Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali,
Matematiche e Statistiche "Bruno de Finetti" (DEAMS)
CORSO DI LAUREA IN STRATEGIA E CONSULENZA
AZIENDALE
TESI DI LAUREA MAGISTRALE
APPLICAZIONI ED IMPATTI DI
INDUSTRIA 4.0: INDAGINE QUALITATIVA
SULLE IMPRESE MANIFATTURIERE VENETE
Laureando: Simone Dalla Costa
Relatrice: Chiar.ma Prof.ssa Rubina Romanello
ANNO ACCADEMICO 2023 – 2024
1
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INDICE
INTRODUZIONE 5
CAPITOLO 1 7
INDUSTRIA 4.0 7
1.1 E : 7
VOLUZIONE TECNOLOGICA LE RIVOLUZIONI INDUSTRIALI
1.2 Q 9
UARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
1.3 T 11
ECNOLOGIE ABILITANTI
1.3.1 Cyber-Physical System 11
1.3.2 Smart Product e Smart Factory 11
1.3.3 Un sistema tecnologico complesso 14
1.3.4 I nove pilastri tecnologici dell’Industria 4.0 16
Internet of Things (IoT) 16
Big Data Analytics 18
Robotica e automazione 18
Manifattura additiva 19
Sistemi di integrazione verticale ed orizzontale 21
Cybersecurity 21
Cloud computing 22
Realtà aumentata 22
Simulazione 23
1.3.5 Fattori abilitanti non tecnologici 23
1.4 C 24
RITICITÀ E SFIDE
CAPITOLO 2 33
OPPORTUNITÀ E IMPATTI DELL’INDUSTRIA 4.0 33
2.1 P 33
RODUTTIVITÀ ED EFFICIENZA
2.2 F , 35
LESSIBILITÀ REATTIVITÀ E PERSONALIZZAZIONE DI MASSA
2.3 I 37
MPLICAZIONI PER LE RISORSE UMANE
2.4 I 38
MPLICAZIONI STRATEGICHE
2.5 C 45
ATENA DEL VALORE
Reshoring 48
3
CAPITOLO 3 51
RICERCA EMPIRICA NELLA REGIONE VENETO 51
3.1 M 51
ETODOLOGIA
3.2 S 52
ELEZIONE DEL CAMPIONE
Analisi di contesto 53
3.3 D 61
ATA COLLECTION
3.3 C 66
ASE STUDY E RISULTATI OTTENUTI
Sinteco s.p.a. 66
Unox s.p.a. 70
Volteco s.p.a. 78
Technowrapp s.r.l. 84
3.3 C 90
ROSS CASE ANALYSIS
3.4 D 94
ISCUSSIONE
Implicazioni future 99
Limitazioni 100
CONCLUSIONE 103
BIBLIOGRAFIA 105
4
INTRODUZIONE
Nell’ultimo decennio il fenomeno di Industria 4.0 ha generato un’ondata di interesse a
livello accademico e ha suscitando aspettative significative nel settore industriale.
Descritta anche come la quarta rivoluzione industriale, essa rappresenta una
trasformazione radicale dei processi produttivi grazie all’integrazione di tecnologie
avanzate come l’Internet of Things (IoT), la robotica o la Big Data Analytics.
Inizialmente, questa rivoluzione tecnologica ha inspirato molta fiducia nelle imprese che,
grazie alle sue promesse di efficienza, flessibilità e produttività, vedono in queste
tecnologie un modo per mantenere un vantaggio competitivo, ma anche nella letteratura
scientifica, impegnata nell’analisi degli impatti economici e sociali di questa
trasformazione.
Industria 4.0 ha portato con sé un vero e proprio rinascimento della manifattura, segnando
l’inizio di una nuova fase in cui la produzione industriale non è più solo una questione di
volumi elevati e economie di scala, ma soprattutto di personalizzazione, qualità e
innovazione. L’automazione e l’interconnessione dei macchinari consentono alle aziende
di rispondere rapidamente alle esigenze del mercato, riducendo sia i tempi e sia i costi.
