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trascrizione può procedere ad affiggere un avviso (che dovrà rimanere per

dieci giorni) delle avvenute nozze che serviranno a sostituire le

pubblicazioni che non sono state fatte precedentemente al rito religioso.

Anche se tale avviso dovesse mancare non determina la nullità della

trascrizione.

L’art. 13, comma terzo dispone che in tale istituto le opposizioni

dall’art. 12 della l.

possono essere sollevate in base alle cause previste

matrimoniale. In ordine a tale riferimento dunque bisogna anche ammettere

che è possibile che l’ufficiale dello stato civile non possa rifiutarsi di

procedere alla trascrizione quando anche in assenza di opposizioni viene a

conoscenza dell’esistenza di un impedimento considerato inderogabile

dalla legge.

Manca poi un termine entro il quale si possa procedere alla

trascrizione tempestiva ritardata, e l’art. 14 della l. matr. ammetteva la

trascrizione ritardata senza alcun limite di tempo quando si configuravano i

presupposti previsti dalla legge. Ed è per questo che la dottrina ha inteso

che l’art. 13 doveva intendersi combinato assieme all’art. 8 comma

secondo, stabilendo così che anche per questo istituto deve essere rispettato

il termine di cinque giorni che decorre dal momento della celebrazione, e

che dopo la cerimonia il parroco deve provvedere alla trasmissione

dell’atto matrimoniale in doppio originale.

Anche in questo caso poi, dato che si tratta sempre di una sorta di

trascrizione tempestiva appare corretto sostenere che retroagiscono gli

effetti del matrimonio al momento della celebrazione del rito religioso così

come previsto dalle norme del diritto canonico. 37

1.4 Gli impedimenti e i motivi di intrascrivibilità del matrimonio

canonico

Come più volte accennato, dopo aver ricevuto la richiesta di

trascrizione, compito dell’ufficiale di stato civile è quello di verificare

l’inesistenza di impedimenti alla trascrizione.

La regola generale, che si può desumere dal diritto canonico è che

l’ufficiale dello stato civile non può fare le pubblicazioni quando esistono

delle ragioni, impedimenti inderogabili, che non consentono al matrimonio

di poter produrre gli effetti civili.

Il Protocollo addizionale prevede alcuni casi che costituiscono

impedimenti inderogabili, ecco perché è stata definita norma meramente

“esemplificativa”, poiché ne esistono degli altri non inseriti nella stessa

legge. L’art. 4 del Protocollo add. contempla tra gli impedimenti

delle nozze l’esistenza di un matrimonio

inderogabili alla celebrazione

valido agli effetti civili tra gli sposi, ma d’altra parte invece omette di

indicare che tipo di impedimento per esempio può arrecare un eventuale

caso in cui entrambi i coniugi siano uniti da un matrimonio ancora valido

agli effetti civili con persone terze.

Bisogna dunque concludere dicendo che sono motivi di

intrascrivibilità del matrimonio canonico, per quanto attiene la forma

tempestiva, e che quindi inducono l’ufficiale dello stato civile a non

compiere le pubblicazioni, innanzitutto gli impedimenti inderogabili sanciti

dalla legge civile, come: consanguineità in linea retta all’infinito e in linea

collaterale fino al secondo grado; affinità in linea retta anche se derivante

da un matrimonio sciolto, a causa di morte o di divorzio, o nei confronti del

quale è stata pronunciata la cessazione di effetti civili (art. 87, comma

38

primo, n. 4, c.c.); adozione (art. 87, primo comma, nn. 6, 7, 8 e 9, c.c.);

interdizione a causa di infermità di mente (art. 85 c.c.); impedimento da

delitto (art. 88 c.c.); e infine quello dovuto a precedente matrimonio (art. 86

c.c.). Si deve mettere in evidenzia però che l’affinità in linea retta non può

essere considerato un impedimento inderogabile, e quindi non rende

impossibile la trascrizione nel matrimonio concordatario e di conseguenza

neppure le pubblicazioni civili, quando il matrimonio da cui scaturisce

l’affinità è stato annullato (e non sciolto per morte o divorzio) poiché, in un

caso del genere l’impedimento può essere facilmente superato quando il

tribunale ammette il matrimonio, secondo il disposto dell’art. 87, comma

19

quarto c.c. . Se però i due coniugi legati da affinità in linea retta, anche se

da matrimonio nullo, richiedano le pubblicazioni matrimoniali, senza aver

ottenuto prima il consenso da parte del tribunale, l’ufficiale dello stato

civile deve rifiutarsi di compierle.

Altro motivo di intrascrivibilità è determinato, secondo le

disposizioni del diritto canonico, nel caso di matrimonio contratto da

minore ultrasedicenne, ma che non abbia ottenuto il consenso da parte del

tribunale civile. Bisogna rammentare a questo proposito che è il tribunale

dei minori a stabilire se un sedicenne possa contrarre matrimonio, e solo in

presenza di gravi motivi. L’art. 8 dell’accordo di Villa Madama non

ammette la trascrizione del matrimonio quando i coniugi non hanno i

requisiti prescritti dalla legge civile riguardo l’età prevista per la

celebrazione senza fare anche in questo caso ulteriori chiarimenti. Se gli

19 In base al contenuto della Circolare Min. Grazia e Giustizia n. 1/54/FG/1 (86) 256,

del 26.2.1986, si è sottolineato semplicemente che l’affinità in linea retta costituisce un

impedimento inderogabile senza però indicare le possibili situazioni in cui tale ostacolo

del tribunale. Cfr.

può essere superato grazie all’intervento P. D M , Il matrimonio

I ARZIO

concordatario e gli altri matrimoni religiosi con effetti civili, cit., p. 25. 39

hanno ottenuto l’autorizzazione del tribunale, l’ufficiale dello

sposi non

stato civile può rifiutarsi di procedere alle pubblicazioni.

Difficoltoso risulta invece indicare qual è il limite al matrimonio

rappresentato dall’età quando, uno dei due sposi, ha meno di sedici anni.

In questo caso la legge civile non permette di poter contrarre matrimonio,

senza neanche possibilità di ottenere il consenso da parte del tribunale,

costituendo così una sicura ipotesi di intrascrivibilità del matrimonio. I

limiti per poter contrarre il matrimonio previsti dal diritto canonico sono

diversi e inoltre inferiori: sedici per l’uomo, quattordici per la donna. Tutto

questo potrebbe indurre a far pensare che l’età inferiore ai sedici anni sia

da considerare come un impedimento inderogabile al matrimonio. La

dottrina però lo considera non tanto come un impedimento inderogabile,

ma come una forma di capacità alle nozze. Questa interpretazione offerta

dalla dottrina sembra trovare ampio riscontro nell’art. 8, n. 1, comma

dell’accordo

secondo, di Villa Madama, il quale prevede due casi di

intrascrivibilità del matrimonio canonico, e cioè quando gli sposi non

hanno i requisiti di età previsti dalla legge riguardo l’età per poter contrarre

nozze, e l’esistenza di un impedimento che la legge civile considera

inderogabile.

Secondo una parte della dottrina, in merito alla celebrazione delle

nozze, al soggetto minorenne, manca la capacità per poter porre in essere

l’atto e divenire titolare del diritto in esso contenuto. Facendo leva su

contenuto nella norma dell’accordo di Villa Madama, all’art. 8, n.1,

quanto

comma terzo, laddove essa prevede che la trascrizione del matrimonio

canonico è possibile quando, in base alla legge civile, non è più concesso

di esperire l’azione di nullità o di annullamento la restante dottrina, ha

dichiarato che l’età minore ai sedici al tempo della celebrazione delle nozze

non è un motivo di capacità per poter contrarre nozze, in quanto facendo

40

riferimento all’art. 117, comma secondo, c.c., è possibile trascrivere

il matrimonio dell’infrasedicenne dopo un anno che ha

tardivamente 20

raggiunto la maggiore età .

Altra ipotesi invece è costituita dai casi in cui l’ufficiale dello stato

civile si trovi di fronte ad un impedimento civile derogabile ma non

derogato dall’autorità giudiziaria statuale. Anche se esiste un impedimento

civile per contrarre matrimonio può essere superato quando gli sposi

ottengano l’autorizzazione da parte del tribunale.

