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Tesi triennale - Il Linguaggio della diplomazia Cinese nel XIX secolo

Questa tesi, intitolata “Il Linguaggio della diplomazia Cinese nel XIX secolo”, nasce dal desiderio di dare un chiave di lettura semplice dell’evoluzione del linguaggio diplomatico cinese nella seconda metà dell’ottocento, in seguito ai contatti tra l’impero britannico e quello mancese.
Nel primo capitolo si pongono brevemente a confronto gli sviluppi... Vedi di più

Materia di Storia della Cina relatore Prof. D. Guida

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Secondo l’impero britannico, l’incidente di yímù sarà solo una delle tante

“manifestazioni di arroganza cinese nei confronti degli stranieri”, insieme alla

proibizione imperiale del commercio dell’oppio, da cui anche i traduttori come

Gützlaff traeva grandi profitti e che divenne il pretesto per iniziare i primi

conflitti armati: La prima guerra dell’oppio dal 1839 al 1842 e la seconda guerra

dell’oppio, dal 1856 al 1860. Un altra grave conseguenza della disputa linguistica

del 1834 fu che dopo la morte di Napier, 64 mercanti inglesi a Canton, guidati dai

maggiori commercianti d’oppio britannici, William Jardine e James Matheson

redassero una petizione al sovrano inglese Guglielmo IV(r.1831-1837) , il 9

Dicembre del 1834 , chiedendo la nomina di un nuovo plenipotenziario e tre navi

da guerra . Inoltre, pressarono affinché la corona negoziasse con i Qing per le

dimissioni di Lu Kun e la riparazione del blocco commerciale. Molte di queste

richieste riaffioreranno nei Trattati firmati nel 1842. Tra i rappresentanti

britannici, c’era chi obiettò all’interpretazione scorretta di alcune parole cinesi

usate negli incontri diplomatici.

L’orientalista Sir George Stauton (1781-1859) insistette sul fatto che yímù, non

poteva essere pretesto per iniziare una disputa con le autorità del governo

mancese, poiché la traduzione cinese significava semplicemente Foreign

Principal (Principale straniero), perché mù dovrebbe essere reso come principal

(principale) e non senso letterale di “ eye” (occhio) . Lo storico Dilip Basu, nelle

51

sue ricerche, rileva marcatamente come Stauton e Peter Perring Thoms erano tra i

pochi inglesi a contestare legittimamente la traduzione di Morrison, sospettando

che dietro questa ci fosse una manovra politica per muovere guerra contro la Cina.

Basu osservò che ai tempi di Napier nessuno prima degli anni 30 si era

lamentato dell’utilizzo di yí nelle comunicazioni coi Qing, perché i contatti erano

principalmente commerciali e le conversazioni erano solitamente rispettose ed

eleganti . In secondo luogo, nessuno fino al 1834, tranne Morrison e Gützlaff,

52

aveva tradotto questo termine trasformandolo in un insulto. Un altro tentativo di

51 L.Liu 2006:52,53.

52 L.Liu 2006:54. 34

difendere la lingua cinese sarà quello di Elliot come vedremo nel paragrafo

successivo.

2.5 Le istanze riparatrici di Elliot e l’invasione dei Demoni

occidentali nella seconda metà del diciannovesimo secolo.

Prima che Lin Zexu decidesse di chiudere i traffici internazionali a Canton,

scatenando la vera crisi internazionale, per circa due anni (1836- 1838) si discusse

sul nodo principale della disputa tra Inghilterra e Cina: la legalizzazione

dell’oppio. Ormai la situazione era diventata difficile da gestire, poiché gli

interessi economici erano numerosi, inoltre i rapporti fra i rappresentanti della

corona mancese e quelli della Compagnia delle Indie non erano molto amichevoli

a causa delle pressioni di quest’ultima all’apertura del commercio nel secolo

precedente . Tuttavia la corte inglese, tentò anche se in misura limitata, di riparare

ai danni causati dalla contestazione di Lindsay e Napier.

Lord Palmerston ordino che il successore del sovrintendente britannico, il

Capitano Charles Elliott (1801-1875) rimanesse vigile su tutto ciò che riguardava

la comunicazione con gli ufficiali Qing per salvaguardare l’onore della Gran

Bretagna . Quando prese servizio, nel Dicembre 1836, Elliot adottò un genere di

comunicazione ufficiale con i diplomatici mancesi conosciuto come bing 理 . Il

termine tradotto in inglese “ Petitions” (Petizioni) suscitò la preoccupazione del

Segretario degli affari esteri, come lui stesso scrisse in una lettera del 22 luglio

1836:

I have to add that his majesty‘s government do not deem it expedient that you should give to your

53

written communications with the Chinese Government the name of Petitions .

53 “Devo aggiungere che il governo di sua maestà non ritiene necessario che lei debba dare alle

comunicazioni scritte col governo Cinese il nome di Petizioni”. 35

Elliot si difese affermando che questo metodo di comunicazione non era per nulla

inappropriato. Il diplomatico spiegò che erano le forme di comunicazione usate

dagli ufficiali di governo per fare rapporto ai superiori, di conseguenza

utilizzandolo con gli ufficiali inglesi il governo cinese li poneva sullo stesso piano

degli ufficiali mancesi.

A rafforzare questa tesi, anche John Robert Morrison in una lettera di Elliot a

Lord Palmerston spiegò il significato di bing, aggiungendolo in un secondo

momento anche nel suo dizionario:

"… When adressing to the Chief authorities of the province , make use of the word “Pin”

[bing],and they receive from the same authorities documents denominated “yu”…. “ Pin “

,Commonly use to denote a clear statement of any affair made to a superior . Pin , is to state a

superior ,whether verbally ,or by writing, whether petitioning something or to give information of;

whether from the people to an officer of Government , or from an inferior officer to a superior

54

several degrees higher… ”

Il traduttore chiarisce così che i bing potevano essere le richieste ufficiali, sia

verbali che scritte, inviate dal popolo a un funzionario della corte o dei

resoconti di qualsiasi affare di natura politica che un inferiore elaborava per un

superiore. I "Commands" cioè gli ordini com’erano intesi dagli inglesi erano gli

"yu" che potevano essere impartiti tanto agli ufficiali inferiori , quanto alla gente

comune. Il segretario degli affari esteri britannico non fu per niente persuaso da

questa spiegazione proibì a Elliot l'uso di questo termine nelle comunicazioni

e

con gli ufficiali Qing per non compromettere gli instabili rapporti diplomatici ,

messi in discussione dal precedente incidente di Lord Napier. Palmerston

giustificò questa decisione , affermando di difendere la tradizione militare del

proprio paese , che non ammetteva la sottomissione di un ufficiale inglese ad un

qualsiasi altro ufficiale di un altro regno. Il termine bing avrà un processo analogo

54 “Quando ci si rivolge alle autorità della provincia, si fa uso della parola “ Pin” [bing] e

ricevono dalle stesse autorità documenti denominati “yu “…“ Pin “ è comunemente usato per

indicare una dichiarazione, fatta a un superiore su qualsiasi questione .Pin serve per esporsi a un

superiore , verbalmente o per iscritto; sia che si voglia presentare una petizione o che si voglia

dare informazioni ; dal popolo all’ufficiale del governo o dagli ufficiali inferiori a quelli di

Robert Morrison ‘s Memorandum, cit. in L.Liu 2006:52.

altissimo grado…” 36

a yí, stabilendo nell’Articolo11 del trattato di Nanchino (ved.cap3 par3) che il

carattere sopravviva parzialmente nella parola “bingmíng” con il significato di

“Rappresentazione” e non si troverà più la traduzione “ petition” . Se alcuni

55

termini della tradizione cinese furono ingiustamente proibiti dagli stranieri , in

forma sia colloquiale che scritta, come nel caso di yi o riadattati come nel caso di

bing altre espressioni cominciarono ad essere usate nel diciannovesimo secolo

che esprimevano il mal contento del popolo, oppresso dalle imposizioni post-

belliche straniere .

