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Proposte ed offerte concorrenti - Tesi

La tesi realizzata tratta delle novità più rilevanti introdotte dal decreto D.L 83/2015 nell' ambito delle procedure concorsuali, con particolare riferimento a proposte ed offerte concorrenti. Università degli Studi di Bologna - Unibo. Scarica il file in formato PDF!

Materia di Diritto delle procedure concorsuali dal corso del relatore Prof. R. Vecchi

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Indice

Introduzione………………………………………………………

…………………….2

Capitolo 1. Le proposte concorrenti……………………………...3

Ruolo, obiettivi ed utilità delle proposte

1.1 concorrenti………………………….3

Contenuto art. 163 lf: l’iter

1.2 legislativo…………………………………………………5

Capitolo 2. Le offerte concorrenti………………………………..13

Ruolo e significato delle offerte

2.1 concorrenti………………………………………13

Contenuto art. 163 bis lf: l’iter legislativo…………………………..

2.2 ………………14

Capitolo 3. DL 83/2015: cos’altro è cambiato? ........................17

Contratti

3.1 pendenti……………………………………………………………………

………..17

Finanziamenti

3.2 interinali…………………………………………………………………....

.17

Conclusioni……………………………………………………..........19

Bibliografia e Sitografia………………………...............…...........20

Introduzione.

Numerose sono le riforme intervenute, non ultima quella

del 2015, le quali hanno apportato significative modifiche alla

disciplina delle procedure concorsuali con riferimento non

solo al fallimento ma anche al concordato preventivo e

fallimentare.

Tali cambiamenti hanno visto il legislatore prendere una

direzione del tutto opposta rispetto al passato: per la prima

volta infatti, si evita di colpevolizzare l’imprenditore in crisi ed

anzi si lavora per sostenerlo e permettere alla sua impresa di

sopravvivere.

Dunque le procedure concorsuali nate con un’impronta

fortemente liquidatoria, oggi sono state completamente

sovvertite e l’attenzione rivolta all’imprenditore in difficoltà e

alla soddisfazione dei creditori. Proprio quest’ultimi con la mini

riforma del 2015, hanno assunto un ruolo differente e più

influente rispetto al passato: il decreto difatti ha riconosciuto

agli stessi la possibilità di intervenire attivamente nella

procedura di concordato, attraverso la presentazione di

proposte e offerte concorrenti.

Ciò ha permesso alla procedura di acquisire un carattere

negoziale, e mentre tutte le riforme precedenti, come si

diceva, si sono focalizzate sull’imprenditore, quella del 2015

sembra orientarsi anche a sostegno dei creditori e, in

generale, voler fornire una tempestiva ed efficiente gestione

della crisi aziendale, così da favorire un’anticipata emersione

dei casi di difficoltà e contenere quanto più possibile le perdite

sul piano economico.

Capitolo 1. Le proposte concorrenti.

1.1 Ruolo, obiettivi ed utilità delle proposte

concorrenti

L’art. 3 del D.L. n. 83/2015 introduce una novità molto

interessante, probabilmente una delle più rilevanti: la possibilità

per i creditori di presentare proposte di concordato preventivo

alternative rispetto a quella del debitore.

Benché già esistesse tale possibilità nel concordato

fallimentare, non era affatto scontato che ciò sarebbe stato

previsto anche in materia di concordato preventivo. Questo

perché i due istituti che possono apparire simili, sono in realtà

fortemente diversi soprattutto per quanto riguarda la situazione-

presupposto: mentre nel concordato fallimentare il debitore è già

stato dichiarato fallito e di conseguenza soggetto a

spossessamento, quello preventivo si verifica in luogo del

fallimento impedendone l’avvio. Ciò significa che, in quest’ultimo 3

caso, non vi è alcun esproprio e il debitore conserva la sua

capacità dispositiva.

Con il riconoscimento ai creditori della possibilità di

subentrare al posto del proprietario dei beni aziendali e disporre

degli stessi, si assiste di fatto ad una forma di esproprio extra

ordinem con conseguente riduzione dell’autonomia patrimoniale

1

del debitore.

Perfettamente a conoscenza del rischio che tale fatto

poteva comportare sul piano costituzionale, il legislatore ha

adottato diverse misure cautelari quale, ad esempio, il divieto di

presentare proposte concorrenti qualora quella del debitore

venisse valutata dal professionista attestatore come idonea al

2

soddisfacimento dei crediti chirografari in misura almeno pari al

40%, percentuale che scende al 30% nel caso di concordato

con continuità aziendale (art 186 bis lf.). Di conseguenza, la

libertà del debitore di disporre dei beni, non potrà essere limitata

sempre ma solo sotto certe condizioni.

