Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Giurisprudenza
PROCEDURA DI ACCESSO ALLA PROTEZIONE
’
INTERNAZIONALE NEL DIRITTO DELL UNIONE
:
EUROPEA E NEL DIRITTO ITALIANO EVOLUZIONE
DELLA DISCIPLINA E PROSPETTIVE DI RIFORMA
Relatore: Prof.ssa Alessia DI PASCALE
Correlatore: Dr.ssa Chiara CUTTITTA Tesi di laurea di:
Sara MORLOTTI
Matr. 829445
Anno Accademico 2017 – 2018
N
ON TI ALLARMARE FRATELLO MIO
Non ti allarmare fratello mio, dimmi, non sono forse tuo fratello?
Perché non chiedi notizie di me?
È davvero così bello vivere da soli,
se dimentichi tuo fratello al momento del bisogno?
Cerco vostre notizie e mi sento soffocare
non riesco a fare neanche chiamate perse,
chiedo aiuto,
la vita con i suoi problemi provvisori
mi pesa troppo.
Ti prego fratello, prova a comprendermi,
chiedo a te perché sei mio fratello,
ti prego aiutami, perché non chiedi notizie di me,
non sono forse tuo fratello?
Nessuno mi aiuta,
e neanche mi consola,
si può essere provati dalla difficoltà,
ma dimenticarsi del proprio fratello non fa onore,
il tempo vola con i suoi rimpianti,
io non ti odio,
ma è sempre meglio avere un fratello.
No, non dirmi che hai scelto la solitudine,
se esisti e perché ci sei con le tue false promesse,
mentre io ti cerco sempre,
saresti stato così crudele se fossimo stati figli dello stesso sangue?
Ora non ho nulla,
perché in questa vita nulla ho trovato,
se porto pazienza non significa che sono sazio
perché chiunque avrà la sua ricompensa,
io e te fratello ne usciremo vittoriosi affidandoci a Dio.
T T “S ”,
ESFALIDET ESFOM EGEN
poeta eritreo deceduto il 13 marzo 2018, il giorno dopo il suo sbarco a Pozzallo,
a causa delle torture subite nel campo di detenzione di Bani-Walid in Libia.
Questa tesi è a lui dedicata.
I NDICE
INTRODUZIONE…………………………………………………………………...1
1. L’EVOLUZIONE DEL DIRITTO DI ASILO NELL’ORDINAMENTO
INTERNAZIONALE ED EUROPEO……………………………………………...5
1.1. La nascita dello status di rifugiato nel diritto internazionale: la Convenzione
di Ginevra del 1951 e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati 5
1.2. Il diritto d’asilo nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo come
declinato nella giurisprudenza della Corte di Strasburgo 16
1.3. L’evoluzione delle competenze sul diritto d’asilo nell’Unione Europea e la
valenza normativa della Carta di Nizza dopo il Trattato di Lisbona tramite la
giurisprudenza della Corte di Giustizia 28
1.4. Il Sistema Europeo Comune di Asilo: evoluzione e prospettive di riforma 38
1.5. Il primo passo di armonizzazione della procedura europea: la Direttiva
2005/85/CE 46
1.5.1. Iter di approvazione: il massimo sforzo per un minimo risultato 47
1.5.2. Struttura della direttiva e disciplina comune 49
1.5.3. Manifesta inadeguatezza della normativa comune su norme minime 56
2. LA PROCEDURA ATTUALE PER IL RICONOSCIMENTO DELLA
PROTEZIONE INTERNAZIONALE NEL DIRITTO EUROPEO…………….62
2.1. La riforma della normativa: la vigente Direttiva 2013/32/UE 62
2.1.1. Struttura della direttiva riformata e modifiche rilevanti 64
2.2. Normativa attuale sulle informazioni giuridiche e procedurali, consulenza,
rappresentanza e assistenza legale: la strategia del front-loading 72
2.3. Accesso alla procedura, assistenza legale, ricorso effettivo: la giurisprudenza
della Corte EDU e della Corte di Giustizia 77
2.4. Considerazioni e criticità della normativa vigente 82
2.5. Nella pratica: analisi comparativa delle procedure europee di asilo in base
alla Direttiva procedure rifusa 84
2.5.1. Accesso alla procedura 85
2.5.2. Limite di tempo per l’esame della domanda 87
2.5.3. Ricorso contro una decisione negativa 88
2.5.4. Assistenza e rappresentanza legale 89
2.6. Il nuovo Regolamento di Procedura nell’ambito di Riforma del CEAS 93
2.6.1. Analisi della nuova procedura comune: la proposta di Regolamento della