Dopo la Convenzione di Pechino del 1860 che ratificava tutti i privilegi ottenuti

dagli occidentali con i trattati precedenti (vedi Cap.3 par.4) , i cinesi iniziarono a

insultare i soldati inglesi presenti nel paese con i termini Guizi 叩叩 o Fangui 叩叩 ,

tradotti col significato di “Foreign devils” (Demoni stranieri) . L’ufficiale

medico britannico durante l’occupazione di Pechino del 1860, David Field

Rennie, nei suo resoconti per la corte britannica riporta altre parole usate per

insultare un forestiero occidentale per le strade della capitale: il termine Weilo,

che molto probabilmente era l’abbreviazione di Waiguo lao corrispondente

all’inglese “Foreigner Rogue” (Canaglia Forestiera ) ,anche se tutti quei termini

non furono creati nel diciannovesimo secolo. Uno dei più importanti esploratori

cinesi del diciannovesimo secolo, Zhang Deyi (1847-1918) nel 1871 menzionò

che Guizi era già usato nel settecento per riferirsi agli occidentali, insieme alle

espressioni Baigui 理理 ( spettro bianco) e Heigui 理理 (spettro nero) . Le origini di

56

questi termini sono legate alle prime apparizioni degli europei che approdarono

sulle coste meridionali del paese proprio nel sedicesimo secolo , come spiega

l’articolo su Fangui del Chinese Repository del 1840. Gli autori del saggio

scoprirono che i Fan erano in origine, gli insignificanti e servili selvaggi che

abitavano nelle isole dell’oceano meridionale, mentre Gui non aveva l’accezione

di demone o diavolo, ma indicava qualcosa di strano, grossolano e bizzarro:

“ When foreigners first came to the shores of China ,their close fitting dress ,their squeaking shoes

and cocked hats, their blue eyes and red hair, their swords , their unintelligible talk, their

55 L.Liu2006:53.

56 L.Liu2006:98. 37

overbearing carriage , and roaring guns of their ships , all astonished the people , who exclaimed

57

Kwei Kwei! ”

Il concetto di Gui (spirito, fantasma) inglobava un campo semantico più ampio

della nozione inglese “Devil”, spaziando dall’occulto al fantastico; dal repulsivo

allo spirituale, dall’esotico al vivace. Si può dire che negli anni successivi al 1860

guizi divenne il sostituto di yi o come lo definisce Lidia Liu il suo “ Fantasma”,

assalendo le menti degli occidentali nonostante le censure e la minaccia di punire

chiunque avrebbe usato il termine .

58

Possiamo concludere che sebbene lo sviluppo delle relazioni internazionali tra

Inghilterra e Cina nel diciannovesimo secolo dovesse essere sostenuto dal

principio di “ uguaglianza” caro a tutti gli stati monarchici europei, di fatto i

pregiudizi culturali e le manipolazioni che gli occidentali stessi fecero della lingua

cinese contribuirono ad accrescere il clima di xenofobia e diffidenza nei

confronti degli stranieri. Se quindi il lavoro dei traduttori nell’800 giocò un ruolo

fondamentale nelle relazioni fra questi due imperi che seppur in maniera diversa

avevano cercato di difendere il proprio prestigio, altrettanto sarà importante il loro

ruolo nella stesura dei "Trattati Ineguali" e nello sviluppo del diritto

internazionale. Nel prossimo capitolo analizzeremo in dettaglio il ruolo svolto dai

traduttori presso la corte britannica e quella Qing, gli strumenti da loro utilizzati

per le traduzioni e le conseguenze che la traduzione di un testo occidentale ,

Elements of International Laws di Henry Wheaton ebbe sullo sviluppo del

concetto di “ Diritto Universale”.

57“ Quando i primi stranieri giunsero sulle coste della Cina con i loro abiti aderenti , i loro

stivali, gli occhi blu, capelli rossi, le loro armi, le loro navi e la loro lingua incomprensibile,

i residenti del posto ne furono così impressionati che reagirono esclamando Kwei Kwei

[gui ,gui]!”Chinese Repository 1840, cit. in L.Liu 2006:100.

58 L.Liu 2006:97. 38

Capitolo 3

L’evoluzione del linguaggio diplomatico cinese nel XIX secolo: il

ruolo dei traduttori occidentali nell’ottocento e la loro influenza sul

diritto internazionale.

3.1 Gli interpreti occidentali e i loro strumenti in epoca moderna.

Nel capitolo precedente abbiamo osservato come diversi tipi di traduzioni possano

scatenare differenti interpretazioni, con conseguenze significative per i rapporti

diplomatici. Questo può essere dipeso non solo dai pregiudizi culturali che

influenzano i popoli oggetto di tale scambio di comunicazione, ma anche

dall’interpretazione personale che i traduttori compiono delle conversazioni e dei

testi scritti, sfruttando gli strumenti a loro disposizione per codificare il messaggio

da una lingua a un'altra.

Se per l’ammiraglio inglese George Anson, l’apprendimento del cinese non

sarebbe stato di alcuna utilità per gli ufficiali britannici, in quanto per lui

quell’idioma non si era evoluto da un sistema di segni grafici in un alfabeto

comprensibile , di contro il professore di Sociologia George Steinmetz nel suo

59

libro The Devil’s handwriting, sottolinea la lingua cinese è stata da sempre oggetto

di fascino per gli europei. Nel sedicesimo secolo il padre Gesuita Matteo Ricci

(1552-1610), fu l’uomo che con maggiore determinazione ed efficacia tentò di far

comunicare la civiltà, quella europea e cinese, che per secoli si era ritenute

autosufficienti a livello economico, politico e sociale . Durante la sua missione

60

nella Cina meridionale (1582) si dedicò all'apprendimento della lingua e dei

costumi cinesi e fu il primo Europeo a essere ricevuto alla corte dell’imperatore

Wanlì (r.1572-1620), dando il via alla prima missione cristiana a Pechino. Nel

secolo successivo sarà un altro missionario, Matteo Ripa (1682-1746) a

59 Vedi 1.4.

60 Spence 1990: abstract. 39

incoraggiare maggiormente i contatti col popolo cinese e lo studio della lingua

stessa, con la fondazione del Collegium Sinicum a Napoli (1732).

Quando la Gran Bretagna iniziò le sue missioni diplomatiche, nella seconda metà

del diciassettesimo secolo, una delle maggiori difficoltà che la corona riscontrerà,

sarà la ricerca d’interpreti. Le persone che dovevano adempiere tale compito non

solo dovevano saper padroneggiare la lingua straniera , ma anche avere una

conoscenza della cultura e della politica cinese sufficiente per aggiornare i capi

della delegazione. Nel passato del grande espansionismo coloniale la figura

dell’interprete svolse un ruolo di primo piano. Si trattava, comunque di una

moltitudine di persone senza volto e senza nome, salvo rare eccezioni, e di bassa

estrazione sociale, sprovvista di formazione che non fosse l’apprendimento della

lingua. La sola conoscenza dell’idioma, in molti casi non era neanche sufficiente

per una chiara comprensione, soprattutto quando c’era da discutere su trattative

internazionali. Per la missione Macartney di cui abbiamo parlato nei capitoli

precedenti, il Segretario della Delegazione britannica, George Leonard Stauton,

pensò di utilizzare inizialmente gli yang shang di Canton che come mediatori

61

commerciali, avevano acquisito una discreta conoscenza della lingua inglese. Era

probabile che gli stessi non fossero, tuttavia capaci di sostenere una conversazione

sopra argomenti estranei alla compravendita di merci. Stauton ritenne, perciò

opportuno cercare mediatori linguistici nelle comunità religiose, note per la loro

politica di evangelizzazione in Cina nei secoli precedenti. In alternativa si

cercavano anche cinesi che avessero lasciato il loro paese, per studiare nel

Collegio di Napoli e che quindi conoscessero bene il latino e altre lingue

Europee . I missionari, inoltre, furono i primi a iniziare a tradurre i testi scritti e