Da un lato, Industria 4.0 ha stimolato l'intervento di governi e istituzioni, i quali hanno
creato programmi di sostegno e incentivi per promuovere l’adozione di tecnologie di
Industria 4.0. In Italia, ad esempio, sono stati implementati diversi piani nazionali per
agevolare le piccole e medie imprese che costituiscono una parte rilevante del tessuto
produttivo. Questi interventi hanno lo scopo di garantire anche alle imprese più piccole di
beneficiare dei vantaggi offerti dalle nuove tecnologie, favorendo la crescita dell’intera
economia.
Dall’altro lato, per le imprese l’adozione delle tecnologie di Industria 4.0 rappresenta una
necessità per restare competitivi in un mercato sempre più dinamico e interconnesso. La
capacità di adottare nuove tecnologie dove necessario e di integrare i dati nelle decisioni
aziendali permette alle imprese di migliorare l’efficienza e di rispondere prontamente alle
esigenze dei clienti. L’Industria 4.0 impone quindi una revisione completa delle pratiche
tradizionali di gestione della produzione, richiedendo competenze nuove e un’apertura
all’innovazione.
La struttura di questa tesi si compone in tre capitoli, ognuno dei quali contribuisce a
descrivere gli aspetti chiave della transizione verso Industria 4.0.
Il primo capitolo fornisce una panoramica storica delle prime quattro rivoluzioni
5
industriali, ponendo particolare enfasi su Industria 4.0 e sulle sue tecnologie abilitanti.
Dopo una descrizione delle caratteristiche delle tecnologie di questa rivoluzione, il
capitolo esplora anche le principali sfide da affrontare. Lo scopo è quindi quello di offrire
una comprensione preliminare del contesto di ricerca.
Il secondo capitolo analizza le opportunità e gli impatti di Industria 4.0 a livello
economico e strategico, discutendo come queste tecnologie possono migliorare la
produttività, la flessibilità e la reattività delle imprese. Inoltre, vengono evidenziate le
implicazioni riguardanti la catena del valore e le risorse umane.
Il terzo capitolo presenta la ricerca empirica condotta nella regione Veneto, realizzata
tramite interviste di un campione di imprese manifatturiere. Questo capitolo offre
un’indagine e un’analisi qualitativa sulle strategie adottate dalle imprese per affrontare la
transizione verso Industria 4.0 e sulle loro esperienze, identificando in particolar modo le
principali difficoltà e gli elementi critici di successo.
Questa tesi contribuisce alla letteratura esistente sull’Industria 4.0 e sull’operations
management, oltre ad offrire un’analisi aggiornata e approfondita nella fase di maturità
della quarta rivoluzione industriale. Infatti, a differenza di altri studi condotti
precedentemente, questa ricerca esplora un momento in cui la quarta rivoluzione
industriale è ormai consolidata e ha superato la sua fase introduttiva. L’elemento di novità
di questo studio risiede nel fornire una visione completa di Industria 4.0, attraverso
l’analisi non solo delle opportunità e dei potenziali benefici, ma anche delle sfide concrete
e delle criticità che le imprese incontrano nella fase di consolidamento tecnologico.
Inoltre, la tesi conferisce un contributo significativo grazie alla ricerca empirica effettuata
sul territorio veneto, evidenziando come le imprese affrontano la transizione e quali
politiche manageriali possono favorire l’adozione di queste tecnologie.
6
CAPITOLO 1
INDUSTRIA 4.0
Sulla base della letteratura ad oggi presente, nel primo capitolo viene proposta una
definizione del concetto Industria 4.0 e sono analizzate le principali tecnologie abilitanti,
adottate dalle imprese manifatturiere, facenti parte della quarta rivoluzione industriale.
