FACOLTÀ DI PSICOLOGIA
CORSO DI STUDI TRIENNALE IN SCIENZE E TECNICHE
PSICOLOGICHE (L-24)
TESI DI LAUREA
La sindrome del burnout: il ruolo
dell’infermiere e le conseguenze subite durante
il Covid-19
LAUREANDO / A RELATORE
Barbagli giulia Renato Pisanti
ANNO ACCADEMICO 2021-2022
Dedico questo lavoro a me stessa,
ai miei genitori
a zia Mara
ad Alessandro
FACOLTÀ DI PSICOLOGIA .................................................................. 1
TESI DI LAUREA ................................................................................... 1
INTRODUZIONE ................................................................................... 2
LA SINDROME DEL BURNOUT ........................................................... 3
1.1 che cosa è il burnout ........................................................................ 3
1.1.1 i sintomi .................................................................................... 7
1.1.2 le cause del burnout ..................................................................... 8
1.2 burnout al femminile ...................................................................... 12
1.3 lo stress ......................................................................................... 13
1.3.1 il modello di karasek ................................................................... 16
1.4 masclach burnout inventory ........................................................... 18
1.5 il burnout measure ......................................................................... 21
il burnout nella professione dell’infermiere .................................... 22
2.1 sindrome del burnout nell’infermiere .............................................. 22
2.2 come il covid-19 ha influenzato il burnout infermieristico ............... 26
2.3 come il covid-19 ha influito sulla salute mentale degli operatori
sanitari ........................................................................................... 31
2.4 burnout e alessetimia ..................................................................... 34
2.5 i fattori di rischio ............................................................................. 38
2.6 prevenire il burnout ........................................................................ 42
2.7 il fenomeno giapponese : karoshi .................................................. 46
approcci terapeutici ........................................................................... 49
3.1 le strategie di coping ...................................................................... 49
3.2 mindfulness .................................................................................... 55
3.3 lo yoga ........................................................................................... 59
conclusione ........................................................................................ 63
BIBLIOGRAFIA ................................................................................... 65
SITOGRAFIA....................................................................................... 68
ringraziamenti .................................................................................... 69
- 1
INTRODUZIONE
Lo scopo di questo lavoro è quello di andare a scoprire la sindrome
del Burnout, facendo un approfondimento sulla situazione che si è creata
nell’ambito sanitario a causa dell’avvento del Covid-19.
Nel primo capitolo si affronterà il Burnout andando a studiarne le
cause e i sintomi. Analizzeremo anche lo Stress, individuando le
differenze che lo contraddistinguono dal Burnout. Nel secondo capitolo
si analizzerà l’influenza che ha avuto il Covid-19 sulla salute mentale
degli operatori nel settore sanitario. Qui affronteremo un discorso molto
importante che spesso viene sottovalutato, quello della prevenzione.
Infine, in questo secondo capitolo faremo un approfondimento su un
fenomeno giapponese chiamato Karoshi.
Nel terzo capitolo verranno affrontati vari modi di approcci
terapeutici, dai più classici ai più innovativi.
2
CAPITOLO I
LA SINDROME DEL BURNOUT
1.1 CHE COSA È IL BURNOUT
“Bruciarsi, esaurirsi, scoppiare, spegnersi, perdere entusiasmo,
voglia di lavorare e motivazione in riposta allo stress lavorativo indicano
un fenomeno noto come la sindrome del Burnout” (F. Pellegrino, G.
1
Esposito,2019) 2
Il termine Burnout viene usato per la prima volta da Herbert
‘70,
Freudenberg negli anni egli lo usò per indicare lo stato di
esaurimento dei volontari che lavoravano e assistevano i
tossicodipendenti nella free clinic di New York, dove lui stesso praticava
indica il lavoratore “bruciato e fuso” e
volontariato. Il termine Burnout
descrive il quadro sintomatologico dell’individuo a seguito delle
condizioni di stress alle quali viene sottoposto. Inizialmente questo
fenomeno fu attribuito solamente alle helping professions.
