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Tesi triennale di Lingue - Tesi di traduzione

Tesi per la facoltà di Lettere e filosofia, dell'università degli Studi de La Sapienza - Uniroma1, Corso di laurea in lingue, culture, letterature, traduzione , elaborata dall’autore nell’ambito del corso di Lingua e letteratura spagnola tenuto dalla professoressa Punzi. Scarica il file in formato PDF!

Materia di Lingua e letteratura spagnola relatore Prof. A. Punzi

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delle questioni importanti del regno ed il cui scopo era quello di evitare conflitti

di potere. Il tavolo rotondo, non avendo un posto a sedere come capo-tavola,

stava a simbolizzare l’egualità di prestigio tra tutti i cavalieri, compreso Re Artù

e diventa quindi emblema del rapporto armonico tra il monarca e i migliori

servitium

cavalieri che accorrono a lui per dedicarsi a un in nome di un ideale di

1

prodezza e cortesia.

Sebbene la letteratura arturiana abbia avuto larga diffusione in tutt’Europa, la

Francia ne è la terra di irradiazione, infatti il “padre” della materia arturiana è il

poeta francese Chrètien De Troyes, il quale introdusse il tema della Ricerca del

Graal, diede il nome “ Camelot” alla fortezza di Re Artù nel suo poema

“Lancillotto o il cavaliere della carretta” , introdusse importanti protagonisti del

Ciclo ed il tema dell’amor cortese, dando vita al romanzo cortese-cavalleresco,

dove la figura forte, coraggiosa e leale del cavaliere si arricchisce di una nuova

l’Antologie Poètique Française 2

connotazione cortese e amorevole. Secondo

Chrètien De Troyes è “il vero inventore del genere bretone” e “l’iniziatore di

tutti i poeti che con il ciclo della Tavola Rotonda hanno riempito più di due

secoli della nostra letteratura”. La produzione francese sul Ciclo Bretone non si

esaurisce con Chrètien De Troyes: negli stessi anni vediamo emergere ed

operare con successo anche autori come Marie De France e Robert Boron ma

soprattutto, nella prima metà del XIII secolo, tra il 1215 e il 1235, vediamo

nascere un ciclo di romanzi in francese che ha formato gran parte del corpus del

Ciclo Arturiano. Si tratta del Ciclo della Vulgata, detto anche Lancillotto in

Prosa, Corpus Lancelot- Graal o Ciclo Pseudo-Map “la cui importanza fu

enorme non solo per quanto riguarda l’apparizione e lo sviluppo della prosa,

soprattutto nella letteratura romanza, ma anche per quanto riguarda la

3

diffusione europea del genere romanzesco” .

Il romanzo nel Medioevo. Francia, Spagna, Italia,

1 Maria Luisa Meneghetti, Bologna,

Il Mulino, 2010 («Itinerari»), pp. 157.

l’Antologie Poètique Française

2 Maurice Allem (Éditeur scientifique)

Éditeur: GARNIER-FLAMMARION 45 (01/01/1965)

3 M.S Tanesco & M. Zink, Historie europenne du roman mèdièval. Esquine et

perspectives, Paris: P.U.F. 1992, pag. 57 6

Il Ciclo della Vulgata è diviso in cinque sezioni di cui è probabile che gli ultimi

tre siano stati scritti per primi per poi essere preceduti dagli altri due:

1. Estoire del Saint Graal. Narra la storia del calice santo (Il Graal) che

conteneva il sangue di Cristo e di come abbia raggiunto l’Inghilterra da

Oriente.

2. Estoire de Merlin. Narra della vita di Merlino e gli inizi della storia del

Re Artù.

3. Lancelot du Lac. Occupa gran parte dell’intero ciclo e narra delle

avventure di Lancillotto e degli altri cavalieri della Tavola Rotonda, della

storia d’amore tra Lancillotto e Ginevra, fino alla nascita di Gaalaz, figlio

di Lancillotto. All’interno di questa sezione sono presenti quasi tutti i

temi e i personaggi centrali della materia di Bretagna.

4. Queste del Saint Graal. Qui si sviluppa il tema del Graal, il suo

ritrovamento ed infine la morte di Gaalaz.