Commissione Europea 95
2.6.2. Uno sguardo critico dalla dottrina: International Commission of Jurists e
Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione. 114
2.6.3. Iter di consultazione e approvazione: a che punto siamo? 119
3. LA PROCEDURA PER IL RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE
INTERNAZIONALE NEL DIRITTO ITALIANO……………………………. 131
3.1. Il diritto di asilo in Costituzione e l’assenza di una legge organica 131
3.2. La normativa italiana sul diritto di asilo e sullo status di rifugiato: dal vuoto
normativo alla retorica della sicurezza 137
3.3. Procedura di accesso alla protezione internazionale: analisi di sistema 150
3.3.1. Prima fase della procedura: l’arrivo sul territorio, l’accoglienza e la
presentazione della domanda tramite Modello C3 151
3.3.2. Seconda fase: l’esame della Commissione Territoriale tramite audizione
personale del richiedente 156
3.3.3. Il ricorso giurisdizionale: procedura di impugnazione e criteri decisionali 161
3.3.4. Assistenza legale gratuita e ruolo della difesa nelle procedure di accesso alla
protezione internazionale 168
3.4. Le modifiche procedurali della “legge Minniti”: sezioni specializzate,
videoregistrazione del colloquio, eliminazione del grado di appello ed effetto
sospensivo del ricorso 172
3.5. La prospettiva: il “decreto Salvini” e la stretta sul piano sostanziale 183
CONCLUSIONI………………………………………………………………….. 192
BIBLIOGRAFIA………………………………………………………………… 197
Ringraziamenti…………………………………………………………………….. 206
I NTRODUZIONE
La materia del diritto alla protezione internazionale ha raggiunto negli anni un livello
di notevole specializzazione e, quindi, di complessità. Essa coinvolge diversi fattori e
risente sia dell’evoluzione del diritto internazionale ed europeo sia delle politiche
migratorie nazionali. In particolare, la regolazione migratoria riflette il difficile
equilibrio fra esigenze di rispetto dei diritti umani e controllo delle persone in entrata
sul territorio nazionale. Ciò si esprime attraverso una puntuale definizione della
qualifica di richiedente protezione internazionale e, passaggio non meno importante,
una attuazione delle procedure per riconoscere tale condizione o status.
Le qualifiche riflettono in modo quasi sempre corretto e fedele i dettami delle singole
Costituzioni che in varia misura contengono riferimenti a principi umanitari di valore
internazionale, riflettendo le dichiarazioni sui diritti umani alle quali i vari Stati hanno
aderito. Le procedure di accesso e controllo, invece, sono materia dei singoli Stati e
rappresentano in modo più tangibile e veritiero la visione del processo migratorio che,
nella sostanza, consegue dall’equilibrio delle diverse istanze prima richiamate. Se
riteniamo infatti che ciascuno Stato abbia una visione differente circa il processo di
riconoscimento ad accoglienza dei richiedenti asilo, allora possiamo supporre che le
differenze nelle procedure siano da riferirsi a tali diverse concezioni: le procedure, in
forza del loro ruolo di controlli interni, costituiscono quindi il vero strumento
1
degli Stati per l’attuazione delle finalità delle politiche migratorie.
Il Sistema Europeo Comune di Asilo, nella sua lunga evoluzione, rappresenta il
lodevole tentativo di costruire una politica migratoria unica europea, comprendendo
naturalmente le norme sulle procedure. Da una prima disciplina generale si è passati a
un grado sempre più elevato di dettaglio nelle normative, nell’intento di raggiungere
una armonizzazione soddisfacente, fino ad arrivare alla recente Proposta, grazie alla
1 E. R , L. V , I rifugiati in Italia e in Europa – Procedure di asilo fra controllo e diritti umani,
OSSI ITALI
Torino, 2011, pag. 10. 1
quale questo lavoro ha preso avvio, di un nuovo Regolamento in tema di procedura
2
comune di protezione internazionale nell’Unione Europea.