L’aver agito con prudenza non ha tuttavia alterato

l’obiettivo principale di tali proposte che è da ricercare nella

miglior soddisfazione dei creditori e di una loro tutela dalla

possibilità che il debitore, godendo di un vantaggio informativo,

metta in atto comportamenti opportunistici tali da danneggiare la

massa creditoria. Coerentemente a quanto detto, il D.L. 83/2015

precisa con l’aggiunta di un inciso all’art. 161, primo comma,

1 Speciale decreto n. 83/2015: “Proposte/piani ed offerte concorrenti” Filippo Lamanna Danilo Galletti, Giuffrè

2015.

2 L’art. 161, comma 3 lf. afferma che <Il piano e la documentazione di cui ai commi precedenti devono essere

accompagnati dalla relazione di un professionista, designato dal debitore, in possesso dei requisiti di cui

all’articolo 67, terzo comma, lett. d), che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano

medesimo. Analoga relazione deve essere presentata nel caso di modifiche sostanziali della proposta o del

piano.> lettera e) che qualunque sia il concordato (facendo intendere la

possibilità di presentare proposte concorrenti anche nel caso di

concordato con cessione dei beni), è necessario che la proposta

procuri utilità in favore di ciascun creditore . L’utilizzo del termine

3

utilità risulta particolarmente efficace in quanto permette di

includere non solo i casi in cui l’estinzione del debito avviene

sotto forma di denaro, ma anche quando questa ha luogo

attraverso le altre modalità previste (attribuzione di azioni,

obbligazioni, ecc.).

Da una più ampia prospettiva, la proposta di concordato,

se idonea, è in grado di apportare utilità non solo ai creditori ma

di fatto anche al debitore che si sottrae al fallimento e al mercato

che in tal modo evita di assistere alla cessazione dell’impresa.

I vari aspetti sopracitati, li troveremo intrecciati in un iter

particolarmente complesso, ricco di vincoli e condizioni che

lascia ancora parecchi dubbi: infatti al momento non abbiamo

certezze sulla validità di tale strumento, solo il tempo saprà dirci

qualcosa in merito, aiutandoci a delineare in modo più chiaro il

ruolo svolto dalle stesse nell’ambito della procedura.

1.2 Contenuto art. 163 lf: l’iter legislativo

Ai primi tre commi dell’art. 163 lf troviamo descritta l’ipotesi

di ammissione alla procedura di concordato preventivo, cui

principale protagonista è il tribunale, il quale con la formulazione

dell’apposito decreto procede alla nomina del giudice delegato e

3 L’art. 161, primo comma, lettera e) richiede il deposito di <un piano contenente la descrizione analitica delle

modalità e dei tempi di adempimento della proposta; in ogni caso, la proposta deve indicare l’utilità

specificamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente si obbliga ad assicurare a

ciascun creditore.> 5

del commissario giudiziale, alla convocazione dei creditori 4

nonché all’indicazione del termine, non superiore a quindici

giorni, per il deposito delle spese di giustizia da parte del

ricorrente , pena la revoca dell’ammissione ai sensi dell’art. 173

5

lf. Quest’ultimo dovrà inoltre consegnare al commissario, entro

sette giorni, le scritture contabili e fiscali obbligatorie.

Il quarto comma introduce quanto è di nostro interesse

ovvero le proposte concorrenti, il cui iter si apre con l’indicazione

dei soggetti abilitati alla presentazione delle stesse. In merito a

ciò, la norma dimostra elevata cautela limitando la legittimazione

soggettiva ai soli creditori, e non a qualunque terzo, che

rappresentino almeno il 10% dei crediti risultanti dalla situazione

patrimoniale depositata dal debitore .

6

I creditori devono peraltro essere tali sulla base di un titolo

anteriore alla domanda, come si evince dalla formulazione

normativa, che permette sì di acquisire crediti nel corso della

procedura per raggiungere la sopracitata soglia, ma solo a chi

sia già creditore.

La competizione viene dunque circoscritta nell’ambito di

una comunità soggettivamente limitata, e ciò va in parte a

compensare i ridotti poteri dispositivi dei creditori concorsuali

nell’ipotesi in cui la proposta del debitore venga approvata.

4L'art. 3 del D.L. 27 giugno 2015 n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132 ha

cambiato il termine per la convocazione, che è stato portato da trenta a centoventi giorni dalla data del

provvedimento.

5 L’art. 163 lf, secondo comma, punto 4 stabilisce inoltre che: < la somma da richiedersi dovrà essere pari al

50 per cento delle spese che si presumono necessarie per l’intera procedura, ovvero la diversa minor somma,

non inferiore al 20 per cento di tali spese, che sia determinata dal giudice. Su proposta del commissario

giudiziale, il giudice delegato può disporre che le somme riscosse vengano investite secondo quanto previsto

dall’articolo 34, primo comma.>

6 Ai sensi dell’articolo 161, comma 2, lettera a).

Sotto il profilo procedimentale, si richiede il deposito di

eventuali proposte concorrenti e il relativo piano non oltre trenta

giorni prima dell’adunanza dei creditori, tuttavia, come si è già

ribadito in precedenza, esistono circostanze che vietano la

presentazione delle stesse; per citarne una la condizione-soglia

del 40%, esigendo solo che questa sia indicata nella proposta di

concordato del debitore, lasciando scoperta l’eventualità non poi

così remota, che egli abbia promesso più di quanto possa

effettivamente permettersi.