62

redigere diari e giornali, riguardanti la lingua e la cultura cinese tra cui due

traduttori della Bibbia in cinese che curassero i primi dizionari bilingue. Il

missionario Scozzese Robert Morrison fu l’autore di due vocabolari Inglese -

cinese e Cinese - Inglese (1815-1823). Il missionario Inglese Walter Henry

Medhurst ( 1796- 1857) fu autore , invece, di un dizionario Cinese- Inglese e un

61 Vedi 2.3.

62 Fatica 1996:526. 40

dizionario di Hokkien( dialetto parlato nella regione del Fujian). Sulla base dei

lavori dei missionari ecclesiastici, anche alcuni diplomatici del diciannovesimo

secolo realizzarono i loro dizionari, come Il Diplomatico e linguista americano

Samuel Wells Williams (1812-1884) che utilizzò il metodo di comparazione dei

dialetti parlati nelle varie regioni della Cina ,per la stesura del suo vocabolario nel

1844 . Un altro diplomatico inglese, Herbert Giles (1845-1935) compilò una

63

lessicografia che conteneva 13.848 caratteri e numerosi espressioni, con pronuncia

basata sul Cinese Mandarino, parlato a Pechino e comparato con vari dialetti del

sud, tra cui l’Hakka , il Cantonese e il Min. Giles fu anche l’ideatore del sistema

di trascrizione della pronuncia dei caratteri in lingua inglese soprannominato,

appunto Wade-Giles utilizzato durante tutta la seconda metà del diciannovesimo

secolo fino al 1958, quando venne sostituito dal sistema di trascrizione fonetica di

Zhou Youguang, il pinyin. Un altro strumento importante per approccio alla lingua

cinese fu il Chinese Repository, un periodico pubblicato a Canton dal maggio del

1832 fino al 1851. Il primo editore fu Elijah Coleman Bridgman, ma il progetto di

questo giornale fu sviluppato insieme a Morrison, con lo scopo di forzare i

missionari a essere sempre aggiornati riguardo tutto ciò che avveniva in Cina e in

seguito tentare di organizzare queste informazioni sparse in articoli compatti e

coerenti . Dall’altro lato, anche la Cina da prima refrattaria al contatto straniero

64

stava lentamente trasformandosi.

Nel XVIII secolo gli scritti dei gesuiti destarono un vivo interesse dei sovrani

illuminati europei per la Cina , ma incoraggiarono anche gli intellettuali cinesi a

interessarsi alla cultura europea. Le dottrine religiose occidentali, soprattutto

quelle etico- politiche, contribuirono allo sviluppo di tendenze eterodosse, già

esistenti in Cina, di carattere individualistico , utilitaristico ed egualitario per

limitare l’autorità politica e famigliare. Gli eruditi confuciani, basandosi sulla

tradizione intellettuale con cui erano cresciuti, proposero riforme amministrative

63 http://en.wikipedia.org/wiki/Chinese_dictionary 5/5/2011

64 www.CSCA A Note on The Chinese Repository, Twenty volumes, Canton, 1832-

1851.htm

5/5/2011 41

e educative per il benessere della nazione. Tuttavia con lo scoppio della guerra

dell’oppio e la conseguente apertura della Cina ai contatti con l’estero, il grande

impero fu sempre più esposto alle idee e alla tecnologia occidentale. Senza

rendersene conto, gli uomini di stato Confuciani emularono e adottarono certi

modelli della tecnologia militare , legislativa e sociale occidentali, sebbene il loro

obiettivo fosse quello di salvaguardare le antiche tradizioni dall’influenza

straniera .

65

Dopo la sconfitta della Cina, nella guerra sino-giapponese (1894–1895) i letterati

cinesi, improvvisamente coscienti della relativa arretratezza del paese, presero a

interessarsi del pensiero occidentale. I nuovi modelli artistici e filosofici furono

introdotti in modo diffuso ma arbitrario, tramite traduzioni a volte anche

approssimative, che agirono profondamente nella fantasia di lettori e scrittori

nella ricerca di nuove identità e forme . Tra i traduttori cinesi che contribuirono

66

alla diffusione delle idee occidentali ricordiamo: Yan Fu (1853-1921) e Lin Shu

(1852- 1924) che avevano avuto esperienze di lavoro all’estero. Tra i classici

occidentali più tradotti c’erano opere di Scott, Dickens, Dumas figlio, Conan

Doyle, Haggard, ma anche saggi politici e sociali come: An inquiry into the

wealth of nations di Adam Smith e l’Esprit des lois di Montesquieu. Queste opere,

ancora tradotte in Wenyan (la lingua letteraria usata nei testi ufficiali della corte)

erano proposte ai lettori delle classi medio-alte spesso in ragione di alcune

somiglianze o attrattive più vicine ai gusti dei lettori. Tuttavia nonostante fossero

gli elementi comparabili alla propria tradizione a suscitare inizialmente attrazione

(sia da parte dei traduttori che dei lettori), anche gli usi e i costumi occidentali

sedussero il pubblico, influenzando le tecniche narrative che si svilupperanno in

Cina agli inizi del XX secolo . Il campo della comunicazione diplomatica era,

67

tuttavia molto più complesso da gestire.

65 Spence 1999:139.

66 Idema e Haft 2003:282.

67 Pesaro 2009 : 695,696. 42

Negli ultimi anni del XIX secolo, i rapporti tra la Cina e gli stranieri rimasero

comunque tesi. I numerosi incontri tra i rappresentanti dei paesi esteri e il timore

di insorgere a dispute linguistiche simili a quella di Napier, richiesero

d’interpretazioni sempre più precise. In Europa sarà soltanto dopo la seconda metà

dell’ottocento, sulla scia dello sviluppo del concetto di linguaggio come simbolo

di identità nazionale che i rappresentanti diplomatici tornarono ad esprimersi nella

loro lingua madre, dopo secoli in cui si era utilizzato il latino per le trattative

ufficiali, richiedendo la presenza d’interpreti specializzati in occasione d’incontri

e negoziati. Era quindi necessario anche per la Cina , un rinnovamento nel

sistema di comunicazione Internazionale e di questo discuteremo nel paragrafo

successivo.

3.2 Il Cinese a confronto con le altre lingue e i modelli diplomatici del XIX

secolo.

Nel suo saggio “ La ricezione del diritto civile nella Cina del nostro secolo “,

Hermes Pazzaglini spiega che negli ultimi anni dell’impero Qing ci si accorse che

i metodi tradizionali per trattare con i delegati stranieri erano inadeguati. La

ricerca di nuovi sistemi per gestire le trattative internazionali porterà i cinesi ad a

prendere in esame la possibilità di stabilire un dialogo con l’occidente .

Dopo l’iniziale periodo di chiusura nei confronti dei “Demoni d’oltremare”(vedi

Cap.2 par.5), tra gli anni 40 e 60 del diciannovesimo secolo , Il governo centrale

rinnovò e occidentalizzò la sua facciata esterna, anche se dopo la firma dei trattati

di Nanchino e Tianjin, il governo di Pechino non voleva ancora avere niente a che

fare con il governo britannico che tanto lo aveva umiliato negli anni precedenti.

Questa sua decisione fu ulteriormente rafforzata dalla Ribellione della setta

68

religiosa dei Taiping tra il 1851 e il 1864 . Sebbene l’esercito britannico e quello

francese aiutarono il governo di Pechino a sedare le rivolte, gli eruditi

Confuciani della corte estesero ancora di più il loro odio nei confronti del mondo

occidentale accusato di aver fomentato la rivolta attraverso diffusione delle idee

68 Roberts 2009: 760. 43

69

cristiane . Ancora di più il governo mancese detestava dipendere dagli stranieri,

orgogliosi delle antiche tradizioni che avevano aiutato a governare il paese nei

secoli precedenti. Tra le tradizioni da difendere, la purezza del linguaggio era

certamente quella più importante. La Cina fin dall’antichità era sempre stata vista

come un’entità monolitica etnica e linguistica, resistente a qualsiasi influenza

linguistica e culturale. Nonostante ciò la nazione è sempre stata circondata

minoranze che non parlavano nella lingua Han. In molti casi i popoli vicini hanno

assorbito questo idioma, come nel caso della corte mancese, sviluppandone allo

stesso tempo innumerevoli eccezioni.

