Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle
Imprese Culturali
Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e dei Processi
Formativi
IL BOOK SHARING, TECNICA DI
LETTURA DIALOGICA
SPERIMENTALE IN ETA’
PRESCOLARE
Relatore: Chiar.ma Professoressa Daria Vettori
Tesi di Laurea di:
Buonocore Chiara
Matricola:282448
A.A. 2019/2020
Ai miei genitori e a mio
Nonno Giuseppe, che mi
hanno insegnato a non
mollare mai e ad inseguire
i miei sogni
2
Sommario
INTRODUZIONE ........................................................................................................... 5
CAPITOLO 1: LA LETTURA, UNA BUONA PRATICA PER LO SVILUPPO DEL
BAMBINO ....................................................................................................................... 7
1.1 La lettura condivisa in famiglia ........................................................ 7
1.2 Cos’è il “Book Sharing”? ................................................................ 10
1.3 Uno studio pilota .............................................................................. 13
1.4 Il percorso di formazione di ParmaInfanzia ................................. 19
1.5 La mia esperienza di tirocinio ........................................................ 24
CAPITOLO 2: UN QUADRO TEORICO SULLA TECNICA DEL BOOK
SHARING ...................................................................................................................... 29
2.1 Lo sviluppo relazionale ................................................................... 30
2.2 Lo sviluppo emotivo e affettivo ...................................................... 36
2.3 Lo sviluppo cognitivo e del linguaggio ........................................... 44
CAPITOLO 3: IL RUOLO DELL’INSEGNANTE NELLA CRESCITA
EMOTIVO-AFFETTIVA DEL BAMBINO ............................................................... 51
3.1 La relazione educativa tra insegnante e alunno con bisogni
educativi speciali .................................................................................... 52
3.2 Un caso critico .................................................................................. 58
3.3 La sperimentazione del Book Sharing ........................................... 61
CONCLUSIONE ........................................................................................................... 67
BIBLIOGRAFIA ........................................................................................................... 69
APPENDICE ................................................................................................................. 71
RINGRAZIAMENTI .................................................................................................... 83
3
4
INTRODUZIONE
Nell’ampia letteratura pedagogica e psicologica che attraversa la storia delle scienze
umane, si ritrovano numerosi studi che dimostrano e sostengono l’importanza della
lettura, soprattutto nei primissimi anni di vita. Leggere è importante perché stimola la
mente, migliora le conoscenze, la capacità analitica del pensiero, il livello di attenzione e
concentrazione, sviluppa la creatività; ma è ancora più importante leggere a voce alta al
proprio bambino fin da piccolissimo, perché questo ha importanti ripercussioni sul suo
sviluppo cognitivo, sociale e relazionale.
Un’attività, che sembra essere molto utile per sostenere il bambino nello sviluppo delle
sue abilità linguistiche e di pre-alfabetizzazione (cioè di preparazione alla scrittura e alla
lettura), è quella della lettura condivisa. Si tratta di una modalità di lettura dove l’adulto
e il bambino interagiscono attivamente, in quanto l’adulto stimola il bambino a
partecipare alla lettura, facendogli domande, ampliando le risposte e mettendo in
relazione la storia con la vita quotidiana e l’esperienza del bambino.
Durante la mia esperienza di tirocinio, svolta presso il nido e scuola dell’infanzia “Il
Quadrifoglio” a Parma, ho avuto la possibilità di sperimentare proprio una tecnica di
lettura dialogica, chiamata “Book Sharing”. Si tratta di un innovativo metodo di lettura,
promosso da un programma educativo di due professori dell’Università di Oxford e
Reading, che si pone l’obiettivo di condividere con il bambino le emozioni e ciò che
narrano le immagini, rispettando al massimo i tempi, il “ritmo” e le modalità del piccolo.
In questo modo, viene facilitata una sorta di circolarità e di scambio emozionale, che
favorisce lo sviluppo di una relazione intersoggettiva e di attaccamento sicuro.
