Facoltà di giurisprudenza: corso di laurea magistrale a ciclo unico
La sharing economy: luci e ombre di un nuovo modello economico. I casi Airbnb e Uber
Tesi di laurea di: Omneia Hassnien
Matricola 819602
Relatore: Prof. Alessandro Graffi
Correlatore: Dott.ssa Paola Parravicini
Anno accademico: 2015-2016
Indice
- Introduzione 6
- Capitolo 1 9
- La Sharing Economy: un nuovo modello economico 9
- Che cos’è la Sharing Economy 11
- Definizione del nome 14
- Come nasce la Sharing Economy 18
- Visione negativa della Sharing Economy 24
- Visione positiva della Sharing Economy 27
- L’impatto sul consumatore 29
- Il valore della Sharing Economy 32
- Possesso vs accesso 33
- I principi base 35
- Conclusioni 38
- Capitolo 2 39
- I principali mercati 39
- Il mercato degli alloggi 39
- La struttura del mercato alberghiero in Italia 40
- Metodo di calcolo dei prezzi delle camere degli alberghi in base ai costi 41
- Metodo di calcolo dei prezzi delle camere degli alberghi in base alla domanda 42
- Metodo di calcolo dei prezzi delle camere degli alberghi in base alla concorrenza 43
- La politica di comunicazione 43
- Strategie delle imprese alberghiere 44
- La normativa alberghiera in Lombardia 45
- La definizione di alberghi e affittacamere 46
- Gli alberghi 46
- Gli affittacamere 47
- Case ed appartamenti per vacanze 48
- Ottenere la licenza per l’esercizio dell’attività 48
- Gli affittacamere 48
- Case ed appartamenti per vacanze 49
- Gli alberghi 49
- I requisiti soggettivi del titolare dell’attività ricettiva 50
- Regolamento regionale 5/2009: gli standard minimi richiesti ad un albergo 51
- Requisiti igienico sanitari di un albergo 58
- Riferimenti fiscali 58
- Cosa si contesta ad Airbnb 59
- Il mercato dei taxi 60
- Definizione degli autoservizi pubblici non di linea 60
- La licenza 62
- Caratteristiche specifiche delle auto 63
- Regole specifiche 63
- Come si costruisce la tariffa 65
- I tentativi di riforma del settore 66
- Cosa si contesta ad Uber 69
- Conclusioni 70
- Capitolo 3 71
- Mercato e benessere collettivo: analisi delle principali forme di mercato 71
- Il mercato concorrenziale 71
- L’efficienza e il benessere del mercato perfettamente concorrenziale 73
- La scuola di Chicago 75
- La politica interventista dell’Europa 76
- Le barriere all’entrata 76
- Il costo marginale zero 77
- I mercati oligopolistici e le loro caratteristiche 72
- Oligopolio alla Cournot 81
- Oligopolio alla Bertrand 81
- La concorrenza monopolistica 83
- First best e second best 85
- Il modello di Hotelling 86
- Conclusioni 88
- Dove si colloca il mercato degli alberghi 89
- Dove si colloca il mercato dei taxi 91
- Capitolo 4 92
- I casi studio 92
- Airbnb 92
- Cos’è Airbnb 94
- La fiducia e la reputazione come elementi essenziali 95
- La reputazione come forma di esclusione dal mercato 100
- L’impatto che l’entrata di Airbnb nel mercato ha avuto sull’economia 101
- Airbnb ed Expo 103
- I problemi emersi 104
- Le soluzioni adottate 109
- Uber 117
- Cos’è Uber 119
- I vantaggi e gli svantaggi rispetto ai taxi 122
- I problemi emersi 123
- La posizione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato 126
- Sentenza 2 Febbraio 2015 n.8135 127
- Le soluzioni adottate 129
- L’ordinanza del tribunale di Milano e il blocco di Uber in Italia 132
- Elementi in comune e differenze 134
- La trasformazione del mercato 134
- Il vantaggio economico 135
- Come il Governo potrebbe combattere l’evasione fiscale 135
- Airbnb e Uber sono davvero un esempio di sharing economy? 136
- Conclusioni 137
- Capitolo 5 139
- Uno sguardo all’estero 139
- Airbnb 139
- Berlino 140
- Barcellona 142
- Parigi 143
- Amsterdam 145
- Uber 147
- Berlino 147
- Barcellona 148
- Parigi 150
- Amsterdam 151
- Conclusioni 152
- Capitolo 6 154
- Conclusioni 154
- Riferimenti Bibliografici 158
- Riferimenti Normativi 164
- Sitografia 165
Introduzione
Il presente elaborato si pone come obiettivo l'analisi e l'approfondimento della “Sharing Economy” (o “Economia della condivisione o collaborativa” o “Consumo collaborativo”), un nuovo fenomeno economico e sociale che nel corso degli ultimi anni ha acquisito sempre maggiore importanza, suscitando opinioni contrastanti tra gli esperti del settore e non pochi problemi di tipo legale tra coloro che operano nei mercati toccati dalla sharing economy sia a livello nazionale che europeo.
