Università degli Studi di Parma
Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali
Corso di Laurea Magistrale in Giornalismo, Cultura Editoriale, Comunicazione Ambientale e Multimediale
Propaganda: come un prodotto editoriale può smuovere le masse
Caso di studio sul Libretto Rosso di Mao
Relatore: Prof. Matteo Truffelli
Correlatrice: Prof.ssa Isotta Piazza
Laureandə: Giorgia Canino
Anno accademico: 2024-2025
« Un libro è una pistola carica nella casa del vicino. Brucialo, toglierai il proiettile dall’arma » — Ray Bradbury, Fahrenheit 451
Sommario
- Introduzione .......................................................................................................................... 1
- Capitolo 1 – Propaganda: definizioni e storia .................................................................... 5
- 1.1 Definire il termine....................................................................................................... 5
- 1.2 La propaganda editoriale nella storia....................................................................... 9
- 1.3 Elementi di manipolazione: masse, condottieri, tecniche di propaganda ........... 18
- 1.3.1 Masse ................................................................................................................... 18
- 1.3.2 Condottieri ........................................................................................................... 20
- 1.3.3 Tecniche di propaganda ....................................................................................... 21
- 1.4 Esempi in editoria: il Mein Kampft e le opere di Lenin ....................................... 31
- 1.4.1 Mein Kampf ......................................................................................................... 32
- 1.4.2 Lenin: «Che fare?», «Stato e Rivoluzione» e altre opere .................................... 41
- Capitolo 2 – Il Libretto Rosso: un caso emblematico ...................................................... 45
- 2.1 La propaganda di Mao ............................................................................................. 45
- 2.2 Il Libretto Rosso ...................................................................................................... 54
- 2.2.1 Libretto Rosso: Genesi ........................................................................................ 54
- 2.2.4 Libretto Rosso: Significati ................................................................................... 57
- 2.2.2 Libretto Rosso: Edizioni ...................................................................................... 61
- 2.2.3 Libretto Rosso: Diffusione .................................................................................. 75
- 2.3 Iconografia e cultura ................................................................................................ 82
- Capitolo 3 - Cosa resta del Libretto Rosso ....................................................................... 95
- 3.1 Valore e trasformazione ........................................................................................... 95
- 3.1.1 Collezionismo ...................................................................................................... 95
- 3.1.2 Valore economico ................................................................................................ 99
- 3.1.3 Parodie e imitazioni ........................................................................................... 101
- 3.1.4 «Xiaohongshu» oggi .......................................................................................... 107
- 3.1.5 Opinioni dal mondo ........................................................................................... 109
- 3.2 Il Libretto in Cina ....................................................................................................117
- 3.1 Valore e trasformazione ........................................................................................... 95
- Conclusione ....................................................................................................................... 135
- Bibliografia ........................................................................................................................ 137
- Sitografia ........................................................................................................................... 141
- Appendice .......................................................................................................................... 147
Introduzione
L’arte della propaganda è sempre esistita, fin da quando l’uomo iniziò a delineare una struttura sociale e un sistema di potere. Nel corso dei secoli ha assunto connotazioni diverse, così come definizioni sempre nuove e spesso discordanti fra loro. Molti studiosi hanno indagato su questo fenomeno studiandone i diversi aspetti, dalle sue origini alle sue caratteristiche intrinseche, attraverso approcci metodologici di carattere storico, scientifico e sociale. Nonostante la difficoltà di incanalare la propaganda in un’unica interpretazione universalmente condivisa, essa si è configurata come uno strumento comunicativo di grande efficacia, capace di esercitare una profonda influenza sull’opinione pubblica e la costruzione del consenso. La sua funzione principale è diventata quella di orientare percezioni, comportamenti e identità collettive, incidendo sulle modalità attraverso cui gli individui interpretano la realtà.
