Indice
Introduzione 4
La Frode e la Cultura di Massa 6
1. Definizione di Frode ............................................................................................. 6
2. La frode nel corso della storia ............................................................................... 7
3. Il ruolo della cultura finanziaria .......................................................................... 10
Tipologie di frodi finanziarie 14
1. Le Frodi e gli Hedge Funds ................................................................................. 14
2. Schema Ponzi e Piramidali .................................................................................. 17
3. La Misappropriation of Assets ............................................................................ 19
4. La misrepresentation........................................................................................... 22
5. Casi celebri di frodi finanziarie ........................................................................... 25
6. Il caso Bernard Madoff – Il più grande schema Ponzi della storia ........................ 27
7. Insider Trading ................................................................................................... 29
Evoluzione del fenomeno 32
1. Il Post Moderno schema Ponzi e gli High Yield Investment Programs ................ 32
2. Il peer-to-peer lending e i suoi rischi ................................................................... 35
3. I mercati emergenti e le frodi finanziarie ............................................................. 37
2
4. Digitalizzazione dell’informazione e mercati finanziari ....................................... 38
5. Manipolazione dei mercati tramite i mezzi digitali .............................................. 40
Conclusioni 43
Bibliografia 45
Sitografia 48
3
Introduzione
Con il presente elaborato si è cercato di realizzare una macro analisi della frode e dei
disparati contesti in cui essa è perpetrata. Ne sono pertanto state analizzate le tipologie più
comuni e, contestualizzando ogni reato alla specifica situazione di attuazione, si è voluto
leggere ed interpretare sotto una luce anche analitico-causale, il compiersi di ognuna delle
truffe di seguito descritte.
Oggi il mondo è profondamente cambiato, in realtà è sempre stato in continua evoluzione,
il progresso ha caratterizzato ogni epoca storica e reso gli uomini sempre più scaltri.
Tuttavia, dal secondo dopo guerra in poi si è con forza affermato uno sviluppo senza
paragoni e questo è stato in gran parte possibile grazie alla nascita di internet (anno ufficiale
1969) e alle nuove possibilità che ha concesso alle persone di tutto il mondo. Nell’arco di
un trentennio, 1985-2018, gli utenti presenti sul web sono passati dall’essere poco più di un
migliaio a circa 4miliardi (Global Digital Report, 2018), tali dati sono sorprendenti e vanno
interpretati cercando di individuarne le varie implicazioni.
Se la truffa non è di certo un’invenzione contemporanea, in quanto come si vedrà essa è
praticamente nata insieme all’uomo, tuttavia dal XIX-XX secolo in avanti le vesti con cui
si è presentata si sono gradualmente evolute. È probabilmente la nascita del capitalismo che
ha reso la frode tanto allettante per coloro che l’hanno vista come un facile mezzo di
autorealizzazione. Da allora la scaltrezza umana ha cercato sempre nuove metodologie per
ingannare il sistema e i meccanismi di controllo e vigilanza che di pari passo si andavano a
rafforzare per combattere le frodi. Il mondo della finanza ha assistito, e continua a farlo, a
molteplici casi fraudolenti, talvolta anche di portata tale da compromettere, con le loro
negative esternalità, la stabilità dei mercati e del welfare sociale. Il XXI secolo e la nascita
della new economy hanno portato a un graduale processo di digitalizzazione e
disintermediazione, anche grazie al crescente numero di utenti connessi al world wide web
e ciò pone allora all’attenzione delle autorità preposte alla vigilanza contro le frodi tutti i
pericoli che questo può comportare. Se da un lato infatti i truffatori sono divenuti sempre
più abili e tecnologicamente raffinati nel mettere in atto i diversi reati finanziari, allo stesso
modo la legge ha sviluppato meccanismi altrettanto potenti per combattere le frodi che si
verificano. Quella di seguito presentata è un’analisi attuale di come le truffe e in particolare
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quelle finanziarie sono con il tempo cambiate, seppure talvolta mantenendo delle
caratteristiche comuni nelle varie epoche storiche.
