UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA
DIPARTIMENTO DI SANITÀ PUBBLICA, MEDICINA SPERIMENTALE E
FORENSE
Corso di Laurea in Scienze Motorie
IL RUOLO DEL SECRETOMA MUSCOLARE IN CONDIZIONI FISIOLOGICHE
E PATOLOGICHE
Relatore: Prof.ssa Monica Canepari Tesi di Laurea Triennale di
Daniel
Dragomir
Matricola
n° 493885
Anno Accademico 2022/2023
Corsi di Laurea in Scienze Motorie
DICHIARAZIONE
di originalità della tesi di
laurea
Con la presente, il sottoscritto Dragomir Daniel matr. n. 493885
reso edotto delle conseguenze derivanti dalla inosservanza dell’art. 11 del DM 270/2004
in esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o
che recita “Chiunque
pubbliche amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado o titolo
scolastico o accademico, per l’abilitazione all’insegnamento ed all’esercizio di una
professione, per il rilascio di diplomi o patenti, presenta, come propri, dissertazioni,
studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri, è
punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 6.000 ad euro 60.000.",
dichiara, sotto la propria responsabilità, che la tesi di laurea è stata dallo stesso
realizzata personalmente e che quanto è estraneo al proprio pensiero è
opportunamente evidenziato con il ricorso ai necessari riferimenti bibliografici nelle
note riportate in calce o in fondo alla tesi stessa.
Il/la sottoscritto/a si impegna a tenere, e a far tenere a parenti e amici, un comportamento
dignitoso e rispettoso delle regole di civile convivenza durante e dopo la proclamazione
Dragomir Daniel
PAVIA, 28/08/2023 In fede
Approvato dal Consiglio di Corso di Studio in Scienze Motorie il 20 marzo 2017
Riassunto (Abstract)
Il segreto per mantenere in salute i nostri muscoli ed il nostro corpo potrebbe essere nascosto
nel misterioso mondo del secretoma muscolare. Il secretoma muscolare consiste in un gruppo
di proteine ed altre molecole secrete dalle cellule muscolari che potrebbe rappresentare la
chiave per la comprensione di molti meccanismi fisiologici e patologici e perciò utile nella
prevenzione di malattie e nel processo di rigenerazione cellulare. La mia tesi ha esplorato il
vasto territorio del secretoma muscolare, composto da migliaia di molecole, dove le miochine
rappresentano i principali attori che permettono al muscolo di comunicare con altri organi anche
molto distanti. Attraverso l’analisi dei dati scientifici più recenti, ho scoperto alcune importanti
implicazioni di questo aspetto della fisiologia umana, che potrebbero essere di fondamentale
importanza per il benessere corporeo. Durante il mio corso di studi ho letto molti articoli che
citavano l’irisina, molecola definita come “ormone dello sport”, oppure la miostatina, molecola
che agisce come “freno” per la crescita dei muscoli. Tutte queste “molecole misteriose” mi
hanno sempre affascinato, e ho colto quest’occasione per approfondire questa tematica tanto
complessa e tanto attuale.
RIASSUNTO (ABSTRACT) 3
INTRODUZIONE 5
METODOLOGIA 6
RELAZIONE TRA SECRETOMA E PATOLOGIE 8
ATTIVITÀ DEL SECRETOMA IN RISPOSTA ALL’ ENDURANCE TRAINING (ET) E AL RESISTANCE
TRAINING (RT) 10
Endurance Training 10
PGC1-alfa 11
IL-6 11
IL-8 11
BNP 12
Irisina 12
Resistance Training 13
IGF-1 13
Miostatina 15
Follistatina 15
IL-6 16
Leukemia Inhibitory Factor 17
IL-8 17
Molecole secrete da altre cellule nel muscolo scheletrico 18
RELAZIONE TRA ESERCIZIO FISICO E PICCOLE VESCICOLE EXTRACELLULARI (SEV) 19
Tipologie di vescicole extracellulari 20
Ruolo delle piccole vescicole extracellulari in risposta all’esercizio 21
IL METABOLISMO ENERGETICO: RELAZIONE TRA AMPK E MIOCHINE 22
AMPK ed Interleuchina 6 23
Interleuchina 10 e AMPK 24
Relazione tra IL-15 ed AMPK 24
Rapporto tra AMPK ed IL-18 25
CONCLUSIONI 27
REFERENZE BIBLIOGRAFICHE 29
RINGRAZIAMENTI 39
Introduzione
Il muscolo scheletrico rappresenta circa il 40% del peso corporeo totale e contiene tra il 50%
ed il 75% di tutte le proteine nel nostro corpo. Recentemente è stato scoperto che ha molte più
funzioni della semplice contrazione che permette il movimento. Il secretoma, l’argomento
cardine della tesi, è stato recentemente definito come “l’insieme ricco e complesso di molecole
secrete dalle cellule viventi”. (Makridakis M et al., 2010).
