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TESI DI LAUREA IN ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

“La gestione dei gruppi nell’era

digitale: Il Social Media

Management”

La gestione dei gruppi nell'era digitale:

il Social Media Management.

INDICE:

INTRODUZIONE………………………………………………………………

CAPITOLO PRIMO – I gruppi

1. L’importanza dei gruppi.......…………………………………………….....

2. Il gruppo di lavoro nelle organizzazioni: il Team Building………………....

2.1. Obiettivi…………………………………………………………….…..

2.2. Identità……………………………………………………………….…

2.3. Network…………………………………………………………….…..

2.4. Dimensione……………………………………………………………..

2.5. Struttura…………………………………………………………………

2.6. Tipologie di gruppi…………………………………………………………

2.7. Team azienda e gruppi aziendali……………………………………….

2.8. Gruppi formali e gruppi informali, permanenti e temporanei…………

2.9. Gruppi di consiglio, di produzione, di progetti………………………..

2.10. I gruppi virtuali e auto-gestiti……….

…………………………………

2.11. Dal Team Building al Team

Working.....................................................

3. La leadership………………………………………………………………..

3.1. Management e Leadership……………………………………………..

3.2. Le teorie della leadership………………………………………………

CAPITOLO SECONDO – L’innovazione digitale nelle organizzazioni.

1. Trasformazione digitale....……………….………………………………….

1.1. La rivoluzione digitale e la nascita della Digital Economy……………..

2. Trasformazione digitale dell’organizzazione……………………………….. 2

3. Il management dell’innovazione……………………………...………………

4. Empowerment organizzativo………………………………………………..

Approcci all’empowerment……………………………………………

5. La comunicazione aziendale……………………………………………….

6. La nuova comunicazione aziendale: la Social Organization……………….

7. Il Community Management………………………………………………… 3

4

La gestione dei gruppi nell'era digitale:

il Social Media Management.

CAPITOLO PRIMO – I GRUPPI

1. L’importanza dei gruppi.

Fin dai tempi primitivi l’uomo tende a cooperare con altri individui per soddisfare

i bisogni primari di tutta la comunità. In altri termini gli uomini per sopravvivere

alle esigenze della vita, necessitano del contributo del gruppo. Si può quindi

definire tale un insieme di più individui che interagiscono tra loro e che

condividono interessi, caratteristiche e regole comportamentali.

Il gruppo quindi, è da sempre una parte vitale della società in quanto, fin dalla

nascita l’individuo viene accolto in una pluralità di gruppi dall’ospedale in cui

nasce alla famiglia, dalla scuola al centro sportivo fino ad arrivare a quello che,

nel corso dei decenni ha acquisito sempre maggior importanza, vale a dire il

gruppo del contesto lavorativo.

2. Il gruppo di lavoro nelle organizzazioni: il Team Building.

Le organizzazioni tradizionali che per decenni sono state concepite e disegnate

con ruoli, responsabilità e canali di comunicazione definiti, stanno lasciando

1

spazio al lavoro di gruppo .

Secondo alcuni esperti infatti, sarebbe proprio questa tecnica c.d. di Team

Building a rappresentare la chiave del successo aziendale, grazie alla suddivisione

interna in gruppi, si possono mettere in relazione capacità e competenze

individuali necessarie a sostenere le attività produttive, organizzative,

commerciali.

A tal fine, è però essenziale che i singoli individui che fanno parte di un gruppo si

riconoscano come membri e vengano riconosciuti come tali anche all’esterno.

1 Caporarello L., Magni M., Team management - II edizione: Come gestire e migliorare il lavoro

di squadra, Egea, Milano, 2015. 5

Infatti, dal punto di vista sociologico si può definire in modo generale il gruppo

come un insieme di due o più persone che si riconoscono in un’identità

comune, interagendo con regole proprie e per il raggiungimento di obiettivi

2

comuni .

Più nel dettaglio, può essere definito gruppo di lavoro quello che al suo interno si

articola in cinque variabili che, se ben connesse fra loro, consentono di

massimizzare la sua efficienza e la sua produttività.

Le variabili importanti e decisive che definiscono un gruppo possono essere

identificate in: obiettivi, identità, network, dimensione e struttura (Fig. 1).

Fig. 1 – Elementi che descrivono un gruppo di lavoro.

Fonte: Caporarello L., Magni M., Team management - II edizione: Come gestire e

migliorare il lavoro di squadra, Egea, Milano, 2015.

2.1. Obiettivi.

La determinazione di obiettivi ha la funzione, in primo luogo di identificare le

principali attività che un gruppo deve svolgere e, allo stesso tempo, costituisce un

modo per stabilire le competenze necessarie che i singoli devono avere per il loro

.

2 Kreitner R., Kinicki A., Comportamento organizzativo, APOGEO, Milano, 2013 6

raggiungimento. In secondo luogo, la natura delle attività necessarie al

perseguimento di essi, è rilevante per il management dell’azienda per determinare

a quale gruppo attribuire uno specifico obiettivo.