Alla categoria degli impedimenti derogabili appartengono i seguenti

casi: matrimonio tra zio e nipote, o tra zia e nipote (art. 87, n.3, c.c.);

matrimonio tra affini in linea collaterale in secondo grado (art. 87, n. 5,

111,

c.c.); matrimonio celebrato per procura nei casi previsti dall’art.

e infine l’affinità

comma secondo, c.c.; in linea retta da matrimonio nullo

(art.87, n.4, c.c.).

L’art. 89 del c.c. regola il c.d. lutto vedovile, che per impedire che ci

siano dubbi sulla paternità dei figli (c.d. turbatio sanguinis ), vieta alla

donna di contrarre matrimonio prima che siano trascorsi almeno trecento

giorni dallo scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del

precedente matrimonio. La legge però contempla anche qui la possibilità

che tale ostacolo possa essere superato grazie all’autorizzazione ottenuta

dal tribunale.

La minore età di uno o di tutte e due i coniugi, se superiore ai sedici

anni, è considerata un impedimento derogabile, poiché il tribunale

acconsente alle nozze.

20 Appare così abbastanza palese che l’art. 12 della legge matr., il quale regolava gli

impedimenti alla trascrizione del matrimonio canonico prevedendo dei casi in contrasto

con le nuove norme dell’accordo di Villa Madama, sia stato abrogato. Cfr. P. D

I

M , Il matrimonio concordatario e gli altri matrimoni religiosi con effetti civili,

ARZIO

cit., p. 28. 41

Il matrimonio che è stato concluso seguendo le norme del diritto

canonico e a cui sono riconosciuti gli effetti civili, le pubblicazioni civili e

l’eventuale rifiuto da parte dell’ufficiale dello stato civile sembra collegata

ai casi di intrascrivibilità del matrimonio canonico. Se esiste tra i coniugi

un impedimento dell’ordinamento statuale, derogabile ma non derogato,

bisogna considerare l’opinione largamente diffusa che considera

inaccettabile la mancata effettuazione delle pubblicazioni, se poi in ogni

caso lo stesso ufficiale dello stato civile ricorrerà a istituti come la

trascrizione tempestiva ritardata, o la trascrizione tardiva, per ottenere gli

effetti civili.

Quando si è in presenza di un impedimento derogabile i coniugi

mostrando all’ufficiale dello stato civile la copia dell’autorizzazione

concessa dal tribunale evitano l’ipotesi che questi possa rifiutarsi di

effettuare le pubblicazioni, ma senza tale autorizzazione l’ostacolo

dell’impedimento derogabile non può essere superato.

Al tempo del Concordato lateranense, una circolare del Ministero

della Giustizia e degli affari di culto, Dir. Gen. Affari Civili e Professioni

Legali, Uff. I, del 19 febbraio 1930, n. 53/3, stabiliva che l’ufficiale dello

stato civile che conoscesse un impedimento anche se derogabile per la

legge statuale, in caso di richiesta per le pubblicazioni per il matrimonio

che doveva essere poi trascritto, poteva eseguirle soltanto con il consenso

da parte dell’autorità giudiziaria dello Stato. In ogni caso il matrimonio

celebrato innanzi al Ministro di culto cattolico poteva essere comunque

trascritto, anche se esisteva un impedimento civile derogabile ma non

derogato, e quindi in mancanza di pubblicazioni, ricorrendo alla disciplina

ritardata dell’art.13 l. matr.,

della c.d. trascrizione tempestiva con

eccezionale natura sanatoria. 42

Qualche mese dopo però, il Ministero della Giustizia e degli affari di

culto, ha emanato una nuova circolare, Dir. Gen. Affari Civili e Professioni

Legali, del 30 luglio 1930, n. 891, che contrariamente alla precedente,

prevedeva che soltanto se esiste un impedimento inderogabile tra quelli

elencati dall’art. 12 l. matr., le pubblicazioni ai fini della trascrizione

devono essere rifiutate dall’ufficiale dello stato civile.

Invece per gli impedimenti civili inderogabili differenti da quelli

contenuti nell’art. 12 l. matr., e quelli derogabili ma non derogati

dall’autorità statale, la circolare ministeriale ammetteva comunque le

pubblicazioni alla casa comunale.

Secondo l’opinione di una parte della dottrina la circolare

ministeriale n. 891 del 1930 trovava conferma nel Concordato lateranense

del 1929, grazie al rinvio alla regolamentazione del matrimonio canonico

secondo le norme del diritto canonico, e grazie anche al fatto che si era

tentato di creare uniformità tra i due status coniugali, quello civile e quello

canonico. L’accordo di Villa Madama comunque non fa più tale rinvio, il

matrimonio regolato dalle norme del diritto viene definito come un fatto dal

diritto dello Stato.

Se esiste un impedimento derogabile per il diritto dello Stato gli

sposi possono richiedere all’ufficiale dello stato civile di effettuare le

pubblicazioni e questi non può rifiutarsi quando i nubendi hanno avuto la

dispensa dall’impedimento da parte del tribunale.

La dottrina maggioritaria non ha però accolto tale lettura dando un

interpretazione diversa alla questione ovvero prevedendo la trascrivibilità

del matrimonio in presenza di impedimenti derogabili anche se non

derogati dal tribunale, senza dispensa; però se dovesse presentarsi un

impedimento derogabile per la legge civile e gli sposi non ottengono la

dispensa, l’ufficiale dello stato civile può non effettuare le pubblicazioni

43

ma dopo la celebrazione ha il dovere di trascrivere il matrimonio sempre i

coniugi lo vogliano ricorrendo alla trascrizione tardiva.

La Circ. Min. di Grazia e Giustizia n. 1/54/FG/1 (86) 256, del 26

febbraio 1986, facendo riferimento ad alcuni contenuti della circolare n.

891, ha sostenuto che quando vi è un impedimento derogabile al

matrimonio disciplinato dal diritto civile, se il matrimonio contratto

canonico, è ritenuto “perfetto”, sarà tale

rispettando le norme del diritto 21

anche per il diritto civile, di conseguenza può essere così trascritto .

8 n. 1, comma secondo, dell’accordo di Villa Madama, nella

Nell’art.

parte in cui dichiara che non può riconoscersi la trascrizione del

matrimonio quando esiste un impedimento che le norme civili valutano

come inderogabile, o quando non hanno le caratteristiche previste dalla

legge civile riguardo all’età prevista per la celebrazione, si è dichiarato che

dall’altro si siano accordati stabilendo che

lo Stato da un lato e la Chiesa

nell’ambito concordatario gli impedimenti civili non sono in grado di

impedire la trascrizione del matrimonio canonico e di conseguenza neanche

le pubblicazioni civili.

Pertanto sembra giusto pensare che nel caso in cui sia richiesto

all’ufficiale di provvedere alle pubblicazioni, questi dovrà acconsentirvi,

anche se i coniugi vogliono ricorrere al matrimonio concordatario, e non

ottenuto l’autorizzazione per superare l’ostacolo costituito

hanno

dall’impedimento civile derogabile, da parte dell’autorità giudiziaria dello

Stato. A questo punto però possono nascere delle perplessità riguardo alle

considerazioni fin qui fatte. Le parti che vogliano contrarre matrimonio

concordatario, in presenza di un impedimento civile derogabile, è meglio

21 La Circolare del 1986 a differenza di quanto previsto nella circolare n. 891 del 1930,

stabilisce che l’ufficiale dello stato civile deve impedire il nulla osta solo in presenza di

