Domanda di ricerca
La pet therapy nello sviluppo affettivo ed emotivo nella primissima infanzia: una prospettiva educativa
Relatrice
Ilaria Grazzani
Indice
- Introduzione:
- Motivazione della scelta dell’argomento
- Obiettivo della ricerca
- Struttura del lavoro
- Capitolo 1: La pet therapy
- Che cos’è la pet therapy
- Benefici educativi e relazionali
- Capitolo 2: Il bambino e l’animale: il legame affettivo precoce
- Valore simbolico dell’animale nella prima infanzia
- Animale come figura transizionale (Winnicott)
- Proposta educativa al nido
- L’animale nella narrazione infantile: funzioni e significati
- Analisi di alcuni albi illustrati o fiabe
- Valore educativo della narrazione simbolica
- Conclusioni:
- Sintesi e riflessione
Bibliografia
- Cirulli, F., & Borgi, M. (2018). Che cos’è la pet therapy. Carocci.
- Levinson, B. M., Mallon, G. P., & Cavedon, L. (2019). Psicoterapia dell’età evolutiva assistita con animali (Ed. italiana condotta sulla 2. ed. americana riv. e aggiornata da Gerald P. Mallon). Centro studi Erickson.
- Mugnai, F., & Julius, H. (2014). L’attaccamento agli animali: una visione integrata della relazione uomo-animale nella pet-therapy. Hogrefe.
- Linee guida nazionali pet therapy
- Grazzani I. (2014), Psicologia dello sviluppo emotivo. Seconda Edizione, Il Mulino, Bologna
- Cavioni, V., Grazzani, I. (2023). L'apprendimento sociale ed emotivo. Il Mulino, Bologna.
- Harris, P.L. (2023), Psicologia del bambino. Le dodici grandi domande. Raffaello Cortina.
- Bettelheim, B. (1977). Il mondo incantato. Uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe. Milano: Feltrinelli.
- Nanni, A. (2012). Letteratura per l’infanzia e formazione emotiva. Firenze: La Nuova Italia.
Capitolo 1 - Importanza pet therapy nei servizi educativi
La pet therapy, o più correttamente interventi assistiti con gli animali (IAA), rappresenta oggi un valido strumento educativo e relazionale all’interno dei servizi per l’infanzia e dei contesti scolastici. Come evidenziano Cirulli e Borgi (2018), la relazione con l’animale può favorire lo sviluppo di competenze emotive, cognitive e sociali, agendo su più livelli: emotivo-affettivo, motivazionale e relazionale. L’interazione con l’animale si caratterizza per la sua immediatezza e autenticità: l’animale non giudica, accoglie e risponde in modo semplice e coerente, creando così un ambiente sicuro e accogliente che facilita la comunicazione e la partecipazione.
Già negli anni ’60, Levinson aveva osservato come la presenza di un animale potesse facilitare la comunicazione nei bambini con difficoltà relazionali e affettive, portandolo a definire l’animale come un “co-terapeuta” (Levinson, Mallon & Cavedon, 2019). In ambito educativo, questa funzione si traduce nella possibilità di creare un ponte tra il bambino e l’adulto, migliorando il clima relazionale e rendendo più fluide le interazioni. Gli animali possono agire come mediatori relazionali, aiutando i bambini a superare paure, a sviluppare fiducia e a sperimentare modalità comunicative più aperte e spontanee.
Secondo Mugnai e Julius (2014), il legame uomo–animale può essere interpretato attraverso la teoria dell’attaccamento: la relazione con l’animale può fornire al bambino una base sicura da cui esplorare l’ambiente e costruire nuove competenze sociali.
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