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VALUTAZIONE CINESIOLOGICA

Forza intesa come movimento muscolare che è in grado di garantire il movimento di contrazione

muscolare.

La valutazione chinesiologica si basa sia sulla quantità che sulla qualità a seconda di che cosa si va a

valutare. In valutazione chinesiologica, valutando i range di movimento delle articolazioni

analizziamo in modo quantitativo (metodo di valutazione oggettivo) e dando un numero si

svilupperanno degli errori dati sia dagli errori dell'operatore sia alle esperienze o meno dell'operatore.

La valutazione chinesiologica si basa sulla valutazione del movimento attraverso il range di

movimento o ROM (gradi di libertà) cioè l'ampiezza che quell'articolazione studiata può effettuare e

successivamente valuto anche la forza muscolare senza considerare carichi esterni e considerando

solo il carico naturale.

RIPASSO SULLE CONTRAZIONI

Contrazione statica = contrazione isometrica che garantisce stessa lunghezza muscolare ma aumenta

la tensione muscolare.

Contrazione dinamica = contrazioni etero - tonico – metriche (concetrica e eccentrica =

garantiscono l'aumento o la diminuzione del carico in base anche all'accorciamento o allungamento

della lunghezza muscolare).

Contrazione auxotonica = dipende dall'utilizzo degli elastici.

La differenza tra una contrazione auxotonica e una contrazione concentrica sta nel fatto che con la

contrazione auxotonica, la tensione aumenta man mano che aumenta il movimento quindi è meno

presente all'inizio e massima verso la fine (il range del movimento arriva fino a dove io voglio

arrivare), mentre nella contrazione concentrica la mia tensione è massima all'inizio mentre alla fine è

minima.

Cos'è importante sapere per andare a valutare chinesiologicamente un'articolazione?

I punti di repere cioè la cosidetta anatomia di superficie, perchè quando io devo eseguo la flessione

di un 'articolazione se devo misurare quantitativamente il movimento di flessione, devo posizionare

lo strumento di valutazione in base alla conoscenza dell'anatomia di superficie o punti di repere che

riconosciamo quando sappiamo bene cosa sono le varie tuberosità ossee o le varie sporgenze

muscolari o ossee individuate solo tastando ? quindi quando si posizionerà il goniometro con la parte

fissa e la parte mobile si andrà a tastare il punto di repere.

La valutazione cinesiologica ha come punto fondamentale la valutazione globale della persona infatti

non si può valutare solo una singola articolazione ma devo sviluppare un esame globale facendolo su

più piani (tre piani= frontale (antero posteriore), saggitale (latero laterale) e trasverso che è il più

difficile da valutare) e sopratutto l'osservazione visiva ovvero vedere il soggetto come esegue il

movimento per vedere l'osservazione a valle e a monte dell'articolazione e anche molto importante è

la palpazione.

Importantissimo nella valutazione di un paziente e la posizione del professionista e la sua

collocazione in base al cliente per la posizione che si va ad assumere nel correggere gli errori

posturali del cliente (rischio di carico eccessivo per la schiena) e per la maggiore facilità nell'eseguire

le misurazioni.

Per esempio per visualizzare la flessione della spalla, mi pongo di fianco al soggetto altrimenti

blocco il movimento.

Si può valutare l'escursione articolare del movimento in modo attivo quando il soggetto è

autonomo, mentre in modo passivo se è l'operatore che porta alla massima escursione di movimento

quell'articolazione e naturalmente si va a valutare la forza e la funzione del muscolo osservato.

Se io vado a prendere i 3 fattori:

osservazione visiva = con la vista guardando il soggetto, vado a raccogliere tutte quelle

informazione e ad inquadrare globalmente anche il soggetto.

Valutazione = quali informazioni possono avere? ? se ho dei movimenti simmetrici cioè:1

1) se la stessa ampiezza si sviluppa su entrambe le articolazioni dello stesso arto

2) se ho movimenti di compenso da parte del paziente per effettuare quel movimento

3) valuto la postura del soggetto (posizione del corpo nello spazio) cioè se è allineato. I fattori che

influenzano la postura sono: forza di gravità. L'emozione, ma molti autori paragonano la postura a “il

vissuto della nostra storia” perchè valuta anche l'aspetto psicologico del soggetto. Dalla postura

posso capire se il soggetto è attivo o sedentario, se ha avuto traumi o fratture, il suo carattere,

fattori genetici (dismetrie degli arti). Un soggetto timido per esempio, avrà un'intrarotazione delle

spalle, un aumento della curva a livello dorsale e il capo leggermente flesso, mentre un soggetto più

estroverso avrà scapole addotte, dorso quasi piatto e gli occhi dritti.

