RICERCHE DI MERCATO
Attività di raccolta di dati di mercato significativi, quindi selezione, raccolta di dati che possano servire
all’impresa per centrare l’obiettivo, per capire dove andare a posizionarsi, capire cosa fanno i concorrenti,
capire quali sono i canali distributivi più premianti per l’impresa, ecc.
Siamo in questo ambito; raccolta di informazioni rilevanti di mercato su cui costruire poi le decisioni di
marketing.
La raccolta delle informazioni di mercato viene fatta in modo diverso in base al tipo di impresa che abbiamo
di fronte, soprattutto in base al ruolo che viene attribuito al marketing (abbiamo visto che c’è una grande
differenza tra le imprese che attribuiscono al marketing un ruolo strategico/operativo come Nike, e imprese
che attribuiscono al marketing un ruolo strategico/conoscitivo, che lavorano su informazioni quotidiane, su
grandi mole, masse di dati, per capire come modificare le proprie scelte già da domani, quindi sono aziende
ancora più veloci e propositive, perché magari operano in contesti dove il fatto di essere tanto veloci è
particolarmente importante.
Le imprese che rispondono ad un modello di marketing più classico fanno delle analisi di mercato,
acquisiscono dei dati che poi dopo traducono in decisioni che non cambiano dall’oggi al domani, quindi un
processo un po’ meno fluido).
In questo ambito si collocano dunque le ricerche di mercato, che sono degli studi specifici che l’impresa può
realizzare al suo interno, o far fare (si possono comprare da istituti di ricerca di mercato), con l’obiettivo di
capire alcune cose in particolare; cioè le aziende acquisiscono dati sistematicamente dal mercato,
soprattutto se sono orientate al marketing, ma può capitare che l’azienda dica: mi mancano dei pezzi, faccio
una ricerca di mercato, uno studi mirato, per capire quindi qualcosa in particolare.
Propongo due classificazioni delle ricerche di mercato, che sono le più utilizzate: in base alle finalità delle
ricerche di mercato, noi distinguiamo le ricerche:
PROBLEM FINDING finalizzate ad individuare dei problemi che l’impresa non conosce, e l’impresa
à
proattiva le fa sistematicamente queste ricerche, anche se i suoi risultati economico finanziari sono molto
buoni; sono quindi ricerche dove tu non hai un problema, o non sai di averlo, ma vuoi esserne certo. Quindi
raggiungo i dati di vendita, la quota di mercato va bene, sono soddisfatto della marginalità, va tutto bene,
ma voglio vedere se analizzando tutti i canali distributivi he vendono i miei prodotti c’è qualche retailer,
qualche canale che potrebbe essere più contento, quindi se può esserci qualche problema di fidelizzazione
su un canale distributivo, quindi voglio commissionare questo tipo di ricerca. È particolarmente proattiva
l’azienda che investe in questo tipo di ricerca.
PROBLEM SOLVING sono ricerche dove parto da un problema che conosco e voglio la soluzione. Quindi
à
chiamo una società di ricerca di mercato e dico: ho avuto un calo in due aree di mercato negli ultimi 3 anni,
a me i conti non tornano perché il prodotto a noi sembra buono, danni sulla qualità non ce ne sono, dov’è il
problema? Fammi capire, trovami la soluzione al problema.
Quindi nel primo caso è una ricerca proattiva di eventuali problematiche, nel secondo caso è una ricerca di
soluzioni a problematiche che l’azienda ha già individuato, di cui percepisce l’esistenza, però non sa come
intervenire.
Nel terzo caso, le RICERCHE DI CONTROLLO, io ho individuato un problema, sono intervenuto, voglio
verificare che gli interventi che ho fatto abbiano prodotto i risultati sperati, quindi controllami che dopo aver
rilevato un certo problema, aver investito soldi in determinate iniziative in quel lasso temporale,
effettivamente adesso il mercato sia contento di me.
Esempi: McDonald’s ha individuato di non essere molto simpatica al popolo italiano; ha commissionato
à
probabilmente delle ricerche problem solving, fammi capire come posso intervenire sul mio tasso di
antipatia; ha fatto una serie di investimenti; potrebbe poi fare altre ricerche d controllo per verificare che il
tasso di antipatia si sia ridotto o azzerato.