Anche se ad oggi non esiste ancora una definizione univoca di "economia collaborativa", il concetto base prevede un nuovo modello economico che faccia leva sulla condivisione di beni o servizi che altrimenti resterebbero sottoutilizzati. Si tratta di un fenomeno recente che ha cambiato il tradizionale utilizzo dei beni a disposizione, passando dall'idea di possesso a quello di accesso (nonché da quella di acquisto a quella di riutilizzo).
Si sviluppa su tre dimensioni: peer-to-peer, business-to-peer e business-to-business. La prima è la dimensione dove lo scambio e la condivisione dei beni è effettuata da privati, tramite l'aiuto di piattaforme digitali; la seconda esisteva già da tempo, ad esempio nel mercato del noleggio delle auto, dove il bene è nella disponibilità di un'azienda e viene utilizzato da privati, e probabilmente l'esempio più importante è il servizio Car2go, ormai attivo e funzionante in molte città europee; l'ultima dimensione (dove i beni sono di proprietà di un'azienda e vengono condivisi con altre aziende) è quella che si allontana maggiormente dallo scopo del presente elaborato in quanto gode di una disciplina separata ed un impatto economico ben differente.
La disciplina della seconda e della terza dimensione non presentano particolari problemi, pertanto in questo elaborato ci si concentrerà sulla prima dimensione. La crescita della sharing economy potrebbe essere letta come un'importante conseguenza della crisi economica scoppiata nel 2009, ma anche come un'evidenza del fallimento del sistema capitalista, con una rivalutazione del rapporto tra economia e società.
Le questioni sollevate da questo nuovo modello economico sono molteplici: innanzitutto, richiede una rivalutazione del sistema economico tradizionale e di come l'innovazione tecnologica assieme ad un nuovo modo di pensare siano state in grado di superare le barriere di accesso a mercati in cui tradizionalmente è difficile entrare. Secondariamente, sono stati sollevati importanti questioni di tipo legale dai soggetti che operano nei mercati interessati, mettendo alla prova il sistema legislativo vigente e la capacità dell'autorità competente a trovare soluzioni adeguate.
Le regole utilizzate fino ad oggi si sono rivelate non sufficienti a disciplinare il nuovo assetto economico e sociale, ma sono anzi controproducenti, in quanto rischiano di soffocare l'innovazione: per tale motivo si chiede sempre di più un intervento deciso.
Il presente elaborato sarà composto di 6 capitoli che descrivano varie fasi ed aspetti del fenomeno dell'economia collaborativa. In particolare, nel primo capitolo sarà fornita una definizione generale della sharing economy, della sua nascita e delle varie opinioni pro e contro.
Nel secondo capitolo viene svolta un'analisi del mercato alberghiero e del mercato dei taxi. Si tratta dei due mercati presi in considerazione in questo lavoro in quanto ritenuti quelli maggiormente intaccati dalla sharing economy e che hanno sollevato le questioni più importanti. In questo capitolo viene dato uno sguardo prima che tali mercati siano influenzati dalla sharing economy.
