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Matricola n. 0000950582

ALMA MATER STUDIORUM

UNIVERSITA' DI BOLOGNA

SCUOLA DI GIURISPRUDENZA

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN

GIURISPRUDENZA

USO DEL CONCETTO DI MERITO

ALL’INTERNO DELLA VISIONE

LIBERISTA

Tesi di laurea in ECONOMIA POLITICA

Relatore Presentata da

Prof. Fabio Nuti Giovanetti Giuseppe Emmanuel Vinci

Sessione Unica

Anno Accademico 2019/2020

Indice ......................................................................... 6

Introduzione

PARTE PRIMA: DENTRO LA RETORICA DEL

MERITO

POLISEMIA DEL MERITO .................................................................... 10

1. Caratteri generali del concetto di merito ............................................ 10

1.1 Etimologia del merito ................................................................ 12

1.2 Riformulazione moderna ........................................................... 13

1.3 Criterio morale ed istituzionale ....................................................... 16

ANALISI SCHEMATICA CONCETTUALE .......................................... 18

2. Analisi schematica concettuale ......................................................... 18

2.1 Contesti d’uso ................................................................................. 19

2.2 Criteri di verifica ............................................................................ 23

2.3 Carattere sociale e presociale del merito ......................................... 27

MERITO E DEMOCRAZIA .................................................................... 36

2

3. Tra merito e democrazia ................................................................... 36

3.1 Concezioni opposte ......................................................................... 39

3.2 Meritocrazia politica ....................................................................... 42

3.3 Democrazia meritocratica ............................................................... 46

TRAPPOLE DELLA CONCEZIONE MERITOCRATICA ..................... 56

4. Trappole della meritocrazia............................................................... 56

4.1 Impossibilità di una definizione assoluta del concetto di merito ...... 59

4.2 Arbitrarietà del concetto di merito................................................... 62

4.3 Danni derivanti dall’organizzazione sociale basata sul merito ......... 65

4.4 Tra merito e meritocrazia: ricorsività del sistema meritocratico ....... 69

PARTE SECONDA: TRA MERITO E GIUSTIZIA

EGALITARISMI ..................................................................................... 77

1. Principi di giustizia egalitari .......................................................... 77

1.1 Giustizia distributiva .................................................................. 79

1.2 Tra libertarismo e utilitarismo ......................................................... 83

3

EGUAGLIANZA DELLE OPPORTUNITA’ .......................................... 90

2. Uguaglianza delle opportunità .......................................................... 90

2.1 Disuguaglianze meritocratiche ........................................................ 92

2.2 Responsabilità individuale e circostanze ......................................... 96

2.3 Ereditarietà sociale.........................................................................100

TALENTI E LOTTERIA NATURALE ..................................................107

3. I talenti e la lotteria della natura .......................................................107

PARTE TERZA: MERITO E COMPETIZIONE DI

MERCATO

MERCATO E WELFARE ......................................................................113

1. Impiego del merito nel sistema neoliberista .....................................113

1.1 Mercato e welfare: critiche liberali .................................................116

1.2 Il capitale umano ......................................................................117

1.3 La retribuzione del merito .............................................................125

1.4 Mercato e principi di giustizia ........................................................131

4

CORRETTIVI ........................................................................................137

2. Possibili correttivi ............................................................................137

2.1 Meritocrazia ed incentivi ...............................................................138

2.2 Cambio di prospettiva ....................................................................144

...................................................................... 151

Conclusioni ...................................................................... 155

Bibliografia 5

Introduzione

Il merito e la meritocrazia sono parole all’ordine del giorno, presenti sia nel

dibattito politico contemporaneo sia in quello pubblico. Il consenso sulle virtù

della meritocrazia è pressoché unanime e il suo valore è condiviso dai diversi

orientamenti politici. L’idea di riconoscere e ricompensare il merito degli

individui, indipendentemente dalle loro condizioni di partenza, e di penalizzare

i non meritevoli esercita una comprensibile attrazione. Tuttavia, tale importante

obiettivo è rivestito spesso di connotazioni morali che, a ben vedere, sono assai

discutibili.