Le helping professions sono caratterizzate dalle seguenti
3
caratteristiche: (Borgogni e Consiglio ,2005):
- Il lavoro richiede uno stretto contatto tra operatore e utente
Il lavoro richiede la presenza costante dell’operatore
- Il lavoro richiede un coinvolgimento emotivo forte dell’operatore
- dell’utente
nelle problematiche
1 F. PELLEGRINO, G. ESPOSITO, (2019), Burn-out,mobbing e malattie da
stress, il rischio psico-sociale e lo stress lavoro-correlato, Positive Press, Verona, p. 45
significa, in inglese , “bruciare
2 Il verbo to burn
3 P.G. GABASSI, C. TORTORICI,(2006), Psicologia del lavoro nelle
organizzazioni ,Tipomonza, Milano, p. 249 3
Dopo vari studi, iniziarono a essere presi in considerazione tutti quei
lavori che hanno un elevato carico emotivo come ad esempio insegnanti,
operatori sociali, agenti di polizia, etc.
Si tratta di un fenomeno strettamente collegato allo stress
lavorativo. Il Burnout, infatti, non aggiunge nulla in più alle conoscenze
che abbiamo in merito allo stress lavorativo ma aiuta gli studiosi a
focalizzarsi su determinate categorie professionali. È un fenomeno che
non può essere ignorato. Facciamo un semplice esempio: un medico che
ne soffre sarà meno attento e sarà portato a sbagliare più facilmente,
avrà difficoltà ad ascoltare e ad intraprendere delle relazioni
interpersonali con i pazienti. Allo stesso modo questo è un discorso che
a categorie professionali quali l’imprenditore o
può essere ricondotto
l’insegnante. Possiamo quindi affermare che il Burnout può coinvolgere
più categorie professionali differenziandosi però per il vissuto personale
dell’individuo. che colpiscono l’individuo
Le emozioni affetto da Burnout sono:
profondo coinvolgimento emotivo, irritazione, indecisione, noia,
attrazione fisica, distacco emotivo, reazioni, somatiche
, impulso a fuggire e forti sentimenti aggressivi.
Ad oggi il Burnout, viene conosciuto attraverso la definizione di
Cristina Maslach: “il burnout è la sindrome di esaurimento emotivo, di
depersonalizzazione di ridotta realizzazione personale, che può
insorgere in operatori che lavorano a contatto con la gente( Maslach,
”.
4
1982) Individua nel Burnout un processo trifasico:
stato dove l’individuo si
1. Esaurimento emotivo: intendiamo uno
sente emotivamente esausto, la persona non riesce più ad
agire in modo empatico.
4 P.G. GABASSI, C. TORTORICI,(2006), Psicologia del lavoro nelle
organizzazioni ,Tipomonza, Milano, p 251 4
2. Depersonalizzazione personale: qui notiamo la
manifestazione di un atteggiamento freddo e distaccato che
l’individuo assume nei confronti dell’utenza.
qui l’individuo si sente meno
3. Ridotta efficacia personale:
efficiente a livello professionale. A questa dimensione vengono
associati maggiormente gli effetti negativi sulla mente, come
depressione, ansia e perdita di autostima.
è che l’individuo sentendosi
Quello che può succedere
indifferente e senza autostima verso il proprio lavoro, mette in
discussione la sua identità professionale. Tutto ciò può causare dei
comportamenti autodistruttivi che possono sfociare in assunzione di
alcool o droghe.
Golembiewski, Munzenrider e Stevenson(1986), elaborano un
modello a tre fasi che si differenzia dai modelli precedenti. Oltre ad aver
cambiato l’ordine delle fasi e suddivisero il burnout in otto livelli, ad ogni
livello corrisponde un valore, esso può essere alto o basso, che deriva
dalla dicotimizzazione dei punteggi ottenuti dalle misurazioni, attraverso
questo si ottengono otto disposizioni differenti, che corrispondono a otto
modi in cui si possono presentare le dimensioni in relazione tra di loro.
Qui di sotto l’immagine spiega al meglio l’applicazione di questo modello 5
Oltre al contributo della Maslach ce ne sono stati altri importanti
come il modello di Pines e Aronson e il modello di Cherniss
5 P.G. GABASSI, C. TORTORICI,(2006), Psicologia del lavoro nelle
organizzazioni ,Tipomonza, Milano, p 251 5 come “stato
Pines e Aronson definiscono la sindrome del Burnout
di esaurimento emozionale, che fa seguito a un processo graduale di
disillusione, la cui causa andrebbe ricercata in un coinvolgimento
personale profondo da parte dei professionisti che si identificano con il
(S. Lagona 2020). L’individuo
6
proprio lavoro in maniera eccessiva”
all’inizio della sua carriera lavorativa si sente motivato e si dà obbiettivi
molto ambiziosi da raggiungere, quando non si riesce a raggiungere
quello che l’individuo si è prefissato, questo insuccesso genera la
sindrome del Burnout. “una sorta di fuga psicologica
Per Cherniss il Burnout rappresenta
dovuta a una situazione di stress che provoca nella persona una
mancanza di entusiasmo, di interesse e di senso di responsabilità nei
confronti della propria professione” 7
. Nel 1983 fornisce una definizione
più completa, dichiarando che il processo del Burnout è suddiviso in più
fasi:
- Fase dello stress: questa fase si caratterizza per il poco equilibrio
richieste dell’esterno e le risorse disponibili.