Sin dal primo momento in cui ho avuto modo di conoscere questa tecnica di lettura, ne
sono rimasta affascinata e, allo stesso tempo, incuriosita nel volerla conoscere sempre più
a fondo. Sin da piccola ho amato leggere e, ora, da futura educatrice, sostengo fortemente
l’importanza della lettura, soprattutto in famiglia e fin da piccoli. Credo che questo, in
futuro, si rivelerà un metodo molto utilizzato ma, soprattutto, molto utile per sostenere i
bambini nella loro crescita, in un mondo che li spinge sempre di più a uniformarsi ai
modelli trasmessi sui social o dalla televisione, annullando se stessi e la propria
conoscenza. 5
Nel primo capitolo, farò una breve introduzione sull’importanza della lettura in famiglia,
facendo anche riferimento al progetto “Nati Per Leggere”; poi, mi soffermerò
sull’inquadramento teorico relativo a questa tecnica, facendo riferimento alle ricerche
svolte in tale ambito da parte dei due ricercatori inglesi. Inoltre, parlerò del percorso
formativo, a cui ho avuto modo di partecipare, indirizzato alle insegnanti delle varie
scuole di Parma coinvolte nel progetto avviato da ParmaInfanzia in collaborazione con
Proges.
Nel secondo capitolo, farò riferimento allo sviluppo dell’intersoggettività,
dell’attaccamento, della teoria della mente e del linguaggio, sempre in relazione a questa
tecnica di lettura.
Infine, nel terzo capitolo, farò riferimento all’importanza del rapporto tra alunno e
insegnante in relazione a questa attività di lettura, facendo in particolare riferimento ad
alunni con disabilità o disturbi del comportamento. Parlerò, poi, di un caso critico
osservato durante la mia esperienza di tirocinio, per dimostrare quanto questa nuova
tecnica possa aiutare soprattutto bambini con disabilità.
6
CAPITOLO 1: LA LETTURA, UNA BUONA PRATICA
PER LO SVILUPPO DEL BAMBINO
1.1 La lettura condivisa in famiglia
“Un bambino impara a leggere per la prima volta quando viene preso in braccio e gli
viene letta una favola”, scrive la neuroscienziata Maryanne Wolf nel famoso saggio
“Proust e il calamaro Storia e scienza del cervello che legge”. Il tempo per leggere
insieme dovrebbe diventare una piacevole routine per le famiglie, un momento di
affettuoso e sincero coinvolgimento, perché l’ambiente familiare è fondamentale per far
nascere giovani lettori. Le statistiche dimostrano che bambini che crescono in famiglie in
cui si legge a voce alta e con regolarità, dove si va in biblioteca, dove si comprano libri
sempre nuovi e se ne discute insieme, dove la lettura viene praticata liberamente e mai
impostata, sono quelli che più facilmente svilupperanno il piacere di leggere da ragazzi e
1
da adulti .
Come afferma E. Freschi nel saggio “La lettura nella prima infanzia”, il piacere di
leggere è il risultato di un lento procedimento che inizia fin dai primi mesi di vita, quindi
non è una capacità innata. Di conseguenza, si rivela di fondamentale importanza un
approccio precoce al libro fin dalla prima infanzia per favorire lo sviluppo linguistico
(frasi articolate e complesse e ricchezza di lessico), lo sviluppo cognitivo (stimola la
curiosità, la comprensione verbale, la concentrazione, l’attenzione e la riflessione), lo
sviluppo emotivo (vivere sentimenti, stati d’animo e emozioni in una situazione protetta)
e lo sviluppo relazionale (creare un’alfabetizzazione emozionale insieme all’adulto) del
bambino.
La figura dell’adulto risulta, quindi, di fondamentale importanza, perché ha la
responsabilità di provocare piacere nel bambino, alimentando in lui il gusto della lettura,
lavorando sulla sua motivazione, che risulta essere l’unico modo per consolidare il
processo della lettura. L’adulto diventa una sorta di modello per il bambino: se legge
senza motivazione e interesse difficilmente potrà avvicinare il bambino al libro; proprio
1 Tamberlani Francesca, “Il tempo della lettura condivisa in famiglia”, articolo pubblicato sulla rivista
Libri Calzelunghe 7
per questo motivo, deve essere in grado di controllare e mantenere la consapevolezza del
proprio atteggiamento nella lettura, adattando il suo stile alle varie situazioni. L’autore,
in particolare, indica due stili di lettura che dovrebbero essere alternati e non esclusi uno
con l’altro: uno stile narrativo in cui l’adulto legge il testo così come si presenta,
favorendo una certa familiarità con il linguaggio letterario, la precisione e la ricchezza di
vocabolario; uno stile dialogato, in cui l’adulto coinvolge i bambini con domande e
stimola i loro interventi, favorendo un rapporto attivo con i bambini e tra i bambini stessi.