 4) valutazione delle proporzioni del corpo = se ha le spalle più ampie del bacino, se ha una parte

più trofica rispetto all'altra, se ha un ginocchio in varo e uno in valgo o uno in asse e l'altro no.

5) valutazione della condizione della rugosità e del colorito della pelle = il colorito mi dà lo stato di

infiammazione, mentre la rugosità indica problemi circolatori particolarmente agli arti inferiori.

Tutte queste osservazioni ci servono per garantire la possibilità di sviluppare in maniera

opportuna il programma di allenamento per un determinato soggetto specifico.

La palpazione, invece è molto importante per individuare i punti di repere osseo e se ci sono

delle irregolarità ossee nelle parti molli

È quindi importantissimo essere capaci di localizzare e individuare quel punto anatomico, che

servono per capire il posizionamento degli strumenti, la localizzazione delle strutture articolari

durante il movimento.

Altre importanti funzioni per la valutazione cinesiologica del paziente sono la posizione

dell'operatore, base d'appoggio ampia e buon controllo dell'equilibrio e della distribuzione del peso.

Per base d'appoggio si intende la posizione dei piedi o classico poligono di appoggio che viene

composto dalla linea che congiunge i due talloni, la tangenza laterale dei piedi e la linea delle punte.

La posizione ottimale che mi garantisce un buon equilibrio e un'ottima distribuzione del peso dipende

dalla larghezza delle spalle.

La posizione dell'operatore prevede movimenti paralleli, perpendicolari e diagonali, ovvero

l'operatore è posto parallelamente al soggetto che si va ad esaminare quindi è disposto in piedi

accanto al paziente e vicino al lettino.

Se diversamente ho bisogno di sollevare l'arto, mi sposto in avanti, ma sempre distribuendo il peso su

entrambi gli arti. Se invece eseguo dei movimenti perpendicolari invece l'operatore è disposto molto

sopra al soggetto, di fronte al lettino sempre con un arto più avanti dell'altro, se invece è posto in

diagonale anche qui deve essere in linea con il movimento che sta effettuando.

Queste posizioni diverse sono importanti per l'operatore per salvaguardare la sua salute con

l'esecuzione di una retroversione del bacino cercando di bloccare l'addome e salvaguardando la

normale lordosi e quando andrà ad eseguire sul paziente un sollevamento dell'arto inferiore non

andrò in iperlordosi ma il mio addome mi blocca bene e soprattutto devo evitare i movimenti di

torsione che danneggiano notevolmente i dischi intervertebrali.

L'arto che l'operatore deve andare a valutare deve sempre essere tenuto a livello del suo baricentro ?

qualora avessi un baricentro molto alto perchè sono alto nell'andare a operare piego leggermente le

gambe che mi consentono anche di alleggerire il peso.

La differenza tra ROM/ mobilità articolare e elasticità muscolare?

La mobilità articolare comprende i gradi di movimento dell'articolazione (range of motion) e

dipende dal movimento dell'articolazione, mentre l'elasticità muscolare dipende dalla proprietà del

muscolo di allungarsi.

Il punto di partenza per valutare la mia posizione si ha con la classica posizione anatomica o

posizione “zero” (stazione eretta, appoggio bipodalico, avambraccio supinato)

ASSI E PIANI

Il sistema di riferimento del corpo umano è il mio stesso corpo che viene dato dagli assi e dai piani

attorno ai quali avvengono i movimenti.

Asse longitudinale: è la linea immaginaria che attraversa il corpo dall’alto (vertice della testa) in

basso (in mezzo ai talloni). Attorno a questo asse si possono eseguire dei movimenti di torsione e di

rotazione.È una linea che, partendo dal capo, si estende perpendicolarmente al terreno fino ai talloni.

Passa per la centralità del corpo e attraverso essa è possibile individuare la parte superiore da quella

inferiore.

Asse trasversale: è la linea che attraversa il corpo da destra a sinistra, parallelamente al suolo.

Lungo questo asse si possono eseguire piegamenti e distensioni. Si estende dall'acromion della spalla

destra all'acromion della spalla sinistra, parallelamente al terreno. Attraverso questa linea è possibile

distinguere la parte destra da quella sinistra.