impedimenti inderogabili. Cfr. P. M , Il matrimonio concordatario e gli altri

DI ARZIO

matrimoni religiosi con effetti civili, cit., p. 34. 44

che non richiedano l’autorizzazione al tribunale, poiché quest’ultimo in

forza del potere discrezionale che gli è riconosciuto dalla legge potrebbe

decidere di non concedere l’autorizzazione e questo risulterebbe un

poco rilievo. Dunque in questi casi l’ufficiale dello stato

problema di non

civile potrebbe rifiutarsi di procedere alle pubblicazioni, e i coniugi in un

certo senso sarebbero così sfavoriti per aver dimostrato troppa diligenza. A

seguito dell’interpretazione da parte della dottrina basata sul contenuto

delle norme concordatarie, le pubblicazioni dovrebbero essere eseguite

anche senza autorizzazione del tribunale. A questo punto dovrebbe

richiedersi al tribunale, ogni volta che si è in presenza di un impedimento

derogabile tra i coniugi, di non pronunciarsi nel merito della questione,

quando le parti hanno espresso la volontà di celebrare un matrimonio

concordatario. Questa soluzione però non è contemplata da nessuna

disposizione di legge. 45

Capitolo III

LA TRASCRIZIONE DEL MATRIMONIO E LA PRODUZIONE DEGLI

EFFETTI CIVILI

_____________________________________________________

Sommario: 1. La trascrizione tardiva e l’accertamento della volontà delle

parti. - 1.1 La trascrizione tardiva post mortem e la salvezza dei diritti dei

1.2 La trascrizione tardiva a causa dell’impossibilità di proporre

terzi. -

l’azione civile di nullità o di annullamento del matrimonio. - 1.3 I casi in

cui la trascrizione tardiva deve essere esclusa. - 1.4 Matrimoni celebrati in

forme particolari per cui è prevista la trascrivibilità. - 1.5 Cause di

impugnabilità della trascrizione del matrimonio.

____________________________________________________________

1.La trascrizione tardiva e l’accertamento della volontà delle parti

22

La trascrizione tardiva (art. 8.1 sesto comma Accordo) prevede la

possibilità che il matrimonio possa produrre effetti civili anche se la

richiesta della trascrizione non sia stata fatta dal parroco entro il termine di

23

cinque giorni previsto dalla legge .

Per poter ricorrere a tale istituto è necessario che le parti abbiano

mantenuto per tutto il tempo, che va dalla celebrazione delle nozze alla

richiesta della trascrizione, lo stato libero. Infatti se in questo lasso di

22 Una parte della dottrina considera tale istituto come un “assurdo giuridico e sociale”

poiché in questo modo viene intaccato quello che è il principio della certezza dei

rapporti giuridici. Cfr. P. D M , Il matrimonio concordatario e gli altri matrimoni

I ARZIO

religiosi con effetti civili, cit., p. 62.

23 Bisogna sottolineare che la trascrizione tardiva del matrimonio canonico non era

contemplata dall’art. 34 del Concordato lateranense, ma è stata disciplinata nella l. matr.

del 27 maggio 1929 n. 847. Cfr. P. D M , Il matrimonio concordatario e gli altri

I ARZIO

matrimoni religiosi con effetti civili, cit., p. 62. 46

tempo uno dei coniugi si fosse unito in matrimonio che ha ancora effetti

giuridici, potrebbe avere luogo un caso di bigamia.

Non devono sussistere inoltre tra gli sposi, impedimenti qualificati

come inderogabili per il diritto civile, al momento in cui si fa ricorso alla

trascrizione tardiva. Anche se quando sono state celebrate le nozze non

esisteva alcun impedimento, non sarà possibile la trascrizione tardiva se

sopravviene un impedimento inderogabile, come ad esempio l’interdizione

24

a causa di infermità di mente .

Una volta ricevuta la richiesta per la trascrizione tardiva l’ufficiale

dello stato civile dovrà effettuare tutti i relativi accertamenti per verificare

l’esistenza o meno di impedimenti inderogabili. L’art. 8 dell’ accordo di

Villa Madama stabilisce che prima di effettuare la trascrizione del

matrimonio canonico è necessario che vengano fatte le pubblicazioni

25 . Quest’ultime hanno la finalità di dare notizia dell’avvenuta

civili

celebrazione del matrimonio, per cui si richiede il riconoscimento degli

effetti civili, e come sempre verranno affisse presso la casa comunale in

modo tale che chiunque ne abbia interesse possa sollevare opposizione alla

trascrizione.

Tra le condizioni richieste affinché si possa procedere alla

tardiva l’accordo di Villa Madama non richiede che siano

trascrizione

compiute le formalità concordatarie come ad esempio: pubblicazioni e il

rilascio del nulla osta prima della celebrazione; lettura degli articoli del

24 La vecchia disciplina (art. 14 l. matr.) prevedeva che la trascrizione tardiva poteva

sussistere quando al momento della celebrazione vi fossero tutti i requisiti previsti dalla

che non venissero meno dopo. Questa previsione e tutt’ora considerata in

legge civile e

vigore dalla dottrina. Cfr. P. D M , Il matrimonio concordatario e gli altri

I ARZIO

matrimoni religiosi con effetti civili, cit., p. 63.

25 La pubblicazione matrimoniale deve essere ripetuta poiché perde efficacia dopo che

siano trascorsi 180 giorni dal momento in cui sono state effettuate (art. 99 c.c.). Cfr. F.

F , Diritto ecclesiastico, cit., p. 314.

INOCCHIARO 47

culto; la redazione dell’atto

codice civile da parte del ministro di

matrimoniale in doppio originale.

La dottrina maggioritaria sostiene che si può ricorrere alla

trascrizione tardiva quando riguarda un matrimonio di cui gli sposi

volevano ancor prima della celebrazione ottenere gli effetti civili, e che non

è stato trascritto entro il termine previsto dalla legge per caso fortuito o

26

forza maggiore . Seguendo tale filone dottrinario dunque, senza

l’adempimento delle formalità concordatarie non solo alla trascrizione

tempestiva ma non potrebbe ricorrersi neppure a quella tardiva. Questa

interpretazione non trova fondamento in nessuna disposizione di legge.

Possono farsi le stesse considerazioni riguardo l’opinione che

circoscrive gli adempimenti concordatari da cui non si può prescindere,

possa procedersi a trascrizione tardiva, come l’adempimento da

affinché

parte degli sposi di sottoscrivere un atto matrimoniale che sia in grado di

poter essere trascritto nei registri dello stato civile. La sottoscrizione

congiunta dell’atto però non è un obbligo sancito dall’Accordo dell’84, e

nemmeno una previsione concordataria.

Sembra potersi affermare che in base al nuovo accordo stipulato tra

lo Stato e la Chiesa la trascrizione tardiva possa essere compiuta anche

quando gli sposi al tempo della celebrazione delle nozze non avevano alcun

intenzione di ottenere gli effetti civili.

Bisogna anche a tale proposito fare qualche considerazione sul c.d.

atto di scelta, che è la manifestazione della volontà dei coniugi che hanno

contratto matrimonio canonico, di voler ottenere gli effetti civili. In caso di

26 Il nostro legislatore e la prassi ammettono che alla trascrizione tardiva possa ricorrersi

anche quando al momento della celebrazione del matrimonio, non c’era stata alcuna

richiesta per la trascrizione (art. 12 del disegno di legge proposto dal Governo alla

Camera dei deputati il 15 novembre 1987, doc. 1831.) Cfr. F. F , Diritto

INOCCHIARO

ecclesiastico, cit., p. 315. 48

possono effettuare l’atto di scelta anche in un

trascrizione tardiva, le parti

momento successivo alla celebrazione del matrimonio.

Un altro importante problema da affrontare è quello che riguarda il

caso in cui ci sia richiesta tardiva di trascrizione di un matrimonio canonico

concluso quando il consenso di uno dei coniugi era viziato, perché per

esempio si trovava in uno stato di incapacità naturale. La soluzione più

accreditata è quella di proporre la richiesta per la trascrizione tardiva

quando lo stato di incapacità naturale sia ormai superato.

Ha sollevato qualche dubbio la possibilità che tale richiesta di

trascrizione possa risultare in definitiva idonea a svolgere una funzione di

“sanatoria” rispetto alla passata condizione di incapacità naturale in cui

versava il coniuge al tempo in cui il matrimonio è stato concluso. Il nostro

ordinamento nega che si possa impugnare il matrimonio civile quando c’è

stata coabitazione per almeno un anno dal momento in cui il coniuge non si

trova più in uno stato di incapacità naturale (art 120, comma secondo c.c.).