Nel nostro caso, parlando del muscolo e delle cellule che lo compongono (miociti), si parla di
secretoma muscolare. Lo studio di questo campo innovativo ed in parte inesplorato, può aiutare
a comprendere i processi metabolici che governano la sintesi e l’organizzazione del muscolo
scheletrico, la sua relazione con il tessuto adiposo e con il sistema immunitario, oltre che ad
indentificare i fattori responsabili dell’invecchiamento. Inoltre il secretoma delle cellule
muscolari potrebbe essere fonte di biomarcatori di malattie muscolari e non, quindi in grado di
fornire una fotografia della situazione fisiologica utile nella prevenzione di molte patologie
(Florin A. et al., 2020).
Tra le molecole più importanti secrete dal muscolo ci sono le citochine, che sono delle piccole
molecole di natura proteica capaci di fornire istruzioni precise alle cellule. Storicamente, il
primo rapporto che dimostra un aumento di citochine nel circolo sanguigno in acuto dopo un
esercizio è stato pubblicato nel 1983 da Cannon e colleghi (Cannon e Kluger, 1983), e la prima
descrizione di una molecola secreta dal muscolo scheletrico, la miostatina, risale al 1997
(McPherron et al., 1997)
Sarà solo nel nuovo millennio, precisamente nel 2003, che Pedersen (ricercatore danese
divenuto esperto mondiale in questo campo) introduce il termine “miochine”. Da allora,
centinaia e centinaia di articoli descrivono queste nuove citochine con tante differenti
espressioni (citochine muscolari, fattori di crescita muscolare, ecc…).
Per cercare di fare chiarezza, ci sono 3 punti fondamentali nella definizione di miochina:
1. Una miochina è una proteina oppure un frammento di una proteina, cioè un peptide
(altre molecole come i metaboliti non sono miochine)
2. Una miochina viene secreta dalle cellule del muscolo scheletrico (nell’interstizio o nel
circolo sanguigno), pertanto l’aumento dei livelli circolanti di un peptide non è
sufficiente per definirlo come miochina (potrebbe essere secreto da altri organi o tessuti)
3. Una miochina può essere secreta indipendentemente dalla contrazione muscolare
A causa della continua scoperta di nuove molecole secrete dal muscolo (acidi nucleici, peptidi,
vescicole…), il concetto di secretoma è in continua evoluzione, e non è “sinonimo di miochine”
date le tantissime sostanze chimiche che ne fanno parte. (Aguer et al., 2020)
Questa introduzione ci fa capire che, nell’ultimo decennio, la letteratura scientifica su questo
argomento ha fatto passi da gigante, ma c’è ancora molto da scoprire per sfruttare le potenzialità
del secretoma muscolare umano.
Metodologia
Questo elaborato di tesi è basato sul metodo scientifico. Il metodo scientifico è tra le invenzioni
più importanti che ha fatto l’uomo. La scienza altro non è che il risultato, anzi, il processo, con
cui scopriamo, impariamo e inventiamo nuove cose.
La letteratura scientifica comprende qualunque tipo di articolo scientifico, esperimento
(condotto con il metodo scientifico), linee guida o raccomandazioni basate, appunto, sulle
evidenze scientifiche. La scienza serve ad aiutarci a fare selezione di ciò che è vero o falso. O
meglio, ciò che è più o meno certo.
Tecnicamente, infatti, si dovrebbe parlare di “incertezza” a parer mio. Quanto più ci sono
evidenze scientifiche su una affermazione, meno incertezza c’è su quanto quell’affermazione
sia vera/reale. Gli studi scientifici non sono tutti uguali, e non pesano tutti allo stesso modo
ovviamente. Per questo mi sono basato anche sulla piramide delle evidenze scientifiche(Fig.1).
Figura 1 – Fin dal 1991 è stata definita questa “gerarchia delle evidenze” esemplificata da una piramide che
cataloga la progressiva affidabilità scientifica delle prove.
Il ruolo di questa piramide è far comprendere, a colpo d’occhio, che ci sono diversi tipi di
evidenze scientifiche, e che alcuni studi sono più importanti di altri. Alla base abbiamo ciò che
è meno “informativo”, mentre man mano che saliamo, fino ad arrivare al vertice, abbiamo i tipi
di studi scientifici più forti, che portano a risultati più solidi.