Con lo scopo di introdurre l’argomento, viene presentato un breve excursus storico su ciò
che è stata l’evoluzione tecnologica dal XVIII secolo ad oggi. Mentre il capitolo si
conclude con una descrizione di quali sono i benefici attesi dall’implementazione di
queste tecnologie in ambito manifatturiero e quali invece le potenziali criticità.
1.1 Evoluzione tecnologica: le rivoluzioni industriali
La prima rivoluzione industriale fu osservata principalmente in Gran Bretagna a partire
dalla seconda metà del XVIII secolo, ovvero dal 1760 al 1840 circa. Il sistema
socioeconomico subì una significativa trasformazione, passando da un sistema agricolo-
artigianale a un sistema industriale. I progressi tecnologici chiave furono la macchina a
vapore di James Watt, che semplificò la produzione, e il sistema ferroviario, che rese i
trasporti efficienti e più potenti. L’impatto di queste innovazioni sulla società è stato
rilevante, determinando un aumento della popolazione e della produzione industriale,
soprattutto nei settori tessile, metallurgico e minerario.
Il monopolio industriale della Gran Bretagna fu mantenuto per diversi decenni grazie alla
sua leadership tecnologica e alla stabilità politica ed economica, impedendo anche
l'esportazione di macchinari, lavoratori qualificati e tecniche di produzione, almeno
inizialmente. Tuttavia, ben presto alcuni cittadini britannici videro prospettive industriali
redditizie all'estero, mentre gli imprenditori dell'Europa continentale cercarono di attrarre
il know-how britannico nei loro paesi. La rivoluzione industriale ha avuto così un lento
impatto sull’Europa, coinvolgendo gradualmente Paesi come il Belgio, la Francia e la
Germania (Britannica, 2024).
La seconda rivoluzione industriale iniziò alla fine del XIX, tra il 1850 e il 1914 circa.
L’utilizzo della elettricità e del petrolio consentirono ulteriori aumenti della
meccanizzazione e della produzione. Henry Ford introdusse la catena di montaggio,
un'importante innovazione che portò alla produzione di massa e alla creazione di nuove
industrie come quella chimica e automobilistica.
7
Durante questo periodo, il dominio tecnologico nel mondo fu trasferito dalla Gran
Bretagna agli Stati Uniti e alla Germania, complice il rapido sviluppo nei settori
dell’acciaio e della chimica, favorito anche dall’aumento della disponibilità del petrolio a
prezzi più economici (Britannica, 2024).
La terza rivoluzione industriale ebbe inizio negli anni '70 del secolo scorso,
contestualmente all’invenzione dei microchip, e fu caratterizzata da una forte spinta
all'innovazione tecnologica, con l'avvento dell'elettronica, dei personal computer e di
Internet. Questi cambiamenti hanno contribuito ad un significativo aumento
dell'automazione e della produttività, e quindi allo sviluppo di sistemi di produzione
sempre meno dipendenti dalla manodopera diretta.
Questa rivoluzione è spesso definita come rivoluzione digitale o rivoluzione informatica e
ha avuto un profondo impatto sulla economia e sulla società, aprendo la strada a nuovi
modelli di business e di organizzazione del lavoro. Inoltre, la diffusione delle tecnologie
digitali ha permesso di integrare sempre più i processi produttivi, dando vita a sistemi
interconnessi e intelligenti (Pereira & Romero, 2017).
Figura 1: Le quattro rivoluzioni industriali. Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico (2016).
In sintesi, le tre rivoluzioni industriali hanno portato a cambiamenti radicali nei processi
produttivi e nell'organizzazione del lavoro, grazie all'introduzione di nuove tecnologie.
8
Dalla meccanizzazione della produzione all'avvento dell'elettronica e dell'informatica,
queste trasformazioni hanno avuto un impatto profondo e duraturo sulla società.