Affermando che lo stesso vale anche per le nozze religiose si finisce per

applicare una norma del matrimonio civile a quello canonico.

Nel corso dell’anno previsto perché il coniuge possa recuperare la

capacità naturale mancante al momento delle nozze civili, questi può se

vuole impugnare il matrimonio per ottenerne l’invalidazione. Lo stesso

invece non è possibile in caso di nozze religiose.

La trascrizione tardiva è uno degli elementi fondanti del principio

della volontarietà degli effetti civili, che ha permesso la revisione

concordataria relativamente al matrimonio, consentendo così di aver

maggior interesse per l’ambito dell’individualità. Il Concordato all’art. 34

ammetteva l’ipotesi di proporre la richiesta per la trascrizione del

matrimonio canonico a chiunque ne avesse interesse. 49

Al contrario, l’art. 8 dell’Accordo di Villa Madama, avendo accolto

il principio della volontarietà degli effetti civili, riconosce ai soli coniugi il

diritto di richiedere la trascrizione del matrimonio canonico oltre il termine

di cinque giorni, dando così maggior rilievo alla dimensione individuale

che caratterizza il contratto matrimoniale.

Questa novità, introdotta grazie ai nuovi accordi, ha reso possibile il

consolidamento del principio di libertà matrimoniale, riconoscendo alla

volontà individuale la facoltà di volere o non volere il vincolo civile.

Prima dell’entrata in vigore della Costituzione, la possibilità di

scegliere tra il matrimonio canonico e quello civile, è stato considerato

costitutivo del principio della libertà matrimoniale. Come per la

trascrizione tempestiva così anche per quella tardiva, la dottrina sosteneva

che l’ufficiale dello stato civile, oltre ad assicurarsi se le condizioni

previste continuavano a sussistere o fossero venute meno, doveva anche

27

verificare che la volontà iniziale fosse seguita da una identica .

A sostegno del principio della volontà delle parti, sia nella

trascrizione tempestiva che in quella tardiva, la dottrina ha così sintetizzate

a) “l’ordinamento civile ammette in

le sue principali argomentazioni:

alcuni casi matrimoni canonici validi che non sono trascrivibili”, eccetto

quelli in cui vi sia infermità di mente e di chi già abbia contratto

matrimonio civilmente valido, non c’è ostacolo che impedisce di poter

celebrare le nozze e conseguire gli effetti civili; b) l’efficacia civile del

matrimonio canonico è strettamente legata alla volontà delle parti; c) la

volontà ad ottenere gli effetti civili deve esserci sia al momento della

27 Il principio della volontarietà degli effetti civili ha trovato riscontro nella Costituzione

fondata sul primato della persona, art. 29, secondo il quale nessuno può essere

sottoposto a effetti civili derivanti dal matrimonio quando ha deciso di volerli escludere.

Cfr. R. S , La trascrizione tardiva del matrimonio canonico, cit., p. 124.

ANTORO 50

celebrazione del rito religioso, sia al momento della trascrizione che non è

possibile in caso di :

1) interdizione per via dell’infermità di mente;

2) matrimonio di uno dei due coniugi civilmente valido con soggetto terzo;

3) mancanza della volontà delle parti di voler la trascrizione del

matrimonio canonico.

Grazie all’emanazione della Costituzione, la quale si fonda sul

principio del libertà individuale, la dottrina ha potuto avere un grande

sostegno al fine di estendere il principio della volontarietà degli effetti

anche all’atto della trascrizione.

civili Aver introdotto nel nostro ordinamento una trascrizione oltre il

termine di cinque giorni, su richiesta delle parti (art.8), rappresenta il

risultato della divisione tra la costituzione del vincolo religioso e

l’ottenimento degli effetti civili attraverso la trascrizione. In questo modo la

trascrizione appare più come un istituto a disposizione della volontà dei

coniugi, non riconoscendosi più la possibilità a chiunque di poter far

28

richiesta di trascrizione .

A differenza di quella tempestiva, nella trascrizione tardiva, come

abbiamo accennato prima, la richiesta non è fatta dal parroco ma deve

art. 8, n.1 comma sesto, dell’accordo

essere presentata dagli stessi coniugi (

di Villa Madama ). La norma però non specifica quale forma dovrà essere

utilizzata ai fini della richiesta. Anche se le norme di diritto ecclesiastico

continuano a prevedere la redazione dell’atto in doppio originale proprio

per evitare che ci siano problematiche, non è completamente da escludere

28 Alcuni autori riconoscevano la possibilità di effettuare la trascrizione anche

all’autorità ecclesiastica e al creditore del coniuge, altri invece ai soli familiari. Cfr. R.

S , La trascrizione tardiva del matrimonio canonico, cit., p. 130.

ANTORO 51

che dopo la celebrazione possa essere stato redatto un unico atto

29

matrimoniale .

Non è contemplata la richiesta congiunta da parte dei coniugi, in

quanto può essere presentata anche da uno solo dei due contraenti il

matrimonio canonico, purché l’altro ne sia a conoscenza e non si opponga

(art. 8 n. 1, sesto comma).

Tale norma però non specifica in che modo deve essere accertata la

mancanza di opposizione da parte dell’altro coniuge, tanto che la dottrina

l’ha ampiamente criticata fino a definirla come “aberrante”. Al di là di

queste critiche dunque le nuove norme pattizie non richiedono una forma

particolare per poter accordare il proprio consenso, bastando

semplicemente che uno dei due coniugi presenti l’istanza per ottenere la

trascrizione e che l’altro non si opponga.

L’ufficiale dello stato civile, prima di procedere alla trascrizione,

dovrà essere sicuro che l’altro coniuge sia a conoscenza di tale richiesta. A

questo punto bisognerebbe anche chiedersi come è possibile accertarsi che

l’altro coniuge ne sia al corrente, ma a questo proposito non troviamo

risposta né nel nuovo Accordo né nella già citata circolare ministeriale.

La dottrina ha cercato di fornire una soluzione a questo problema,

prevedendo la notifica da parte del coniuge che intende ricorrere alla

trascrizione, che in questo modo ne dà notizia all’altro. La notifica, però

deve essere consegnata in mani proprie, secondo il disposto dell’art. 138

c.p.c., in modo che non ci siano dubbi che il soggetto interessato l’abbia

ricevuta o meno.

29 Se il ministro di culto non volesse rinunciare all’atto, la già più volte menzionata

Circolare Min. Giustizia 1/54/FG/1 (86) 256 del 26 febbraio 1986, dichiara che la

trascrizione può essere richiesta presentando un semplice certificato, dove venga

espressamente attestata l’avvenuta celebrazione del rito nuziale. Cfr. P. D M , Il

I ARZIO

matrimonio concordatario e gli altri matrimoni religiosi con effetti civili, cit., p. 70. 52

Un altro problema ancora aperto riguarda il termine entro il quale il

coniuge, venuto a conoscenza della volontà dell’altro di trascrivere il

matrimonio, possa sollevare opposizione. La soluzione dalla dottrina

sarebbe quella che prevede il coniuge interessato possa manifestare anche

verbalmente opposizione davanti all’ufficiale dello stato civile, e che il

termine per farlo in mancanza di un’espressa previsione di legge sia fissato

dallo stesso coniuge che ha avanzato la richiesta per la trascrizione.

Sempre la dottrina inoltre ha più volte ripetuto di come la volontà di

opporsi alla trascrizione tardiva può essere sempre revocata. Secondo

questa interpretazione siamo indotti a ritenere che allo stesso modo la

volontà di richiedere la trascrizione tardiva, o di non sollevare opposizione,

può essere sempre revocabile. 53

1.1 La trascrizione tardiva post mortem e la salvezza dei diritti dei

terzi Il contenuto dell’art. 8 dell’Accordo di Villa Madama, che prevede

che si può procedere alla trascrizione soltanto per volontà dei coniugi,

induce a pensare che la trascrizione tardiva post mortem non è ammessa nel

nostro ordinamento, poiché è necessario che tale volontà sia espressa al

momento in cui è richiesta la trascrizione tardiva e non precedentemente.

