UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE
Sede di Milano
Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative
Corso di Laurea in Economia dei mercati e degli Intermediari Finanziari
Corporate Governance e sistemi di controllo nelle società finanziarie regionali
italiane
Relatore:
Proff. Carlo Bellavite Pellegrini Elaborato finale di:
Sara Pais
4709941
Anno accademico 2018/2019
Ringraziamenti
Questa pagina vuole essere un omaggio a tutte le persone che mi hanno supportato,
sopportato ed incoraggiato, in tutti i modi, al raggiungimento di questo piccolo grande
traguardo. Sono trascorsi cinque anni dall’inizio della mia esperienza universitaria, due e
mezzo dall’ultima cerimonia di laurea, ma ho come l’impressione che questa rimarrà più
indelebile nel mio cuore, al di là del fatto che rappresenta il completamento di un percorso.
Vorrei in primis, ringraziare il Proff. Carlo Bellavite Pellegrini per la sua disponibilità, il suo
entusiasmo ed il lavoro, nonché il corso di Corporate Governance, che hanno profondamente
ispirato la mia tesi, ed in assenza dei quali non sarebbe la stessa.
Vorrei ringraziare la mia famiglia per la possibilità offerta, il supporto morale ed economico
prestatomi durante questi cinque anni, che mi hanno permesso di crescere come persona e
formarmi come professionista, così che come dice mia madre, “possa essere sicura di me
stessa in ogni situazione”. Come credo sapete, anche se perdo sempre l’occasione per dirlo,
non ho mai dato per scontato questa possibilità.
Ringrazio anche il mio fidanzato, Davide, per la pazienza, il costante supporto e la pizza che
non ha mai fatto mancare per assicurarsi mi sentissi bene e amata durante questo periodo, e
per il quale spero di esserci nella stessa misura.
Ringrazio anche le mie amiche, per avermi fornito supporto ed incoraggiamento, in ogni
modo, durante i momenti di sconforto e di gioia.
In ultima istanza, dedico questa tesi a tutte le persone che ancora non sanno chi sono ma che
continuano a lottare per capirlo, grazie anche ad una struttura come questa università.
1
Indice
CAPITOLO 1: Storia delle società finanziarie regionali ...................................................4
Premessa ................................................................................................................................... 4
1.1 Nascita e contesto storico ................................................................................................... 5
1.2 La normativa ...................................................................................................................... 7
1.3 La nascita in Italia ............................................................................................................ 11
1.4 “L’Associazione Nazionale delle Finanziarie Regionali" – ANFIR ................................ 28
CAPITOLO 2: Gli economics .......................................................................................... 29
2.1 Introduzione ..................................................................................................................... 29
2.2 Gli indicatori economici ................................................................................................... 31
2.2.1 Il Return on equity .................................................................................................................... 31
2.2.1.1 Regressione lineare: Roe ........................................................................................................ 34
2.2.2 Il Return on Investment ............................................................................................................ 35
2.2.2.1 Regressione lineare: Roi ........................................................................................................ 38
2.2.3 Il Return on Sales ..................................................................................................................... 38
2.2.3.1 Regressione lineare: Ros ........................................................................................................ 41
2.3 Gli indicatori patrimoniali ............................................................................................... 42
2.3.1 Indici di composizione .............................................................................................................. 42
2.3.1.1 Indice di rigidità degli impieghi.............................................................................................. 42
2.3.1.1.1 Regressione lineare: Indice di rigidità degli impieghi ........................................................... 47
2.3.1.2 Indice di elasticità degli impieghi ........................................................................................... 48
2.3.1.2.1 Regressione lineare: Indice di elasticità degli impieghi ........................................................ 53
2.3.2 Indice di composizione delle fonti ............................................................................................. 54
2.3.2.1 Incidenza del debito a lunga scadenza .................................................................................... 55
2.3.2.1.1 Regressione: Incidenza del debito a lunga scadenza ............................................................. 59
2.3.3 Incidenza del debito a breve scadenza ....................................................................................... 60
2.3.3.1 Regressione lineare: Incidenza del debito a breve scadenza ..................................................... 62
2.3.4 Incidenza del capitale proprio ................................................................................................... 62
2.3.4.1 Regressione: Incidenza del capitale proprio ............................................................................ 64
2.3.5 Leverage .................................................................................................................................. 65
2.4 Gli indicatori finanziari.................................................................................................... 66
2.4.1 Indici di solidità ........................................................................................................................ 66
2.4.1.1 Indice di copertura delle immobilizzazioni ............................................................................. 66
2.4.1.2 Indice di disponibilità ............................................................................................................ 68