1.2 Quarta rivoluzione industriale
Il concetto di Industria 4.0 è emerso per la prima volta in Germania nel 2011 alla Fiera di
Hannover, presentato dalla “Research Union Economy-Science”, del ministero tedesco
dell'istruzione e della ricerca, come effetto della ricerca attuata dalla Germania per
raggiungere una migliore posizione competitiva internazionale nella manifattura.
L’espressione Industria 4.0 si riferisce quindi alla quarta rivoluzione industriale, a seguito
delle rivoluzioni precedentemente descritte, innescate dalla meccanizzazione a vapore,
dall'elettrificazione e dall’ IT (Culot, Nassimbeni, Orzes, & Sartor, 2020).
Negli ultimi anni, il panorama industriale globale ha subito profonde trasformazioni a
causa degli sviluppi tecnologici e delle innovazioni operate. La quarta rivoluzione può
essere paragonata alle precedenti tre, sulla base dei cambiamenti dirompenti nei processi
produttivi che sta generando (Pereira & Romero, 2017).
Proposte simili iniziarono a diffondersi a livello globale, come il “Advanced
Manufacturing Partnership (AMP)” negli Stati Uniti d’America, e la “European Factories
of the Future Research Association (EFFRA)”. A seguito dei primi investimenti, i
principali fornitori di tecnologie, con alcune aziende di consulenza, iniziarono a effettuare
ricerche accademiche e a produrre i primi paper scientifici riguardanti l’imminente
rivoluzione sulle modalità di produzione (Culot, Nassimbeni, Orzes, & Sartor, 2020).
Ad oggi, la quarta rivoluzione si caratterizza per l’integrazione e l’interazione di sensori,
macchine, materiali e sistemi IT lungo tutta la catena del valore. Il sistema che ne deriva
viene definito come cyber-physical system (CPS), che si distingue per la capacità di
interagire con altri sistemi grazie all’utilizzo di internet e la possibilità di analizzare
grandi quantità di dati al fine di guidare macchine intelligenti, prevedere guasti e adattarsi
ai cambiamenti (BCG, 2015; Strange & Zucchella, 2017).
In concreto, il concetto alla base è l’interconnessione, secondo la quale materiali, impianti
produttivi e prodotti finiti vengono dotati di sensori che monitorano in tempo reale il loro
stato e la loro posizione, creando un sistema integrato e automatizzato. I dati raccolti
permettono successivamente di operare analisi volte al miglioramento di efficienza,
velocità e flessibilità produttiva, oltre a continuità operativa, produttività e sicurezza
9
(BCG, 2015; Convertini, 2019).
L’aumento di produttività potrebbe avere importanti implicazioni economiche e potrebbe
impattare in maniera significativa anche sul tipo di manodopera richiesta dalle aziende.
Figura 2: Relazioni tra le operazioni manifatturiere. Fonte: BCG (2015).
Tra le tecnologie innovative che rientrano sotto l’etichetta di Industria 4.0 Industria 4.0 si
identifica Internet of Things (IoT), Big Data e Analytics (BDA), realtà aumentata,
manifattura additiva, cloud, simulazione, robotica avanzata, integrazione orizzontale e
verticale, e cybersecurity. L’interconnessione è riconducibile principalmente all’utilizzo di
tecnologie IoT (Romanello & Veglio, 2022).
Tuttavia, l'implementazione di queste tecnologie in azienda può dimostrarsi
particolarmente complicata nelle prime fasi. In particolare, sono numerose le lacune che
le organizzazioni devono fronteggiare nella selezione delle tecnologie, come le mancanze
di finanziamenti, di conoscenza tecnologica, di collaborazioni, di infrastrutture e di
regolamentazioni. Inoltre, le aziende devono saper superare la resistenza al cambiamento
e devono essere capaci di implementare conoscenze e competenze in grado di creare una
forza lavoro qualificata (Romanello & Veglio, 2022).