In estrema sintesi possiamo dire che gli studi che veramente ci dovrebbero interessare nel
mondo scientifico dello sport sono soprattutto gli studi randomizzati e controllati con placebo
e, ovviamente, meta analisi e review sistematiche che includono tanti studi (di qualità)
randomizzati e controllati con placebo.
Ovviamente ho cercato di includere diverse revisioni sistematiche nel mio progetto (in cima
alla piramide), ma delle volte ho fatto riferimento anche ad alcuni studi singoli (alla base della
piramide).
Ho cercato di confrontarne diverse meta analisi e quelle di maggiore qualità. Se una meta-
analisi racchiude pochi studi, allora è di qualità più bassa già solo per questo motivo. Se gli
studi inclusi sono di bassa qualità allora anche la meta-analisi è di bassa qualità. E viceversa.
Idealmente, per proteggersi il più possibile dalla variabile della qualità degli studi scientifici, la
cosa migliore da fare è leggere tanti studi. In questo caso, leggere tante meta-analisi. Se tutte o
quasi tutte giungono alle stesse conclusioni, allora quella conclusione è più probabile. Se le
conclusioni sono molto diverse tra le varie meta-analisi è chiaro che non c’è un certo accordo
della comunità scientifica sull’argomento (in tal caso ho specificato nella tesi quando c'era
questa limitazione in un tema specifico).
Quando possibile ho cercato anche di citare articoli pubblicati su riviste scientifiche prestigiose.
Non è un metodo affidabile al 100%, però esistono riviste più “serie” e riviste meno prestigiose,
tanto che sono stati definiti degli indici di qualità delle stesse. Spesso mi sono consultato con
dei colleghi universitari che mi dicevano di avere letto solo l'abstract (riassunto) di alcuni
articoli per la propria tesi. Io ho cercato sempre di approfondire ogni studio leggendone
l’articolo completo, perchè un abstract può essere volontariamente o involontariamente
fuorviante. Non fornisce un contesto e non indica, né chiarisce, i limiti dello studio o
l’applicabilità dei risultati nel mondo reale.
Inoltre, è importante capire quanto è grande il campione analizzato. Uno studio su poche
persone diventa meno solido (meno affidabile) di uno studio con un campione più ampio. Ho
cercato ovviamente di includere sia studi longitudinali che trasversali.
Gli studi longitudinali hanno il vantaggio di fornire intuizioni uniche che non possono essere
ottenute in altro modo, e sono utili per osservare i fenomeni legati allo sviluppo e alla durata
della vita. Dall’altro canto, purtroppo, sono molto lunghi e molto costosi.
Gli studi trasversali, invece, consentono ai ricercatori di raccogliere informazioni molto
rapidamente osservando diverse variabili in contemporanea. Come però si può immaginare, non
è tutto oro quel che luccica. E’ importante considerare che anche negli studi trasversali si
presenta la sfida nel determinare le relazioni di causa ed effetto. Questo deriva dalla natura
stessa di questi studi, che si concentrano su un momento specifico nel tempo anziché seguire le
persone nel corso del tempo.
Mentre gli studi trasversali sono utili per esaminare le relazioni tra variabili in un determinato
momento, dobbiamo essere cauti nell'interpretare i risultati come relazioni di causa ed effetto
dirette. Spesso è necessario combinare studi trasversali con altri tipi di ricerche, per ottenere
una comprensione più completa delle dinamiche tra le variabili.
Un ultimo fattore che ho tenuto in considerazione, anche se non ultimo per importanza, riguarda
eventuali conflitti di interesse per gli studi che ho citato nella tesi. I conflitti di interesse, se
esistono, sono generalmente comunicati alla fine dell’articolo, dopo la conclusione. Il conflitto
di interesse esiste quando uno o più autori che hanno progettato e condotto lo studio ha dei
motivi per trovare determinati specifici risultati. La fonte più ovvia di un conflitto di interesse
è finanziaria, ad esempio quando lo studio è stato sponsorizzato/finanziato da un’azienda o
quando uno degli autori lavora per un’azienda che trarrebbe vantaggio dallo studio sostenendo
un certo effetto.
Di nuovo, questo rafforza l’idea di leggere più studi e non focalizzarci solo su pochi che ci
danno ragione o ci smentiscono.
Relazione tra secretoma e patologie
Come ormai tutti sappiamo, e come ormai confermato da tantissimi studi, l’attività fisica riduce
la probabilità dell’insorgenza di patologie cardio-metaboliche, mentre la sedentarietà ne
aumenta il rischio (Zhao et al., 2021). La contrazione muscolare che si verifica durante
l’esercizio fisico migliora la regolazione metabolica in tutti i tessuti. Il muscolo scheletrico,
grazie al rilascio di miochine, interagisce con organi metabolici quali fegato, tessuto adiposo e
pancreas. (Pedersen BK, 2008; Brandt and Pedersen, 2010; Pedersen and Saltin, 2015).