Certo sulla veridicità dei dati e fattibilità del piano si

esprime il professionista attestatore nella sua relazione, ma il

7

fatto che egli venga nominato dal debitore può destare qualche

dubbio sull’ autenticità e attendibilità delle sue attestazioni. Di

conseguenza, la presenza di quest’ultime potrebbe non risultare

sufficiente alla totale eliminazione del suddetto rischio.

D’altronde non sarebbe la prima volta che, nonostante i tanti

controlli previsti, il piano del debitore si riveli del tutto “farlocco”.

Con riferimento alle imprese costituite in forma societaria,

la norma prevede un’ulteriore misura cautelare volta ad evitare

che la proposta concorrente sia in qualche modo riferibile al

debitore, ovvero il divieto di presentazione della proposta da

parte di soggetti che, rispetto al debitore, sono controllanti,

controllati o sottoposti a comune controllo. Tali crediti non

vengono infatti considerati nel calcolo del valore-soglia del 10%

e non a caso tali soggetti sono, ai sensi dell’art. 177, comma

quarto, esclusi anche dal voto.

7 Ai sensi dell’articolo 161, comma 5. 7

Risulta inoltre evidente che la proposta dei creditori avrà

ad oggetto le passività del debitore, le quali, quasi sempre,

vengono soddisfatte attraverso i beni (o un loro controvalore) del

debitore stesso. Di conseguenza, affinché sia possibile per gli

aventi diritto presentare proposte idonee, è senza dubbio

necessaria un’approfondita conoscenza del piano presentato dal

debitore e delle cause che hanno condotto l’impresa ad uno

stato di crisi; tutte informazioni di cui dispone il commissario

giudiziale e che questo è chiamato a fornire qualora i creditori ne

facessero domanda.

Ma questo non è l’unico adempimento richiesto al

commissario, il quale ad integrazione della relazione

particolareggiata (di cui all’art. 172, primo comma) deve,

nell’ipotesi in cui vengano presentate proposte alternative,

realizzare un’ulteriore documento nel quale dar vita ad una

comparazione fra le stesse. Tale previsione risulta più che

doverosa, perché indispensabile ai creditori per la formulazione

di un voto informato e consapevole, soprattutto se si considera

che oggi, la legge lascia ampia autonomia privata per la stesura

del piano e la scelta delle modalità, senza prevedere alcun

schema preimpostato. 8

Il deposito del suddetto documento deve avvenire almeno

dieci giorni prima dell’adunanza dei creditori, mentre il termine è

fissato a quindici giorni prima per la modifica delle proposte

presentate (ivi compresa quella del debitore). Inoltre qualora

emergano informazioni che i creditori devono conoscere ai fini

8 Si ricordi che anche nelle proposte concorrenti può essere prevista la suddivisione in classi dei creditori, la

quale se presente richiede il consueto controllo da parte del tribunale. Quest’ultimo, come nel caso in cui sia il

debitore a prevedere le classi, deve verificare che siano stati adottati i corretti criteri di omogeneità con

riferimento alla persona giuridica e agli interessi economici.

dell’espressione del voto, il commissario dovrà procedere alla

realizzazione e successivo deposito di un’altra relazione.

Discorso diverso per il professionista attestatore che è

chiamato a redigere un ulteriore elaborato solo nel caso in cui, a

fronte delle proposte alternative presentate, siano venuti alla

luce aspetti rilevanti e non trattati nella relazione di cui all’art.

161, terzo comma.

Al quinto comma, l’art. 163 riporta quanto segue «La

proposta può prevedere l'intervento di terzi e, se il debitore ha la

forma di società per azioni o a responsabilità limitata, può

prevedere un aumento di capitale della società con esclusione o

limitazione del diritto d’opzione».

Tale possibilità sembra mirare, da un lato, alla

ricapitalizzazione della società qualora ciò fosse necessario per

il rilancio della stessa, e dall’altro, riconoscendo la facoltà di

limitare o escludere il diritto d’opzione sembra si voglia evitare

che i vecchi soci restino incontrastati a capo dell’impresa

risanata.

Si noti che nell’ipotesi in cui sia la proposta dei creditori ad

essere omologata e questa preveda, fra le altre cose, un

incremento di capitale potrebbe risultare necessaria la nomina di

un amministratore giudiziario se mai i soci si dimostrino restii a

deliberare il suddetto aumento. Realtà quest’ultima non poi così

remota dato che non solo i soci sono chiamati ad effettuare un

esborso di denaro ma oltretutto questo viene loro imposto da un

soggetto terzo. 9


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
Docente: Vecchi Rosa
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher .Giulia11 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto delle procedure concorsuali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Vecchi Rosa.

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