Asse sagittale: è la linea che attraversa il corpo dal davanti al dietro. Attorno a questo asse si

possono eseguire movimenti di abduzione e adduzione. È rappresentata dalla linea che,

parallelamente al terreno, si estende anteriormente dal processo xifoideo dello sterno fino alla

vertebra dorsale che le corrisponde posteriormente. L'asse sagittale delimita la parte anteriore del

corpo da quella posteriore.

Piano frontale: divide il corpo in una parte anteriore e una posteriore. Saltellare sul posto

abducendo e adducendo gli arti è un esempio di un movimento che si esegue su questo piano. È

definito dall'intersezione dell'asse longitudinale con l'asse trasversale. Permette di suddividere il

corpo umano in due parti asimmetriche, quella anteriore e quella posteriore. Le curve che possono

essere misurate sul piano frontale sono tutte le curve che si estendono portandosi verso la parte

destra o sinistra del corpo, come, per esempio, le curve scoliotiche o le inclinazioni del bacino

dovute a scompensi di misura degli arti inferiori. I movimenti che comprendono proiezioni sul piano

frontale sono quelli di flessione ed estensione.

Piano sagittale: divide il corpo in una parte destra e in una sinistra. Il movimento delle braccia che si

muovono in avanti e indietro durante la corsa è un esempio di movimento che si esegue su questo

piano. Definito dall'intersezione dell'asse sagittale con l'asse longitudinale. Consente di dividere il

corpo umano in due parti approssimativamente simmetriche, quella destra e quella sinistra.

Attraverso esso è possibile individuare le curve che si estendono in senso antero-posteriore come, ad

esempio, le curve cifotiche e lordotiche della colonna vertebrale, nonché l'anteroversione o la

retroversione del bacino. I movimenti che comprendono proiezioni sul piano sagittale sono quelli di

adduzione e abduzione.

Piano trasverso: divide il corpo in una parte superiore e in una inferiore. Il movimento che una

ballerina compie quando piroetta su se stessa viene eseguito su questo piano. È l'intersezione

dell'asse trasversale con l'asse sagittale. Permette di suddividere il corpo in due parti asimmetriche,

quella superiore e quella inferiore. Le curve che è possibile misurare sul piano trasversale sono quelle

che si estendono in avanti e indietro; ne sono esempio le rotazioni del bacino con spostamento in

avanti della cresta iliaca destra o sinistra. È possibile inoltre misurare, attraverso questo piano, le

rotazioni anteriori o posteriori del torace a causa della presenza di gibbi per rotazione della colonna

vertebrale. I movimenti che comprendono proiezioni sul piano trasversale sono quelli di rotazione e

prono-supinazione.

movimento di adduzione: piano frontale – asse sagittale o antero - posteriore

movimento di flessione: piano sagittale – asse trasversale

piroetta: piano trasversale – asse longitudinale

flessione del gomito: piano sagittale – asse trasversale

movimento di prono – supinazione: piano longitudinale – asse trasversale

estensione del tronco: piano sagittale – asse trasversale

movimento combinato arti superiori e inferiori: piano frontale – asse sagittale /antero – posteriore

movimento arti inferiori: piano sagittale – asse trasversale

movimento di rotazione: piano trasversale - asse longitudinale

E' importante oltre ai piani sapere anche quali sono il termine di posizione e il termine di movimento.

Il termine di posizione mi va ad indicare la situazione di quella parte del corpo, mentre il termine di

movimento è il tipo di spostamento o di movimento e la direzione che ha quella parte del corpo.

Questi termini vengono osservati, in valutazione cinesiologica, partendo sempre dalla posizione

anatomica o posizione “zero”.

LE ARTICOLAZIONI

Le articolazioni sono quelle strutture anatomiche che mi mettono in contatto reciproco due o più

ossa, formando il cosidetto “giunto articolare”. Hanno più funzioni:

saldare le ossa fra di loro, garantendo la mobilità a due ossa contigue

garantiscono la rigidità o la mobilità

Si suddividono in due grosse categorie a seconda se valuto la funzionalità di quella articolazione o la

sua struttura. Se valuto la funzionalità vado a valutare la mobilità articolare cioè i gradi di libertà di

quella articolazione e a quel punto io suddividerò queste in:

1sinartrosi (articolazioni immobili ? strutture del cranio)

2le anfiartrosi (articolazioni semi - mobili)

3le diartrosi (articolazioni più mobili)

Se invece, valuto le articolazioni a seconda delle strutture (fibrose, cartilaginee o del liquido sinoviale

e/o menischi). Le sinartrosi, quelle meno mobili hanno sicuramente una parte fibrosa e nelle zone di

cartilagine c'è la fusione ossea, mentre le anfiartrosi, quelle poco mobili, hanno sempre una parte

fibrosa e una cartilaginea, e invece le diartrosi chiamate anche “SINOVIALI” presentano del liquido

sinoviali e a seconda che abbiano vari gradi di libertà si dividono in monoassiali, biassiali e

multiassiali.