Gli argomenti affrontati sono così ripartiti: nel primo capitolo viene ripercorsa una breve
storia della frode, dandone innanzitutto una definizione giuridica in base all’ordinamento
italiano per poi passare a un breve excursus storico così da capire a quando risalgono le sue
origini e quale è stato il momento che ha visto il vero e proprio affermarsi della frode
finanziaria in stricto sensu, fino a compiere anche un’analisi culturale e sociale, andando a
indagare gli impulsi umani nel loro più profondo egocentrismo. Il secondo capitolo passa
in rassegna le tipologie più comuni di frodi finanziarie con la parte finale che si prepone
l’obiettivo di fornire in modo critico una rappresentazione concreta ed esemplificativa di
quelli che sono stati alcuni dei più gravi casi del mondo, con particolare attenzione rivolta
a quello di Bernard Madoff, volendone dimostrare la portata e le negative esternalità che
hanno avuto su milioni di persone. Il terzo capitolo propone quindi un salto in avanti,
puntando lo sguardo ai nostri giorni e fornendo una rappresentazione contemporanea del
fenomeno delle truffe finanziarie. Questo apre molti spunti di riflessione su come la
tecnologia possa influire, nel bene e nel male, sulla vita degli esseri umani in generale e su
come essa nel particolare possa essere utilizzata per effettuare delle vere e proprie
manipolazioni del sistema finanziario e dei mercati. Infine, nella parte conclusiva viene
esteso un breve riassunto delle considerazioni presentate nel corso dei vari capitoli ed è
offerto un ulteriore motivo di riflessione su quali potrebbero essere delle efficaci soluzioni
operative per la prevenzione delle frodi. 5
I
La Frode e la Cultura di Massa
1. Definizione di Frode
La frode affonda le sue radici in epoca lontana. Nel corso dei secoli essa si è evoluta,
invigorita e ha assunto vesti sempre più raffinate, escogitando sistemi di raggiro via via più
sottili ed elaborati, difficili da smascherare prima del fatto compiuto. Una prima definizione
di frode può essere quella fornita dalla Treccani quale atto volto a ledere con l’inganno un
diritto altrui. Il concetto di frode può essere inteso in tre diverse accezioni: a) atto inteso a
profittare dell’altrui fiducia, b) atto diretto a ledere il prossimo c) atto volto ad eludere la
legge. Tuttavia, sarebbe appropriato compiere un discrimine tra la frode e la truffa. Il codice
penale difatti definisce e tratta differentemente in due articoli a sé stanti tali due reati. In
particolare, l’articolo 640 c.p. prevede che: si rende colpevole di truffa chiunque con artifizi
o raggiri procuri a sé o ad altri un ingiusto profitto con l’altrui danno e una pena da sei
mesi a tre anni con l’obbligo di pagare una multa da euro 51 a euro 1.032 per costui. La
frode, definita invece all’art. 642 c.p., consiste nel tentativo da parte di un soggetto di
conseguire per sé o per altri un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione
distruggendo, disperdendo, deteriorando od occultando cose di sua proprietà, falsificando
o alterando una polizza o la documentazione richiesta per la stipulazione di un contratto di
assicurazione. La pena va da 1 a 5 anni. Lo stesso reato di frode e la stessa pena sono
imputati a chi al fine predetto si procura una lesione personale o aggrava le conseguenze di
una lesione personale prodotta da un infortunio. Sono dunque evidenti le nette differenze
tra truffa e frode, le quali potrebbero indurre a identificare la truffa come il macro-insieme
e la frode una sua partizione. Mentre la truffa può essere perpetrata da chiunque ai danni di
un qualsiasi soggetto, la frode vede come parte attiva un soggetto assicurato e come parte
lesa unicamente una compagnia d’assicurazione. L’elemento caratterizzante della truffa si
configura nel raggiro o nella menzogna finalizzati a danneggiare, per ottenerne un profitto
ingiusto, un secondo soggetto che ne subisce un danno patrimoniale. Da queste definizioni
si potrebbe dedurre che per identificare un danno economico sarebbe più appropriato parlare
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di truffe finanziarie, piuttosto che di frodi, almeno secondo quanto sancito in merito
dall’ordinamento giuridico italiano, anche se si tratteranno indistintamente questi due
termini usandoli come sinonimi.
Esistono molteplici fattispecie di frodi finanziarie o truffe che dir si voglia, ne verranno di
seguito approfondite alcune.