Come abbiamo già visto nel Capitolo precedente, l’imperatore Yongzheng

ribadirà che il concetto di “Superiorità culturale della Cina” non aveva

fondamento ,in quanto aveva dimostrato che nel corso dei secoli il paese aveva

subito delle contaminazioni dai popoli barbari vicini . Lo stesso discorso vale per

la purezza della lingua Han, che in epoca Qing era l’idioma predominate

nell’impero insieme al mancese, definito Guoyu 叩叩 , vale a dire la lingua parlata

70

dalle dinastie non cinesi . Molti sinologi un secolo dopo dimostreranno

l’influenza di altre lingue sul cinese prendendo in considerazione molte parole di

uso comune che come gou (cane) hanno etimologia Tibetana. Ci sono altri

termini, chiaramente non cinesi di cui però non si riesce a identificare l’origine.

Nel cinese moderno ci sono stati casi di termini nati nel XX secolo che altro

non sono che prestiti derivati dall’ inglese : mada “motor”, leida “ radar “ moter”

“fashion” eccetera. Nonostante le crescente presenza degli occidentali nel paese,

la Cina ha comunque continuato a dimostrare una certa reticenza ad accogliere

elementi di culture straniere e sarà solo col progressivo contatto con le idee del

positivismo europeo che ci sarà una predisposizione graduale alle relazioni

internazionali. Per riuscire a comprendere e di conseguenza tradurre un testo

diplomatico, furono necessarie disposizioni notevoli da parte dei governi

occidentali. Lidia Liu, nel quarto capitolo del suo libro The Clash of Empires,

spiega che la relazione tra un testo legislativo tradotto da una lingua ad un altra e

69 Roberts 2009: 764.

70 Norman 1988: 134,135. 44

la sua applicazione in campo diplomatico non è mai un affare semplice da

71

gestire . Nicola di Cosmo nel suo Ancient China and its Enemies osserva

attentamente le fonti antiche, cercando di comprendere cosa volevano comunicare

e come gli ascoltatori potevano saltare subito a conclusioni errate, ragionano

secondo la mentalità della propria cultura nazionale, come nel caso

dell’interpretazione del termine yi nella seconda metà del diciannovesimo

72

secolo . Bisogna ricordare che un testo tradotto può generare significati, voluti o

non intenzionali, in un contesto discorsivo che interessa due o più lingue. Occorre

dunque che l’interprete riesca a dare all’atto legislativo un senso unico e

incontestabile in tutte le lingue in cui si traduce.

Nel diritto internazionale non possono esistere interpretazioni personali di

negoziazioni diplomatiche e la situazione diventa ancora più complessa, quando

le nazioni prese in considerazione hanno avuto contatti limitati in passato e

devono apprendere il linguaggio politico, l’una dell’altra. Nel diciannovesimo

secolo, per essere ricevuti alla corte dell’imperatore Qing era necessario rispettare

un determinato cerimoniale, anche i funzionari mancesi dovevano utilizzare una

terminologia precisa per rivolgersi agli ambasciatori stranieri. Quando

l’ambasciatore Lin Zexu nel 1839 inviò la lettera alla regina Vittoria( vedi Cap.2

73

Par.3), ad esempio, utilizzò un genere di comunicazione chiamato Xi 理 .

L’introduzione della lettera in Wenyan, con la traduzione inglese proposta dal

Chinese Repository nel 1840, mostra la formula di saluto di questo tipo di

comunicazione che un funzionario della corte mancese rivolgeva al sovrano di

un'altra nazione. La lettera si apre con un elogio all’imperatore cinese:

74

理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理 .

71 L.Liu 2006: 108.

72 Nicola Di Cosmo cit.in L.Liu 2006: 90.

73 Questi tipo di linguaggio aveva lo scopo di avvertire i governi stranieri di tenere sotto

controllo le azioni dei loro ambasciatori in terra straniera, per evitare l’intervento delle

forze armate. Tutto questo avveniva cercando di velare le accuse ai sovrani stranieri con

l’uso di varie formule ed elogi.

74 Lin Zexu , “ Ni yu yingjili guowang xi”(1839) cit. in L.Liu 2006:230. 45

“A communication: magnificently our great Emperor soothes and pacifies China and the foreign

countries, regarding all with the same kindness. If there is profit, then he shares it with the peoples

of the world; if there is harm, then he removes it on behalf of the world. This is because he takes

75

the mind of heaven and earth as his mind . “

“Si comunica: il Nostro Magnifico e Unico Imperatore ,che pacifica dentro e fuori il territorio

,guardante tutti con uguale benevolenza ,che allontana le minacce ,perché protegge il cielo e la

76

terra come fossero il suo cuore .”

Nella parte successiva della lettera, si elencano le qualità della sovrana inglese,

confronto sempre con la figura dell’imperatore.

理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理‘理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理’理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理

理理理理理理理理理理理理

“It is only our high and mighty emperor, who alike supports and cherishes those from beyond the

seas-who looks upon all mankind with equal benevolence-who, if a source of profit exists

anywhere, diffuses it over the whole world-who, if the tree of evil takes root anywhere, plucks it

up for the benefit of all nations;-who, in a word, hath implanted in his breast that heart (by which

beneficent nature herself) governs the heavens and the earth! You, the queen of your honorable

nation, sit upon a throne occupied through successive generations by predecessors, all of whom

have been styled respectful and obedient. Looking over the public documents accompanying the

tribute sent (by your predecessors) on various occasions, we find the following: “All the people of

my country, arriving at the Central Land for purposes of trade, have to feel grateful to the great

emperor for the most perfect justice, for the kindest treatment,” and other words to that effect.

Delighted did we feel that the kings of your honorable nation so clearly understood the great

principles of propriety, and were so deeply grateful for the heavenly goodness (of our emperor):-

therefore, it was that we of the heavenly dynasty nourished and cherished your people from afar,

77

and bestowed upon them redoubled proofs of our urbanity and kindness. ”

“Da molte generazioni i sovrani del vostro paese sono noti per il loro rispetto e i loro

possedimenti. Negli atti tributari precedenti si legge: Normalmente la gente del vostro paese che

giunge in Cina per scopi commerciali non può che essere grata per l’imparziale trattamento che

l’imperatore riserva loro e così via .Contenti del fatto che i sovrani della vostra nazione capiscano i

grandi principi ,profondamente grati all’imperatore per i favori concessi ,con prestigio astuzia e

75 Lin Zexu , “ Ni yu yingjili guowang xi”, Translation in “Chinese Repository” (1840) cit. in

L.Liu 2006:230.

76 I due xin presenti nel testo hanno un significato diverso. Il primo richiama al

principio del Tian secondo cui l’imperatore era “il mediatore tra cielo e terra” , il “

天,

centro” intorno a cui tutti i popoli vivevano in perfetta armonia .Il secondo richiama,

invece al “ cuore” dell’imperatore stesso che come “ l’armonia tra i popoli” doveva

essere protetto dalle minacce esterne.

77 Lin Zexu , “ Ni yu yingjili guowang xi”, Translation in “Chinese Repository” (1840) cit. in

L.Liu 2006:232. 46

trattamenti cortesi , ha fatto si che i profitti commerciali continuassero per 200 anni . Questo è il

motivo per cui il vostro paese è noto per il suo benessere economico.”