5. Mort le Roi Artu. Infine vediamo nell’ultima sezione la rovina del regno

e la morte del Re ucciso da Mordred.

Gli studi effettuati su questa raccolta hanno lasciato in sospeso questioni

importanti come l’individuazione dell’autore, la connessione tra le diverse

sezioni e l’ordine cronologico.

Non molti anni dopo, il Ciclo della Vulgata viene rivisitato dando vita ad una

nuova raccolta chiamata Ciclo Post-Vulgata o Pseudo Boron. Oltre alla

maggiore unità e coerenza, la principale differenza tra i due cicli è di tipo

tematico: nel nuovo ciclo viene acceso il riflettore sulla ricerca del Graal, inoltre

al suo interno sono stati inseriti anche elementi del Tristan En Prose. Il periodo

di rivisitazione dei testi della Vulgata va dal 1230 al 1240. La raccolta è stata

scritta inizialmente in francese, ma il suo originale intero non è sopravvissuto,

di conseguenza il Ciclo Post-Vulgata pervenutoci è una ricostruzione di

frammenti in francese, portoghese e castigliano e si divide in quattro sezioni. 7

1. Estoire del Saint Graal. Racconta di Giuseppe d’Arimatea che portò il

Graal in Gran Bretagna. Questa rivisitazione non si discosta molto dalla

versione della Vulgata.

2. Estoire de Merlin. Omologa della sezione della Vulgata seppur

leggermente più breve.

3. Le Queste del Sant Graal. Sebbene rimanga centrale il tema dei cavalieri

alla ricerca del Graal, si notano alcune differenze di tono e di contenuto.

4. Mort Artu. Si tratta di una versione abbreviata in cui si narra dell’ultimo

sopravvissuto del mondo arturiano e del crollo del regno.

Nei due secoli successivi la materia di Bretagna si estese con forza in tutto il

continente europeo, diffondendo i miti collegati ad essa come la vita di Merlino,

gli amori di Tristano e Isotta e di Lancillotto e Ginevra, la ricerca del Graal ecc.

Solo in Inghilterra la produzione del genere cavalleresco si riduce fino al XV

secolo, quando lo scrittore inglese Thomas Malory scrisse “La morte di Artù”,

ovvero una rielaborazione di tutti i testi inglesi e francesi che aveva a

disposizione sulla vita di re Artù, apportando modifiche, rielaborazioni ed

aggiunte.

Tra il XVI e il XIX secolo il ciclo arturiano viene dimenticato, fatta eccezione per

alcune sporadiche rappresentazioni teatrali. Solo verso la fine dell’800 vediamo

una vera e propria rinascita della produzione arturiana grazie anche ad alcune

opere artistiche di tipo pittorico tra cui ricordiamo l’opera di Dante Gabriele

Rossetti “La tomba di Re Artù” appartenente al movimento artistico dei

Preraffaelliti. Ricordiamo, inoltre, le opere di Alfred Tennyson e la sua opera

“Gli idilli del Re” incentrata completamente sulla figura di Re Artù.

Il ciclo Bretone non si presenta all’interno di uno spazio cronologico ben

preciso. Come abbiamo visto i suoi inizi sono incerti e la sua conclusione ancora

non è giunta e forse, chi sa, non avverrà mai. Sebbene l’identificazione del

pubblico è ormai quasi assente in quanto si narrano realtà a noi oggi del tutto

estranee, il ciclo arturiano ha ancora molto da offrirci soprattutto dal punto di

vista emotivo: avversari magici, incantesimi, castelli incantati, duelli, amori,

8

passione, amicizia. Possiamo considerarlo un mondo magico e misterioso

capace di far sognare gli uomini di tutte le epoche.

La diffusione del ciclo Bretone nella Penisola Iberica.

Non si conosce con precisione il momento e le modalità secondo cui il ciclo

Bretone si sia diffuso nella penisola Iberica, e più precisamente in Spagna. Le

testimonianze più antiche risalgono ai primi anni del XIII secolo: il trovatore

nobile Guerau IV De Cabrera nel servientes- ensenhamen al suo giullare Cabra,

fa riferimento ad una lista di nomi dei personaggi delle leggende arturiane.