L’obiettivo del gruppo è necessario che sia chiaro e ben definito sia in termini

quantitativi sia in termini temporali in modo che tutti i membri recepiscano al

meglio l’obiettivo da raggiungere tanto a livello individuale che collettivo.

3

A tal proposito si può ricordare il c.d. Elevator pitch (che si potrebbe tradurre

come “il discorso dell’ascensore”), che è un approccio alla gestione della qualità

ideato da Philip Crosby, precursore del Quality Improvement Industry. Tale

approccio suggerisce ai singoli membri di un’azienda di immaginare di trovarsi

per pochissimi minuti con un dirigente in ascensore, e di chiedersi se con un

discorso saprebbero presentare al meglio se stessi e il progetto a cui stanno

lavorando; applicando questo approccio al gruppo di lavoro, se ogni membro

sapesse definire precisamente l’obiettivo del team in termini quantitativi e, fosse

in grado di descrivere lo stato di avanzamento dei lavori del gruppo in relazione

alla percentuale di raggiungimento degli obiettivi, allora si potrebbe dire che

4

l’obiettivo è stato definito e condiviso correttamente .

2.2. Identità.

La variabile dell’identità invece, è essenziale in quanto permette al gruppo di

essere considerato tale dal resto dell’organizzazione grazie alla sua capacità di

interagire con gli altri gruppi e, allo stesso tempo, consente ai singoli membri di

identificarsi con esso, sviluppando un senso di appartenenza che li porta a

condividere, collaborare e quindi ad integrarsi.

Il senso di appartenenza si crea grazie alle interazioni fra i membri, i quali

inevitabilmente, costruiscono delle relazioni sociali derivanti da una vita comune

caratterizzata da un lato dalle attività legate alla sfera professionale e, dall’altro da

3 Crosby P., The Art of Getting Your Own Sweet Way, McGraw-Hill, New York, 1972.

4 Caporarello L., Magni M., Team management - II edizione: Come gestire e migliorare il lavoro

di squadra, Egea, Milano, 2015. 7

quelle attività relative alla sfera socio-emotiva. Per quanto riguarda la prima,

l’identità si viene a formare solo nel momento in cui ogni individuo prende

consapevolezza delle capacità proprie e altrui e capisce che, affinché il gruppo

possa essere efficiente, deve mettere le proprie competenze al servizio di tutti,

collaborando con gli altri.

Facendo squadra, tante singole persone hanno infatti modo di conseguire una

5

migliore resa, una vittoria condivisa, superando diversità, frustrazioni e conflitti .

E’ necessario però, che tutti i membri siano motivati a cooperare e ad interagire,

poiché se anche uno solo di essi non dovesse essere ben integrato oppure inidoneo

al ruolo assegnatogli, verrebbe compromessa tutta l’attività svolta dal gruppo, in

quanto il lavoro del singolo è strettamente connesso al perseguimento degli

obiettivi conferiti dal management al gruppo.

Un gruppo è perciò vincente non quando mette semplicemente insieme delle

persone, ma quando valorizza il lavoro dei singoli membri, cioè quando riesce a

ben integrare le attività del singolo con quelle degli altri.

Connessa proprio all’integrazione è l’interdipendenza, fattore che crea in ogni

membro sia una responsabilità individuale, sia una responsabilità nei confronti del

gruppo stesso. Al riguardo, lo psicologo tedesco Kurt Lewin ha affermato che “il

gruppo esiste quando gli individui divengono consapevoli che, in qualche modo,

6

il loro destino è collegato a quello del gruppo” . In quanto, nell’ottica del

raggiungimento dell’obiettivo comune, il singolo è responsabilizzato a completare

il compito a lui assegnato, ma qualora non dovesse riuscirci sarebbe responsabile

anche del fallimento del gruppo. Questo, sempre secondo gli studi di Lewin, si

potrebbe definire come un aspetto essenziale del gruppo che prende nome di

“interdipendenza del compito”.

A tal fine è quindi essenziale che a ciascun membro venga assegnato un ruolo

chiaro e ben definito, in modo che tutti riescano a svolgere gli specifici compiti

dai quali derivano delle responsabilità.

5 Foglio A., Lavoro e gioco di squadra, Franco Angeli, Milano, 2010.

6 The Solver - http://www.thesolver.it/2016/02/07/3141/# . 8

2.3. Network.

Con la variabile del network si fa riferimento ai canali di comunicazione che

caratterizzano un gruppo di lavoro, in particolare ai flussi informativi che

circolano al suo interno.

In generale questi canali sono influenzati principalmente dalla struttura del

gruppo, infatti se questo è strutturato in maniera gerarchica, il flusso informativo

procederà verticalmente: le informazioni procedono dall’alto verso il basso e

viceversa. Se invece la struttura del gruppo è orizzontale, anche la comunicazione

sarà tale, vale a dire che le informazioni circoleranno costantemente e

velocemente tra tutti i membri.

A sua volta la struttura del network è importante in quanto influenza l’efficacia del

gruppo nel perseguimento degli obiettivi e nel mantenimento di un certo grado di

collaborazione al suo interno.

