UNIVERSITA’ DEL SALENTO
Corso di Laurea in Management Aziendale
Tesi di Laurea in Economia e Management delle
aziende e dei servizi pubblici
La valutazione degli investimenti pubblici alla
luce della programmazione 2021/2027
RELATORE:
Ch. Mo Prof. Francesco Natale STUDENTE:
Valerio Carrozzo
Anno Accademico 2020-2021
Un particolare grazie alla mia ragazza,
Simona, che con il passare del tempo è
diventata sempre più importante nella mia
vita ed è stata al mio fianco passo passo
nell’intero percorso universitario e anche
quando tutto sembrava scuro in dei
momenti di sconforto, lei mi ha aiutato a
rialzarmi e a non abbandonare mai il mio
obiettivo. Non sarei mai riuscito a
raggiungere questo traguardo senza di lei
e spero che questo sia solo il primo di
tanti successi nella vita che festeggeremo
insieme.
Un grazie anche ai miei genitori e a mia
sorella che mi hanno sempre aiutato,
supportato nel mio percorso di studi, non
mettendomi mai pressione se qualcosa
andava male ma spingendomi a fare di più
alla volta successiva. Spero che saranno
orgogliosi di me e di quello che sono
riuscito ad ottenere.
TESI DI LAUREA
La valutazione degli investimenti pubblici alla luce della
programmazione 2021/2027
Indice
Introduzione .......................................................................................................... 5
1. Gli investimenti pubblici ...................................................................................................... 10
Considerazioni introduttive ...................................................................................... 10
Finanziamenti europei a sostegno degli investimenti pubblici ................................ 13
La valutazione degli investimenti pubblici .............................................................. 14
Strumenti necessari ai fini valutativi .......................................................................... 16
Analisi economico-finanziaria dei progetti di investimento .................................... 17
2. La nuova programmazione 2021-2027 ............................................................................... 22
La sua funzione ........................................................................................................ 22
L’analisi dei sette capitoli di bilancio ...................................................................... 24
Gli obiettivi da perseguire con la nuova programmazione ...................................... 28
La nuova programmazione dei Fondi europei ......................................................... 31
Fondi europei e procedure per rafforzarne l’attuazione in Italia ............................. 41
La politica di coesione europea: cenni storici .......................................................... 44
La politica di coesione durante la pandemia e gli sviluppi futuri ................................ 45
Politica di coesione: esperienza italiana ...................................................................... 47
3. L’effetto del Covid sulla programmazione 2021/2027 ....................................................... 60
Provvedimenti a breve termine ............................................................................................. 60
Impatto sull’economia della crisi sanitaria ed epidemiologica ............................................. 67
Interventi di politica economica e monetaria dell’UE in risposta al Covid .......................... 72
Ripensare l’economia in un’ottica sostenibile: Next Generation Eu ............................ 75
Iter di approvazione del PNRR .................................................................................... 83
Il PNRR italiano: priorità e caratteristiche ................................................................... 87
Un’Europa digitale ................................................................................................... 97
Come guidare la trasformazione digitale della PA per aumentarne competitività ed
efficienza ................................................................................................................................ 99
Investimenti nelle infrastrutture digitali per le smart cities ........................................ 108
La svolta verde europea: il Green Deal .................................................................. 117
4. Investimenti ESG e il ruolo della finanza nella sostenibilità........................................... 124
Cosa sono i fattori ESG ...................................................................................................... 124
Investimenti ESG: un trend in crescita ............................................................................... 127
Strategie di investimento ESG ............................................................................................ 130
Quadro regolatorio europeo in tema di finanza sostenibile ................................................ 132
La resilienza degli investimenti ESG alla crisi economico-sanitaria del Covid ................. 141
Conclusione ........................................................................................................ 146
Bibliografia ........................................................................................................ 148
Introduzione
Il presente elaborato si prefigge di andare a considerare il tema degli investimenti
pubblici tenendo conto del quadro finanziario pluriennale 2021/2027 in primis e
di come il contesto pandemico abbia comportato sia delle variazioni in corso
d’opera per quanto riguarda alla stessa programmazione e inoltre è stato istituito il
fondo speciale per la ripresa dalla crisi generata dal Covid noto come Next
Generation Eu. In quest’ultimo periodo poi, digitalizzazione e transazione green
vanno di pari passo e la pandemia non ha fatto altro che accelerare questo
processo che era già in corso; infine uno sguardo anche al tema della sostenibilità
in tema di investimenti.