Ulteriori riferimenti alla narrazione arturiana li troviamo nelle cronache come

Anales, Cronicas Navarras

gli e negli annali toledani. Ha avuto sicuramente un

ruolo importante anche nella penisola Iberica la diffusione della traduzione

Regum Britannie.

dell’Historia Il radicamento delle vicende arturiane in Spagna

avviene però solo verso la fine del XIII secolo mediante la traduzione e la

riformulazione dei testi. Furono adattati e tradotti elementi della Vulgata e della

Post- Vulgata, creando innesti complicati da cui è difficile trovare le fonti e

l’ordine cronologico dei testi di volta in volta tradotti. Ci sono diverse

testimonianze in varie lingue iberiche. Ad esempio dal ciclo della Vulgata ci

sono vari frammenti del Lancelot in castigliano e in catalano e La Queste del

San Graal in catalano. Per quanto riguarda le sezioni della Post-Vulgata

utilizzate per la ricostruzione della raccolta, sono quasi tutte in lingua ispanica,

in quanto gran parte degli originali francesi sono andati perduti. Si conserva, ad

esempio in portoghese “il libro di Giuseppe d’Arimatea”, in castigliano alcuni

El Baladro del Sabio Merlìn

frammenti del Libro di Merlino, tra cui di cui, come

vedremo nel paragrafo successivo, si conservano due edizioni una del 1498 e

una del 1535. Della terza sezione del ciclo Post-Vulgata è stata effettuata una

9

particolare rielaborazione tra il 1425 e il 1550 che unisce la Queste del Saint

4

Graal e la Mort Artu (Bogdanow 1966: 119-120).

La ricostruzione di questi frammenti in lingua ispanica su testimonianze

“Creacion y

francesi, come spiega Pedro M. Catedra e Jesus D. Velasco in

difusiòn de El Baladro del Sabio Merlin” ,

5 è totalmente ipotetica, perché di essi ne

restano solo pochi frammenti. Un ulteriore riformulazione in lingua ispanica

che merita di essere ricordata è quella di Lope Garcìa de Salazar il quale

rielabora l’intero Ciclo della Post- Vulgata inserendo al suo interno anche

elementi appartenenti esclusivamente al Ciclo della Vulgata.

La produzione letteraria legata al personaggio di Merlino.

El Baladro del sabio Merlìn. El Rey Arturo y su mundo. Diccionario

Come vediamo nell’opera di Carlos Alvar

de mitologia arturica 6 , la figura di Merlino, che rappresenta uno dei personaggi

centrali della materia arturiana, è un mago ed un profeta rappresentato per la

Romance of the Grail

4 di Fanni Bogdanow (Hardback, 1966)

5Creación y difusión de "El baladro del sabio Merlin Cátedra, Pedro M., et Jesús D.

Rodríguez Velasco, Salamanca, Seminario de estudios medievales y renacentistas

(Publicaciones del Seminario de estudios medievales y renacentistas. Serie chica,

3), 2000, 99 p

El rey Arturo y su mundo. Diccionario de mitologia arturica.

6 Alianza Editorial.,

Madrid., 1991. 1ª edición.. Historia - Mitos. Col. Alianza tres, nº

258.Páginas/Pages:483 p. 10

Historia Regum Britannie

prima volta da Geoffrey de Monmouth nell’ intorno al

1135. La geniale invenzione letteraria di Monmouth ha origine da due

tradizioni del VI secolo. La prima riguarda la figura di Ambrosius Aureliano,

un capo militare con doti di veggenza; la seconda si riferisce alla figura di

Myrddin, un bardo a cui sono stati attribuiti alcuni poemi di contenuto

profetico. Il nome Merlino ha origine dal nome del paese natale del

personaggio, ovvero Camarthen, che in gallese, Caer-myrddin, significa “Città

di Merlino”, da cui si otterrà il latino “Merlinus” attraverso la sostituzione della

d l

originale con la per evitare il suono sgradevole della parola “Merdinus”.