In questa prima parte della lettera alla regina d’Inghilterra , notiamo le formule di

cortesia usate dagli ambasciatori Qing. Lin Zenxu si riferisce alla Gran Bretagna

come guiguo 理理, che tradotto letteralmente sta a significare “ la vostra onorevole

nazione", mentre chiama i sovrani gli onorevoli sovrani della

gui guo wang 理理理,

nazione. Evidenzia addirittura come il riscontro dei tributi precedenti abbia dato

prova che gli stranieri apprezzassero l’ospitalità della corte mancese e come

questo abbia contribuito in duecento anni di scambi commerciali ad accrescere il

benessere del paese stesso. Apparentemente non sembrerebbe una lettera di

accusa . Invece nel passaggio successivo:

78

“理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理 天”

"Every native of the Inner Land who sells opium, as also all who smoke it, are alike adjudged to

death. Were we then to go back and take up the crimes of the foreigners, who, by selling it for

many years have induced dreadful calamity and robbed us of enormous wealth, and punish them

79

with equal severity, our laws could not but award to them absolute annihilation ".

“Di norma tutte quelle persone all’interno paese che commerciano o consumano oppio,devono

essere condannate a morte .Se indagassimo sui barbari che negli anni hanno commesso il crimine

di venderlo , portando a problemi profondi che hanno lasciato un ‘ influenza importante ,per la

legge dovrebbero essere messi tutti a morte.”

L’ambasciatore indica in maniera esplicita la pena che veniva inflitta ai

commercianti di oppio nel proprio paese e come anche i forestieri non dovessero

essere esimi allo stesso trattamento secondo la legge. Lin giustifica queste

apparenti accuse al governo britannico così:

80

“理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理 !”

“We have heard that in your own country opium is prohibited with the utmost strictness and severity:-this is a

do not permit it to injure

strong proof that you know full well how hurtful it is to mankind. Since then you

78 Lin Zexu , “ Ni yu yingjili guowang xi”(1839) cit. in L.Liu 2006:232.

79 Translation in “Chinese Repository” (1840) cit. in L.Liu 2006:232.

80 Lin Zexu , “ Ni yu yingjili guowang xi”(1839) cit. in L.Liu 2006:234. 47

your own country, you ought not to have the injurious drug transferred to another country, and

81

above all others, how much less to the Inner Land !”

“ Abbiamo sentito dire che il consumo di oppio nel vostro paese è severamente proibito , perché si

è a conoscenza dei danni dell’oppio . Dal momento che non può causare danni al vostro paese,

allora non dovreste neanche danneggiare gli altri paesi, meno di tutti la Cina.”

Naturalmente se nella stessa Gran Bretagna il consumo di oppio era proibito alla

popolazione poiché se ne conoscevano i danni che causava all’organismo ,

altrettanto questi stessi danni non dovevano essere arrecati in altri paesi ,

soprattutto in Cina. Di nuovo verso la fine della lettera si nota il ritorno del senso

di orgoglio e di appartenenza al popolo Cinese, sempre soffermandosi sul concetto

di magnanimità dell’imperatore cinese:

“ 理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理 ! 理理!理理理理理理理理理

82

理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理 理”

“Our celestial empire rules over ten thousand kingdoms! Most surely do we possess a measure of

godlike majesty which ye cannot fathom! Still we cannot bear to slay or exterminate without

previous warning, and it is for this reason that we now clearly make known to you the fixed laws

of our land. If the foreign merchants of your said honorable nation desire to continue their

commercial intercourse, they then must tremblingly obey our recorded statutes, they must cut off

forever the source from which the opium flows, and on no account make an experiment of our

laws in their own persons!

Let then your highness punish those of your subjects who may be criminal , do not endeavor to

screen or conceal them , and thus you will secure peace and quietness to your possessions ,thus

will you more than ever display a proper sense of respect and obedience , and thus may we

unitedly enjoy the common blessing happiness .What a greater joy! What more complete felicity

than this!Let your highness immediately ,upon receipt of this communication ,inform us promptly

of the state of matters ,and of measure you are pursuing utterly to put a stop to the opium evil.

Please let your reply be speedy . Do not on any account make excuses or procrastinate. A most

83

important communication .”

81 Translation in “Chinese Repository” (1840) cit. in L.Liu 2006:232.

82 Lin Zexu , “ Ni yu yingjili guowang xi”(1839) cit. in L.Liu 2006:236,237. 48

“ Il Nostro paese domina su tutte le altre nazioni , anche se possiede un prestigio profondo ,tuttavia

non vogliamo far morire qualcuno senza fargli capire lo sbaglio fatto, per questo mettiamo in

chiaro questa norma precisa: se i commercianti stranieri desiderano continuare i loro scambi

commerciali ,devono obbedire alla nostra legge e tagliare definitivamente le risorse di oppio ed

essere sicuri che non sfidino la nostra legge. Il Sovrano possa interrogare i perversi ,per

proteggere la giustizia e la pace dei vostri possedimenti ,per sottolineare il vostro rispetto e

sottomissione. Che fortuna ! Che Fortuna! Dopo aver ricevuto questa missiva ,dateci subito una

risposta senza ritardare.”

Purtroppo non essendo la missiva mai stata recapitata, non sapremo mai come il

governo avrebbe interpretato tale avvertimento come una minaccia e un insulto

alla corona britannica come nel caso del termine “barbaro”. Fallito il metodo di

diplomatico, che per quasi due secoli aveva aiutato la corte mancese a interagire

con gli stranieri, un rinnovamento del linguaggio politico sarà imposto tramite

gli accordi che si stipuleranno dopo il conflitto Anglo-Cinese degli anni 40. Questi

cambiamenti, come vedremo nel paragrafo successivo, avranno effetti

parzialmente devastanti in campo economico, sui possedimenti dell’impero e

soprattutto sul patrimonio linguistico della nazione cinese.

3.3 Il senso dei Trattati ineguali: Il nuovo sistema di comunicazione

politica tra occidente e oriente.

Verso la fine del paragrafo 1.1 abbiamo parlato di come, durante l'espansione

coloniale europea e del conseguente allargamento della comunità internazionale,

l’impero britannico si fosse impegnato affinché l'ordinamento giuridico europeo

venisse esteso e imposto ad altri Stati.

Quando gli ambasciatori britannici iniziarono le loro missioni commerciali con la

Cina nel XIX secolo, giudicarono il livello di sviluppo sociale ed economico della

Cina inferiore a quello degli altri paesi Europei. Si teorizzò così una istituzionale

subordinazione del paese asiatico all’occidente e le potenze coloniali ritennero di

avere il diritto di chiedere al governo mancese, numerosi impegni e garanzie, che

84

non erano tenuti a dare a loro volta . La legittimazione di tali richieste sarà

rafforzata con la vittoria dell’esercitò inglese durante la prima guerra dell’oppio,

83 Translation in “Chinese Repository” (1840) cit. in L.Liu 2006:236,237.

84< http://www.tuttocina.it/Tuttocina/storia/storcomp.htm>12/05/12. 49

quando la Cina metterà a nudo la propria debolezza militare , con il doppio effetto

di sconvolgere gli equilibri sociali su cui l’impero reggeva e di far convergere le

85

mire espansionistiche di altri paesi occidentali . Dopo il 1842, iniziarono ad

essere stipulati una seria di accordi internazionali tra Impero britannico e Qing,

caratterizzati da una rilevante sproporzione nei diritti e negli obblighi

reciprocamente assunti dai contraenti. Questi accordi sono conosciuti nelle storia

86

del diritto internazionale col il nome di “Trattati Ineguali” . Quando le

negoziazioni iniziarono, gli Inglesi dichiararono di voler porre la questione

dell’uguaglianza come secondo tema principale di discussione. Il Trattato di

Nanchino, firmato il 29 Agosto 1842 a bordo della Nave Cornwallis e poi

ratificato a Hong Kong voleva essere uno strumento che avrebbe dovuto tutelare

le parti interessate in egual modo. Tutto questo viene specificato anche

nell’Articolo 1: 87

“理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理 理”

Article I.

“There shall henceforward be peace and friendship between Her Majesty the Queen of the United

Kingdom of Great Britain and Ireland and His Majesty the Emperor of China, and between their

respective subjects, who shall enjoy full security and protection for their persons and property

within the dominions of the other.”