Il primo capitolo parte da una considerazione generale degli investimenti pubblici,
declamandone caratteristiche e funzionalità, prima in maniera generica per
inquadrare il discorso e poi successivamente circoscrivendo lo stesso ai
finanziamenti europei a sostegno degli investimenti pubblici, descrivendo le fonti
di finanziamento a seconda che derivino da risorse proprie, autofinanziamento
ecc.. Dopo ciò viene fatta una macro distinzione nell’ambito degli investimenti a
fondo perduto definendo le modalità di intervento attraverso le quali l’UE agisce e
cioè in maniera diretta e indiretta.
Dopo aver fatto una breve descrizione, il primo capitolo declina i principali
programmi afferenti alla programmazione 2021-2027 per poi passare alla
questione della valutazione degli investimenti pubblici sottolineandone la
funzione, le modalità di valutazione che possono essere diverse( ex ante, ex post,
in itinere) e l’organo politico amministrativo preposto al controllo di fattibilità di
un investimento pubblico (il nucleo di valutazione e verifica degli investimenti
pubblici).
Dopo aver definito l’organo preposto al controllo di fattibilità, vengono esaminati
gli strumenti necessari ad assolvere a tale compito come studi di fattibilità analisi
costi benefici e analisi del rischio, fondamentali per l’analisi economica e
finanziaria dei progetti di investimento tramite la valutazione di alcuni parametri
come il VAR e il VAN. Questi ultimi sono indici definitori di parametri per
verificare l’effettiva convenienza economico- finanziaria di un determinato
progetto di investimento.
Il secondo capitolo parte descrivendo il nuovo QFP in chiave storica, partendo dal
2018 prima che l’attuale Commissione europea Von Der Leyen si insediasse,
sottolineando i problemi dovuti all’ assegna del Regno unito prima e alla
sopravvenienza del Covid poi; viene sottolineato come nel nuovo QFP l’asse della
politica di redistribuzione dei fondi di coesione venga spostata verso est e come
molti Paesi avranno meno fondi inerenti la politica di coesione rispetto alla
programmazione precedente a dispetto di Paesi come l’Italia, che trarrà maggior
beneficio dal nuovo QFP.
La disamina procede con la definizione data dalla Commissione europea al QFP,
definito come bilancio a lungo termine e prosegue andando ad analizzare con
maggior dettaglio i sette capitoli di bilancio che lo compongono, mettendo in
primo piano i principi ispiratori dello stesso e cioè semplicità, flessibilità e
modernità.
Le voci afferenti a ciascun capitolo sono analizzate nel dettaglio considerando
anche i programmi di finanziamento europeo che vi rientrano in termini
percentuali sul totale. L’intenzione della Commissione europea è stata quella di
potenziare i programmi che si sono rivelati insufficienti nella precedente
programmazione e tagliare invece quei programmi di finanziamento per i quali
non sono stati ottenuti i risultati sperati.
Dopo quest’elenco di voci e sottovoci, il capitolo II fa riferimento ai cinque
macro obiettivi da conseguire tramite la nuova programmazione in modo da
rendere l’Europa più smart, verde, connessa , sociale e più vicina ai cittadini e i
fondi che dovranno assolvere a questi obiettivi.
Inoltre, il suddetto capitolo rimarca anche i fondi adibiti al sorgere di spese
impreviste, per evitare che una crisi futura possa avere le stesse conseguenze
devastanti come quella causata dal Covid-19 e sottolinea anche il cambiamento
dei criteri di assegnazione dei fondi a finalità strutturale.
I fondi saranno erogati anche in base al rispetto degli obiettivi con cadenza
annuale, per far in modo che gli Stati membri utilizzino i fondi in maniera efficace
ed efficiente.