D’altro canto, la spinta all’investimento in queste tecnologie è giustificata dai risultati
attesi, come anticipato si tratta di aumento della produttività, della flessibilità e della
riduzione dei tempi, ma alcuni outcome potrebbero essere anche la personalizzazione di
massa, la sostenibilità ambientale, la riduzione dei costi di mercato, il miglioramento
10
della qualità dei prodotti finiti e l'innovazione di prodotto e di processo (Romanello &
Veglio, 2022). 1.3 Tecnologie abilitanti
Il complesso sistema tecnologico dell’Industria 4.0 vede l’integrazione, ai tradizionali
sistemi produttivi, di tecnologie digitali basate sulla connettività, sull’informatica e
sull’automazione. Queste tecnologie rendono meno evidenti le barriere poste tra il mondo
digitale e quello fisico, integrando tutti gli agenti e gli oggetti che prendono parte al
processo produttivo. Il sistema così descritto viene definito cyber-physical system (CPS),
ed è fondamentale cogliere le sue caratteristiche per comprendere come esso sia parte
attiva del processo produttivo basato su tecnologie 4.0 (Pereira & Romero, 2017).
1.3.1 Cyber-Physical System
I Cyber-Physical System (CPS) sono frutto delle principali innovazioni in campo
informatico, in linea con l’ondata di progressi che la quarta rivoluzione industriale sta
generando. Come precedentemente introdotto, i sistemi di questo tipo svolgono un ruolo
chiave per l’integrazione del mondo digitale a quello fisico, con effetti sul coordinamento
simultaneo dei processi produttivi e sulla disponibilità di dati elaborati. Pereira e Romero
nei loro studi definiscono i CPS come “tecnologie innovative che consentono la gestione
di sistemi interconnessi attraverso l'integrazione dei loro ambienti fisici e
computazionali” (Pereira & Romero, 2017; pagina 1211).
Ne consegue che calare i CPS nel contesto manifatturiero e dei processi produttivi,
porterà a cambiamenti significativi nel settore industriale. Attraverso la connessione ad
Internet dei CPS (tecnologie IoT) e la loro applicazione alla produzione, è possibile la
realizzazione di una rete di macchine intelligenti tra loro cooperative, creando anche
sistemi definiti Smart Factories. Questo tipo di processo richiede l’implementazione di
alcune tecnologie pilastro dell’Industria 4.0, al fine di condurre una trasformazione da
fabbriche attuali a fabbriche dell’Industria 4.0 (Pereira & Romero, 2017).
1.3.2 Smart Product e Smart Factory
Il concetto di Industria 4.0 in ambito manifatturiero, si concretizza attraverso
l’integrazione radicale di tutti i processi produttivi, in cui ogni elemento è capace di
comunicare, operare, adattarsi ai cambiamenti e controllarsi in maniere autonoma e
11
decentralizzata, sulla base delle informazioni raccolte (Pereira & Romero, 2017). In
questo senso si può parlare di processi produttivi intelligenti o Smart Factory, definita da
Radziwona et al. come:
“una soluzione produttiva che fornisce processi di produzione flessibili e adattabili che
risolverà i problemi che si presentano in un impianto di produzione con dinamiche e
rapidamente variabili condizioni limite, in un mondo sempre più complesso. Questa
soluzione speciale potrebbe essere da un lato legata all'automazione, intesa come
combinazione di software, hardware e/o meccanica, che dovrebbe portare a
un'ottimizzazione della fabbricazione con conseguente riduzione del lavoro superfluo e
dello spreco di risorse. Dall'altro, potrebbe essere vista in una prospettiva di
collaborazione tra diversi partner industriali e non industriali, dove l’intelligenza deriva
dalla formazione di un'organizzazione dinamica” (Radziwona, Bilberga, Bogersa, &
Madsenb, 2014, pagina 1187).