Questo lavoro si propone quindi di esaminare in modo approfondito le procedure di
accesso al riconoscimento della protezione internazionale (per la concessione dello
status di rifugiato, della protezione sussidiaria o, quando previsto, dei permessi per
motivi umanitari): partendo da una ricognizione storica sull’evoluzione del diritto
d’asilo nell’ordinamento internazionale, ove tutta la materia ha avuto la sua genesi,
passando poi all’analisi dell’articolazione delle procedure nel diritto europeo e infine
nel diritto nazionale; rivolgendo attenzione particolare alla garanzie procedurali
previste e al diritto all’assistenza e alla rappresentanza legali gratuite.
Lo scopo di questa analisi sarà principalmente quello di verificare in che misura le
norme procedurali così come promulgate nel tempo - sia a livello europeo sia a livello
nazionale - consentano un adeguato rispetto dei diritti umani dei richiedenti protezione
internazionale, anche in relazione all’evoluzione giurisprudenziale a cui essi sono stati
sottoposti negli anni e agli standard fissati dal massimo organo competente in materia,
3
l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.
Nel primo capitolo del presente lavoro, dopo aver rivolto l’attenzione alla
fondamentale Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati e al
principio di non respingimento in essa contenuto, si proseguirà l’analisi a livello
internazionale con il contributo essenziale della giurisprudenza della Corte dei Diritti
dell’Uomo sull’articolo 3 della Convezione Europea dei Diritti dell’Uomo, che (come
noto) vieta il respingimento dello straniero verso un Paese terzo nel quale rischi di
subire torture o pene o trattamenti inumani o degradanti, nonché sull’articolo 13, che
statuisce il diritto a un ricorso effettivo, essenziale se si tratta di procedure.
Si proseguirà poi, attraverso l’evoluzione delle competenze sul diritto d’asilo
nell’Unione Europea (dalla cooperazione intergovernativa alla “comunitarizzazione”
della materia), dando adeguato spazio alla valenza normativa della Carta dei diritti
fondamentali dell’Unione Europea tramite la giurisprudenza della Corte di Giustizia,
2 Comm., Proposta di Regolamento che stabilisce una procedura comune di protezione internazionale
nell’Unione e abroga a direttiva 2013/32/UE, 13 luglio 2016, COM (2016) 467 final.
3 Standard fissati, in primo luogo, nel Manuale UNHCR sulle procedure e sui criteri per la
determinazione dello status di rifugiato, Ginevra, 2011.
2
in particolare in relazione agli articoli 4, 18 e 19 in essa contenuti. A tal proposito, si
noterà il peculiare ruolo della “giurisprudenza multilivello”, che attraverso il vaglio
delle normative contribuisce in modo incisivo a mantenere alti gli standard delle
garanzie procedurali in materia, comportando un evidente avanzamento qualitativo e
4
quantitativo dello ius commune europaeum.
Dopo aver rivolto uno sguardo panoramico alla normativa europea sul diritto di asilo
e alla sua evoluzione fino all’attuale Sistema Comune Europeo di Asilo, lo studio si
concentrerà sulle due direttive procedurali sinora adottate: quella ormai abrogata del
2005, prima e fondamentale normativa in materia, e quella in vigore dal 2013. In
particolare, si esaminerà l’iter di approvazione, la disciplina strutturale e le diverse
articolazioni della normativa di entrambe le direttive.
Sulla Direttiva 2013/32/UE, puntualmente analizzata nel secondo capitolo, ci si
soffermerà più a lungo, approfondendo le norme che attualmente regolano le
informazioni giuridiche e procedurali fornite al richiedente, la consulenza, la
rappresentanza e l’assistenza legale. Un cenno sarà rivolto all’analisi comparativa
delle procedure europee di asilo (accesso alla procedura, limite di tempo per la
presentazione della domanda, tempi per i ricorsi contro una decisione negativa,
disciplina sull’assistenza legale) tramite i dati di Asylum Information Database del
Consiglio Europeo per i Rifugiati e gli Esuli.
In seguito, si sposterà l’attenzione sul progetto di riforma in attuazione dell’Agenda
5
europea sull’immigrazione del 2015. La Commissione ha infatti presentato una
comunicazione al Parlamento e al Consiglio dal titolo Riformare il sistema comune di
6
asilo e potenziare le vie legali di accesso all’Europa, che introduce significative
novità e prevede una vera e propria rivoluzione all’interno del Sistema Comune di
Asilo. Naturalmente lo studio verrà concentrato sulla redazione del nuovo
Regolamento Procedure, il suo travagliato iter di approvazione (non terminato) e
4 R. M , O. P , S. A , F. P , O. R , Carta dei diritti
ASTROIANNI OLLICINO LLEGREZZA APPALARDO AZZOLINI
fondamentali dell’Unione Europea, Milano, 2017, Prefazione.