Lo scopo principale del presente elaborato è quello di muovere alcune critiche

al concetto di merito e alla sua applicazione all’interno delle dinamiche di

mercato, sulle quali si fondano le società liberali. La contrapposizione tra

meritocrazia e mercato liberale potrebbe apparire, in un primo momento,

irrazionale. È infatti, comune opinione, che merito, mercato e pensiero liberale

siano concetti interconnessi. Sostengo invece, come la connessione tra

liberalismo, mercato e meritocrazia, sia un fraintendimento grave, dovuto

principalmente al fatto che molti sostenitori del libero mercato abbiano adottato

la terminologia della meritocrazia, alterandone profondamente il significato.

Infatti, già nella seconda metà del XX secolo, attraverso i concetti di «merito»

e «talento» vennero prese le distanze dalla cultura socialista ed egualitaria che,

si contrapponeva, timidamente, a quella liberista.

L’intero elaborato è corroborato da una folta letteratura che prende in

considerazione le difficoltà, o addirittura l’incapacità, della concezione

raggiungere gli scopi dichiarati all’interno della società

meritocratica di

contemporanea. La sua stessa applicazione comporta delle notevoli distorsioni

del concetto di merito, come già dichiarato, negli anni Novanta, dallo stesso

inventore del termine Michael Young. 6

Per evitare di cadere in imprudenti interpretazioni, è opportuno affermare come

l’intento del presente studio, sia quello di criticare la meritocrazia senza però

negare l’importanza morale che il concetto di merito riveste per i liberali.

All’interno della trattazione vengono esaminate le diverse problematiche che

riguardano la concezione meritocratica. Vedremo come le nozioni di «merito»

e «talento», basi dell’intero sistema meritocratico, abbiano di rado un contenuto

viene impiegata all’interno di un

specifico. Il risultato è che la meritocrazia

ampio contenitore terminologico, che riunisce i molteplici obbiettivi che

mutano secondo dinamiche storico-sociali.

Il richiamo a chiavi di lettura “ideologicamente” critiche, porterà ad una

valutazione sistematica del concetto di meritocrazia, intesa come principio di

giustizia e criterio ascrittivo autonomo nell’allocazione delle posizioni sociali.

Vedremo come la difettosa applicazione della concezione meritocratica,

comporti una conseguente e diretta corrosione del concetto di bene comune.

L’assetto che deriva dall’applicazione rigida dei principi meritocratici, richiede

condizioni incompatibili con molte delle attuali istituzioni che reggono le

società liberali; merito e meritocrazia, infine, rimandano a criteri allocativi e a

un modello di organizzazione sociale per molti versi antagonisti al mercato.

All’interno della terza e ultima parte della trattazione, verranno infatti analizzati

i possibili rapporti tra merito e mercato. Si cercherà di individuare alcuni

correttivi, dal carattere generale e sintetico, che non hanno nessuna ambizione

ad essere una soluzione a problemi intrinsecamente radicati all’interno della

società; essi, invece, avranno come principale intento quello di riflettere alcuni

personali convincimenti, affinché possa riemergere un dibattito costruttivo

sulle distorsioni dovute ad un’indiscriminata applicazione dei principi

meritocratici ad ogni ambito della vita.

Il discrimine tra chi è meritevole e chi no, sembra divenire una nuova forma

dell’esclusione. Certo non è questa l’unica, né probabilmente la principale

barriera di estraneità che si è venuta innalzando nella società globalizzata, ma

7

nondimeno è una forma d’esclusione la cui analisi critica è tanto più urgente

quanto più la nozione in questione e la sua applicabilità è data per scontata.

8

PARTE PRIMA

____________________________________

Dentro la retorica del merito

9

Capitolo I

POLISEMIA DEL MERITO

Sommario: 1. Caratteri generali del concetto di merito; 1.1 Etimologia del merito

1.2 Riformulazione moderna; 1.3 Criterio morale ed istituzionale.

1. Caratteri generali del concetto di merito

La “meritocrazia” è una nozione assai confusa, essa prende a prestito un

concetto, quello di “merito”, che in determinati ambiti è sicuramente

rispettabile, e lo trasferisce in un contesto di ordine differente e generalizzato,

1

dove tale concetto risulta privo di ogni significato delineato.