Articolo 1

“Ci sia di conseguenza tra il Grande Imperatore Qing e la Grande Regina di Inghilterra una

perpetua pace e armonia, che ci sia amicizia tra i rispettivi popoli e che possano godere

dell’incolumità e protezione offerte dalla nazione, per se e le proprie famiglie.”

Sebbene entrambi i popoli siano citati, l’attenzione si focalizza specialmente sulla

sicurezza e la protezione garantite agli inglesi, prima dimostrazione che il

documento avrebbe favorito gli interessi di una sola delle parti. Infatti nei

85 <http://www.britannica.com/EBchecked/topic/614398/Unequal-Treaty> 10/05/2011.

86 Tra le potenze che parteciparono alla stesura dei “Trattati di pace” tra il 1842-1890

c’erano anche: Francia , Russia, Germania , il Giappone e gli Stati Uniti.

87 Treaties and Conventions, 1917:352. 50

successivi articoli, il Regno Unito non solo riuscì a modificare la struttura del

commercio estero in vigore dal 1760, ma come evidenziato negli articoli 2 e 3,

sarà concesso l’insediamento del governo britannico nei principali porti della Cina

e la cessione di Hong Kong come ulteriore forma di umiliazione per il governo

mancese:

天理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理 理

88

理理理理理理理理理理理 天

Article II.

His Majesty the Emperor of China agrees, that British subjects, with their families and establishments, shall be allowed to

reside, for the purposes of carrying on their mercantile pursuits, without molestation or restraint, at the cities and towns of

Canton, Amoy, Foochowfoo, Ningpo, and Shanghai; and Her Majesty the Queen of Great Britain, &c., will appoint

Superintendents, or Consular officers, to reside at each of the above-named cities or towns, to be the medium of

communication between the Chinese authorities and the said merchants, and to see that the just duties and other dues of the

Chinese Government, as hereafter provided for, are duly discharged by Her Britannic Majesty's subjects.

Articolo 2

D’ora in poi l’imperatore permetterà ai sudditi inglesi di abitare con le loro famiglie lungo le coste dei 5 porti di : Canton,

Amoy, Foochowfoo, Ningpo, e Shanghai. Sua maestà potrà scegliere di nominare un Sovrintendente o Console ufficiale

che risiedano in ciascuna delle nominate città per gestire gli affari commerciali ,per comunicare con gli ufficiali locali e

osservare per i sudditi di sua maestà britannica che i sopracitati obblighi del governo cinese ,a cui d’ora in poi dovranno

provvedere , siano debitamente rispettati . 89

理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理 理

Article III.

It being obviously necessary and desirable that British subjects should have some port whereat they may [maintain] and

refit their ships when required, and keep stores for that purpose, His Majesty the Emperor of China cedes to Her Majesty

the Queen of Great Britain, etc..., the Island of Hong-Kong, to be possessed in perpetuity by Her Britannic Majesty, her

heirs and successors, and to be governed by such laws and regulations as Her Majesty the Queen of Great Britain, etc...,

shall see fit to direct.

Articolo 3

Dato che le navi mercantili britanniche subiscono ingenti danni in mare , bisogna fornire loro il materiale necessario per le

riparazioni. L’imperatore cede per sempre a sua maestà la Regina e i suoi successori l’isola di Hong Kong e permettendo

.

che sia lei a stabilirvi le leggi

88 Treaties and Convention, 1917: ivi.

89 Treaties and Convention, 1917:ivi. 51

La rilevanza giuridica di questi accordi influirà anche sui sistemi di

comunicazione scritte tra gli ufficiali imperiali di ogni grado , con conseguente

minaccia al patrimonio linguistico di paese rinomato da secoli per il suo evoluto

linguaggio diplomatico . Le interdizioni colpiranno parole singole , come nel caso

di bing 叩 (vedi. Cap.2 par.5) il cui utilizzo fu vietato nell’articolo 11 dello stesso

trattato di Nanchino: 90

理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理 天

Article XI.

It is agreed that Her Britannic Majesty’s Chief High Officer in China shall correspond with the

Chinese High Officers, both at the Capital and in the Provinces, under the term “Communication”

天天. The Subordinate British Officers and Chinese High Officers in the Provinces under the terms

“Statement” 天天 on the part of the former, and on the part of the latter “Declaration” 天天, and the

Subordinates of both Countries on a footing of perfect equality. Merchants and others not holding

official situations and, therefore, not included in the above, on both sides, to use the term

“Representation” 天 天 in all Papers addressed to, or intended for the notice of the respective

Governments.

Articolo 11

Si è deciso che gli Ufficiali di alto rango di sua Maestà debbano corrispondere con gli ufficiali di

alto rango cinesi che si trovano nella Capitale o nelle provincie mediante le” Comunicazioni” 理

理.Gli ufficiali subordinati britannici e gli Ufficiali Superiori Cinesi in provincia useranno , i primi

tramite gli enunciati 理理, i secondi mediante le “Dichiarazioni”天理, gli ufficiali inferiori di entrambi le

nazioni farà lo stesso in un clima di perfetta uguaglianza. I mercanti di entrambi i paesi e chiunque

altro non sia un ufficiale ,dovrà comunicare mediante la formula 理理 per i documenti da inviare ai

rispettivi governi.

In questo modo si decreterà la scomparsa di Bing nelle comunicazioni estere,

sopravvivendo solo attraverso la forma “bing min” il cui significato, dapprima

tradotto in “petizione”, passera solo ed esclusivamente ad essere “Dichiarazione”.

Sebbene il Plenipotenziario Elliot avesse agito per ordine di Palmerston, era

conscio del fatto che la richiesta posta nell’articolo 11 non avesse niente a che

fare con la necessità di dare un ordine ai documenti della gerarchia burocratica e

che i sudditi Inglesi volessero trattare il popolo cinese alla pari. Il successore di

Lin Zexu , il segretario Qishan (1790–1854) fu comunque costretto a includere

questo articolo nel trattato. Il carattere yí 叩 , come abbiamo visto nel capitolo

precedente, subì una sorte analoga. Nel 1858 , fu infatti firmato un nuovo trattato

tra le due nazioni a Tianjin, che rinnovava e confermava quanto precedentemente

90 Treaties and Conventions, 1917:355. 52

stipulato nel trattato di Nanchino del 42. L’interdizione è contenuta nell’articolo

51: 91

“理理理理理 理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理理 .”

ARTICLE LI.

“It is agreed, that henceforward the character "I" 天 ('barbarian') shall not be applied to the

Government or subjects of Her Britannic Majesty, in any Chinese official document issued by the

Chinese authorities, either in the capital or in the provinces.”

Articolo 51

“Si stabilisce che da ora in poi, che in nessun documento dispaccio ufficiale della Capitale o della

Provincia ,ci si possa rivolgere al governo britannico col termine I" 天.”

Per essere sicuri che il significato del carattere e di altre parole nella

comunicazione Anglo – Cinese fossero prese per originali e autorevoli l’articolo

precedente , prevedeva che tutte le comunicazioni ufficiali sarebbe state valide

solo se tradotte e interpretate in inglese . Nonostante questa decisione fosse

inserita nei termini del trattato , il testo originale che molto spesso circolava tra i

due governi era quello cinese.

Il documento inglese era letto solo in presenza degli ufficiali britannici, mentre Il

governo cinese, riconosceva solo i dispacci scritti nella propria lingua madre che

si leggevano a corte quando non erano presenti gli ambasciatori inglesi. Era

importante di conseguenza avere i due testi a confronto, in quanto la sola

interpretazione della fonte inglese avrebbe condotto a conclusioni errate Sebbene

il divieto di utilizzare la lingua cinese nelle comunicazioni con l’estero sembrasse

privi di significato per un ufficiale occidentale disposto alla collaborazione come

92

George Elliot , molto probabilmente queste interdizioni linguistiche dovevano

dimostrare quanto effettivamente forte fosse l’influenza dell’impero britannico sul

governo mancese.