Per questo motivo la Corte Suprema non considera valida la

30

manifestazione del consenso ad esempio tramite testamento .

Gran parte della dottrina ritiene ammissibile la trascrizione tardiva

post mortem, soltanto nel caso in cui la proposta sia stata effettuata

congiuntamente, prima del decesso di uno dei due coniugi, e in assenza di

opposizione. Questo orientamento è stato ben accolto anche dalla

giurisprudenza di merito.

Aver accolto tale tesi significa che di conseguenza bisognerebbe

ammettere l’irrevocabilità del consenso prestato al tempo in cui è stata

richiesta la trascrizione tardiva.

Sempre in ottemperanza al contenuto dell’art. 8.1 sesto comma del

nuovo Accordo dell’84, la trascrizione tardiva produce effetti a partire dal

momento della celebrazione del matrimonio, lasciando impregiudicati i

diritti acquisiti dai soggetti terzi.

30 Non è previsto poter esprimere un consenso, ai fini della trascrizione, “a futura

memoria”, o in un testamento, in quanto la legge, in ambito matrimoniale, non

riconosce effetti giuridici alle dichiarazioni rese “ora per allora” (art. 79 e 109 cod. civ.).

Un contenuto simile non può trovarsi in un testamento perché non espressamente

previsto dalla legge (art. 587 secondo comma cod. civ.), sia perché giuridicamente

irrilevante l’obbligo di contrarre matrimonio religioso, e di conseguenza anche di

riconoscere allo stesso effetti civili. Cfr. F. F , Diritto ecclesiastico, cit., p.

INOCCHIARO

314. 54

La dottrina e la giurisprudenza considerano terzo chiunque sia

al rapporto coniugale, come per esempio l’erede di una delle parti.

estraneo

Il problema di chi siano i soggetti terzi è stato riproposto a causa di

alcune pronunce della Corte di Cassazione. Quest’ultima infatti ha

dichiarato che gli eredi non possano vantare diritti patrimoniali per

successione, poiché l’art. 14 l. matrimoniale, il cui contenuto deve

intendersi in senso restrittivo, per cui terzo deve considerarsi chi vanta

diritti personali.

Qualche mese dopo la Cassazione è tornata sui suoi passi,

riconoscendo la qualità di terzi agli eredi del coniuge defunto, e il loro

diritto di successione solo se avessero accettato l’eredità prima che fosse

stata effettuata la trascrizione . In poche parole, non basta solo la delazione

dell’eredità ma rileva giuridicamente anche la sua accettazione (art. 459

cod. civ.).

Le Sezioni Unite Corte di Cassazione tempo ritornarono nuovamente

sul problema, osservando che riguardo gli effetti civili prodotti dalla

trascrizione tardiva del matrimonio, è terzo chiunque fosse estraneo al

rapporto matrimoniale e di conseguenza gli eredi, legittimi o testamentari

degli sposi, e che l’art. 14 della legge matr. non avrebbe dovuto

interpretarsi in maniera restrittiva, assicurando al terzo il diritto personale

di essere riconosciuto come erede, e il suo diritto di ottenere la parte della

sua eredità. La successiva giurisprudenza ha così condiviso le decisioni

delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione anche dopo l’emanazione

dell’accordo di Villa Madama, in virtù del quale è stato abrogato

implicitamente l’art. 14 della legge matrimoniale.

Anche se la dottrina ha elencato pochissime ipotesi in può realizzarsi

il problema della tutela dei diritti dei terzi a seguito della trascrizione

tardiva, in realtà possono verificarsi moltissimi casi. Per esempio, quando i

55

coniugi hanno deciso di adottare la comunione di beni, dato che la

trascrizione produce effetti retroattivi, anche se uno degli sposi ha

acquistato un bene dopo la celebrazione delle nozze ma prima della

trascrizione dell’atto matrimoniale, il bene stesso si intende caduto in

comunione, ma questo regime patrimoniale non può essere opposto ai terzi,

31

e quindi neanche ai creditori del coniuge .

31 Il già ricordato d.d.l governativo proposto alla Camera dei deputati il 5 novembre del

1987, doc. 1833, cerca di rendere ancora più difficile la posizione del terzo, stabilendo

che quest’ultimo può fare valere i propri diritti soltanto se acquistati in buona fede, ma

essendo la buona fede sempre presunta (art. 1147 ultimo Comma cod. civ.), tale

previsione appare giustamente poco corretta, poiché non si capisce come possa

dimostrarsi la mala fede di un soggetto terzo, quando la parte con cui ha contrattato

risultava di stato libero sulla base degli atti di stato civile. C . F. F , Diritto

FR INOCCHIARO

ecclesiastico, cit., p. 315. 56

1.2 La trascrizione tardiva a causa dell’impossibilità di proporre

l’azione civile di nullità o annullamento del matrimonio.

volte citato art. 8 dell’accordo di Villa Madama,

Il più in combinato

Prot. Add., di cui all’art. 4, lett. a,

disposto con quanto contenuto nel

stabilisce anche se non in maniera completa, i casi in cui la trascrizione del

matrimonio, anche se concluso in rispetto delle norme di diritto canonico,

32

non può avvenire . Il comma terzo però, continua sancendo che la

trascrizione tardiva è ugualmente ammessa, quando l’azione di nullità o

annullamento non può essere più sollevata in base alle previsioni della

legge civile.

La norma pattizia dunque, dimostra di voler garantire al massimo la

possibilità di poter trascrivere il matrimonio. Tale previsione però non è

esente dal sollevare alcune problematiche a causa dell’ampia estensione

attribuito al contenuto di tale norma poiché per esempio è ammessa la

trascrizione tardiva anche quando si tratta di un matrimonio canonico anche

in presenza di un matrimonio che se concluso in forma civile risulterebbe

nullo .

La dottrina sostiene che grazie al contenuto dell’art. 8, n. 1 terzo

comma, dell’Accordo si vuole dare la possibilità ai contraenti di poter

raggiungere lo status matrimoniale allo stesso modo in cui è consentito a

chi ricorre al matrimonio civile, al fine di raggiungere l’uniformità tra lo

33

status coniugale civile e quello canonico .

32 Come già detto in precedenza il Potocollo add. elenca soltanto alcuni degli

l’ha

impedimenti inderogabili ai fini della trascrizione, ed è per questo che la dottrina

definita “esemplificativa”. Cfr. P. M , Il matrimonio concordatario e gli altri

DI ARZIO

matrimoni religiosi con effetti civili, cit., p. 24.

33 con il Concordato lateranense c’era già stato un tentativo di poter raggiungere

Anche

l’uniformità tra i due ordinamenti, quello canonico e quello civile, ma senza riuscita.

57

Non si può dunque non menzionare di come nonostante ci fosse

l’intenzione di voler uniformare i due ordinamenti, esistono grandi

differenze. Infatti in caso di matrimonio civile, se si è in presenza di un

impedimento inderogabile o comunque non derogato, costituisce un caso

molto raro che le nozze possano ugualmente essere celebrate.

Se il matrimonio civile viene celebrato anche in presenza di un

impedimento, prima che lo stesso non possa più essere impugnato quando

ci sono i presupposti previsti dalla legge, i soggetti legittimati, per prima gli

stessi sposi, possono impugnarlo per ottenerne la nullità.

In caso di matrimonio concluso in osservanza delle norme del diritto

canonico, che non viene trascritto, anche se esistono circostanze che

rappresentano impedimenti inderogabili per la celebrazione del matrimonio

civile, poiché le nozze canoniche costituiscono un negozio al di fuori del

diritto dello Stato, nemmeno gli stessi sposi possono sollevare alcuna

azione per ottenerne l’invalidità. Nonostante tutto , se ci sono le condizioni

perché il matrimonio non sia più impugnabile, il matrimonio canonico può

essere ugualmente trascritto ricorrendo all’istituto della trascrizione tardiva,

anche se si tratta di un matrimonio che non poteva celebrarsi in base alle

previsioni della legge civile.