tra le Qui il soggetto
pur di adattarsi alla situazione usa tutte le risorse psicofisiche che
possiede portandosi così a un esaurimento emotivo.
- Fase della crisi interiore o tensione emotiva (strain): per difendersi
dalla situazione che si crea a causa del disequilibrio vengono a
instaurarsi delle sensazioni quali ansia, nervosismo, affaticamento
ed esaurimento.
- Fase della difesa: qui si assiste ad un cambio di comportamento
nell’individuo, come per esempio la tendenza di trattare i pazienti
in modo distaccato. professioni d’aiuto,
6 S. LAGONA (2020), In&Burnout: il burnout nelle Paesi
Edizioni, p.440 In&Burnout: il burnout nelle professioni d’aiuto,
7 S. LAGONA (2020), Paesi
Edizioni, p.448 6
1.1.1 I SINTOMI
I sintomi che caratterizzano la cmparsa del burnout sono
molti , infatti è bene precisare che non soltanto la presenza di un
unico sintomo determina lo statdio patologico. È dunque
importante individuare tutti quei segnali che ci sono utili per
l’intensità e la frequenza con la quale
individuare i sintomi si
presentano ed eventualmente attuare degli interventi.
La sintomatologia del Burnout è varia, le manifestazioni
conseguenti sono state categorizzate in cinque gruppi: affettive,
cognitive, fisiche, comportamentali e motivazionali.
Le manifestazioni emotive: l’individuo che ne soffre ha la tendenza
a sentirsi spossato e prosciugato, i sintomi che prevalgono sono
quelli depressivi. La persona, indebolita per la troppa energia
disagi non solo all’utente
investita per lungo tempo, trasmette i suoi
ma che a tutto ciò lo circonda come colleghi e superiori.
Le manifestazioni cognitive: la manifestazione principale che
l’individuo sviluppa è un senso di impotenza nei confronti del proprio
lavoro sentendosi inadeguato al ruolo che svolge. Oltre a ciò,
nell’individuo nascono delle difficoltà riguardanti le abilità di
pensiero. Infatti, in esso emergono problemi di concertazione, di
dimenticanza, di confusione e indecisione. Egli si rapporta con gli
utenti in modo distaccato e poco empatico.
Le manifestazioni fisiche “Tutti i generi di disturbi fisici sono stati
rilevati negli studi sul burnout: l’emicrania, la nausea, i dolori
muscolari, i problemi sessuali, i disturbi del sonno, la perdita
d’appetito etc.” 8
(Kahill, 1988) . Alcuni studi descrittivi hanno
evidenziato alterazioni del ciclo mestruale nelle donne sofferenti di
burnout. Ad ogni modo la manifestazione fisica più tipica del burnout
è il senso di fatica cronica (Shirom, 1989).
8 R. PISANTI, Manuale di psicologia del lavoro e delle organizzazione (2020),
Roma, Edicusano. p.199 7
Le manifestazioni comportamentali: l’individuo per fronteggiare il
troppo stress inizia ad utilizzare sia sostanze stimolanti sia
tranquillanti. Dal punto di vista sociale la persona può attuare due
l’iper o l’ipo attivazione. Il meccanismo di risposta
tipi di risposta:
per quanto riguarda l’iper-attivazione è quello di reagire con
emozioni e atteggiamenti violenti. Per quanto invece riguarda l’ipo
attivazione l’individuo assume comportamenti collegati a fenomeni
di isolamento emotivo e sociale. Uno dei fenomeni più diffusi è lo
“spillover” ovvero il portare i problemi che si hanno sul luogo di
lavoro nella propria vita personale intaccando i rapporti con i propri
familiari.