Leggere ad alta voce, soprattutto in famiglia, diventa un importante strumento di
arricchimento del vocabolario del bambino, che ha risvolti importanti sullo sviluppo della
personalità del piccolo sul piano relazionale, emotivo, cognitivo, linguistico, sociale e
2
culturale .
Ma perché è così importante leggere a voce alta ai bambini? Dal punto di vista emotivo,
leggere una favola o una storia a un bambino gli consente di esplorare le sue emozioni
con il supporto dell’adulto, che può contenerlo, rassicurarlo e fornirgli spiegazioni. Dal
punto di vista cognitivo, la lettura condivisa offre al bambino un canale alternativo di
conoscenza, diverso rispetto a quello derivante dall’esperienza diretta; favorisce la
comprensione di sé e del mondo circostante; allarga la mente alla scoperta e
all’esplorazione; sviluppa l’immaginazione, la fantasia, la creatività, la curiosità; amplia
la memoria; potenzia le capacità logiche e astrattive. Dal punto di vista sociale, è stato
dimostrato che i bambini abituati a leggere in famiglia in età prescolare, mostrano un
migliore rendimento scolastico, un maggiore e più facile inserimento sociale e una
maggiore capacità di risoluzione dei problemi. Dal punto di vista linguistico, la lettura
condivisa stimola lo sviluppo del linguaggio, arricchisce il vocabolario e migliora la
qualità lessicale dei bambini. Infine, sul piano culturale, è stato dimostrato che la
trasmissione di storie e racconti da adulti a bambini è uno dei canali privilegiati del
3
passaggio di valori, messaggi etici e tradizioni da una generazione all’altra .
La lettura a voce alta, elemento fondamentale per favorire la costruzione di un rapporto
positivo tra bambino e libro, è uno degli elementi caratterizzanti del progetto NPL, “Nati
2 Freschi Enrica, “Il piacere delle storie. Per una «didattica» della lettura nel nido e nella scuola
dl'infanzia”, Edizioni Junior, Italia 2013
3 Dott.ssa Apreda Giuliana, “L’importanza della lettura per bambini di diverse età”, articolo estrapolato
dalla rivista PianetaMamma 8
per leggere”. Si tratta di un progetto nato in Italia nel 1999, oggi esteso a tutto il territorio
nazionale, che ha come obiettivo principale quello di promuovere l’incontro del bambino
con il libro a partire dai 6 mesi fino a 6 anni utilizzando diverse strategie, tra cui appunto
la lettura dialogica e la lettura a voce alta da parte dell’adulto. Questo progetto affonda le
sue radici teoriche negli studi sulla emergent literacy, cioè sulle capacità emergenti
necessarie affinché il bambino impari a leggere e scrivere, che sono: sviluppo del
linguaggio orale, competenze fonologiche, conoscenza del linguaggio scritto e delle sue
regole e convenzioni. Lo sviluppo di queste capacità è molto soggettivo e varia da
bambino a bambino, in quanto è influenzato da alcuni fattori, tra cui l’esposizione del
bambino ad attività letterarie in famiglia, che dipende, a sua volta, dal grado di istruzione
dei genitori, dalla loro attitudine a leggere al proprio bambino e dall’età in cui iniziano a
4
leggere . Questo progetto, negli ultimi anni, ha avuto una grande diffusione, arrivando a
coinvolgere sempre più operatori e servizi per l’infanzia, oltre a biblioteche, pediatri,
educatori e famiglie.
In conclusione, la lettura a voce alta o lettura dialogica (in particolare attraverso la pratica
del Book Sharing), soprattutto a partire dai 2 anni, rappresenta un’esperienza molto
importante che rafforza la relazione adulto-bambino, che permette lo sviluppo
dell’alfabetizzazione da parte del bambino e che lo sostiene nel suo sviluppo cognitivo,
linguistico ed emotivo. Un bambino che riceve letture quotidiane ricche e diverse,
acquisirà un vocabolario sempre più ricco, un’immaginazione e una curiosità sempre
maggiori, e quell’insieme di atteggiamenti, abilità e comportamenti associati allo
sviluppo dell’alfabetizzazione.