Ci sono studi recenti che mostrano come le miochine abbiano compiti ancora, data la loro
probabile interazione anche con il cervello, con le ossa, con l’intestino, con il sistema vascolare
e anche con la pelle. (Severinsen MCK et al., 2020)
Uno studio del 2020 di Laurens e colleghi suggerisce che alcune miochine siano anche in grado
di modulare la produzione epatica di glucosio e la secrezione di insulina dalle cellule beta.
Questa ipotesi potrebbe in parte spiegare, in parte, la correlazione tra inattività fisica e malattie
croniche come il diabete. (Laurens et al., 2020). Secondo uno studio già citato in precedenza le
miochine possono anche contrastare l’insulino resistenza (causa del diabete di tipo 2) attraverso
l’induzione di un ambiente antiinfiammatorio nel muscolo stesso (Brandt and Pedersen, 2010).
Parlando sempre degli effetti esercitati sul muscolo stesso da parte delle molecole del secretoma
muscolare, sappiamo che alcune molecole come la miostatina, la proteina LIF, l’IL-6 e l’IL-7
sono coinvolte nell’ipertrofia muscolare (aumento delle dimensioni delle fibre muscolari) e
nella miogenesi (formazione di nuove fibre). Mentre altre molecole come la proteina BDNF e
l’IL-6 sono coinvolte nell’ossidazione dei grassi attraverso l’attivazione di AMPK, considerato
un “sensore” dello stato energetico della cellula.
L’inattività fisica porta probabilmente ad una risposta miochinica alterata, un meccanismo che
potrebbe essere responsabile dell’insorgenza o dello sviluppo di diverse malattie croniche.
(Pedersen BK, 2012)
Sempre Pedersen e colleghi, nell’articolo pubblicato su Nature Reviews Endocrinology, hanno
diffuso un’immagine a parer mio molto interessante, che rende chiaro uno dei più importanti
effetti delle miochine.
Figura 2 – Questa immagine mostra la correlazione tra miochine (secrete dal muscolo), adipochine (secrete dal
tessuto adiposo) e alcune tra le più diffuse patologie del ventunesimo secolo.
Specialmente in condizioni di obesità, il tessuto adiposo secerne le adipochine, delle molecole
biologicamente attive. Molte di queste molecole agiscono come effettori positivi, regolando il
bilancio energetico e garantendo la normale omeostasi metabolica, mentre altre sono secrete
dal tessuto adiposo in risposta a condizioni di stress o in presenza di obesità, specie viscerale,
con effetti negativi sui tessuti bersaglio come l’induzione di insulino-resistenza, che costituisce
il substrato patogenetico della sindrome metabolica e delle sue complicanze.
Alcune miochine possono contrastare gli effetti pro-infiammatori negativi di queste adipochine,
ed è anche per questo motivo che l’attività fisica è fondamentale nella prevenzione di molte
patologie.
Parlando sempre dell’Interleuchina-6 diversi studi affermano che è la citochina “predominante”
durante esercizio fisico (Pedersen BK et al, 2004; Pedersen BK et al, 2001). Questa molecola
viene rilasciata in risposta alla contrazione muscolare sia dalle fibre di tipo 1 che dalle fibre di
tipo 2. (Pedersen, Akerstrom et al, 2007)
Il tessuto muscolare scheletrico è un tessuto eterogeneo per quanto riguarda la composizione in
fibre muscolari, che vanno dalle fibre di tipo I a contrazione lenta a quelle di tipo IIx a
contrazione veloce. Le fibre di tipo I hanno una produzione energetica principalmente sostenuta
dal metabolismo ossidativo e bassa affaticabilità, mentre le fibre di tipo IIx hanno un'elevata
affaticabilità e producono energia principalmente dal metabolismo glicolitico (Andersen JL et
al, 1997).
Mentre la secrezione di IL-6 è dipendente dalla proteina AMPK nelle fibre di tipo 1, il pathway
coinvolto nella secrezione di IL6 da parte delle fibre di tipo II rimane sconosciuto. (Glund S. et
al, 2009)
Avendo dedicato una parte di questa tesi alla relazione tra secretoma e le varie patologie, non
potevo esimermi dal trattare anche la principale causa di morte negli Stati Uniti e in tutto il
mondo, cioè le malattie cardiovascolari.
Una rigorosa analisi del 2010 dell'Organizzazione mondiale della sanità suggerisce che la
riduzione dei fattori di rischio nei giovani e il mantenimento di un profilo di rischio ottimale
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