genere è vantaggioso far succedere la cultura del grano a quella dell’erba medica.
Il trifoglio pratense è meno resistente dell’erba medica: richiede climi temperati, piuttosto umidi, e non troppo caldi. Le brinate primaverili possono essere nocive
La lupinella è molto adatta alle zone collinari aride, calcaree e sassose. Può essere associata alla cultura del grano e dell’avena
La sulla cresce bene nelle zone a clima mite o caldo umido in terreni argilloso-calcarei dove altre piante foraggere non potrebbero prosperare.
Hai bisogno di aiuto in Agraria?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Piante infestanti