Sebbene le convenzioni imposte alla Cina verso la fine dell’ottocento e la

presenza delle forze militari occidentali nel paese contribuiranno ad alimentare il

clima di xenofobia che si era già manifestato nel secolo precedente, “ I trattati

91<http://en.wikisource.org/wiki/Treaty_of_TienTsin_between_the_Queen_of_Great_Brita

in_and_the_Emperor_of_China> 19/05/2011.

92 Vedi 2.5. 53

ineguali”, ebbero un importanza fondamentale per lo sviluppo del nazionalismo

cinese nel secolo successivo, oltre che diventare la base di rinnovamento del

diritto internazionale.

3.4 L’interpretazione del diritto internazionale: la collaborazione tra

interpreti occidentali e orientali.

Il diritto internazionale si occupa di regolare la vita e i rapporti tra le comunità

internazionali, ma per fare ciò occorre che le varie comunità si comprendano

reciprocamente per non far insorgere malintesi, come abbiamo potuto constatare

con le dispute linguistiche nella Cina del diciannovesimo secolo lo sviluppo di

una terminologia precisa.

Nel corso della storia delle nazioni cambia anche la percezione che sia ha dello “

Diritto delle genti ” e di conseguenza anche la maniera di interpretarne le norme

93

muta nel passaggio dal XIX al XX secolo . Per Lin Zexu , ad esempio , l’uso del

diritto internazionale nelle transazioni con le potenze straniere era debitamente

strategico. Le traduzioni dei testi di diritto occidentale, per il funzionario mancese,

avevano lo scopo di raccogliere maggiori informazioni possibili sulle strategie

diplomatiche e militari occidentali, per impedire alle altre nazioni di dichiarare

guerra alla Cina, di imporre blocchi navali, embarghi e altri tipi di misure ostili,

per evitare di essere assoggettati alle potenze occidentali come era successo per i

94

paesi colonizzati . Per gli occidentali, come il presbiteriano William Alexander

Parson Martin (1827-1916), le traduzioni delle norme internazionali erano

invece collegate alla sua missione di diffusone del cristianesimo nell’impero

cinese, attraverso la conoscenza delle giuste “Leggi universali” che in occidente

95

erano state ispirate anche dalla spiritualità cristiana . Per i governi Europei, si

trattava solamente di affermare la propria superiorità politica sul governo

mancese.

93 Treves 2005:379.

94 Vedi1.2.

95 L.Liu 2006:113. 54

Indipendentemente dal messaggio che si voleva far recepire , nell’interpretare un

testo era importante preservare la sua integrità e carpirne il contenuto semantico

originale e questo ostacolo sarà superato quando la resistenza iniziale al contatto

straniero sarà lentamente scardinata dall’assimilazione dei modelli giuridici

96

occidentali . La politica di colonialismo dell’impero britannico, negli anni

precedenti aveva contribuito alla diffusione della Common law britannica oltre

oceano , rinomata per la sua flessibilità e il suo carattere evolutivo, ma la svolta

che porterà ad accettare parzialmente le relazioni internazionali e a conoscere il

diritto occidentale avverrà con la comparsa del libro Elements of International

Laws, di Henry Wheaton (1785-1848). Il testo fu pubblicato nel 1836 e in

seguito W.A.P Martin , assistito da una commissione di studiosi nominata dal

principe Gong (1833-1898),uno dei figli dell’imperatore Daoguang (r.1820-1850),

lo tradusse nel 1864 con il nome di Wanguo gongfa 叩 叩 叩 叩 ( leggi pubbliche

97

universali) . Il lavoro del traduttore missionario interessò non solo il governo

Americano, ma anche quello Britannico, poiché Il ministro inglese Frederick

Bruce , vide nella traduzione di Martin un occasione favorevole per cercare di

rimediare ai soprusi che la nazione cinese aveva subito durante guerre dell’ oppio

e con i “trattati ineguali”. Per il diplomatico, infatti, era conveniente “ dimostrare

ai Cinesi che le nazioni occidentali avevano dei propri daoli 叩 叩 (principi) da cui

98

erano guidati ”, principi che saranno spiegati dal giurista americano nel suo testo.

In modo particolare si voleva evidenziare la teoria di Henry Wheaton (1785-1848)

secondo cui “il diritto internazionale era costituito dalle norme di giustizia

stabilite dalla Natura delle società esistenti e avrebbero potuto modificarle solo

col consenso generale di tutte le nazioni che vi aderivano.” Quando Martin

tradusse il testo di Wheaton, tuttavia le potenze occidentali avevano ormai forzato

il governo mancese ad accettare molte delle loro richieste e per chiarire il senso

di leggi che avrebbero avuto valenza universale, occorreva non solo superare il

clima di ostilità reciproca che si era creato tra occidente e Cina nel corso dei due

96 Vedi 3.2.

97 L.Liu 2006:114.

98 Martin W.A.P. Cit.in L.Liu:115. 55

secoli precedenti, ma anche tentare di trovare un punto di incontro tra le due

lingue a livello testuale. Nella seconda metà del diciannovesimo secolo, quando

l’ipotetica trasposizione dall’ inglese al cinese e viceversa non era ancora stata

stabilita con precisione e il senso di determinati termini poteva essere stravolto sia

in positivo che in negativo, la resistenza dei cinesi all’influenza della società

occidentale comincerà gradualmente a cedere ,permettendo ai letterati cinesi di

tradurre saggi europei di natura politica.

Quando Robert Morrison arrivò in Cina per la prima volta (agli inizi del 19°

secolo) la sua generazione di traduttori internazionali dovrà affrontare un duro

lavoro per rendere i discorsi sia in forma orale che scritta, comprensibili in

ciascuna lingua. Per cercare di superare le difficoltà di interpretazione, Martin e i

suoi collaboratori fonderanno un primo livello di ipotetica equivalenza tra le due

lingue, basandosi sulla comparazione tra i valori morali della società occidentale

e di quelli Cinesi, in modo che i lettori comprendessero la ragione per cui un

determinato termine dovesse essere tradotto in un determinato modo. Nella resa

in cinese del testo di Wheaton del 1864 , ad esempio, Martin riadatta termini della

tradizione cinese, come luli per Law oppure , “legge naturale “ con Xingfa 叩叩 e

il termine “legge internazionale o positva” con Gongfa 叩叩. Questo è significativo

perché questi neologismi si rifanno essenzialmente alla filosofia Neo confuciana ,

99

per cui Xing 叩 era la natura e Gong rappresentava tutto ciò che era pubblico o

positivo. Rendendo il concetto di "Diritto naturale" e “Diritto Positivo”

attraverso parole sacre alla tradizione cinese, il missionario ha posto le basi per

100

una più semplice comprensione reciproca . L’adozione del testo di Wheaton in

Cina ha segnato un punto di svolta nelle relazioni del governo cinese con

l’occidente, conducendo alla fondazione dell’ufficio degli affari esteri Zongli

yamen 叩 叩 叩 叩 . A differenza di interpreti come Gützlaff che traducevano termini

diplomatici utilizzati a corte per scopo puramente utilitaristico , gli interpreti e i

giuristi della seconda metà del diciannovesimo secolo fanno una scelta

99 Da notare che il carattere Xing 性, legato al “Principio naturale” del buddismo Chan

richiama al concetto di “ Legge Naturale” espresso da Henry Wheaton .

100 L.Liu2006: 119. 56

significativa , ossia trovare un punto di incontro con lingue completamente

diverse, basandosi su concetto caro ad entrambe, quello del “Diritto Universale”.

4.Conclusioni

L’obiettivo dichiarato di questa tesi era quello di dimostrare come nel corso degli

ultimi secoli dell’era moderna, le relazioni tra i paesi occidentali e orientali siano

state influenzate da pregiudizi di natura culturale , sociale , ma soprattutto dalle

incomprensioni a livello linguistico . La lingua cinese è stata oggetto di interesse

101

per gli occidentali fin dal XVI secolo, tuttavia saper tradurre un testo scritto o un

discorso ufficiale dal cinese a una lingua occidentale richiedeva una conoscenza

anche della cultura e della storia del paese ben approfondita.