La dottrina si è più volte chiesta se al di là di ciò che è contenuto

nell’art. 8.1 terzo comma dell’Accordo, se si può fare una diversa lettura

alla luce delle norme civili. Si è dunque arrivati alla conclusione che

costituiscono impedimenti assoluti al matrimonio, cioè costituiscono causa

di nullità non consentendo la trascrizione neanche tardiva: 1) il matrimonio

del minore ultrasedicenne; 2) l’esistenza di un precedente matrimonio tra

gli sposi o con terzi civilmente valido; 3) la condanna per omicidio, o

Cfr. P. M , Il matrimonio concordatario e gli altri matrimoni religiosi con effetti

DI ARZIO

civili, cit., p. 81. 58

tentato omicidio, ai danni del coniuge dell’altro; 4) rapporti di parentela,

affinità e adozione, che non possono superarsi attraverso l’autorizzazione

del tribunale.

Costituiscono invece motivo di annullabilità del matrimonio, e che

consentono la trascrizione tardiva del matrimonio canonico, quando non

può più ricorrersi all’impugnazione: 1) interdizione a causa di infermità di

mente; 2) matrimonio di un minore ultrasedicenne; 3) il rapporto di

parentela, affinità e adozione nei casi in cui è possibile ottenere

l’autorizzazione del tribunale; 4) l’esistenza del morto presunto, coniuge di

34

uno degli sposi .

Secondo la dottrina prevalente, sempre in riferimento all’art. 8.1

dell’Accordo, non possono impedire la trascrizione tardiva del matrimonio

concluso rispettando le norme del diritto canonico, gli impedimenti

disciplinati dal diritto civile, anche se sono inderogabili, ma che tuttavia

dell’art.

sono suscettibili di sanatoria. Dunque, tenuto presente il contenuto

119 c.c., il matrimonio religioso concluso da un interdetto potrebbe essere

trascritto tardivamente se i coniugi hanno coabitato assieme per un anno;

anche il matrimonio del minore infrasedicenne (art. 117 comma secondo,

c.c.) contratto senza autorizzazione, trascorso un anno dal raggiungimento

della maggiore età; il matrimonio tra zio e nipote, zia e nipote, (art. 87 c.c.);

il matrimonio tra affini in linea collaterale in secondo grado quando

dipenda da un matrimonio dichiarato nullo (art. 87, comma quarto).

L’aver accolto tale interpretazione del contenuto della norma pattizia

ha suscitato non poche perplessità. Si è sostenuto come detto prima che il

34 dell’atto matrimoniale

La dottrina ha più volte evidenziato di come in materia di vizi

il legislatore codici stico, invece che di nullità o impugnabilità, spesso parla di

impugnabilità del matrimonio, senza specificare quale fosse il vizio che riguarda lo

stesso atto, come invece accade per esempio per la materia patrimoniale. Cfr. P. D I

M , Il matrimonio concordatario e gli altri matrimoni con effetti religiosi, cit., p.

ARZIO

84. 59

matrimonio di un minore di sedici anni non costituisce impedimento,

poiché il minore difetterebbe in realtà di capacità di agire.

I dubbi sulla legittimità di questa impostazione potrebbero essere

superati se per esempio si accoglie un’altra impostazione, che afferma che,

un vizio dell’atto matrimoniale, dovuto ad un impedimento che riguarda

parti, talmente grave che l’ordinamento non ha prospettato alcuna

e l’azione per

sanatoria, determina la nullità assoluta dello stesso atto,

poterla fare valere e imprescrittibile. Ammettendo questa impostazione la

trascrizione del matrimonio canonico non sarebbe mai possibile.

Sarebbero da considerare vizi che impediscono la trascrizione anche

tardiva del matrimonio canonico: l’impedimento derivante da parentela,

nei casi in cui non si può ottenere l’autorizzazione da

affinità o adozione, l’impedimento da delitto, quello per difetto di stato

parte del tribunale,

libero, e quello per l’età inferiore a sedici anni. Un’altra branca della

dottrina riguardo l’imprescrittibilità dell’azione di nullità ha dichiarato che

il matrimonio può essere trascritto tardivamente dopo che siano trascorsi

dieci anni, necessari per poter prescrivere l’azione di nullità.

La giurisprudenza di legittimità, prima dell’emanazione del

Concordato lateranense, aveva stabilito che l’invalidità del matrimonio,

un vizio dell’atto, se porta ugualmente ad un

anche se non dipende da

risultato vietato dall’ordinamento per via: della non conformità del

negozio matrimoniale all’ordinamento giuridico, oppure perché c’è un

impedimento irremovibile, in questo caso vi è nullità assoluta. Da questa

interpretazione si evince ancora una volta l’imprescrittibilità dell’azione

nullità dell’atto matrimoniale.

per far valere la Si tratta di un

interpretazione che meriterebbe maggior attenzione. 60

1.3 I casi in cui la trascrizione tardiva deve essere esclusa

Si è parlato nel paragrafo precedente di come si possano verificare

dei casi in cui in presenza di impedimenti la legge preveda, in alcune

situazioni particolari e con l’autorizzazione da parte del tribunale di

provvedere alla trascrizione tardiva del matrimonio. Eppure si possono

verificare delle situazioni in cui la trascrizione tardiva deve essere esclusa

in maniera assoluta. La dottrina così come la giurisprudenza sono

d’accordo nel ritenere che non possa sussistere la trascrizione del

matrimonio canonico, neppure quella tardiva, quando si tratta di voler

aggirare un impedimento civile alle nozze, nel caso esista un precedente

matrimonio, civile, o che produce effetti civili, da cui risulta unito uno dei

due coniugi (art. 86 c.c.).

Dovrebbero far parte di questa ipotesi, per esempio il matrimonio

contratto dal coniuge dell’assente (art. 117 c.c.) nel caso in cui

quest’ultimo ritorna, oppure del matrimonio celebrato dal coniuge della

persona di cui è stata dichiarata la morte presunta (art. 68 c.c.), quando

anche in questo caso ritorni o ne è stata accertata l’esistenza.

Quando invece si verifica l’ipotesi di difetto dello stato libero,

bisogna mettere in evidenza che l’azione per poter annullare il matrimonio

è assolutamente imprescrittibile sulla base di quanto previsto dalla legge

(art.124 c.c.) senza la previsione di alcun tipo di sanatoria.

In presenza invece di matrimonio canonico, contratto da un soggetto

che al tempo in cui è stato celebrato non godeva della libertà di stato per

l’ordinamento civile, secondo la maggior parte della dottrina, in alcune

ipotesi eccezionali potrebbe essere riconosciuta la possibilità di poterlo

trascrivere tardivamente. Secondo quanto stabilito dall’art. 124 del cod.

civ., il coniuge ha la facoltà di poter impugnare in qualsiasi momento il

61

matrimonio per ottenerne la nullità, la quale se viene accertata dal

tribunale, si prevede che il matrimonio contratto seguendo le norme del

diritto canonico, viene dichiarato nullo, dopo la celebrazione di quello

impugnato e a sua volta dichiarato nullo, può benissimo essere trascritto

tardivamente. La trascrizione tardiva non potrebbe invece avvenire, se per

esempio il matrimonio precedente venisse sciolto a seguito di divorzio,

dichiarato con sentenza passata in giudicato dopo la celebrazione del rito

canonico.

Altre ipotesi che possono verificarsi, sono ad esempio i casi in cui ci

sia identità di sesso tra gli sposi, oppure quando manca il consenso

matrimoniale da parte di uno dei due coniugi, o ancora quando ci sia un

“ad

difetto nei requisiti della formalità, e infine il caso della procura

quando per esempio non è indicato l’atto da compiere, o il

nubendum”

procuratore, o quando viene addirittura revocata la procura. 62

1.4 Matrimoni celebrati in forme particolari per cui è prevista la

trascrivibilità

Si è più volte detto che il matrimonio canonico non può essere

trascritto quando esistono impedimenti inderogabili che riguardano gli

sposi oppure quando la trascrizione sia richiesta per un matrimonio

canonico che non è stato celebrato rispettando il disposto dell’Accordo del

18 febbraio del 1984 (l. n. 121 del 1985). Ciò si verifica quando per

esempio il matrimonio sia stato celebrato in una delle forme speciali

contemplate dal diritto della Chiesa o perché è stato concluso al di fuori

35

dell’Italia .