Con lo sviluppo della stampa e dei mezzi di comunicazione di massa la propaganda ha raggiunto livelli di applicazione e pervasività senza precedenti, diventando uno dei principali strumenti di legittimazione – soprattutto del potere – e mobilitazione. La sua applicazione ai sistemi editoriali ha permesso una diffusione più omogenea e globale. La circolazione di idee, storie, opinioni e ideologie su larga scala attraverso la pubblicazione di libri, opuscoli, giornali e manifesti ha contribuito alla formazione di un’opinione pubblica salda, ma ha anche reso possibile un’ulteriore manipolazione di essa. Il controllo dell’informazione scritta ha dimostrato, quindi, il suo potere in quanto mezzo di comunicazione concreto e affidabile.
La storia però ci dice che la propaganda non è stata applicata solo con l’obiettivo di rafforzare un’autorità personale, ma ha portato anche alla realizzazione di progetti più grandi come la liberazione da un regime monarchico, o la spaccatura interna di una religione. La produzione editoriale è stata utilizzata per sostenere cause sociali, rivoluzioni politiche e progetti nazionali. La propaganda ha unito popoli, ne ha contrapposti altri, ha dimostrato la sua forza non solo a livello locale ma anche mondiale. Tutto ciò grazie all’insieme di diversi elementi che uniti tra loro secondo specifiche direttive hanno portato alla costruzione di un’identità collettiva e un sistema unico di pensiero.
In questa tesi pertanto si andranno ad analizzare i diversi fattori che compongono e danno vita a un qualsiasi apparato propagandistico, ponendo particolare attenzione all’ambito editoriale e rispondendo alla domanda di ricerca: «Come può un semplice prodotto editoriale influenzare un’intera massa? Quali sono le caratteristiche che lo compongono e in che misura vengono applicate?»
L’incrocio di un’analisi approfondita sul significato del concetto “propaganda” e lo studio dei suoi elementi, attraverso un’interpretazione sociologica e comunicativa, aiuterà a comprendere quali siano gli strumenti che fanno di un prodotto editoriale uno strumento di mobilitazione di massa.
A tal proposito, si prenderà in oggetto uno dei casi di studio più emblematici della propaganda del Novecento: il Libretto Rosso di Mao Zedong. Il periodo maoista in Cina rappresenta un caso particolarmente utile per comprendere in che modo la propaganda può essere applicata su larga scala, specialmente attraverso l’uso e la manipolazione dei prodotti editoriali. In tal contesto, attraverso immagini, slogan, manifesti e strumenti educativi, la propaganda maoista non si limitò solo alla diffusione di messaggi ideologici, ma divenne parte integrante della vita quotidiana di ciascun cittadino. La comunicazione politica e strategica di Mao arrivò ad assumere un ruolo centrale nel suo progetto rivoluzionario volto alla costruzione di una “Nuova Cina”, contribuendo allo stesso tempo al rafforzamento del culto della personalità attorno alla sua figura di leader.
Si analizzerà quindi il ruolo del Libretto Rosso come strumento di propaganda editoriale, con l’obiettivo di comprendere in che modo esso sia stato impiegato per consolidare il consenso e contribuire alla costruzione dell’identità collettiva nella Cina maoista e contemporanea. L’analisi si inserirà in una riflessione più ampia sul rapporto tra storia, strategie politiche, tecniche di comunicazione e pratiche manipolatorie, che vedranno la propaganda non soltanto come mezzo di trasmissione ideologica, ma come processo di costruzione di un’identità ben caratterizzata.
Dal punto di vista metodologico, il lavoro dal secondo capitolo in poi si proporrà di combinare l’analisi del contesto storico maoista con l’analisi prettamente comunicativa e simbolica del testo in oggetto. Il Libretto Rosso verrà infatti sviscerato nei suoi significati più complessi, le vesti editoriali e le applicazioni nella vita quotidiana e politica dei cittadini cinesi. Accanto a queste analisi, la tesi includerà una discussione esplorativa data dal risultato di un sondaggio distribuito al pubblico cinese, che punta a rispondere al secondo quesito di questa ricerca: «Cosa è stato il Libretto Rosso per il popolo cinese, e cosa rappresenta oggi? Quanto è presente nella vita di tutti i giorni e in che modo riesce ancora, a distanza di anni, a influenzare le persone?»