Qual'è la differenza di immobilizzazioni delle varie articolazioni e da cosa è data?

Le sinartrosi definite anche immobili presentano una continuità nelle due strutture ossee e lo spazio è

veramente ristretto, con tessuto connettivo interposto. Differentemente le diartrosi presentano

discontinuità tra i due segmenti ossei dove sono interposte delle strutture legamentose esterne o

interne e delle strutture capsulari, in più presentano della cartilagine che ricopre l'articolazione, del

liquido sinoviale all'interno della capsula articolare.

Se io prendo l'articolazione del ginocchio, e vado a compiere una flesso – estensione avrò le due

superfici articolari che saranno quella del femore (livello distale) e quella della tibia (livello

prossimale) che durante il movimento, la direzione di movimento prevederà traslazione posteriore e

una rotazione interna con scivolamento anteriore; se invece traslasse anteriormente c'è una

diminuzione della tensione ma in più se scivolasse posteriormente dovrei avere il doppio del piatto

tibiale normale.

A loro volta, le diartrosi vengono divise in:

suture quando tra le articolazioni viene interposto del tessuto denso (ossa piatte = bacino)

Sinecondrosi, quando ho della cartilagine ialina interposta (articolazione costo - vertebrale e tra

coste e sterno)

Sinfisi, quando ho della cartilagine fibrosa e hanno una certa elasticità (classica sinfisi pubica)

Nei gradi minori di piegamento/flessione a catena cinetica chiusa sono i legamenti che tengono

stabile l'articolazione durante il movimento, nei gradi maggiori di piegamento è la muscolatura che

stabilizza e diminuisce il carico.

Le articolazioni mobili hanno in comune la cartilagine articolare, la capsula articola, una cavità

articolare e dei legamenti che tendono l'articolazione. Il movimento di queste articolazioni varia a

seconda di come le superfici articolari hanno la conformazione. Avrò il massimo range di movimento

(3 gradi) quando sono in presenza di un'enartrosi o a sfera che hanno movimento su tutti e tre gli assi

e sono le uniche che hanno anche un movimento di circonduzione (spalla e anca = sono due enartrosi

a sfera ma la differenza sta nel fatto che la cavità dell'articolazione della spalla non avvolge la sfera

dell'omero).

Avrò meno gradi di libertà (2 gradi) con le condilartrosi o elissoidale, inoltre presentano una cavità

glenoidea un po' concava e dei raggi di curvatura diversi (femore tibiale)

Poi successivamente le articolazioni che presentano un grado di libertà sono i ginglimi (ginglimi

angolare = gomito (1 grado di libertà), ginglimi laterali tra radio e ulna e artrodie o articolazione a

stella come quelle tra metacarpo e falangi) e sono quasi sempre superfici cilindriche, hanno

movimenti che avvengono quasi sempre su di un solo piano e di flesso – estensione.

Dopo assi, piani e articolazioni, dobbiamo considerare le controindicazioni che obbligano a vietare

una valutazione cinesiologica (lussazioni, interventi chirurgici a tendini, articolazioni, legamenti e

muscoli per l'alto rischio di danneggiare l'intervento, ritardo nel processo di ossificazione e

riparazione del tessuto osseo), mentre in presenza di dolore, bloccaggio degli ematomi, abrasione

delle parti molli, presenza di anchilosi, fratture in via di consolidamento, immobilizzazioni da gesso

prolungata di un segmento osseo ? in tutti questi casi posso cercare anche di intervenire ma con

estrema cautela.

A questo punto posso andare a valutare l'articolazione attiva (escursione articolare attiva) ovvero

quando il soggetto attiva il movimento in modo volontario fin dove arriva ? l'escursione articolare

attiva ci fornisc

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marghe.15 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Valutazione cinesiologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Bragonzoni Laura.
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