Quindi : PROBLEM FINDING fammi capire se abbiamo problemi, o anche opportunità che ancora non
à
abbiamo colto/visto
PROBLEM SOLVING il problema so che c’è o intuisco che ci sia, aiutami a chiarirlo e soprattutto trovami
à
una soluzione
RICERCHE DI CONTROLLO abbiamo fatto gli interventi, ne è valsa la pena? Dimmelo tu (alla società di
à
ricerca di mercato)
Come si fanno le ricerche? Abbiamo 3 grandi tipologie:
1) A TAVOLINO (O DESK ANALISYS) : sostanzialmente lavoro su dati esistenti, perché molto spesso è
inutile andare a produrre nuovi dati perché magari i dati ci sono, bisogna solo acquisirli, ripulirli,
metterli assieme e interpretarli, e oggi sicuramene il web possono già dare molte risposte alle
aziende, bisogna però sapere dove andare a pescare il dato.
Pensiamo ad un’azienda che non abbia mai fatto export: la prima cosa da fare è andare a vedere,
rispetto al mercato che ti interessa (Brasile, Russia, ecc) il tuo prodotto in quel mercato fino ad oggi
come si è venduto, quali sono le imprese già presenti, ci sono dazi o no, quali sono gli intendimenti
del governo locale, ecc., sono tutti dati che molto probabilmente (tramite l’istituto per il commercio
con l’estero, Banca d’Italia, ecc, i vari provider di dati free) posso già acquisire, elaborare e dare una
prima risposta all’impresa (magari non definitiva, ma mi permette di sapere qualcosa in più).
2) RICERCHE QUALITATIVE E QUANTITATIVE: sia le qualitative sia le quantitative si differenziano da
quelle a tavolino perché è un dato fresco, di prima mano, che io vado a produrre; cioè acquisisco un
dato in modo attivo, andando ad effettuare delle interviste, o facendo delle osservazioni, oppure in
chiave quantitativa facendo dei sondaggi, sperimentazione. Sono tecniche che si differenziano, mala
grande differenza tra qualitative e quantitative è l’ampiezza delle rilevazioni, la numerosità delle
rilevazioni. I dati qualitativi non vengono da tantissime rilevazioni, mentre i dati quantitativi devono
per forza avere una massa di rilevazioni che permette di fare l’inferenza statistica, cioè di andare da
quello che io capisco su un campione a quello che probabilmente è il dato sull’universo (la statistica
si basa sul fatto ce io per analizzare la popolazione italiana come la pensa non mi prendo tutti gli
italiani, mi prendo un campione che si spera sia rappresentativo del cosiddetto universo, quindi di
tutta la popolazione).è importante che il campione che individuo possa ritenere in modo ragionevole
che abbia delle caratteristiche rappresentative di tutta la popolazione, quindi campionamento; vado
a fare un’indagine su un campione, che è sufficientemente ampio per i miei scopi, con l’obiettivo di
poter dire: se 1.000 la pensano così, molto probabilmente 60 milioni la pensano così, quindi si fa il
passaggio dal campione alla popolazione, all’universo, con l’inferenza. Questa è la RICERCA
QUANTITATIVA. La si usa quando devo poter misurare dei fenomeni.
La RICERCA QUALITATIVA non serve invece per pesare dei fenomeni, ma per capire dei fenomeni, per avere
delle risposte, o degli spunti.
Quindi indagini quantitative e qualitative si differenziano da quelle a tavolino perché i dati li vado a prendere
freschi sul mercato, quindi faccio attivamente una nuova raccolta di dati; fra di loro quantitative e qualitative
sono diverse, perché le qualitative sono basate su poche rilevazioni, e quantitative su molte rilevazioni, che
devono permettere a chi fa la ricerca di mercato di dire quello che ho capito su questo campione va bene per
tutti.
Quando utilizzo le ricerche di mercato di tipo qualitativo? à
1) ad esempio quando voglio esplorare fenomeni completamente nuovi di mercato, di consumo,
fenomeni di cui le imprese di quel mercato non sa