Le manifestazioni motivazionali: include sentimenti come la perdita
nell’eseguire il proprio lavoro. A volte l’entusiasmo
di entusiasmo
iniziale che si prova nello svolgere ciò che ci piace non basta. Dare
quotidianamente assistenza e sostegno emotivo porta l’operatore
ad assumersi le stesse problematiche delle utenze facendosele
sue.
Tutto ciò può sembrare semplice da risolvere, siamo molto spesso
portati a pensare che essere stressati dal lavoro faccia parte del
pacchetto che la vita ci riserva ma non è così. Tutto ciò può
influenzare sia la sua vita lavorativa sia la vita a livello personale, a
causa di ciò si potrebbero andare a sviluppare vissuti
psicopatologici che andrebbero a influire sullo stile di vita,
diventando così uno stile di vita disfunzionale.
1.1.2 LE CAUSE DEL BURNOUT
Il Burnout è un fenomeno molto complesso, per questo la sua
manifestazione non può essere ricondotta a una singola causa. Per
questo motivo si possono individuare due studi: uno relativo alle strutture
8
di personalità e l’altro legato al contesto e alle condizioni ambientali. Di
conseguenza anche i fattori seguono la stessa linea. I fattori che
possono determinare il burnout sono:
- Fattori individuali
- Fattori sociodemografici
- Struttura organizzativa
Fattori individuali: la soggettività è un aspetto caratterizzante per
determinare come lo stimolo viene percepito dal soggetto e come esso
reagisce allo stimolo stesso. Spesso può succedere che la persona
anche se si accorge di essere debole non riesce a limitare la sua capacità
di dare. Essa non avendo degli obbiettivi specifici subisce passivamente
il carico della situazione lavorativa perdendo così la sua identità
personale.
Svariati studiosi hanno identificato in cinque tipi di personalità i
tratti predisponenti allo sviluppo della sindrome di burnout (Cherniss
1983, Gabassi e Gregori 2003)
- Ansia nevrotica “A”
- Sindrome di tipo
- Luogo di controllo
- Flessibilità
- Introversione
Chi soffre di ansia nevrotica, aspira ad avere risultati molto
ambiziosi che se non vengono raggiunti nel modo sperato possono
portare il soggetto a punire sé stesso
“A”
La personalità di tipo comprende tutte quelle persone che
presentano un eccessivo senso di competitività associato ad elevati livelli
di aggressività
Il luogo di controllo: quello che differenzia gli individui è quanto
riescano a controllare determinate situazioni. C’è chi riesce a gestirle
grazie alla fiducia che hanno in loro stessi evitando frustrazioni e c’è chi
invece con poca convinzione si prende il carico di ogni fallimento
9
La flessibilità è quel tipo di personalità che prevede un
adattamento dell’operatore alle situazioni di maggiore stress, il suo non
riuscire a dire no può creare delle tensioni
“Introversione, in una situazione di conflitto di ruolo le persone
estroverse affrontano più facilmente Ia risoluzione del conflitto”.
9
(Gabassi)
Fattori sociodemografici
Tra i fattori sociodemografici che incidono sull’insorgenza del
troviamo: la differenza di genere, l’età
Burnout e lo stato delle relazioni
sentimentali. Quando paragoniamo il genere, si può notare che le donne
sono predisposte rispetto agli uomini a soffrire di Burnout. Le persone
che hanno minor esperienza lavorativa sono esposte a fenomeni come il
Burnout maggiormente rispetto chi ha una maggiore anzianità, questo
può essere spiegato dal fatto che in età adulta l’individuo è più maturo e
ha una prospettiva di vita più equilibrata. Un altro fattore che influenza
l’insorgenza del Burnout è lo stato delle relazioni sentimentali sembra
che non avere una relazione stabile o non essere sposati incida in modo
negativo.
Fattori legati alla struttura organizzativa
I fattori ambientali che concorrono alla sindrome del Burnout
possono essere:
- Intrinseci al servizio
Relativi al ruolo nell’organizzazione
-
- Relativi alla carriera
- Relazionali
Sovraccarico lavorativo:
K
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Tesi Il burnout nella professione di Assistente Sociale
-
Il Parental Burnout Assessment: studio preliminare sulla validazione italiana, Tesi sperimentale
-
Tesi - Maltrattamento psicologico sui bambini disabili
-
Tesi - Libertà religiosa