2. La frode nel corso della storia
La nascita della frode, o meglio, della truffa, si potrebbe far risalire alla nascita
dell’economia; da quando gli uomini hanno iniziato a scambiare prodotti di vario genere, a
qualcuno di loro venne anche l’istinto di farlo in modo illecito, non etico, “illegale” in un
certo senso, sebbene tale termine potrebbe risultare ante litteram in un contesto
estremamente arcaico in cui il concetto di legalità e illegalità sia cosa di difficile
interpretazione. In realtà lo stesso termine “economia” non si dovrebbe utilizzare parlando
di età precedenti a quella dell’antica Grecia, dal momento che il termine “economia”
deriverebbe proprio dal greco e significherebbe “cura della casa” (oìkos + nòmos, casa +
norma). Tuttavia, l’economia nella sua più ampia accezione esiste all’incirca da quando
esiste l’uomo, originariamente nella forma del semplice baratto. Per trarre un profitto
maggiore dalla propria attività gli uomini hanno cercato anche delle vie “illegali”, tra i casi
riportati dalla storiografia si potrebbe ad esempio citare quello dell’artigiano di Gerone, re
di Siracusa; costui nel III-II secolo a.C. cercò di ingannare il sovrano mescolando, all’oro
della corona che aveva l’incarico di realizzare, metalli meno pregiati, tuttavia il suo raggiro
venne scoperto dal matematico Archimede. Si può a ragione affermare, usando le parole di
Giorgio Nebbia (Bologna 1926), che da quando il denaro è divenuto lo strumento per la
misura del valore delle cose e il suo possesso lo strumento della misura del prestigio degli
uomini le truffe sono state sempre più frequenti nella storia dell’umanità. Già Cicerone (106
– 43 a.C) definì nel De Officiis la frode come una delle forme principali con cui si perpetra
ingiustizia. Nel corso della storia vi sono stati molteplici sviluppi di tale istituto e dei
meccanismi messi in atto per reprimerla e punirla. Le frodi più antiche e arcaiche sono
quelle che oggi definiremmo “frodi alimentari”; ciò di certo non ci sorprende se si pensa
che un tempo le principali attività dell’uomo erano quelle legate all’agricoltura e
all’allevamento e che lo stesso commercio aveva per lo più ad oggetto i loro prodotti. Nella
Bibbia sono riportati episodi di uomini che falsavano il peso del grano con bilance truccate
(700 c.a. a.C.). Plinio il Vecchio (23 – 79 d.C) nella Naturalis historia narra di come i
7
commercianti adulterassero spezie e alimenti per renderli più piacevoli alla vista e
incentivare il popolo ad acquistarle. Successivamente con il diffondersi della cultura e delle
usanze arabe si sviluppò una vera e propria “cultura” della frode e della lotta ad essa, tant’è
che vi è testimonianza di trattati scientifici sulle classificazioni di frodi e sui metodi per
smascherarle. Nel mondo arabo in origine era il califfo che si occupava dei controlli per
mantenere l’ordine e assicurare il rispetto della legalità, ma in un secondo momento, di pari
passi con lo svilupparsi e l’intricarsi di tali fattispecie di reati si dovette provvedere anche
al raffinamento della vigilanza, perciò, verso l’800 d.C. c.a. venne istituita l’hisbah, una
polizia locale preposta proprio ad assicurare la correttezza e l’onestà nel commercio e nei
mercati, avendo il compito e l’autorità di smascherare le frodi, punirle e reprimerle,
controllando ad esempio i pesi e le misure nei mercati che erano le principali occasioni in
cui i misfatti aveva luogo.
Con la rivoluzione industriale la frode vide il suo “massimo splendore”; nel 1834 venne
nominata la prima commissione d’inchiesta sulle frodi alimentari. Per far rendere conto di
come fosse usuale spacciare alimenti assolutamente di scarsa qualità per alimenti buoni e
genuini, all’epoca divenne famosa una vignetta satirica inglese in cui era rappresentata una
bambina che chiedeva al commesso di una bottega un etto di tè della migliore qualità per
uccidere i topi e mezzo etto di cioccolata per sterminare gli scarafaggi. Fu l’Inghilterra la
patria della prima legge contro le frodi alimentari, datata 1860, l’Adulteration of Food Act.
Emile Zola diede nella sua opera Il Ventre di Parigi (1873) un raccapricciante quadro della
città parigina dal punto di vista della diffusione delle frodi in ambito alimentare. Sarà
soltanto un secolo più tardi che con le varie inchieste giornalistiche e nascita delle varie
associazioni di consumatori le frodi alimentari vedranno una netta frenata, sebbene
nemmeno oggi si potrebbe affermare che esse siano scomparse del tutto.