Una di queste forme speciali è costituita dal matrimonio segreto o di

“coscienza” ( can. 1130 e segg. ).

Per l’autorizzazione a questo matrimonio è necessario che ci sia il

consenso da parte dell’autorità ecclesiastica quando esistono delle ragioni

gravi e urgenti che rendono richiedono di non rendere nota agli altri la

36

celebrazione . Il matrimonio si svolge in presenza del parroco con

l’intervento dei soli due testimoni tenuti ovviamente al segreto, e l’atto di

matrimonio verrà conservato non negli ordinari registri parrocchiali, ma

nell’archivio segreto del vescovo ( can. 1133 c.j.c. ).

35 Il diritto canonico, dunque non disciplina soltanto la forma ordinaria di celebrazione

nell’Accordo dell’84, ma

(can. 1108 e segg. c.j.c.) che è quella prevista anche

contempla anche forme speciali di celebrazione, che tuttavia non sempre permettono di

considerare il vincolo religioso capace di produrre effetti civili. Cfr. F. F ,

INOCCHIARO

Diritto ecclesiastico, cit., p. 318.

36 l’autorità ecclesiastica può rompere il segreto e quindi dare notizia

Soltanto

dell’avvenuto matrimonio, ma solo nei casi in cui mantenerne il segreto potrebbe

provocare una grave offesa allo stesso vincolo matrimoniale. Cfr. P. D M , Il

I ARZIO

matrimonio concordatario e gli altri matrimoni religiosi con effetti civili, cit., p. 91. 63

Qualche problema potrebbe nascere nel momento in cui gli sposi

decidono di volere avere gli effetti civili del matrimonio grazie alla

37

trascrizione tardiva .

In passato la giurisprudenza, riteneva che la trascrizione tardiva

potesse effettuarsi, a patto che le parti avessero mantenuto per tutto il

l’unico ostacolo a questa ipotesi

tempo lo stato libero. Fondamentalmente

deriva dal fatto che non si è provveduto alle pubblicazioni (data la necessità

di mantenere segrete le nozze), e inoltre che i coniugi non disponevano di

un atto di matrimonio, dato che lo stesso si trova nella disponibilità

dell’autorità ecclesiastica. Quest’ultimo ostacolo però è facilmente

superabile, grazie al consenso dell’autorità ecclesiastica che può redigerne

una copia. Più difficile risulta invece superare la mancata affissione delle

pubblicazioni matrimoniali, tuttavia negare in assoluto la possibilità di

ricorrere alla trascrizione tardiva appare piuttosto penalizzante poiché in

questo modo i coniugi sarebbero costretti a celebrare un nuovo matrimonio

civile. Appare invece corretto sostenere che in caso di matrimonio segreto

non può effettuarsi la trascrizione tempestiva, entro il termine di cinque

giorni.

Altra forma speciale di matrimonio è costituita dal matrimonio in

imminente pericolo di vita ( can. 1079, c.j.c. ), celebrato in presenza di un

ministro di culto.

Il matrimonio celebrato in “periculo di una delle parti è

mortis”

dubbio che possa essere trascritto tempestivamente, a meno che non ci sia

stato il tempo di poter rispettare le formalità concordatarie.

37 Generalmente gli sposi decidono di non volere subito gli effetti civili, ma accantonarli

temporaneamente, per non rinunciare ad esempio a qualche vantaggio economico, come

una pensione dovuta allo stato di vedovanza e simili. Cfr. F. F , Diritto

INOCCHIARO

ecclesiastico, cit., p. 318. 64

La trascrizione tardiva è ammessa sempre se con la celebrazione si

formalità previste dall’art. 8.1

siano rispettate le primo comma

dell’Accordo, e sempre che ci sia il consenso di entrambe le parti.

Altra forma speciale è costituita dal matrimonio celebrato in

presenza soltanto dei testimoni (can. 1116, c.j.c.) al quale non ha

partecipato un ministro di culto (né un laico). Il matrimonio in assenza di

un parroco possono essere celebrate solo in due casi: quando vi è pericolo

di morte, o quando non è possibile avere la presenza di un assistente

38

competente non prima che sia trascorso un mese . In Italia questa forma di

celebrazione matrimoniale è più un ipotesi da manuale che reale. Detto

questo, nonostante non ci sia un espresso divieto nei confronti di questo

matrimonio nell’art. 8 n. dell’accordo di Villa Madama,

1, comma primo,

la dottrina maggioritaria sostiene che il matrimonio celebrato in presenza

soltanto dei testimoni non è trascrivibile e non produce effetti civili per il

nostro ordinamento. Infatti sulla base del nuovo Accordo, il potere di

certificazione, che la legge riconosce al ministro di culto, vale soltanto nei

casi in cui questi abbia assistito alla celebrazione del matrimonio.

Una parte della dottrina invece si dichiara favorevole ai matrimoni

celebrati “coram in che l’art. 5 della l. m.,

solis testibus”, quanto sostiene

che prevede la necessaria presenza di un ministro di culto cattolico ai fini

della celebrazione del matrimonio, sia stato abrogato.

Sembra potersi sostenere che non ci sono ostacoli per la trascrizione,

anche tempestiva del matrimonio celebrato con procura (can. 1105, c.j.c.).

38 La dottrina ha affermato che situazioni del genere possono principalmente verificarsi

in quei Paesi in cui vi è un numero piuttosto esiguo di rappresentanti del clero, oppure a

causa dell’avversione nei confronti della religione è molto pericoloso che la

celebrazione del matrimonio sia assistita da un sacerdote. Cfr. P. D M , Il

I ARZIO

matrimonio concordatario e gli altri matrimoni religiosi con effetti civili, cit., p. 93. 65

Il diritto civile ammette il matrimonio per procura nei casi previsti

dall’art. 111 secondo comma del c.c. ovvero: in caso di persone arruolate

nelle forze armate in tempo di guerra, oppure quando uno dei due coniugi

risiede all’estero.

La dottrina sostiene che il matrimonio canonico per procura può

essere trascritto solo se rientra in uno dei casi ammessi dal diritto dello

Stato, e dopo aver ottenuto l’autorizzazione da parte del tribunale e che la

procura sia stata fatta tramite atto pubblico e indicare la persona con la

39

quale vuole si vuole contrarre matrimonio .

Dunque l’art. 111 c.c. permette la celebrazione del matrimonio per

procura, quando si ha il consenso da parte del tribunale, e se uno dei

coniugi risiede all’estero, e quando vi siano gravi motivi Tale situazione

sembra possa paragonarsi al caso in cui in presenza di un difetto derogabile

si può ricorrere alla trascrizione qualora si ottenga il consenso del tribunale.

Di conseguenza il matrimonio per procura che rispetti le formalità

concordatarie, anche in assenza dell’autorizzazione del tribunale può essere

trascritto, anche in forma tempestiva.

Dato che l’art. 8, n. 1, comma primo, ammette la trascrivibilità del

matrimonio concluso secondo le norme di diritto canonico, la dottrina ha

sostenuto che di conseguenza anche il matrimonio ecclesiastico celebrato

per procura in Italia possa essere validamente trascritto, anche nel caso in

cui la procura sia stata concessa secondo le norme dettate dal diritto

canonico.

Altra ipotesi di matrimonio contratto in forma speciale, per cui è

prevista la trascrizione, è costituita da il matrimonio celebrato all’estero.

39 Il matrimonio dovrà essere celebrato entro il termine di centottanta giorni dal

momento in cui si è ottenuto il rilascio della procura. Cfr. G. C , Separazione,

ASSANO

divorzio, invalidità del matrimonio: il sistema delle tutele sostanziali e processuali,

Padova, 2009, p. 232. 66

La disciplina per il conseguimento degli effetti civili del matrimonio

40

prevista dal nuovo Accordo è valida soltanto per l’Italia

canonico .