Nella prima parte abbiamo messo a confronto i due paesi su cui la nostra

discussione era concentrata, cioè Gran Bretagna e Cina. I due imperi nell’ultima

fase dell’età moderna hanno subito una trasformazione simile in ambito

102

economico che li incoraggerà a svilupparsi ulteriormente in altri campi come

quello tecnologico e commerciale. Soprattutto l’Inghilterra beneficerà il primo

della trasformazione del sistema produttivo della prima rivoluzione industriale.

Gli imperatori Mancese incoraggiati invece dalla prosperità economica che si

101 Vedi 1.1,1.4 e 2.4.

102 Si richiama alla periodizzazione occidentale del periodo che va dal XV fino agli inizi

del XIX secolo. 57

registrò in Cina nel XVIII secolo si dedicarono a una politica di consolidamento

del proprio potere in campo culturale, sociale ed amministrativo.

Nonostante le peculiarità che distinsero i due grandi imperi , il loro obiettivo

comune era quello di mostrare “la loro superiorità e il loro prestigio “ sugli

altri paesi Occidentali od Orientali che fossero . Per realizzare tutto questo, i

103

sovrani mancesi cercheranno di ridurre al minimo il contatto coi “Barbari

Stranieri”, mentre gli ufficiali inglesi, con le loro missioni diplomatiche

cercheranno di imporre al popolo cinese l’accettazione del principio di

uguaglianza tra l’imperatore Qing e il sovrano inglese e di convincere il

governo mancese ad accettare una maggiore influenza degli stranieri sulle

questioni burocratiche del paese e sull’apertura del commercio estero.

Nella Seconda parte, abbiamo osservato come le relazioni tra i due imperi , nel

XIX secolo, siano state compromesse dalle manipolazioni che i traduttori

occidentali fecero di determinati termini d’uso comune tra i mercanti e i

funzionari cinesi come yi e yimu, sfruttando la scarsa conoscenza che gli

ambasciatori inglesi avevano della lingua cinese e facendogli credere che quei

termini li insultassero, ponendoli sullo stesso piano dei paesi privi di civiltà che

avevano colonizzato in passato . I tentativi da parte di ambasciatori britannici

104

come Elliot di difendere la lingua degli Han, insieme allo sforzo dei

rappresentanti della corte Qing come Lin Zexu di instaurare una politica

conciliatoria saranno vanificati dalle imposizioni stabilite dopo la conclusione

dei conflitti Anglo – Cinesi nella seconda metà dell’ottocento. Il desiderio dei

britannici di raggiungere “l’uguaglianza tra i due paesi” non era altro che un

pretesto per accrescere la loro influenza sull’economia e sul territorio del Celeste

impero e con la firma dei “Trattati Ineguali”, il popolo cinese dovrà sopportare la

presenza degli stranieri occidentali e l’uso di molti termini cinesi , saranno

proibiti nelle comunicazioni ufficiali . Questo accrescerà l’avversione del

105

103 Vedi 1.1 e 1.2.

104 Vedi 2.3 e 2.4.

105 Vedi.3.3 58

popolo cinese nei confronti degli occidentali con conseguente sviluppo di nuovi

termini per insultarli come Fangui . Il contatto col mondo occidentale non ha

106

avuto solo conseguenze negative. Lo sviluppo delle teorie sulla comprensione del

linguaggio, nel XIX secolo, permetterà ai sinologi occidentali di superare le

difficoltà di interpretazione dei loro predecessori, mediante lo sviluppo di

strumenti come la trascrizione fonetica e i dizionari bilingue . Il rinnovamento

107

del linguaggio diplomatico cinese sarà frutto della collaborazione tra i linguisti

occidentali e quelli cinesi che si cimenteranno in traduzioni di testi di diritto

internazionale dall’inglese al cinese, riadattando i termini del diritto occidentale

con caratteri il cui concetto filosofico richiamassero al senso originale della

parola straniera , come nel caso di Xingfa . La traduzione del Waiguo gongfa e

108

i tentativi di difesa del lessico cinese da parte di esperti sinologi come Lord

Stauton dimostrarono che era possibile la collaborazione tra i due paesi e la

109

comprensione delle rispettive lingue era possibile abbandonando la visione del

mondo che la propria società ci ha trasmesso e cercando di comprendere con

chiarezza la storia e la cultura di un popolo diverso dal nostro.

Sono consapevole che un argomento impegnativo come “ l’evoluzione e la

comprensione del linguaggio diplomatico cinese “ avrebbe richiesto un’ analisi

approfondita non solo delle difficoltà riscontrate dai traduttori a servizio degli

ambasciatori britannici, ma anche di quelli che lavorarono per le altre potenze

occidentali in contatto con la Cina nel XIX secolo. Sarebbe stato interessante

soffermarsi maggiormente sulle teorie della comprensione linguistica degli

studiosi occidentali che abbiamo menzionato nel primo e secondo capitolo, per

comprendere come questi abbiano influito sulla stesura complessiva dei

“Trattati Ineguali”, di cui abbiamo preso in considerazione solo pochi articoli. La

vastità del campo della comprensione linguistica, tuttavia è tale che ho ritenuto

opportuno restringere le indagini tenendo in considerazione il lavoro dei linguisti

106 Vedi 3.4

107 Vedi3.1

108 Vedi3.5

109 Vedi 2.4 59

e diplomatici inglesi e in minima parte anche americani che hanno contribuito

alla diffusione del concetto di diritto internazionale in Cina.

Ritengo, comunque , di aver raggiunto il mio obiettivo, cioè quello di dimostrare

che gli usi e abusi della retorica nel linguaggio politico non derivano solo dalle

difficoltà che possono riscontrare i mediatori linguistici traducendo un testo o

una conversazione in due o più lingue diverse , ma sono anche influenzati dalle

abilità degli interpreti stessi di alterare il potere informativo di una parola e dai

pregiudizi culturali e sociali dei paesi messi a confronto nell’ambito delle

relazioni internazionali.

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Glossario

理理 [bāqí]

Tradotto in “ Unità di Bandiera”, erano delle unità militari create da

Nurhaci agli inizi del XVII secolo.

理理 [Dōnghú]

Nome che gli imperatori della dinastia Han(206 a.C. – 220 d.C.)

davano ai popoli barbarici più a nord-est del regno.

理理[guānshāng]

Conosciuti anche come hanguan 天天, erano i mercanti dell’impero e gli

uomini d’affari che gestivano il commercio estero per il governo

mancese.

理理[gōngháng]

Le Gonghang erano corporazioni costituite dai mercanti di Canton nel

1760. Fungevano da mediatori tra i mercanti occidentali e il governo 62


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65

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+1 anno fa


DESCRIZIONE TESI

Questa tesi, intitolata “Il Linguaggio della diplomazia Cinese nel XIX secolo”, nasce dal desiderio di dare un chiave di lettura semplice dell’evoluzione del linguaggio diplomatico cinese nella seconda metà dell’ottocento, in seguito ai contatti tra l’impero britannico e quello mancese.
Nel primo capitolo si pongono brevemente a confronto gli sviluppi che Cina e Inghilterra subiranno tra il diciottesimo e diciannovesimo secolo dal punto di vista: economico, tecnologico e culturale.

Nel secondo capitolo si parlerà dell’importanza che la linguistica e l’interpretazione ebbero nel diciannovesimo secolo, nei contatti diretti tra le due nazioni, attraverso il rapporto coi mercanti e le missioni diplomatiche nella "terra di mezzo".

Nel terzo capitolo si parlerà in maniera approfondita dei traduttori e interpreti del diciannovesimo secolo e degli strumenti per tradurre i testi cinesi. Analizzeremo, inoltre, come le dispute sul lessico cinese abbiano influenzato la stesura dei “Trattati ineguali” andando contro il principio di “uguaglianza degli stati “che si era sviluppato in Europa negli Anni precedenti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue, lettere e culture comparate
SSD:
A.A.: 2011-2012

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