Terminata questa disamina, l’elaborato si concentra sulle procedure da attuare nel
nostro Paese per rafforzare l’efficacia dei fondi europei, poiché mai nella storia ci
sono stati tanti fondi europei provenienti sia dalla chiusura del precedente piano,
dal nuovo QFP e dal nuovo strumento NGEU nato per riparare agli squilibri
causati dalla pandemia e per questo motivo sarà necessario non perdere
quest’occasione mai vista prima.
Dopo questa trattazione, l’elaborato si sposta sulla politica di coesione, trattando
innanzitutto i cenni storici per inquadrare meglio il fenomeno e poi trattando la
stessa durante il periodo pandemico e gli sviluppi futuri. Anche sulla politica di
coesione l’elaborato riserva un paragrafo al fine di inquadrare il fenomeno nel
contesto italiano, sottolineandone priorità e problematiche ormai storiche che
affliggono il nostro Paese, come ad esempio il ritardo nella realizzazione delle
opere pubbliche.
Il terzo capitolo, centrale nel discorso, tratta gli ultimi avvenimenti derivanti dal
Covid-19 che hanno portato a una parziale modifica dell’originale proposta di
QFP 2021-2027.
Si parte dai provvedimenti a breve termine messi in atto dall’Ue per cercare di
tamponare la situazione che da marzo 2020 è dilagata nell’intera Europa, partendo
proprio dal nostro Paese.
L’elaborato sottolinea l’atteggiamento conservatorio detenuto inizialmente
dall’UE, non sbilanciandosi troppo e cercando di circoscrivere il problema solo a
determinate zone. Ben presto però, in primis la presidente della Commissione
Europa si è resa conto della gravità della situazione e quindi dell’impellente
necessità di stanziare aiuti mai visti sino ad ora, tra cui il NGEU.
Nel prosieguo del capitolo III si tiene conto dell’impatto generato dalla crisi
sanitaria-epidemiologica e su come la posizione iniziale degli Stati membri,
impostata su inutili sovranismi, non abbia fatto che altro che contribuire alla corsa
del virus. La pandemia da Covid-19 ha senz’altro fatto emergere che di fronte ad
una crisi simmetrica che colpisce gli Stati nella stessa maniera, è necessario
rispondere in maniera congiunta, come un’unica forza mettendo in campo risorse
che permettano agli Stati di evitare il collasso poiché inevitabilmente anche se non
subito, avrebbe danneggiato implicitamente anche gli altri Paesi.
Per rispondere a questa crisi, l’UE ha definito il NGEU pari a circa 750 miliardi di
euro, evitando il ricorso ad altri strumenti come il MES che seppur avrebbero
fornito liquidità immediata, non era lo strumento giusto da utilizzare poiché la
crisi sanitaria ha coinvolto non solo determinati Stati, ma l’Europa e il mondo
intero.
Nel capitolo III si fa snocciola in maniera più dettagliata il NGEU e i fondi
annessi, definendo tempi, iter di approvazione e modalità di erogazione. Riguardo
a queste ultime nell’elaborato si sottolinea il fatto che gli Stati membri saranno
obbligati a redigere dei PNRR, pena la mancata erogazione dei fondi previsti.
Successivamente il capitolo III analizza con maggior dettaglio il PNRR italiano e
le missioni che dovranno essere raggiunte dal nostro Paese nell’immediato futuro.
Tra le missioni contemplate all’interno del PNRR vi è anche la digitalizzazione,
obiettivo fondamentale che dovrà essere necessariamente conseguito poiché il
periodo pandemico ha mostrato tutti i nostri limiti e per questo motivo è
necessario ricorrere a soluzioni tecnologiche che siano maggiormente efficienti.
Il capitolo III infine esamina come trasformare digitalmente la PA per aumentare
l’efficacia della stessa, dando uno sguardo anche alle smart cities e al Green Deal,
perno fondamentale che sta alla base sia del QFP che del NGEU poiché è
necessario che la digitalizzazione per essere definita tale, deve rappresentare
chiaramente un’opportunità e un vantaggio per i cittadini ma solo se è anche
sostenibile da un punto di vista ambientale.