Non solo alimentari sono le frodi che hanno afflitto la storia, è stato infatti citato il caso
dell’artigiano del re di Siracusa e sicuramente come lui ve ne furono altri. Volendo fare un
forse brusco salto in avanti nel tempo, in particolare nel XX secolo d.C., la frode ha
effettivamente assunto caratteri più sconvolgenti, andando a coinvolgere un crescente
numero di persone e arrecando danni patrimoniali via via più consistenti. In particolare, è
proprio nel ‘900 che fu per la prima volta orchestrato e messo in atto il famosissimo schema
di Ponzi che tanto “successo” avrà anche negli anni successivi fino ai giorni nostri. Pare che
non fu Carlo Ponzi il padre di tale truffa, tuttavia quella da lui attuata ebbe una grande
risonanza e fece un gran clamore tra la società e i mass media dell’epoca che è stata
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ribattezzata proprio con il suo nome. Carlo Ponzi era un immigrato italiano che sbarcò,
insieme alla moltitudine indistinta di immigrati che in quegli anni arrivavano nelle
Americhe, sulle coste del Canada nel 1903, all’età di 21 anni. Carlo non tardò a manifestare
la sua indole truffaldina e di lì a poco venne condannato per falsificazione di banconote.
Quindi, si trasferì a Boston dove ebbe la diabolica idea di praticare la suddetta truffa. Il finto
investimento che egli millantava essere eccezionalmente redditizio consisteva in una sorta
di arbitraggio sul prezzo dei francobolli internazionali usati dagli emigrati americani per
spedire lettere nei paesi di origine; infatti, mentre in America tali francobolli venivano
venduti a c.a. 6 centesimi, in Europa il loro costo era c.a. l’equivalente della sesta parte, in
sostanza Ponzi fingeva di acquistare tali francobolli in paesi europei come l’Italia e la
Spagna e di rivenderli rincarati negli Stati Uniti. Tuttavia, egli non avviò mai tale
investimento, ma si limitò ad “attirare nella rete tanti pesci” (in origine gli emigrati della
sua comunità) ammaliati dall’idea di fare soldi facili in breve tempo. Quello che Ponzi si
limitava a fare e che è il funzionamento basilare di ogni siffatto schema, che poi si
approfondirà nel corso della trattazione, era coinvolgere sempre più investitori,
remunerando i vecchi con il denaro appena ricevuto dai nuovi. Come è intuibile, nel
momento in cui non vi sarebbero più stati nuovi investitori, gli ultimi rimasti a dover essere
remunerati non avrebbero ricevuto nulla e lo schema sarebbe collassato. Così avvenne e
Ponzi fu condannato a 8 anni di carcere nel 1926, dopo aver raccolto in breve tempo risparmi
degli ignari investitori per $9milioni e lasciando un buco di circa $6milioni, cifre esorbitanti
per l’epoca.
Questo, che è forse il primo caso emblematico di schema di Ponzi, troverà un grande
sviluppo e verrà più volte applicato nel corso del XX e XXI secolo in forme sempre nuove
e ogni volta più sofisticate. Successivamente ne saranno prese in esame alcune cercando di
capirne le dinamiche caso per caso. Non si deve comunque dimenticare che lo schema
piramidale descritto non è l’unica forma di frode finanziaria attuata. Nel ‘900 e negli anni
2000 vi sono stati molteplici scandali che hanno coinvolto sia privati sia grandi società.
Inoltre, soprattutto negli ultimi anni, con lo sviluppo dei più evoluti sistemi tecnologici, se
da una parte è divenuto più agevole per le autorità di vigilanza scoprire i misfatti, dall’altra
parte è stato altresì facile architettare piani illegali per frodare gli investitori; ma qual è la
motivazione alla base del dilagare di così tanti casi di frodi a partire dal XX secolo in poi?
Si cercherà di trovare delle risposte nel paragrafo successivo.
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Figura 1 – Schema piramidale di Ponzi (Fonte: “Borsa Italiana”.)
3. Il ruolo della cultura finanziaria
Gli anni ’80 sono stati gli anni dell’esplosione della cultura finanziaria, della febbricitante
mania di voler diventare ricchi lavorando a Wall Street; giovani rampolli americani appena
laureati nelle scuole della Ivy League, in particolare ad Harvard e Princeton, spregiudicati<
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