In sintesi, sebbene il concetto di intelligenza non sia facilmente inquadrabile, le smart
factories si basano su profonda integrazione dei sistemi produttivi, digitalizzazione,
flessibilità, riconfigurabilità, adattabilità, agilità, nonché basso costo della catena
produttiva (Pereira & Romero, 2017; Radziwona, Bilberga, Bogersa, & Madsenb, 2014).
Anche gli oggetti di produzione allora prendono parte attiva nella gestione autonoma
delle proprie fasi di produzione, richiedendo le risorse necessarie e fornendo informazioni
sul loro stato e ciclo di vita, tra cui le fasi già completate e quelle future. Essi allora si si
evolvono in Smart Products, dispositivi che possono eseguire calcoli, memorizzare dati
complessi, comunicare e interagire con l'ambiente circostante con sensori o telecamere,
tutto ciò grazie all’integrazione con l’IoT (Pereira & Romero, 2017; Schmidt, et al.,
2015).
Ad esempio, nella realizzazione di un prodotto finito, le fasi della catena del valore sono
integrate e attraverso il software dell’azienda sia i clienti che i fornitori sono inclusi nella
innovazione del prodotto. In tutta la fase del ciclo di vita del prodotto, esso rimane
collegato ai servizi cloud permettendo una costante raccolta dati. Perciò, attraverso le
tecnologie come Big Data Analytics e cloud computing che permettono elaborazione di
grandi dati in tempo reale, è possibile stabilire un ciclo di feedback utile a ottimizzare la
fase di produzione o per consentire una manutenzione predittiva (Schmidt, et al., 2015).
12
Figura 3: Rappresentazione della struttura degli smart products. Fonte: (Schmidt, et al., 2015)
Con l’Industria 4.0 quindi si può ottenere l'integrazione dei prodotti nei servizi cloud e di
conseguenza ampie possibilità per la raccolta di un flusso continuo di dati.
Impatti sulla concorrenza
Gli smart products sono quindi prodotti intelligenti integrati con dispositivi di ridotte
dimensioni, ma con elevata potenza di calcolo e che permettono la connettività wireless.
L'integrazione di sensori, processori e software all'interno dei prodotti stessi sta
cambiando radicalmente la loro natura. Per questo motivo, l’impatto che essi stanno
avendo sulla competizione e sulle strategie aziendali sta influenzando significativamente
la concezione tradizionale della industria manifatturiera (Porter & Heppelmann, 2014).
Porter e Heppelmann (2014) descrivono in particolare una nuova tipologia di
competizione, guidata dalle tecnologie dei dati e dall’IT. Gli smart products garantiscono
non solo migliori funzionalità rispetto ai prodotti tradizionali, ma anche la possibilità di
avere un monitoraggio continuo, un controllo remoto, una ottimizzazione delle
prestazioni e una autonomia operativa. Sono queste caratteristiche che stanno creando
opportunità nel mercato e che spingono le imprese a dover ripensare le loro strategie,
considerando come le informazioni generate da questi prodotti possono essere utilizzate
per creare e catturare valore. Gli smart products possono aumentare le capacità di
differenziazione delle imprese, consentendo di spostare la concorrenza dal solo prezzo
13
alle caratteristiche e ai servizi aggiuntivi (Porter & Heppelmann, 2014).
È opportuno considerare che questo tipo di rivoluzione tecnologica dei prodotti richiede
nuove competenze nell'analisi dei dati, nello sviluppo di software e nella gestione della
sicurezza. Spetta alle aziende decidere se sviluppare internamente o ricercare
esternamente questo tipo di competenze, ma in entrambi i casi il loro successo dipenderà
dalla capacità di realizzare una strategia coerente che sfrutti al massimo il potenziale di
questi smart products (Porter & Heppelmann, 2014).
Impatti sulle imprese
Un ulteriore approfondimento riguarda le modalità secondo cui questi nuovi prodotti
possano trasformare radicalmente le aziende, non solo dal punto di vista competitivo, ma
anche in termini di processi e st
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