INDICE 1
INTRODUZIONE .................................................................... 4
CAPITOLO I: PSORIASI ......................................................... 6
1.1. EPIDEMIOLOGIA ........................................................ 7
1.2. EZIOLOGIA ............................................................... 8
1.3 PATOGENESI E FATTORI DI RISCHIO ........................ 12
1.3.1. FATTORI GENETICI....................................... 12
1.3.2. FATTORI POST-INFETTIVI ............................ 13
1.3.3. FATTORI IMMUNOLOGICI ............................. 14
1.3.4. FATTORI AUTOIMMUNI ................................. 15
CAPITOLO II: CARATTERISTICHE CLINICHE ........................ 16
2.1. COMORBIDITA’ DELLA PSORIASI .............................. 24
CAPITOLO III: IL RUOLO DELL’INFERMIERE NELLA
GESTIONE DELLA PSORIASI ................................................ 25
3.1. PERCORSO ASSISTENZIALE ...................................... 26
3.2. DIAGNOSI ............................................................... 33
3.3. TERAPIA .................................................................. 34
3.4. PROGRAMMI DI SUPPORTO AL PAZIENTE ................. 38
3.5. PROGNOSI .............................................................. 45
3.5.1 ASPETTO PSICOLOGICO................................. 45
CONCLUSIONI .................................................................... 47
BIBLIOGRAFIA .................................................................... 49 2
SITOGRAFIA ....................................................................... 55 3
INTRODUZIONE 4
La psoriasi è una malattia infiammatoria a decorso cronico sistemico, che
colpisce circa il 3% della popolazione, dovuta ad un accelerato turnover delle
cellule dell’epidermide ed una genesi multifattoriale, a cui concorrono fattori di
ordine genetico e variabili esterne, che si possono definire ambientali e/o
comportamentali (variazioni stagionali, infezioni batteriche e virali, farmaci,
stress). (1)
La psoriasi sembra essere correlata ad un aumento del rischio di malattie
(2)(3) (4)(5)
cardiovascolari, tra cui l'ictus e l'infarto del miocardio, ed il
trattamento dell'iperlipidemia può portare ad un miglioramento della patologia.
(6) Figura 1. Psoriasi a placche. 5
CAPITOLO I: PSORIASI 6
1.1. EPIDEMIOLOGIA
Il termine “psoriasi” deriva dal greco “psora” ossia “squama”, una delle
malattie cutanee più frequenti, nota fin dall’antichità. In Europa e negli Stati
Uniti d’America è prevalente nei paesi del Nord, rispetto a quelli del Sud,
probabilmente in relazione alla diversa durata ed intensità dell’esposizione
solare. La psoriasi si manifesta in egual incidenza in entrambi i sessi ed
esordisce tra i 20 ed i 40 anni, mentre gli esordi in età infantile sono meno
(7)
frequenti, soprattutto dopo una tonsillite streptococcica.
Figura 2. Distribuzione della psoriasi nel mondo. 7
In base all’età di insorgenza, la psoriasi viene generalmente distinta in due
tipologie: (8)
psoriasi di tipo I
• la , presente in circa il 75% dei casi, è caratterizzata da
un esordio precoce (prima dei 40 anni), con un picco di incidenza tra i
16 ed i 20 anni, un’elevata familiarità e spiccata tendenza ad evolvere
(9)
verso una forma clinica grave e/o generalizzata.
psoriasi di tipo II
• la , definita “ad esordio tardivo”, è caratterizzata da un
picco di incidenza intorno ai 60 anni, con un’anamnesi familiare positiva
(10)
in un numero limitato di casi e decorso clinico meno grave.
1.2. EZIOLOGIA
La psoriasi è determinata dalla combinazione di fattori genetici predisponenti
e di fattori ambientali scatenanti, i quali devono essere considerati soltanto
fattori scatenanti, (11) attribuendo particolare importanza ai traumi fisici, alle
infezioni ed ai farmaci.