A tal proposito, lo psicologo del management H. J. Leavitt, nel 1951, studiando le

direzioni dei flussi di comunicazione nei gruppi e gli effetti che questi flussi

esercitano sulle decisioni, ha dimostrato che alcuni modelli di comunicazione

7

sono più efficaci di altri . Propose dunque, un esperimento con il quale dimostrò

come diverse forme di rete di comunicazione influiscono sulle prestazioni e sul

morale dei gruppi. Prese alcuni gruppi di lavoro ai quali affidò lo stesso compito,

individuò e strutturò ognuno di essi secondo un diverso modello di rete di

comunicazione: a cerchio, a catena, a Y, a ruota (Fig. 1.2).

Queste quattro tipologie possono essere divise in due categorie generali di

strutture:

I. Struttura centralizzata nella quale si trova:

- La forma a ruota in cui tutte le comunicazioni passano attraverso

un singolo individuo posto al centro della rete. Non esiste quindi,

uno scambio di informazioni diretto tra i membri, ma solamente tra

essi e il centro.

7Sapere.it - http://www.sapere.it/ . 9

- La forma a Y dove i membri collaborano fra di loro, ma riportano

le informazioni ad uno stesso soggetto.

- La forma a catena dove ogni membro può comunicare solo con chi

lo precede e con chi lo segue.

II. Struttura decentralizzata nella quale si trova:

- La forma a cerchio che permette un flusso di comunicazione

continuo e più veloce, poiché manca il soggetto prestabilito a cui

riportare le informazioni, per cui ogni membro comunica con tutti.

Fig. 1.2 – Diverse forme di network.

Fonte: H. J. Leavitt, Fondamenti di psicologia per dirigenti, Etas, Milano, 1968.

Con questo esperimento è stato dimostrato che le strutture centralizzate rendono il

gruppo più efficace, ma nelle strutture decentralizzate tutti i membri sono più

soddisfatti perché si sentono partecipi alle decisioni e al raggiungimento degli

obiettivi in egual misura.

2.4. Dimensione.

La dimensione è una variabile determinante poiché influenza le dinamiche e

l’efficacia del gruppo in base al numero dei suoi componenti. 10

In ambito organizzativo, il gruppo può essere composto da un minimo di due

persone cosi detto diade, fino ad un massimo di cento individui che si identificano

con quello che può essere definito team azienda. In realtà non si può definire la

dimensione massima di un gruppo, in quanto bisogna tener conto che un numero

troppo elevato di membri rispetto alle attività e risorse del gruppo, da un lato

aumenta la capacità produttiva conseguente alle maggiori competenze presenti nel

gruppo, dall’altro provoca fenomeni di demotivazione, di riduzione della

produttività e della capacità innovativa che indirizzano i membri verso una

maggiore individualità.

Affinché un gruppo sia efficace molti ricercatori indicano con cinque/dieci

individui il numero massimo di membri. Questa stima secondo lo studioso

Caporarello, non può essere considerata corretta se non si tiene conto anche delle

variabili di contesto come per esempio i diversi contributi che ogni componente

può dare in relazione all’obiettivo di gruppo: “tanto più i componenti saranno tra

loro simili in termini di competenze, tanto meno emergeranno vantaggi dal

mettere le risorse a lavorare in team rispetto a richiedere loro un contributo

8

individuale”.

La dimensione del gruppo è perciò influenzata in primo luogo dall’obiettivo che si

deve perseguire e, infine, dalle competenze e capacità necessarie a tal fine.

2.5. Struttura.

Si può definire la struttura del gruppo come l’insieme di ruoli e funzioni svolti dai

singoli membri, dove per ruoli si intendono quei modelli di comportamento che

ognuno dovrebbe assumere e per funzioni le attività che vengono svolte dal

gruppo.

La determinazione della struttura del gruppo può essere paragonata a quella della

struttura organizzativa, infatti anche all’interno di un gruppo è necessario definire:

 il grado di specializzazione del lavoro, cioè quanti compiti devono essere

svolti da ogni membro;

8 Caporarello L., Magni M., Team management - II edizione: Come gestire e migliorare il lavoro

di squadra, Egea, Milano, 2015. 11

 il grado di formalizzazione del lavoro, vale a dire la presenza di norme più

o meno rigide che guidano il comportamento dei singoli;

 la centralizzazione che individua a che livello vengono prese le decisioni

del gruppo;

 i sistemi di condivisione delle informazioni che posso essere definiti con

una condivisione verticale formale per mezzo, quindi, di una gerarchia

oppure con dei collegamenti orizzontali informali.

In generale nella strutturazione del gruppo è necessario tenere conto di alcune

variabili come ad esempio la dimensione e la natura dell’obiettivo da perseguire.

Per quanto concerne la prima, più il gruppo ha grandi dimensioni, più è alto il

livello di formalizzazione e coordinamento delle attività , perciò si rende

necessario esercitare delle forme di controllo delle risorse più

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Heygiuls di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Catanzaro - Magna Grecia o del prof Reina Rocco.
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