Per rispondere a queste domande l’indagine si concentrerà in particolar modo sulla sfera emotiva, individuale e culturale di ciascun partecipante, così da comprendere in che modo i meccanismi interni di un progetto editoriale come il Libretto Rosso incidano sulla realtà sociale. L’obiettivo della ricerca è quello di riuscire a collocare nella questione contemporanea il testo in oggetto, andando a scoprire se sia veramente ancora oggi un elemento impattante e persistente nella vita di tutti i giorni.
Pertanto, la tesi è articolata in tre capitoli principali:
- Il primo capitolo presenterà un quadro teorico sul concetto di “propaganda”, analizzandone le definizioni, le caratteristiche e il particolare rapporto tra comunicazione, potere e costruzione del consenso. Successivamente si affronterà il suo sviluppo storico nel corso dei secoli, facendo continuamente riferimento all’importanza dell’editoria come mezzo di diffusione propagandistica efficiente. Dopodiché si approfondirà la questione con un’ottica più tecnica, ponendo un accento sui meccanismi psicologici della persuasione e la loro applicazione nel discorso pubblico. Verranno infatti illustrate alcune delle strategie propagandistiche più utilizzate, arricchite da diversi esempi di riferimento. Infine, ci si concentrerà su due esempi concreti che hanno esercitato un forte impatto propagandistico e di mobilitazione di massa: il Mein Kampf di Hitler e le opere scritte di Lenin.
- Il secondo capitolo ricostruirà il contesto storico e politico della Cina maoista, dalle prime fasi della presa del potere di Mao fino alla Rivoluzione Culturale. Verranno ricostruite alcune delle campagne politiche più impattanti attuate da Mao per la costruzione di uno stato socialista e un progetto rivoluzionario di massa. Il ruolo della propaganda verrà posto al centro, evidenziandone le modalità e gli effetti sulla popolazione, a conferma di ciò che era stato discusso nel capitolo precedente. Alla luce di ciò, verrà introdotto il Libretto Rosso attraverso il suo racconto storico ben preciso. Verranno illustrate le numerose tappe che hanno portato alla sua realizzazione, insieme alle continue trasformazioni di veste editoriale spiegate alla luce dei cambi politici e sociali che le hanno determinate. Si entrerà dentro la sua definizione, analizzando i significati più complessi e quelli più intuibili così da comprendere l’opera a trecentosessanta gradi. Per fare questo, infatti, non servirà conoscere solo i contenuti delle citazioni, ma anche il modo in cui il libro che le contiene è nominato, percepito, conosciuto e soprattutto utilizzato nei diversi contesti culturali (come per esempio quello occidentale). Si vedrà poi in che modo il Libretto Rosso sia riuscito a diffondersi a macchia d’olio non solo in un grande paese come la Cina ma anche nel resto del mondo, esercitando una forte influenza in ambienti molto diversi da quello originale. Infine, si avrà una chiara visione su come il Libretto Rosso sia stato integrato, utilizzato e rappresentato nell’iconografia di manifesti, pellicole cinematografiche e oggetti di vita quotidiana.
