La monumentalistica di guerra:
Monumenti ai Caduti di Reggio Emilia
La monumentalistica esiste fin dall'antichità; è una forma di narrazione architettonica atta a far
vedere e conoscere la storia a tutto il popolo, anche quello analfabeta. I primi monumenti, che
rappresentano le epiche vittorie e conquiste territoriali degli Imperatori, risalgono all'epoca romana
1
come l'Arco di Costantino del 315 d.C. e l'obelisco di Teodosio del 390 d.C. di origine egizia .
Durante il corso della storia, la monumentalistica però subisce un cambiamento: con il
2
consolidamento degli Stati Nazione , si sviluppa una forma d'arte statuaria volta a rappresentare i
personaggi politici emblemi dello Stato in mezzi busti o a figura intera. In Italia, i personaggi
rappresentativi della Nazione sono Vittorio Emanuele II e Garibaldi. E' difficile trovare
raffigurazioni statuarie femminili, fatta eccezione per Giovanna D'Arco, icona della cristianità e
paladina del popolo francese e, Anita Garibaldi, rivoluzionaria brasiliana al fianco di Giuseppe
Garibaldi.
Con la Prima Guerra Mondiale, la narrazione iconografica cambia notevolmente. Ogni comunità
italiana, dalla grande città al borgo più sperduto, scelse di rendere memoria ai suoi figli sacrificati
per la Patria dedicando loro un monumento, una memoria che fosse testimonianza perenne per chi
era rimasto e luogo di lutto collettivo per un dolore che divenne pubblico. Realizzati dagli artisti più
in voga o dai semplici artigiani, grandi e celebrative composizioni o semplici lapidi, questi
monumenti sono entrati a far parte del paesaggio urbano italiano come monito e simbolo della
Grande Guerra.
La funzione dei monumenti storici tipici del periodo è quella di imprimere nella società il
sentimento della memoria, che però è spesso opacizzato da continue contraddizioni legate alla
capacità di resistere alla storia: la volontà di rappresentare nel monumento immagini epiche
contrasta con sistemi di forme e significati che, anziché essere eterni ed universali si rivelano legati
1 Gli obelischi sono monumenti di origine egizia che venivano disposti a coppie all'ingresso dei templi. Elemento
celebrativo formato da un tronco di piramide alto e stretto che culmina con una punta piramidale, si è a conoscenza
oggi, di ventisette obelischi egizi. I romani, che rimasero affascinati da questo stile monumentalistico, decisero di
scolpire gli obelischi seguendo lo stile egizio e addirittura di importarne alcuni pezzi da obelischi già eretti, come
successe per l'obelisco di Teodosio.
2 Il concetto di Stato Nazione, o Stato nazionale, iniziò a formarsi in Europa dopo la fine della guerra dei cent'anni
(1337-1453), ma si sviluppò soprattutto nel XIX secolo col diffondersi di alcuni movimenti culturali come il
Rinascimento. Uno Stato Nazione è uno Stato dove i cittadini condividono linguaggio, cultura e valori diversamente
da quanto può avvenire in altri stati. 1
al loro tempo. In molti casi i monumenti sono più adatti a testimoniare il momento in cui vengono
creati, anziché il passato che vorrebbero evocare.
Il Monumento ai Caduti della Grande Guerra di Reggio Emilia in Piazza della Vittoria è il
principale ed emblematico esempio di questa contraddizione: da un lato, la volontà di far
sopravvivere negli anni la memoria dei caduti e il ricordo del dolore, dall'altro, la perfetta
rappresentazione della vittoria politica fascista e l'attualizzazione dell'ordine ricostituito.
Nel 1922 Reggio Emilia, nonostante in ritardo rispetto alle altre città italiane, avviò il concorso per
la realizzazione del monumento dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Nonostante il
cospicuo stanziamento economico, il progetto non fu gestito dall'amministrazione politica ma
dall'associazione famiglia dei caduti e presieduta dal commendador avvocato Carlo Bergonzi. Il
fascista Vincenzo Ferrari, ingegnere, nel luglio del 1923 su uno dei mensili più letti diffusi nel
periodo “La Provincia di Reggio”, criticò severamente i progetti in essere per due fondamentali
ragioni:
il luogo : già caratterizzato dalla presenza dei giardini pubblici e dal teatro municipale, lo si
considerò poco idoneo a contenere un nuovo contenuto storico
manchevolezza spirituale degli artisti che ha loro impedito di percepire nella loro epopea
3
l'idea semplice, chiara e genuina ; alle opere presentate manca quel soffio di autenticità
capace di trasmettere a chiunque le osservi la partecipazione emotiva della celebrazione.
Emblematica questa