Nel nostro paese il dibattito pubblico sulla meritocrazia è dominato in via

esclusiva dai suoi sostenitori ed il consenso legato all’idea di merito nella sua

accezione più ampia è apparentemente unanime, in particolar modo, all’interno

dell’etica teorica e della filosofia. Dopo un periodo di scarsa fortuna,

conseguenza indiretta delle critiche mosse a tale concetto e alla difficoltà nel

definirne i contorni, vi è di nuovo, chi propone il merito come una componente

fondamentale e primaria, se pur non esclusiva, di una concezione complessiva

2

della giustizia.

Se premiare il merito significa riconoscere e ricompensare competenze e

prestazioni migliori, vi sarebbe ben poco da obbiettare, tuttavia le connotazioni

morali che rivestono tale obbiettivo sono del tutto discutibili.

1 P. Barrotta, I demeriti del merito: una critica liberale alla meritocrazia, Catanzaro,

Rubbettino, 1999, p.5-15.

2 R. Brigati, Sul concetto di merito, Ragion pratica, Fascicolo 1, web in rivisteweb.it, Ed. Il

Mulino Bologna, giugno 2012. 10

L’idea di fondo, della meritocrazia, è che favorisca l’efficienza economica,

valorizzando allo stesso tempo l’equità e la giustizia sociale. Lo slogan

«premiare chi merita e punire chi demerita» sembra essere inequivocabilmente

giusto, tuttavia è rischioso confondere capacità e prestazioni degli individui con

i loro meriti morali; esse, infatti, dipendono da una serie di fattori spesso fuori

dal controllo degli agenti, come posizione sociale di partenza o capacità

3

naturali.

Attualmente il termine di «merito» e della sua applicazione più concreta

all’interno del 4

principio «meritocratico» , ha perso ogni traccia di quella

connotazione negativa e sospetta tipica della cultura politica e storiografica

successiva al Sessantotto, ed oggi sono concetti ostentati da governo ed

opposizione, seppur come vedremo, il concetto di merito è «un concetto vuoto»,

se non contestualizzato all’interno del momento storico-sociale stabilendo

5

criteri di misura e di verifica.

L’idea di applicazione del merito in ogni campo pubblico o privato non è mai

stata così insistente. Nonostante la difficoltà o addirittura incapacità della

meritocrazia di raggiungere i propri scopi, in particolare quello di promuovere

la mobilità sociale, essa rimane un concetto centrale degli ordinamenti moderni,

dov’è sempre più frequente la richiesta di un assetto meritocratico delle

istituzioni e delle imprese private, si veda ad es. la Gran Bretagna intrisa da

valori meritocratici e da un’asfissiante corsa alla competitività fin

dall’istruzione primaria. 6

È possibile notare anche impieghi, moralmente discutibili, dei principi

meritocratici come avviene ad esempio, sempre più frequentemente, nella

3 C. Barone, Le trappole della meritocrazia, Bologna, ed. Il mulino, 20 settembre 2012.

4 J. Rawls, Una teoria della giustizia, Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano, quinta

edizione 2019, cap. I.

5 L. Sacconi, Neoliberismo e meritocrazia, Roars, nelmerito.com, 30 settembre 2011

6 B. Serra, Il lato spietato, ma necessario, della meritocrazia, TEDxMatera, Matera, 20

maggio 2014. 11

distribuzione delle risorse sanitarie. Da qualche tempo il “bisogno” di cura non

è più l’unico criterio preso in considerazione per la distribuzione di tali risorse.

Secondo parte dell’opinione pubblica certi trattamenti, anche salvavita,

andrebbero “meritati”, ad es., nell’etica utilizzata per i trapianti d’organo. 7

Il merito è però una nozione plastica, che ha attraversato metamorfosi e

incarnazioni diverse nel corso della storia, delle prassi e delle idee, ed è

impossibile riuscire a fornire un catalogo completo delle possibili basi che

possono costituirlo.