- Il terzo capitolo sarà dedicato all’analisi del Libretto Rosso come prodotto editoriale e culturale. In una prima sezione verrà posta particolare attenzione alla trasformazione del Libretto in oggetto di valore non più ideologico ma simbolico ed economico, fra collezionismo locale e internazionale, e vendite all’asta. Verranno anche esaminate alcune delle parodie e imitazioni che hanno preso i contenuti o le caratteristiche esteriori del Libretto per rovesciarne il significato o sfruttarne l’efficacia propagandistica. Si arriverà anche a parlare della “Xiaohongshu”, l’app che è entrata nella vita quotidiana dei cittadini cinesi prendendo in prestito il nome e il formato del Libretto Rosso, diventandone quasi un alias. E si condurrà una ricerca analitica su diversi siti di acquisto online per individuare e commentare i pareri provenienti da tutto il mondo sul Libretto Rosso oggi, così da mettere in luce l’ampio apparato interpretativo contemporaneo. Infine, il capitolo si concluderà con la ricerca condotta dallə tesista, attraverso la diffusione di un sondaggio specifico che indagherà sulla percezione attuale del popolo cinese nei confronti del Libretto Rosso. Questo capitolo, infatti, punterà a mostrare in che modo il Libretto Rosso oggi sia concepito e interpretato. Il sondaggio arricchirà significativamente questa ricerca.
Nel complesso, i tre capitoli costituiscono un quadro sistematico che parte da una base teorica del concetto di propaganda, passa attraverso le specificità dei suoi meccanismi di manipolazione e arriva a individuare uno dei casi più emblematici dell’ultimo secolo: il Libretto Rosso di Mao Zedong.
Capitolo 1 – Propaganda: definizioni e storia
1.1 Definire il termine
Definire con precisione il concetto di ‘propaganda’ è sempre stato un compito arduo. Le mutevoli connotazioni assunte nel corso della storia ne hanno smantellato e rimodellato il valore semantico. Per questo motivo tentare di racchiuderlo in una singola determinazione o definizione univoca risulterebbe riduttivo e impreciso. Il termine ‘propaganda’ nasce con una valenza neutra, tuttavia, negli anni è stato associato a elementi negativi come le pratiche ad uso manipolatorio. Ciò ha portato a disprezzo e diffidenza nell’utilizzo della parola stessa. Occorrerebbe piuttosto abbattere qualsiasi pregiudizio e analizzare il concetto sotto una lente storico-critica, evitando così fraintendimenti o ridimensionamenti del significato.
Nel corso della storia diversi sono stati gli studiosi ad aver indagato sulla questione, chi con approcci metodologici approssimativi, chi con approfondimenti di carattere scientifico e sociale. Il politico e giurista statunitense Marbury Bladen Ogle (1879-1964) offrì una delle prime definizioni moderne, sintetizzando il concetto di propaganda come un «tentativo di convincere». Con ciò, Ogle precisò che il verbo “tentare”, in quel caso, implicasse un «cosciente e definito intento di influenzare la formazione di attitudini, opinioni e comportamenti» negli individui a cui si volesse indirizzare la propaganda. Ma questo, sebbene cogliesse un aspetto importante del fenomeno propagandistico ossia la volontà di esercitare un'influenza, risentì di qualche imprecisione.
Secondo il sociologo e teologo francese Jacques Ellul, l’idea di Ogle che ogni atto comunicativo volto a influenzare il prossimo potesse essere classificato come propaganda rischiava di includere una gamma eccessivamente ampia di situazioni quotidiane (come l’insegnamento, la predicazione religiosa e lo scambio comunicativo con genitori e amici). Perciò la definizione di Ogle, per il suo non saper distinguere in modo netto la comunicazione ordinaria da quella propagandistica, e il suo banalizzare un fenomeno complesso, fu considerata incompleta e messa in secondo piano. Tra gli anni Venti e Trenta del ‘900 si iniziò ad approfondire lo studio del termine da un punto di vista più scientifico e psicologico. Lo studioso e sociologo John Albig (1899-1963) elaborò una definizione secondo cui la propaganda consisteva in un’azione di natura psicologica, finalizzata a influenzare l’opinione pubblica, attraverso l’imposizione di idee, anziché mediante un loro chiarimento razionale.
Tale impostazione, pur riconoscendo correttamente la dimensione manipolativa della propaganda – intesa non come semplice trasmissione di informazioni, ma come processo orientato alla persuasione e al condizionamento – tendeva a caratterizzare il fenomeno in termini fortemente negativi e unilaterali. Albig sottol...
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