Il terzo capitolo analizza le forme di mercato tradizionali, cercando di inquadrare dove si collocano il mercato alberghiero e quello dei taxi e quali elementi tradizionali si possono individuare. Inoltre, mira a dare un quadro delle condizioni ideali in cui il mercato debba svilupparsi e dove debba collocarsi l'economia collaborativa.
Il quarto capitolo prende in considerazione due casi specifici: Airbnb ed Uber, piattaforme che attualmente stanno sollevando le questioni più importanti, analizzando i loro aspetti positivi e negativi, l'impatto che hanno avuto sull'economia nazionale e le soluzioni adottate per risolvere i problemi creati.
Dopo aver dato un quadro della problematica in Italia, il quinto capitolo analizza i problemi creati dalle stesse piattaforme in 4 città europee, dove le questioni si sono sviluppate in modo diverso e sono state adottate diverse soluzioni. In particolare, si prendono in considerazione le città di Berlino, Parigi, Barcellona e Amsterdam.
Il sesto e ultimo capitolo presenta le conclusioni tratte dal lavoro. Mira a riassumere i punti fondamentali sollevati dalla sharing economy e a fornire un'interpretazione su come i problemi debbano essere affrontati, quali siano le strategie che devono essere adottate e quali siano le soluzioni ideali.
Capitolo 1
La “Sharing Economy”: un nuovo modello economico
Fino a qualche anno fa un albergatore si trovava a subire solo la concorrenza di altri albergatori, e quindi normalmente le sue strategie di azione erano semplicemente mirate a difendersi dalla loro concorrenza. Questa è stata la situazione standard fino a quando nell'economia non compare un nuovo fenomeno chiamato "sharing economy"; da questo momento in poi il nostro albergatore non si trova più in competizione solo con uno o più albergatori concorrenti, ma con un numero molto più ampio di soggetti che offrono alloggi a basso prezzo tramite una semplicissima applicazione installata sullo smartphone. Questo è solo un piccolo esempio di come la sharing economy si sia introdotta nel sistema economico, sconvolgendo molti equilibri creati nel tempo all’interno del tradizionale sistema capitalista.
Per essere chiari, dare un passaggio in auto ad un amico, o affittare una stanza vuota, sono pratiche che si sono sempre effettuate, solo che le nuove tecnologie hanno portato la collaborazione a portata di mano. Inoltre, in passato per poter offrire servizi di questo tipo c’era bisogno di uno spazio fisico (ad esempio, il mercatino dell’usato è una forma di economia collaborativa, in quanto l’obiettivo è la ricollocazione dei beni non utilizzati), mentre oggi tutto quello che serve per iniziare a condividere e a collaborare è uno smartphone, e si può iniziare ovunque si voglia, con chiunque indistintamente, e quando si vuole.
La questione invece diventa rilevante quando queste pratiche avvengono tra persone estranee, su larga scala e tramite una piattaforma digitale che faciliti la comunicazione, ed è in questo momento che tali pratiche rientrano nella sharing economy. L'economia collaborativa, se posta semplicemente in questi termini, sembra essere solo un fenomeno positivo, tanto che inizialmente era vista con favore, quando ancora non era un modello tanto sviluppato da incidere sugli assetti economici stabilizzati negli anni. Questo spirito positivo però non dura molto, tanto che nell'ultimo periodo la sharing economy è stata definita come "distruttiva" dell'economia (capitalistica), e gli esempi più clamorosi sono nel settore dei trasporti, dove Uber ha dato non pochi problemi al servizio taxi, e nel settore alberghiero, dove invece è Airbnb a far più discutere.