Una lunga serie di azioni traumatizzanti fisiche e chimiche può determinare la
comparsa della psoriasi, quali: abrasioni traumatiche, punture di insetti,
applicazione di sostanze irritanti, ustioni chimiche, traumi chirurgici, radiazioni
ionizzanti o UV, o vaccini. La possibilità di indurre la malattia, in conseguenza
reazione
di azioni traumatiche fisiche e chimiche, è nota con il termine di
isomorfa fenomeno di Koebner
o (FK). Nei pazienti, nei quali è possibile
(12)
indurre il FK, la psoriasi presenta una maggiore resistenza alla terapia ed un
più rapido esordio. Molto più raramente si ha un effetto esacerbante della
malattia, indotto dal congelamento o dall’esposizione alle radiazioni solari o
artificiali UV. 8
psoriasi
Questi quadri cutanei scatenati dalla fotoesposizione sono definiti
fotosensibile (pf), che colpisce soprattutto i soggetti di sesso femminile con
(13)
fototipo I e decorso recidivante.
Figura 3. Mani con segni evidenti di psoriasi a placche.
Anche le infezioni, soprattutto delle alte vie respiratorie, possono condizionare
la comparsa della malattia o peggiorarla nel suo decorso, come la forma di
psoriasi guttata acuta nei bambini, che consegue da un’infezione
streptococcica delle tonsille o del faringe.
Figura 4. Streptococcus pyogenes. 9
Lo Streptococcus pyogenes (β-emolitico, gruppo A) è il fattore scatenante più
importante, isolato in seguito ad un’esecuzione di tampone faringeo, nel 26%
dei pazienti con psoriasi guttata acuta e nel 16% dei pazienti con una forma
(14)
di psoriasi cronica. Anche l’infezione da HIV può rappresentare un
importante fattore scatenante della psoriasi, sia in forma di psoriasi a
(15)
placche (guttata o in larghe placche) che come dermatite psoriasiforme diffusa
e di determinare una rapida ed estesa riacutizzazione di una psoriasi
preesistente.
Inoltre, i farmaci capaci di scatenare o riacutizzare la psoriasi sono: antimalarici
(16) (17)
di sintesi, sali di litio, farmaci antipertensivi (β-bloccanti e ACE-inibitori).
(18) Figura 5. Farmaci scatenanti/riacutizzanti la psoriasi.
Questi farmaci possono indurre psoriasi eruttive superficiali e pruriginose o
rendere non responsive ai trattamenti psoriasi preesistenti. La repentina
(19)
sospensione dell’assunzione di corticosteroidi sistemici può provocare
l’improvviso e rapido aggravamento della malattia, mentre l’uso di
corticosteroidi locali, (20) specie se fluorurati, può determinare la comparsa di
pustole. Alcune abitudini di vita, come l’abuso di alcool (21) e il fumo di sigaretta,
(22) sono state considerate condizioni scatenanti. 10
Tutti i fattori scatenanti esaminati sarebbero capaci di indurre la malattia
attraverso un unico meccanismo effettore, quale l’attivazione dei linfociti T,
con stimolazione del sistema immunitario del soggetto da parte di antigeni
(53)
batterici o virali. Figura 6. Disregolazione dei linfociti T.
I linfociti T attivati, che assumono un ruolo centrale nell’ immunità cellulo-
mediata, migrano verso il derma, innescando il rilascio di citochine, in
particolare il fattore di necrosi tumorale-alfa (TNF-α), che causano
infiammazione e riproduzione rapida di cellule della pelle. (54)
Figura 7. Iperplasia cheratinocitaria a livello cutaneo. 11
1.3 PATOGENESI E FATTORI DI RISCHIO
La psoriasi è determinata da fattori genetici predisponenti e da fattori
ambientali scatenanti, la cui combinazione è in grado di alterare la
(23)
proliferazione cheratinocitaria e dare inizio a fenomeni neoangiogenetici.