5 Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e
Sociale europeo e al Comitato delle Regioni, Agenda Europea sulla migrazione, COM (2015)240 final.
6 Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio, Riformare il sistema
europeo comune di asilo e potenziare le vie legali di accesso all’Europa, 6 aprile 2016, COM (2016)
197 final. 3
l’analisi della disciplina così come proposta dalla Commissione Europea, confrontata
con la disciplina attuale della direttiva. A tale scopo saranno utilizzate come fonti le
comunicazioni della Commissione e le proposte correlate, i principali articoli dottrinali
in materia e sarà dato spazio alle diverse voci che già delineano in modo critico le
conseguenze delle modifiche apportate al sistema dal nuovo regolamento.
Lo studio, nel terzo capitolo, si sposterà al livello nazionale. Anche qui, dopo una
panoramica sulla caotica evoluzione della normativa in tema di protezione
internazionale (dalla mancata attuazione della previsione costituzionale del diritto
d’asilo ai diversi tentativi di riforma e modifica della disciplina), si analizzerà in modo
approfondito la procedura attuale di accesso alla protezione internazionale nelle sue
varie fasi contenuta nel decreto legislativo 25/2008 (la presentazione della domanda,
l’esame della Commissione Territoriale e i criteri decisionali, l’eventuale ricorso
giurisdizionale e il ruolo della difesa legale in tali procedimenti).
Verrà poi esaminata l’ultima novità in tema di procedura, la legge 46 del 2017,
cosiddetta legge Minniti, soffermandosi in modo particolare sulle novità introdotte al
decreto procedure: le Sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione
internazionale e cittadinanza, la videoregistrazione del colloquio, l’eliminazione del
grado di appello. Si dedicherà spazio alle questioni costituzionali presentate ad alcuni
giudici di merito e alle recenti pronunce (Corte di Cassazione e Corte di Giustizia)
sull’obbligatorietà dell’udienza in primo grado e sull’effetto sospensivo automatico
del ricorso in secondo grado. Infine, l’analisi si soffermerà sulla prospettiva che il
cosiddetto Decreto Sicurezza, convertito in legge 132/2018, darà alla materia della
protezione internazionale in Italia, le novità sul piano sostanziale (prima fra tutte
l’abolizione della protezione umanitaria) e le relative questioni di costituzionalità
connesse, nonché i dubbi espressi dallo stesso Alto Commissariato per i Rifugiati sulla
compatibilità della normativa con il rispetto dei diritti umani e sulla qualità delle
garanzie fornite ai richiedenti asilo dalla legge italiana.
4
1. L’EVOLUZIONE DEL DIRITTO DI ASILO NELL’ORDINAMENTO
INTERNAZIONALE ED EUROPEO
1.1. La nascita dello status di rifugiato nel diritto internazionale: la
Convenzione di Ginevra del 1951 e l’Alto Commissariato delle Nazioni
Unite per i Rifugiati
Il diritto di asilo, pur affondando le sue radici in profondità nella storia umana,
rappresenta una delle forme di protezione più evolute nella civiltà giuridica per quanto
1
riguarda i diritti umani a livello internazionale. Già presente nel diritto greco con
connotazioni e sfumature religiose-sacrali, poi in quello dell’antica Roma
(diversamente declinato come diritto a scegliere l’esilio invece della condanna a
morte); successivamente trasmutato con l’avvento del Cristianesimo ove trovò il suo
fondamento nei “principi di carità e penitenza”, si trasformò radicalmente con la
caduta del potere temporale della Chiesa e il sorgere degli Stati nazionali, che lo
costruirono sulla base di una matrice ideologica: dare asilo significava ospitare e
2
proteggere lo straniero al quale veniva negato l’esercizio di libertà fondamentali.
La prassi internazionale distingue tra asilo territoriale (protezione accordata da uno
Stato a persona che intenda sfuggire o sottrarsi alla giustizia o a situazioni esistenti
nello Stato da cui proviene) e asilo extraterritoriale (accordato a persone che intendano
3
sfuggire dalla giustizia o dalla sovranità locale, ad esempio l’asilo diplomatico).
Entrambi gli istituti si sono affermati come situazioni di fatto caratterizzate da
1 Come ben descritto da F. C
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