Estratto del documento

SOCRATE: LA FILOSOFIA COME DIALOGO CON SE STESSI E GLI ALTRI

Gaia Grande, 352613, Filosofia e Scienze e tecniche psicologiche

Alla base di questo elaborato vi è l’analisi dell’etica filosofica dal punto di vista di Socrate, con

“conosci

particolare riferimento al concetto di te stesso” fortemente legato alla duplice natura della

sopracitata etica.

L’obiettivo di questa tesi è definire uno studio approfondito sull’interconnessione che ricorre tra i

significati dell’etica e della morale, la filosofia di Socrate incentrata sul dialogo con se stessi e con

gli altri e la virtù socratica, di cui non si può parlare se non si attua dinanzi una riflessione etica.

L’elaborato è articolato in quattro paragrafi. Nel primo viene fornita un’introduzione del

significato di etica, con particolare riferimento ai suoi tre nuclei semantici. Nel secondo paragrafo è

presente un breve excursus sulle virtù con lo scopo di compiere una sorta di introduzione riguardo a

con l’aggiunta di un’esigua

ciò che verrà discusso in seguito, analisi delle virtù secondo la

concezione aristotelica. Nel terzo si giunge alla figura di Socrate e alla sua filosofia come indagine

e dialogo dell’uomo. Nel quarto, l’etica e la virtù socratica si uniscono per formare un

e ultimo,

unico profondo significato.

1.

Le parole dell’etica sono numerose e rivestono significati molteplici. Esse comprendono un insieme

di termini, di principi, di concetti che qualificano l’indagine prettamente filosofica riguardante il

“morale”.

comportamento e la prassi umana. La prima parola da prendere in esame è il sostantivo

Dal punto di vista etimologico non vi sono differenze significative tra i due termini (“morale” ed

“etica”), se non il fatto che essi traggono origine da lingue diverse: etica deriva dal greco ethos,

In entrambi i casi s’intende significare la medesima realtà,

morale invece dal latino mos, moris.

ovvero il comportamento, il costume, il modo di agire dell’uomo.

Ethos è un termine che presenta una ricca gamma di significati. Questi possono essere

ricondotti a tre nuclei semantici: (1) la dimora, l’abitazione; (2) il costume,

fondamentalmente

l’abitudine; (3) il carattere, l’indole.

Il carattere per Aristotele può essere forgiato e indirizzato bene o male a seconda delle abitudini

che il soggetto assume. La virtù è il risultato di un esercizio consapevole che nasce dalla ripetizione

1

a compiere atti buoni del medesimo tipo . Tra abitudine e carattere vi è uno stretto legame: il

carattere non è dato una volta per tutte, è in fieri, esso può essere modellato e plasmato, può essere

formato attraverso le abitudini.

Hegel si era mostrato ben consapevole della rilevanza del significato del dimorare. Attraverso il

concetto di Sittlichkeit (eticità), egli intendeva istituire un parallelismo con la parola greca ethos,

mettendo in luce la relazione esistente tra i costumi e l’abitare dell’uomo: il soggetto umano si

troverebbe pertanto a vivere in un determinato ethos, in un insieme di costumi, di abitudini, di

L’esperienza

tradizioni che lo determinano e lo condizionano. etica del soggetto si forgia a stretto

contatto con l’ethos nel quale si è radicati e si abita. Inoltre, tale radicamento può conoscere

modalità diversificate di consapevolezza da parte del soggetto.

viene usata per designare l’insieme

Oggi, la parola ethos di codici di comportamento, di norme,

di valori che sono in larga misura fatti propri e condivisi da individui e gruppi. La parola ethos

assume quindi un significato per lo più descrittivo.

Nella vita personale si può dire che la formazione della coscienza morale corrisponda a un

processo lungo e complesso che la porta ad affrancarsi da un’immedesimazione diretta e totale

1 Nell’Etica Aristotele scrive <<La virtù è dunque una disposizione che orienta la scelta deliberata […]

Nicomachea

, mentre la virtu’ è ricerca e sceglie deliberatamente il medio>>. Dobbiamo sempre scegliere il giusto mezzo, che non ci

viene donato alla nascita ma dobbiamo continuamento sforzarci di trovarlo, perché per il filosofo la virtù, così come la

felicità, è una questione di esercizio. (Aristotele, Etica Nicomachea, I, 1107a 26).

nel costume vigente. Si tratta di un processo che in qualche misura non può mai concludersi.

Non è che un comportamento sia morale per il fatto che è assai diffuso e condiviso dalla

maggioranza: può sembrare un comportamento normale e fungere implicitamente da norma, ma

resta da stabilire se questa sia davvero norma morale, e non semplicemente norma socialmente

consolidata.

Si potrebbe in conclusione affermare, ritornando agli iniziali, che la coscienza, dimorando

presso l’ethos, (1) ne assume i costumi e le consuetudini, (2) così facendo essa costruisce e plasma

il proprio essere (3). In ognuno dei tre significati fondamentali richiamati affiora la consapevolezza

della forza dei legami, la loro consistenza e persistenza. La dimora protegge dalle intemperie, è il

luogo di raccoglimento, della stabilità e della continuità temporale. Anche i costumi e le

consuetudini come tali non sono qualcosa di estemporaneo ed effimero, essi richiedono tempo

anche solo per affermarsi ed essere riconosciuti. Il carattere, infine, sembra costituire un elemento

di continuità che attraversa le varie fasi della vita personale.

La coscienza non si accontenta di vivere, ma desidera vivere bene. La vita buona (il dimorare

bene) trae alimento dall’gire bene e procura felicità. È quindi la vita buona che mira l’etica.

2.

Alla luce delle precedenti delucidazioni sul significato e derivazione dell’etica, si può passare

alla cosiddetta teoria dell’educazione all’etica. risulta

Se dunque la questione fondamentale dell’etica capire in che cosa consiste ciò che è

nell’ambito

buono per la vita, allora la morale si muove della definizione delle regole di condotta e

di norme. Ciò che rende possibile questo andamento di vita è vivere secondo virtù, che secondo il

pensiero di Aristotele sta a significare “vivere secondo ragione” 2 , mentre nella filosofia socratica è

alla scienza (e il vizio coincide con l’ignoranza).

un concetto più legato Ciononostante, entrambe le

riflessioni possiedono un punto in comune: la virtù è il mezzo per conseguire la felicità, per vivere

bene.

L'etica della virtù ha acquisito oggi lo status di una teoria morale in competizione con

l'utilitarismo e la deontologia, sebbene molti critici insistono sul fatto che non esiste una vera

"teoria", piuttosto in questi autori si possono trovare soltanto riflessioni filosofiche frammentarie e

prive di reale sistematicità.

L'etica della virtù sposta l'attenzione dai criteri che definiscono ciò che costituisce un'azione

giusta al carattere e alle qualità morali del sogge

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 7
Tesina Socrate - Conosci te stesso Pag. 1 Tesina Socrate - Conosci te stesso Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 7.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tesina Socrate - Conosci te stesso Pag. 6
1 su 7
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher xeleres di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia morale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Meattini Serena.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community