2.4.1.2.1 Regressione lineare: Indice di disponibilità .......................................................................... 71
2.4.1.3 Indice di liquidità primaria ..................................................................................................... 72
2.4.1.3.1 Regressione lineare: Indice di liquidità primaria .................................................................. 75
CAPITOLO 3: I sistemi di controllo ................................................................................ 76
3.1 Normativa e definizioni .................................................................................................... 76
3.2 Organi del sistema di controllo interno ........................................................................... 80
3.2.1 Il Collegio sindacale ................................................................................................................. 81
3.2.2 Il comitato dei controlli interni .................................................................................................. 83
3.2.3 Internal Audit ........................................................................................................................... 83
3.2.4 Compliance .............................................................................................................................. 84
2
3.2.5 Risk Management ..................................................................................................................... 85
3.2.6 La funzione Antiriciclaggio....................................................................................................... 88
3.2.7 Organismo di vigilanza ai sensi del D. lgs. 231/2001 ................................................................. 89
3.2.8 Organismo Indipendente di Valutazione .................................................................................... 92
3.2.9 Revisore o società di revisione esterna ...................................................................................... 93
3.3 Il fattore rischio ................................................................................................................ 94
Conclusioni .................................................................................................................... 106
3
CAPITOLO 1: Storia delle società finanziarie regionali
Premessa
La tesi, che si sviluppa in tre capitoli, presenterà un capitolo introduttivo sulla nascita e
sviluppo di quelle che oggi sono le società finanziarie regionali. Una sintesi completa su ciò
che le definisce, così che prima ancora di potersi addentrare sull’analisi circa i loro sistemi
di controllo, si possa comprendere chi siano e di cosa si occupano; il secondo capitolo porterà
un’analisi quantitativa, su quelli che sono i numeri degli economics: indicatori economici,
quali Roe, Roi e Ros per comprendere la profittabilità e la redditività prodotta dalle società
controllate dalle Regioni. Indicatori patrimoniali, quali l’indice di rigidità ed elasticità degli
impieghi, gli indici di composizione delle fonti, quali l’indice di indebitamento a breve e a
lungo termine, l’indice di incidenza del capitale proprio ed il leverage, al fine verificare le
condizioni di equilibrio degli impieghi e delle fonti di finanziamento. Indicatori finanziari,
quali gli indici di solidità e l’indice di liquidità primaria calcolati al fine di esaminare
l’attitudine dell’azienda a fronteggiare i fabbisogni finanziari senza compromettere
l’equilibrio economico della gestione; il terzo capitolo, che si baserà invece sull’analisi dei
sistemi di controllo delle suddette società. L’ultima parte della tesi sarà invece dedicata
all’enunciazione delle conclusioni che sintetizza i risultati ottenuti nei capitoli precedenti.
4
1.1 Nascita e contesto storico
Per ricostruire la storia di questo tipo di società, da prima come società finanziarie in generale,
poi come società finanziarie regionali, è necessario fare un passo indietro e tornare agli anni
trenta del novecento. Si trattava di un periodo caratterizzato da una grave crisi economica,
che mostrava l’esigenza di porre particolare attenzione al sistema regolatore di sovvenzioni
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e dei crediti . Contemporaneamente questa situazione spiegava perché, per ovviare a quel
problema, nello stesso periodo nei paesi industrializzati si evidenziò l’esigenza di creare degli
organismi che svolgessero funzioni di intermediazione finanziaria, in modo più specifico per
le piccole imprese, dal momento soffrivano principalmente per ragioni strutturali, di
problematiche, quali l’accedere ed il reperire risorse nei mercati finanziari. Oltre a questo,
ridotte possibilità di autofinanziamento, elevati rischi da sostenere per gli investimenti,
rappresentavano le ragioni che hanno portato alla nascita delle società finanziarie con
l’obiettivo di affiancare i sistemi creditizi tradizionali, in parte incapaci nell’assolvere il ruolo
2
di motore economico produttivo .
La nascita delle società finanziarie avviene negli anni cinquanta e sessanta, in Italia e nei
principali paesi europei, per sostenere lo sviluppo del settore imprenditoriale. In Italia, il loro
vero contributo lo si vede però solo circa dieci anni più tardi, in seguito all’” attuazione” delle
3
Regioni , al fine di risolvere il problema creditizio per supportare soprattutto lo sviluppo
delle PMI tramite un facilitato accesso al credito, che storicamente e tuttora caratterizzano il
tessuto imprenditoriale del nostro paese. 4
Negli stessi anni nascono diverse categorie di finanziarie regionali, suddivise in 3 tipologie :
1 G.M. GOLINELLI, Le finanziarie regionali di sviluppo della esperienza italiana: problemi e prospettive,
Giuffrè, Milano 1970
2 M. RIVA Le finanziarie regionali strumenti di finanza pubblica per l’intervento sul territorio, Terzo
Osservatorio, Maggioli, 2012
3 L. 16 maggio 1970, n. 281 e il relativo regolamento di attuazione, il DPR 15 gennaio 1972, n. 8
4 A. NARDI Le società finanziarie regionali, Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi, Torino,
1972. 5
• Società finanziarie di salvataggio: per interventi di carattere conservativo, al fine di
contrastare per esempio il sorgere di una crisi economica;
• Società finanziarie promozionali di attività economiche: interventi volti a fornire
capitale di rischio alle società che presentano difficoltà ad accedere ai mercati
finanziari o come da titolo promozionali di altri tipi di attività;
• Società finanziarie di attuazione della programmazione: operano come vere holding
in un quadro di programmazione globale.