Un’ulteriore versione del personaggio di Merlino è quella di Robert De Boron il

quale oltre ad inserire un altro elemento centrale della letteratura arturiana,

ovvero il Sancto Graal, introdusse anche una forte connotazione cristiana.

di Merlino”

La produzione successiva su Merlino è la “Storia appartenente al

Ciclo della Vulgata e della Post- Vulgata ed al cui interno si smorza l’aspetto

religioso e si accentua il suo ruolo politico, infatti lo vediamo agire come

consigliere e profeta, nelle scelte e nelle strategie militari di Re Artù.

El Baladro del Sabio Merlìn è uno degli adattamenti in castigliano della sezione

di Merlino”

“Storia del ciclo della Post-Vulgata. Le versioni conservate sono due:

El Baladro del Sabio Merlìn, El Baladro del Sabio

Burgos, Juan de Burgos, 1498 e

Merlìn. Primera Parte de la Demanda del Sancto Grial, Sevilla, 1535.

“El baladro del sabio Merlìn. Guia de

Come vediamo nell’introduzione del testo

lectura” scritta da Grazia Paloma, il nucleo centrale del Baladro è la vita di

Merlino, il regno di Uterpadragon e degli inizi del re Artù.

La storia inizia con il consiglio dei demoni che si consultano tra loro per trovare

il modo di concepire un uomo che agisce al loro servizio, ovvero Merlino. La

donna scelta per diventare la madre di Merlino ha un consigliere, chiamato

Blaisen al quale sarà poi affidato il compito di narrare in forma scritta i successi

del regno secondo le indicazioni di Merlino. L’episodio della Torre di Veringuer

(il Re dopo diversi tentativi scopre grazie a Merlino che la sua torre non riesce a

11

tenersi in piedi a causa della presenza di due dragoni che si trovano sotto terra

e che racchiudono un forte significato) è la prima partecipazione di Merlino

come consigliere reale ed avrà modo di proseguire durante il regno di

Uterpadragòn, soprattutto dal momento del concepimento di re Artù che alla

nascita viene consegnato ad Antor, il quale si occupa di lui fino al momento in

cui riesce ad estirpare la spada dalla roccia e a diventare re. Ricordiamo poi

l’unione incestuosa di Re Artù e ed Elena e la nascita di Mordeder. Seguono poi

il conflitto con il Re Riòn, la triste storia di Baalin, le avventure di Galvàn,

Pelinor e Tor. Tutti questi episodi si intrecciano con il racconto degli amori di

Merlino, prima verso la fata Morgana e poi verso Viviana, con la quale si

incontrò presso la Sorgente Delle Fate e alla quale rivelò per amore tutti i suoi

segreti con lo scopo di sedurla. I sentimenti non corrisposti di Merlino hanno

fatto si che fosse la sua parte diabolica a vincere e di conseguenza a condurlo

all’inferno.

È a questo punto della storia che vediamo Merlino privato di tutta la sua forza e

di tutto il suo sapere fino ad arrivare alla morte accompagnato all’inferno da un

urlo spaventoso.

Rispetto alle versioni francesi della storia di Merlino nelle due versioni

castigliane la morte del profeta acquista un’accezione molto più macabra, in

quanto nelle versioni francesi la fine di Merlino avviene quando Viviana lo

rinchiude in una torre magica, nelle versioni castigliane Merlino viene sepolto

vivo, inoltre il peccato di lussuria di Merlino viene condannato molto più

apertamente non lasciando dubbi sul fatto che la cruenta morte del protagonista

sia la conseguenza di una punizione divina. 12

13

Baladro del Sabio

2. Traduzione con testo a fronte del

Merlìn. 14

El Baladro del Sabio Merlin L’urlo del saggio Merlino

Primera parte Prima parte

De la Della

Demanda del Sancto Grial Ricerca del Santo Graal

Inizia qui il primo libro della

Aquì comiença el primero libro Ricerca del Santo Graal; sarà

de la Demanda del Sancto Grial; preceduto dal racconto della

E primeramente se dirà del nascita di Merlino.