1.1 Etimologia del merito

La configurazione di un concetto così complesso e fondamentalmente legato

alle concezioni sociali e culturali rende la sua categorizzazione difficile.

Tale inafferrabilità del «merito» è dovuta anche alla sua astrattezza: cambia

d’oggetto, di grado, di scopo e di misura non solo tra le varie culture che si sono

ma anche tra le varie classi sociali all’interno delle stesse

alternate nella storia,

città e nel medesimo momento storico.

La constatazione della polisemia del merito, come della sua storicità, dovrebbe

essere il punto di partenza di qualunque discussione filosofica a riguardo. Da

questo punto di vista potremmo affermare che il merito sia un pollachos

ossia “si può dire in molti modi”.

legomenon stesse offerte dall’etimologia sono abbastanza complesse, ad

Le indicazioni

esempio il latino “merit̅re”, indica «guadagnare un salario, servire» ma la

matrice indoeuropea (s)meru dalla quale deriva il termine latino possiede una

7 R. Brigati, Il Giusto a chi va: filosofia del merito e della meritocrazia, Bologna, ed. Il

Mulino, 2015, p.10. 12

straordinaria densità di significati che rinviano alla sfera del ricordo

(lat.memoria, sanscrito smrti-«memoria») o del provvedere a qualcuno.

La si ritrova anche nel greco μέρος «parte assegnata, sorte ruolo» in cui

l’affinità col termine μσίρα mostra bene il nesso con la nozione di “destino”

inteso come destinazione individuale, di un posto da occupare da parte di un

8

soggetto.

Il merito appare in sintesi come qualcosa o qualcuno che va rievocato, tenuto a

mente, annunciato, come una pratica in cui si provvede alle esigenze e ai doveri

e infine come qualcosa che identifica l’allocazione di un oggetto in

quotidiani 9

una categoria.

1.2 Riformulazione moderna

Venendo alla parola moderna, questa ricchezza semantica del concetto di

merito sembra essersi progressivamente ridotta, ma è comunque possibile

individuare una polarizzazione del merito e formulare una accezione che seppur

datata ci offre un buon punto di partenza. Infatti, il sociologo inglese Michael

Young nel 1958 ha inteso il merito come idea alla base del principio

meritocratico di organizzazione sociale che fonda ogni forma di promozione e

di assegnazione di potere esclusivamente sul merito. La formula descritta

dall’autore nel suo “The rise of meritocracy” prevede che il merito sia la

sommatoria tra quoziente d’intelligenza (Qi) e sforzo(E) che ognuno deve

10

compiere per ottenere un determinato risultato.

8 R.Brigati, Il Giusto a chi va: filosofia del merito e della meritocrazia, Bologna, ed. Il

Mulino, 2015, pp 60 e ss.

9 D. Schmidtz, R. Nozick., Contemporary philosophy in focus. Cambridge, UK; New York:

2002.

Cambridge University Press.

10 G. Tognon, La democrazia del merito, Salerno editrice, Roma, 1° gennaio 1996, pp 33 e ss.

13

All’interno del saggio di Young, l’utopia meritocratica è stata finalmente

realizzata. Il racconto è un’opera di satira ed un’analisi lucida e attuale delle

possibili contraddizioni e diseguaglianze che potrebbero sorgere da

un’applicazione metodica della concezione meritocratica, che portano negli

ultimi capitoli del testo ad una rivolta del popolo contro tale concezione.

Successivamente a tale opera la parola “meritocrazia” coniata nel racconto del

11

sociologo Michael Young ha comunque perso la connotazione chiaramente

negativa prospettata dall’autore all’interno del saggio, entrando all’interno del

vocabolario politico dei partiti di sinistra ed oggi è invocata dalle forze

Secondo questi ultimi un libero mercato impone l’uguaglianza delle

12

liberali.

opportunità su quella dei risultati.

Tuttavia, la crescente popolarità di tale termine è parallela alla moltiplicazione

dei suoi significati ed oggi è una parola diluita, utilizzata in qualsiasi contesto

e capace di riscuotere sempre consensi generalizzati.

Il termine “meritocrazia” oggi &eg

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuseppevinciemmanuel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Nuti Giovanetti Fabio.
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