A tal proposito gli studiosi del settore hanno opinioni molto differenti: ad esempio, Vincenzo Comito ha una visione pessimistica degli effetti che la sharing economy, e che le imprese che operano nel settore, avranno nel lungo periodo, sia sul piano della condizione dei lavoratori (aspetto che in questo elaborato non verrà discusso in quanto richiederebbe ulteriori approfondimenti e si allontana in parte dallo scopo di questo testo) sia, più in generale, sull’impatto nella società. Di opinione differente, invece, è Mason, che sostiene che proprio grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie, il sistema capitalistico verrà sostituito in poco tempo da un nuovo sistema socio-economico che l’autore chiama proprio “postcapitalismo“. Questo è dovuto al fatto che il sistema capitalistico non riesce per sua natura ad adattarsi alle nuove tecnologie, e per questo è necessario un sistema del tutto nuovo.
La difficoltà sta nel fatto che un prodotto di tipo digitale, una volta che sia stato immesso nel mercato per la prima volta, potrà essere riprodotto praticamente a costo zero: dunque il sistema capitalista è in contraddizione con ciò appena detto, in quanto non potrà ricavarne un beneficio economico. Perché pagare un qualcosa che si può ottenere gratis? L’autore usa un esempio molto chiaro, facendo un parallelo con l’industria discografica.
Altra opinione autorevole è quella di Rifkin, che in parte ha una visione simile a quella di Mason, però ritiene che l’era capitalista non sia già declinata, ma abbia solo iniziato il declino, e che per il momento è affiancata dal nuovo modello economico (appunto quello collaborativo), che nel corso degli anni a venire sostituirà il capitalismo nel suo ruolo centrale. Questo processo sta attualmente avvenendo, rendendo piano piano l’economia globale più democratica, più ecologica e abbassando progressivamente le disuguaglianze di reddito. Queste trasformazioni nell’economia e nella società saranno dunque incompatibili con il capitalismo, che invece ha come scopo lo scambio economico di beni al fine di perseguire in primo luogo il massimo benessere individuale senza preoccuparsi del benessere collettivo, mentre la nuova economia ha un costo marginale di produzione e distribuzione pari a zero (un’era dove i beni e servizi possono essere scambiati quasi a costo zero). Dunque il capitalismo andrà via via riducendosi sempre di più fino ad essere solo un sistema marginale.
L'utilizzo delle nuove tecnologie e del sempre più semplice accesso ed uso degli smartphone fa si che la sharing economy possa espandersi in molti settori come la cucina, i trasporti, gli alloggi, i sevizi finanziari, solo per nominarne alcuni, rendendo le connessioni più semplici, veloci e flessibili, questo dovuto al fatto che le piattaforme digitali connettono coloro che dispongono dei beni o dei servizi con coloro che richiedono tali beni e servizi.
Nel presente capitolo si cercherà di fornire qualche informazione necessaria per poter comprendere il fenomeno di cui si sta trattando e il suo valore.
Che cos'è la sharing economy
L'economia collaborativa nel corso degli ultimi anni ha acquisito sempre maggiore importanza a livello globale, tanto che qualcuno la considera come “la quarta rivoluzione industriale“, toccando un numero crescente di settori, e svolgendo una progressiva digitalizzazione dell’economia. Si basa fondamentalmente sulla ridistribuzione e riuso dei beni, e secondo Craig Shapiro “le risorse del pianeta sono finite e noi dobbiamo trovare modi per essere produttivi con meno risorse”; infatti, dal 1980 ad oggi è stato consumato un terzo delle risorse totali del pianeta.
Il fenomeno è inizialmente nato negli Stati Uniti, ma le principali imprese del settore si sono diffuse in modo rapido anche nel resto del mondo. Sicuramente sta cambiando il futuro dell'economia mondiale, anche se di certo non si può affermare ancora niente, in quanto tutto dipende da come la politica, la società e le imprese affronteranno il tema.
Due aspetti sono emersi in particolare:
- Per le imprese tradizionali sussiste un concreto rischio di perdita di competitività a causa della crescente espansione delle piattaforme digitali.
- Per i consumatori, invece, le piattaforme della sharing economy offrono opportunità di risparmio e accesso a servizi e beni in maniera più flessibile e conveniente.
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