I matrimoni canonici conclusi all’estero non possono essere trascritti,

sulla base di quanto contenuto nell’art. 8.1 dell’Accordo, né tantomeno

sono in grado di produrre effetti civili. Non possono nemmeno essere

trascritti all’estero dai consoli italiani, poiché questi hanno gli stessi poteri

riconosciuti all’ufficiale dello stato civile, nei confronti di connazionali, ma

non possono effettuare la trascrizione, ma hanno solo la possibilità di poter

assistere alla celebrazione di un matrimonio civile contratto fra italiani

oppure un italiano e uno straniero, la cui legge gli permette di poter

concludere il matrimonio davanti al console di un altro paese. Il console,

non potrà inviare al Ministero degli Esteri, affinché lo trasmetta

all’ufficiale dello stato civile di Roma, l’atto di matrimonio canonico,

avvenuto fra italiani all’estero, se il paese in cui si è svolta la celebrazione

non riconosce il matrimonio come valido ( art. 16 secondo comma d.p.r. 5

gennaio 1967 n. 200 ).

Però il matrimonio canonico che sia stato contratto all’estero, che è

irrilevante ai sensi dell’art. 8.1 del nuovo Accordo, potrà ottenere rilevanza

giuridica nel nostro ordinamento grazie a quanto disposto dalle norme di

internazionale privato, ovvero dall’art. 28 della legge 31 maggio

diritto

1995 n. 218, 115 cod. civ. e l’art. 16 dell’ord. dello stato civile ( d.p.r. 3

novembre del 2000, n. 396 ), che prevedono che fuori dal territorio dello

Stato, il matrimonio fra cittadini italiani o italiani e stranieri può celebrarsi

a norma del già citato art. 115 del cod. civ., davanti all’autorità diplomatica

o consolare.

40 A tal proposito bisogna sottolineare che i concordati disciplinano i rapporti tra la

Chiesa e un determinato Stato, e di conseguenza non valgono per le situazioni che

possono verificarsi al di fuori di questo. Cfr. F. F , Diritto ecclesiastico, cit.,

INOCCHIARO

p. 319. 67

Se la legge del Paese straniero considera valido il matrimonio canonico,

tale matrimonio sarà riconosciuto valido anche nel nostro ordinamento.

Poiché tale rilevanza però viene riconosciuta non sulla base del contenuto

delle norme concordatarie ma in base alle norme International

privatistiche, il matrimonio nell’ordinamento italiano rileverà come

matrimonio civile e non come matrimonio canonico.

La trascrizione di questo matrimonio nei registri dello stato civile, in

a quanto previsto dall’art. 63.2 dell’ord. dello stato civile, non ha

base

valore giuridico di “certazione”, riconosciuta invece alla trascrizione

prevista dalle norme concordatarie.

Secondo la giurisprudenza, il matrimonio che è stato contratto

all’estero e a cui, in tale paese, sono stati riconosciuti gli effetti civili, è

efficace inevitabilmente anche in Italia; se invece il diritto straniero non

riconoscerne l’efficacia, il matrimonio canonico potrebbe produrre

dovesse

effetti civili in base alle norme concordatarie.

La seconda tesi sostenuta dalla giurisprudenza non può essere

accettata, poiché le facoltà riconosciute dalla legge a favore del cittadino,

che si trovi all’estero, sono quelle previste dal diritto International –

privatistico, in assenza di queste infatti non esisterebbe alcun legame fra gli

atti compiuti all’estero e l’ordinamento italiano; inoltre è scontato che il

ha all’estero tutte le facoltà che gli sono riconosciute in

cittadino non

Italia, come per esempio quella di poter scegliere fra matrimonio civile e

matrimonio canonico.

Nell’ipotesi invece dello straniero che voglia celebrare il matrimonio

all’ufficiale dello stato civile, in base a

in Italia, può farlo se presenta

quanto previsto dall’art. 116 c.c., la dichiarazione dell’autorità competente

del suo Paese, che non esistono impedimenti per la trascrizione di cui

68

all’art. 8, comma primo, del nuovo Accordo e all’art. 4 del Protocollo add.,

né tantomeno gli impedimenti previsti dall’art. 116 c.c.

Dovrà essere presentato all’ufficiale dello stato civile anche il nulla

osta, rilasciato dallo Stato da cui proviene lo straniero, che potrà essere

sostituito da un atto di notorietà, secondo la giurisprudenza, quando il

41

soggetto non è riuscito ad ottenere tale certificazione .

Se il matrimonio è celebrato a bordo di navi o di aeromobili, la

trascrizione sarà ammessa soltanto:

1) la nave o l’aeromobile sono in un porto o in un aeroporto italiano;

2) la nave o l’aeromobile si trovino in acque italiane o nello spazio aereo

italiano. Quando ricorrono questi presupposti è possibile individuare

l’ufficiale dello stato civile, territorialmente competente e di conseguenza

tenuto alla trasmissione dell’originale dell’atto

anche il parroco

matrimoniale.

Il matrimonio celebrato da cittadini italiani nello Stato Città del Vaticano,

che rispetti quanto contenuto nell’Accordo di Villa Madama, può essere

trascritto. Tale orientamento è stato seguito dalla giurisprudenza di

legittimità la quale ha affermato che il matrimonio canonico celebrato nella

Stato Città del Vaticano, da cittadini italiani, dopo essere state fatte le

pubblicazioni nel comune dove risiedono gli sposi, ma non rispettando gli

previsti dall’art. 8, comma primo, l. 25 marzo 1985 n. 125

adempimenti

(lettura degli art. del codice civile, redazione dell’atto matrimoniale in

doppio originale, e invio dello stesso all’ufficiale dello stato civile), viene

41 L’ufficiale dello stato civile potrà fare le pubblicazioni anche in assenza del nulla osta

previsto dall’art. 116 del Cod. Civ., quando il mancato rilascio sia dovuto ad una

ingiustificata preclusione a contrarre matrimonio. Cfr. G. C , Separazione,

ASSANO

divorzio, invalidità del matrimonio:il sistema delle tutele sostanziali e processuali, cit.,

p. 236. 69

trascritto in Italia nella parte del registro di stato civile previsto per i

matrimoni contratti all’estero. 70

1.5 Cause di impugnabilità della trascrizione del matrimonio

Il matrimonio civile celebrato nonostante l’esistenza di un

impedimento, si converte in una causa di invalidità del matrimonio e la

stessa cosa accade in riferimento al matrimonio celebrato secondo le norme

di diritto canonico e che abbia prodotto gli effetti civili; in quest’ultimo

caso l’impedimento si converte in una causa di impugnabilità della

trascrizione.

Bisogna ricordare che gli effetti della trascrizione civile del

matrimonio celebrato in ottemperanza alle norme del diritto canonico,

vengono meno, con effetto ex nunc, quando il giudice abbia accettato la

richiesta per ottenere la dichiarazione della cessazione degli effetti civili

del matrimonio. Se il giudice civile accoglie la domanda di annullamento

della trascrizione, gli effetti di quest’ultima cesseranno ex tunc.

La giurisprudenza e la dottrina, anche se in mancanza di una

previsione normativa, hanno annoverato tra i casi di impugnabilità, quelli

previsti per la trascrizione tardiva, nel caso essa sia stata effettuata in

assenza del consenso di uno dei coniugi; oppure nel caso in cui il consenso

alla trascrizione tardiva dato da uno dei coniugi fosse viziato da una delle

cause che provocano l’invalidità del matrimonio civile; o quando l’atto per

poter iniziare la trascrizione tardiva del matrimonio canonico sia stato

proposto quando una delle parti non era capace di intendere e di volere.

In questo ultimo caso, bisogna mettere in evidenza che qualora il

consenso alla trascrizione tardiva sia stato dato in tempi differenti, avendo

una parte proposto l’adempimento, e l’altra non si è opposta, il consenso è

valido a partire il momento in cui sarebbe stato possibile dissentire, che

decorre da quando è venuto a conoscenza dell’iniziativa dell’altra parte. 71


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (AGRIGENTO, PALERMO, TRAPANI)
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rosaria_Bonfissuto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto canonico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Ferrante Mario.

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