1.3.1. FATTORI GENETICI
Si ritiene che la psoriasi sia una malattia a trasmissione autosomica dominante,
ma secondo altri sarebbe poligenica. In particolare, i soggetti che hanno solo
uno dei genitori affetto da psoriasi, presentano un rischio di sviluppare la
malattia pari al 10-20%, mentre tale rischio aumenta fino ad oltre il 50% nel
caso in cui entrambi i genitori ne siano affetti. (24)
Negli ultimi anni, attraverso studi di genome-wide linkage, si è cercato di
definire quali fossero i geni predisponenti per la psoriasi, e hanno dimostrato
loci di suscettibilità
la presenza di almeno 10 regioni cromosomiche, definite
della psoriasi (PSORS). (25) La regione cromosomica coinvolta nell’ereditarietà
della psoriasi è il locus PSORS1, localizzato all’interno della regione 21.3 del
braccio corto del cromosoma 6 (6p21.3). Tale regione è responsabile di circa
il 50% della suscettibilità alla psoriasi e presenta tre geni con forte associazione
alla malattia:
• HLA-C, che codifica per una proteina appartenente al complesso
maggiore di istocompatibilità di tipo I (MHC-I).
• CCHCR1, che codifica per la coiled-coil α-helical rod protein, una
proteina a spirale iperespressa nell’ epidermide dei soggetti affetti da
psoriasi, che regola probabilmente la proliferazione cheratinocitaria.
• CDSN, che codifica per la corneodesmosina, una glicoproteina
epidermica iperespressa nelle lesioni cutanee della psoriasi con un
probabile ruolo nell’adesione intercorneocitaria, nella fase terminale di
differenziazione dell'epidermide. 12
Il gene più importante è HLA-C, in particolare il suo allele HLA-Cw6, che
sarebbe responsabile della psoriasi ad esordio precoce, detta psoriasi di tipo I
o psoriasi familiare, caratterizzata da un’età di insorgenza prima dei 40 anni e
(26)
con un’elevata familiarità ed un decorso clinico peggiore. La psoriasi ad
esordio tardivo, detta psoriasi di tipo II, è caratterizzata da un’età di insorgenza
dopo i 40 anni, con una bassa familiarità ed un decorso clinico più lieve, e
(27)
sembrerebbe non presentare un’associazione con alcuni aplotipi HLA.
1.3.2. FATTORI POST-INFETTIVI
La psoriasi, soprattutto nella forma guttata, è spesso preceduta da infezioni da
Streptococco (α-emolitico, aureo) e da altri batteri, o da infezioni virali, come
il virus Varicella-Zoster.
Figura 8. Virus Varicella-zoster.
A livello della cute esistono tre tipi di cellule, quali: macrofagi tissutali, cellule
di Langerhans e cellule dendritiche, che attaccano le proteine ed inseriscono
alcuni frammenti nei complessi MHC I e II, in modo da presentare gli antigeni
ai recettori delle cellule T. Nei soggetti con psoriasi, a livello dell’ epidermide
sono prevalentemente localizzati i linfociti T CD8 , mentre a livello del derma
+
i linfociti T CD4 + . (55) 13
1.3.3. FATTORI IMMUNOLOGICI
I fattori genetici sembrano condizionare altri due momenti patogenetici della
psoriasi, quali l’interazione disregolata tra immunità innata e adattativa e la
successiva risposta cheratinocitaria, dove la prima è correlata alla presenza dei
linfociti T CD4 e linfociti T CD8 . I linfociti T attraverso le cellule dendritiche
+ +
vengono attivati e successivamente sono in grado di rilasciare linfochine pro-
infiammatorie, quali: IFN-γ, TNF-α, IL-17 e IL-23, che attivano i cheratinociti.
Questi producono citochine (IL-1, IL-6, GM-CSF), molecole di adesione, detta
ICAM-1, fattori di crescita dell’epidermide (EGF) e fattori di crescita
dell’endotelio vascolare (VEGF), che sono in grado di indurre iperplasia
epidermica e neoangiogenesi del derma papillare.
Figura 9. Migrazione dei linfociti T verso l’epidermide. 14
Nei soggetti affetti da psoriasi, le cellule basali per trasformarsi in corneociti,
impiegano 4-5 giorni, un ciclo estremamente rapido rispetto ai 28-30 giorni
abituali, ed inoltre i corneociti conservano ancora il loro nucleo (paracheratosi).
(28) Figura 10. Paracheratosi.