Dalle tre tipologie di finanziarie si evince come questo tipo società abbia dato luce a diversi
tipi di strutture. Si differenzia sia da una holding finanziaria, la cui attività è quella di
utilizzare il proprio capitale assumendo delle partecipazioni di controllo in determinate
imprese al fine di gestirle, obiettivo diverso per le f.r. che non intendono sostituirsi alle
imprese stesse ma bensì fornire loro i mezzi economici e di consulenza tecnica-organizzativa
utile allo sviluppo delle imprese stesse; sia da una società d’investimento immobiliare, la cui
attività è quella di utilizzare il proprio capitale costituendo ed amministrando un portafoglio
titoli con criteri tipici di un operatore di borsa, differenziandosi con la finanziaria invece che
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consiste nell’assenza della ricerca del profitto ; collocandosi quindi maggiormente
all’interno delle società di intermediazione finanziaria.
Introdotto il tema del capitale, i sottoscrittori di tutte le società finanziarie regionali sono
inquadrabili all’interno di due grandi categorie:
• Gli enti pubblici;
• Organismi economici, pubblici o privati (quali ad esempio banche).
Molteplici sono le definizioni di società finanziaria regionale nate e riscontrabili nei testi.
Tra queste, troviamo per esempio, “Una società costituita per contribuire alla crescita delle
regioni”. L’esercizio delle loro attività si articola in due categorie:
• L’assunzione di partecipazioni in altre società od Enti, quali holding;
5 M. RIVA Le finanziarie regionali strumenti di finanza pubblica per l’intervento sul territorio, Terzo
Osservatorio, Maggioli, 2012 6
• Il finanziamento, il coordinamento, l’assistenza tecnica, economica e finanziaria delle
società alle quali partecipa, l’acquisto di titoli non azionari, il collocamento di titoli
6
pubblici o privati anche tramite partecipazione ai sindacati di collocamento .
1.2 La normativa
Le società finanziarie regionali, in quanto società sottoposte a controllo pubblico, sono
sottoposte alle disposizioni del D. lgs n. 175/2016 “Testo unico in materia di società a
partecipazione pubblica”, secondo quando indicato dall’art. 1 “Le disposizioni del presente
decreto hanno a oggetto la costituzione di società̀ da parte di amministrazioni pubbliche,
nonché́ l'acquisto, il mantenimento e la gestione di partecipazioni da parte di tali
amministrazioni, in società̀ a totale o parziale partecipazione pubblica, diretta o indiretta”.
Il decreto ha lo scopo di gestire in maniera efficace le partecipazioni pubbliche, promuovere
la concorrenza del mercato e ridurre la spesa pubblica. Le finanziarie regionali oggetto di tesi,
sono tutte società soggette a partecipazione pubblica, in cui la partecipazione della regione è
superiore al 50%. La maggior parte di esse (escluse Irfis Finsicilia, Veneto Sviluppo, Gepafin
Umbria e Fidi Toscana) sono società in house, che come dispone l’articolo 3 del decreto,
sono “società̀ sulle quali un'amministrazione esercita il controllo analogo o più̀
amministrazioni esercitano il controllo analogo congiunto”. Le amministrazioni pubbliche
possono partecipare solo in società costituite secondo la forma di Spa, requisito posseduto da
tutte le società finanziarie regionali. Entrando nel dettaglio, le amministrazioni pubbliche
hanno l’incentivo a detenere partecipazioni in società per varie finalità, tra quali per esempio,
si leggono:
• Produzione di un servizio di interesse generale;
• Progettazione e realizzazione di un'opera pubblica;
6 M. RIVA Le finanziarie regionali strumenti di finanza pubblica per l’intervento sul territorio, Terzo
Osservatorio, Maggioli, 2012 7
• Autoproduzione di beni o servizi strumentali all'ente o agli enti pubblici partecipanti
o allo svolgimento delle loro funzioni.
Queste possono perciò essere distinte in società “in house”, che hanno come oggetto sociale
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uno o più dei punti elencati , oppure in società a partecipazione pubblica che possono
integrare i punti sopra indicati, tenuto conto della dimensione e dell’attività svolta. Tra queste
Gepafin Umbria, si presenta come una società mista a controllo sia privato che pubblico, in
particolare, il socio privato deve possedere i requisiti di qualificazione previsti da norme
legali o regolamentari in relazione alla prestazione per cui la società è costituita.
Analizzando il caso delle finanziarie regionali, detto che la partecipazione della regione di
appartenenza è in tutti i casi delle f.r. superiore al 50% (in dieci casi su diciotto totalitaria), è
importante sottolineare che i soci esercitano i loro diritti, secondo la disciplina stabi
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Tesi - Corporate Governance - Teorie e modelli
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