Il capitolo IV, si collega alla sostenibilità prevista dal Green deal per esaminare a
grandi linee su come anche gli investimenti relativi alla finanza stiano subendo
delle trasformazioni e su come è obbligatorio favorire una transizione degli stessi
verso la sostenibilità, poiché nel periodo del Covid solo gli investimenti
sostenibili ESG non hanno subito notevoli ripercussioni, a differenza di quelli
tradizionali. Il capitolo parte inizialmente dalla definizione su cosa siano i fattori
ESG e su come gli investimenti ESG siano un trend notevolmente in crescita,
destinato ad esserlo sempre di più. Il capitolo si conclude esaminando la resilienza
degli investimenti al Covid-19, dimostrandone l’assoluta validità.
CAPITOLO 1
Gli investimenti pubblici
Considerazioni introduttive
Gli investimenti pubblici generalmente sono diretti alla realizzazione o
all’implementazione di servizi (educazione, sanità, trasporto) o di opere che
hanno pubblica utilità (strade, ponti, ospedali, scuole, ecc.). L'investimento
richiede, perciò, la disponibilità di mezzi di finanziari che possono provenire
sia da fonti interne (autofinanziamento) che esterne. Il nostro paese solo negli
ultimi anni, ha evidenziato un incremento dei flussi di spesa destinati agli
investimenti pubblici, dopo un lungo periodo caratterizzato da una contrazione
della spesa d’investimento. Tale fenomeno ha avuto origine sia dalle azioni di
risanamento dei conti pubblici che hanno caratterizzato le politiche di bilancio
nel corso dell’ultimo decennio, ma anche dall’insufficiente capacità di
elaborazione progettuale, particolare distintivo della pubblica amministrazione
italiana che, spesso, è stata incapace di adattarsi alle logiche e ai principi
organizzativi e gestionali dettati dal Pertanto, il
New Public Management.
ritardo infrastrutturale evidenziato dall’Italia, rispetto ad altri paesi europei,
deriva oltre che dalla scarsa dinamicità delle politiche di investimento
pubblico, anche da una fase recessiva, dovuta inizialmente alla crisi finanziaria
del 2008, che è stata lunga e severa e dalla quale il nostro Paese sta cercando
ancora oggi di uscire e poi attualmente dalla crisi economico-sanitaria causata
dal covid-19. Le ripercussioni si sono manifestate soprattutto negli enti locali,
che rappresentano i destinatari diretti della quota più rilevante di spesa
pubblica per infrastrutture. L’Italia continua a soffrire di gravi squilibri
territoriali tra nord e sud e di un importante fabbisogno di crescita e sviluppo
infrastrutturale, condizione che non gli permette di essere sufficientemente
competitiva sullo scenario europeo. Il fabbisogno di finanziamento delle
infrastrutture per lo sviluppo richiede, perciò, grandi risorse sia in termini
finanziari che di capitale umano.
Gli investimenti pubblici che saranno realizzati grazie al nuovo QFP e al maxi-
finanziamento stanziato dall’UE, noto come che verrà trattato
Recovery Fund
successivamente, può e deve rappresentare l’elemento chiave per mettere alle
spalle il passato e per tentare di accelerare la ripresa. Ciò premesso, è facile
comprendere come il solo aumento della quota di risorse destinate agli
investimenti pubblici sia insufficiente a ridurre il gap accumulato in questi anni
dall’Italia, poiché sono necessarie ulteriori azioni, in grado di premiare una più
attenta e trasparente selezione delle alternative di investimento, fondamentali
per evitare la dispersione delle già scarse risorse pubbliche e di individuare
preventivamente gli ostacoli che potrebbero ritardare, impedire o stravolgere
gli interventi da realizzare. Si tratta, in particolare, di introdurre stabilmente nel
(procedura programmatica e organizzativa per la realizzazione
ciclo di progetto
di un progetto d’investimento pubblico, che consta di una serie di fasi:
individuazione dei bisogni, formulazione di un’idea-progetto, valutazione delle
alternative progettuali, inserimento nell’ambito degli strumenti istituzionali di
programmazione, avvio della progettazione, esecuzione e gestione) strumenti
di supporto alle decisioni (come la valutazione) per ridurre, da un lato
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