1.3.4. FATTORI AUTOIMMUNI
Il processo immunitario dell’organismo, che è un naturale meccanismo di
difesa, quando reagisce verso i propri componenti a causa della perdita della
tolleranza immunitaria naturale, si parla di autoimmunità. (56) Nel caso della
psoriasi, i linfociti T non riconoscono più come proprie le cellule della pelle e le
attaccano.
Non è ancora chiaro il meccanismo attraverso il quale i fattori autoimmuni
possano porsi nella patogenesi della psoriasi. Si è visto che una buona
percentuale di soggetti affetti da psoriasi produce anticorpi IgA e IgG per
la gliadina, con conseguente attivazione della risposta linfocitaria. (29) 15
CAPITOLO II: CARATTERISTICHE CLINICHE 16
Nonostante la psoriasi abbia un aspetto clinico piuttosto eterogeneo, la
classificazione delle varie forme della malattia si può basare sulla morfologia
della lesione (placche, pustole, etc.), sul grado di infiammazione,
(57)
sull’estensione dell’area di cute interessata, sulla velocità di propagazione.
Le diverse forme di psoriasi, attualmente note, sono:
• PSORIASI A PLACCHE, è la forma più comune di psoriasi (80% dei casi).
La malattia insorge con la comparsa di chiazze eritemato-papulo-
desquamative, in particolare piccole papule che convergono
progressivamente in placche più grandi, con margini netti e ben definiti.
Nella zona periferica della chiazza è visibile l’eritema di colore rosso-
salmone, ricoperta con squame lamellari bianco-argentee, spesse,
polistratificate e secche.
La psoriasi a placche si presenta con placche ben delineate sul palmo
della mano, pianta del piede, gomiti, ginocchia, regione lombo-sacrale
e cuoio capelluto (la crescita dei capelli non viene alterata).
Figura 11. Psoriasi a placche su mano, piede, gomito e cuoio
capelluto. 17
Occasionalmente si presenta sui genitali, in particolare al glande, con
lesioni eritematose e poco desquamanti, mentre la localizzazione alle
mucose e semimucose è rara. Anche le unghie sono spesso coinvolte
(30-50% dei casi), soprattutto nella psoriasi associata ad artrite.
Il paziente affetto da tale malattia non accusa sintomi soggettivi, anche
se in qualche caso le lesioni possono diventare pruriginose.
Per confermare la diagnosi, sulle lesioni è utile eseguire il grattamento
(30)
metodico di Brocq, che determina l’imbiancamento repentino della
placca psoriasica (“segno della goccia di cera”), con formazione di una
polverina biancastra, dovuta alla penetrazione di aria fra una squama e
(58)
l’altra. Rimuovendo così le squame, che si frammentano in piccole
scaglie, si evidenzia la cuticola di Duncan-Buckley, uno strato granuloso
assottigliato, con superficie di colore rosa, lucente, liscio ed umido. (30)
Asportando quest’ultima, con un colpo d’unghia, si decapitano le papille
dermiche, causando la rottura delle anse capillari ectasiche e quindi
piccoli punti emorragici uguali ed equidistanti (Segno di Auspitz). (58)
Figura 12. Grattamento metodico di Brocq. 18
• PSORIASI GUTTATA, più rara della psoriasi a placche, è caratterizzata
da numerose piccole papule eritematose, ricoperte da squame sottili,
distribuite in prevalenza su tronco ed arti superiori. Le lesioni
(30)
appaiono come piccole formazioni a forma di goccia, scarsamente
desquamanti. La psoriasi guttata si presenta nel 10% della popolazione
dei pazienti e frequentemente compare in giovanissima età. La
comparsa delle prime lesioni è spesso preceduta da infezioni da
streptococco o, meno frequentemente, da Herpes zoster. Nonostante
ciò, l’antigene responsabile della malattia non è stato ad oggi
(57)
identificato. Figura 13. Psoriasi guttata.
• PSORIASI PUSTOLOSA, è caratterizzata dalla comparsa di pustole non
follicolari, di colore bianco-giallastre, isolate o confluenti, spesso
accompagnate da prurito e si addensano in squamo-croste di colore
giallo-brunastre. Le lesioni bollose hanno un diametro di circa 0.5
(30)
cm, che si formano su placche eritematose preesistenti e con il tempo
le pustole d
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