4 Panza Costantino, “Nati per Leggere e lettura dialogica: a chi e come”, Quaderni ACP, n. 2/2015,
9
1.2 Cos’è il “Book Sharing”?
Il “Book Sharing”, tradotto letteralmente “condivisione del libro”, è un nuovo metodo di
lettura nato da una ricerca svolta da due professori dell’Università di Oxford e Reading,
Lynne Murray e Peter Cooper.
Si tratta di una condivisione nella lettura di libri illustrati con bambini piccoli, utilizzando
un approccio “dialogico” che porta a benefici sostanziali nello sviluppo del linguaggio,
delle abilità di preliterazione, nello sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini, oltre che
a miglioramenti nel vocabolario espressivo e nel linguaggio ricettivo.
È importante comprendere quanto esso si differenzia dalla semplice lettura del libro:
questa tecnica, infatti, non si pone l’obiettivo di coinvolgere il bambino solo ed
esclusivamente attraverso la storia narrata, le parole presenti nel testo o la
drammatizzazione da parte del lettore, ma l’idea di fondo è quella della condivisione e
della stimolazione del bambino durante la lettura, facendogli domande e coinvolgendolo
5
attivamente nella narrazione .
Come afferma Grover Whitehurst, pediatra e psicologo americano contemporaneo:
“La lettura dialogica differisce radicalmente dal modo tradizionale con cui gli
adulti leggono ai bambini. Il cambiamento di ruolo è fondamentale: se nella tipica
condizione di lettura l’adulto legge e il bambino ascolta, nella forma dialogica il
bambino impara a diventare narratore della storia. L’adulto assume
progressivamente il ruolo di un ascoltatore attivo, proponendo domande,
aggiungendo informazioni, suggerendo al bambino di arricchire l’esposizione
6
contenuta nel libro ” (Grover Whitehurst)
Proprio per facilitare questa lettura dialogica e condivisa, il Book Sharing utilizza
prevalentemente libri senza testo con un numero limitato di soggetti, con colori e tratti
semplici, e senza dettagli elaborati sullo sfondo che potrebbero creare nel bambino
confusione sulla natura del tema principale della narrazione. Inoltre, il fatto che gli
elementi fondamentali si ripetano nel corso della storia, può aiutare il bambino a farsi
un’idea generale sulle caratteristiche distintive del soggetto protagonista dell’immagine.
5 Vettori Daria, “Costruire i primi legami di attaccamento: anche un libro può servire”, Genitori si
Diventa, Luglio 2018
6 Dickinson DK, Neuman SB (Eds). “Handbook of Early Literacy Research: Vol. 2”, New York, USA,
2007. 10
Infine, attraverso queste illustrazioni semplici e lineari, il bambino può essere aiutato sia
a comprendere la corrispondenza tra gli elementi sullo sfondo e le poche parole inserite
in alcune pagine, sia a sviluppare concetti complessi come la causa di un evento, le
7
intenzioni dei personaggi e le ragioni delle diverse emozioni .
In questa tipologia di lettura, il ruolo del genitore, o dell’insegnante nel contesto
scolastico, è di fondamentale importanza. In particolare, il suo stile di lettura presenta
alcune caratteristiche: innanzitutto, proponendo al bambino delle richieste, lo stimola a
dare un nome agli oggetti del libro o a parlare della storia; poi, valuta la sua risposta e la
espande nel caso la ritenga poco completa, ma sempre dando un feedback positivo al
bambino, senza mai dirgli di aver commesso un errore; infine, ripete l’affermazione del
bambino arricchendola con nuovi spunti personali o che derivino dall’esperienza
personale del bambino stesso. Risulta di fondamentale importanza, quindi,
l’atteggiamento con cui il genitore (o l’insegnante) si pone: se adotta uno stile positivo,
dando sempre al bambino un feedback o uno stimolo a partecipare attivamente a un
momento di attenzione condivisa, produrrà una migliore partecipazione e un maggiore
entusiasmo da parte del bambino stesso; al contrario, se utilizza spesso negazioni o
proibizioni, il bambino avrà una riduzione sempre maggiore nell’interesse verso questa
attività.
Una scelta, che si rileva strategica in tale attività, è quella del libro: scegliere un libro che
si legge per la prima volta, che sia alfabetico o con molte fotografie, favorisce la
sillabazione, la definizione di una parola nuova o di risposte alla richiesta di un feedback
positivo. Questa “nuova” storia stimolerà sicuramente il bambino a voler conoscere
sempre nuovi aspett
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