nascimiento de Merlin. Questa storia racconta di quanto

En esta presente historia se cuenta fossero adirati i demoni, e di quando

como los diablos fueron muy sañudos compiacquero Nostro Signore Gesù

quando nuestro señor Jesu Christo Cristo che andò all’inferno e portò

fue a los infiernos e saco dende a fuori Adamo ed Eva, e quelli ne

Adán e a Eua, y de los otros quantos furono così meravigliati che dissero:

le plugo; e tuuieronlo por gran “Quale uomo ha il potere di

marauilla. Ca dixeron: «¿Que hombre dominarci cosi? Al punto che le

podia ser este que assi nos forco? nostre forze non hanno alcun valore

que nuestras fortalezas no valen contro di lui. Non possiamo

ninguna cosa contra el; ni cosa que proteggere neanche ciò che

en guarda tengamos no se le puede difendiamo, ciò che nascondiamo

defender, ni esconder, que no faga de perché fa in modo che tutto vada a

todo su plazer, e demás que no suo favore. E a noi altri, che non

pensamos que honbre que de muger credevamo che l’uomo potesse

naciesse que no fuesse nuestro; y nascere da una donna che non ci

este nos destruyo assi como nascio, appartenesse, e ci avrebbe distrutto

que no vimos en el mengua de da subito dopo la sua nascita, tanto

hombre terrenal, assi como vemos e da non riuscire a vedere in lui degli

sabemos de los otros honbres»; y uomini sulla Terra cosi come vediamo

estonce respondió vno deUos, y dixo: e sappiamo degli altri uomini”. Così

«Yna cosa nos mato: que pensamos rispose uno di loro, e disse:” Una

nos que ualiessen mas los profetas cosa ci uccise: il pensare che

que ante dezian que el hijo de Dios valessero più i profeti che dicevano

vernia en tierra para saluar los che, il figlio di Dio sarebbe venuto

pecadores, aquellos que saluarse sulla Terra per salvare i peccatori che

quisiessen; e quando algunos de los desideravano salvarsi. E quando

que teníamos en nuestro poder lo qualcuno di quelli che avevamo nel

dezian, atormentauamoslos mas que nostro potere lo dicevano, li

a los otros; y ellos nos dezian que tormentavamo più degli altri e loro ci

dauan poco por nuestros tormentos, e dicevano che i nostri tormenti

confortauan a los otros pecadores, e sarebbero durati poco, confortando

dezianles que aquel nasceria e los gli altri peccatori gli dicevano che Lui

vernia a librar» sarebbe nato e li avrebbe liberati”.

Capìtulo I. De como fablaron

— Capitolo I. --- Di come 15

3. Commento alla traduzione

L’obbiettivo principale di questo capitolo è quello di esporre brevemente la

strategia traduttiva che ho adottato ed in seguito evidenziare le principali

complicazioni di tipo grafico-fonetiche, morfologico, sintattico e lessicale a cui

ho dovuto far fronte durante il processo di decodificazione del codice

linguistico dello spagnolo medievale.

Quando si effettua un lavoro di traduzione uno dei principali proponimenti del

traduttore è quello di volgere il testo nella maniera più fedele all’originale

possibile. Durante la fase di traduzione uno dei miei principali dubbi è stato se

procedere con una traduzione letterale oppure dedicarmi a parafrasare il testo.

In prima battura la mia scelta è stata quella di effettuare una traduzione

letterale in quanto il mio scopo era quello di rimanere fedele al testo, ma è

bastata una semplice e veloce revisione di una piccola parte della mia

traduzione a farmi capire che non sempre la traduzione letterale conduce alla

produzione di una traduzione convincente. Al contrario, come ci conferma

Joaquin Rubio Tovar nel suo articolo” Consideraciones sobre la traduccion de

7

textos medievales” la traduzione letterale di un testo medievale perfetta è

impossibile da produrre per svariati motivi a partire dall’ovvia differenza di

“Consideraciones sobre la traducción de textos medievales”, Traducir la Edad

7 in

Media, eds. Juan Paredes y Eva Muñoz Raya Universidad de Granada, Granada,

1999. 16


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue, culture, letterature, traduzione
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentinadirienzo1992 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura spagnola e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Punzi Arianna.

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