UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CASSINO
E DEL LAZIO MERIDIONALE
DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E GIURISPRUDENZA
TESI DI LAUREA TRIENNALE
IN ECONOMIA AZIENDALE
Produzione e distribuzione nel settore audiovisivo:
Il caso Netflix
Relatore Candidato
Prof. Sansone Marcello Reale Jonis
Matricola
59124
ANNO ACCADEMICO 2021/2022
Sommario
............................................................................................................................................................ 2
Introduzione
L’economia dei servizi audiovisivi................................................................................................................. 3
1 Definizione dell’AV Industry .................................................................................................................... 3
1.1 ............................................................................................................ 6
1.2 Analisi del mercato di riferimento
......................................................................................................................10
1.3 Analisi del contesto attuale ...................................................17
2 Ruolo del Marketing nel settore audiovisivo: innovazione nell'offerta ...................17
2.1 Il ruolo del marketing nel settore audiovisivo: analisi della letteratura di riferimento
Il ruolo dell’innovazione di prodotto nel settore ADV .........................................................................27
2.2 La distribuzione, l’innovazione di .............36
2.3 servizio e i paradigmi moderni del settore audiovisivo
........................................................................42
3 Le imprese del settore audiovideo: Focus sul caso Netflix
competitiva dell’AV Industry: I principali player di mercato ................................................42
3.1 Analisi dell’impresa .............................................................................47
3.2 Il caso Netflix: Genesi ed espansione
3.3 Le principali strategie di marketing adottate da Netflix: definizione del nuovo business model,
dell’offerta e delle strategie distributive ...............................................................................................51
............................................................................................................................................................59
Conclusioni ......................................................................................................................................................61
Ringraziamenti
............................................................................................................................................................62
Bibliografia
...............................................................................................................................................................70
Sitografia 1
Introduzione
L’industria audiovisiva ha ad oggi un valore complessivo superiore ai 535 miliardi
di dollari (Guttman, 2022), e ciò la rende la colonna portante del mercato
dell’intrattenimento. Si tratta di un mercato in costante evoluzione, facilmente
suscettibile ai cambiamenti economici, tecnologici e sociali.
definita l’AV Industry, per poi procedere
In questa tesi verrà, in apertura, con lo
studio del mercato statunitense ed europeo; verrà analizzata la sua evoluzione sin
un’illustrazione della situazione attuale.
dalla sua origine, fino ad arrivare ad In
secondo luogo, si analizzerà il ruolo che il marketing assume nelle varie fasi del
processo di creazione di un prodotto audiovisivo, sia per ciò che concerne il
marketing strategico che operativo. A seguire verrà descritta la forte evoluzione di
prodotto e di servizio (scendendo, ove possibile nei limiti della materia trattata, nei
dettagli tecnici delle più grandi innovazioni), fino alla creazione del digitale, del
Video On Demand (VOD) e delle nuove forme di distribuzione. In terzo ed ultimo
luogo, verrà approfondito il caso della piattaforma di streaming on-demand Netflix,
studiando dapprima la situazione attuale del mercato Subscription Video On
le strategie chiave adottate dall’impresa
Demand (SVOD), per poi proseguire con
di piccole dimensioni ad una multinazionale; infine, verrà
per passare da un’entità
analizzata la composizione del portafoglio prodotti presente sulla piattaforma in
modo tale da spiegare le strategie di produzione e distribuzione adottate
dall’impresa. 2
1 L’economia dei servizi audiovisivi
Definizione dell’AV Industry
1.1 Per “industria – –
dei servizi audiovisivi” (AV Industry, o in italiano Industria
l’insieme dei
ADV), si intende settori industriali caratterizzati da prodotti contenenti
immagini in movimento. Basandosi sul modello distributivo, è possibile
l’industria in tre
suddividere mercati principali: Cinema, TV e Web. (La Torre,
1999)
Questa categorizzazione non tiene però conto del mercato direct-to-video (DTV).
Si tratta dei prodotti che vengono pubblicati in formato home video, non passando
per la release cinematografica del paese oggetto di studio. Questi possono essere di
tre tipi (Sanjek, 1995):
a. Prodotti di major cinematografiche ideati in via esclusiva per il mercato
home video;
b. Prodotti che hanno visto una precedente pubblicazione sulla TV via cavo, o
prodotti esteri, anche pensati per il cinema nel paese di origine, che non
raggiungono le sale cinematografiche nel paese importatore;
c. Film indipendenti.
Ciò nonostante, è giusto considerare che questo settore è ad oggi sovrapponibile al
web market, in quanto i servizi on-demand stanno pian piano andando a sostituire
la funzione assunta dapprima dalle videocassette e in seguito da DVD e Blu-Ray.
C’è da aggiungere, inoltre, che il mercato web ha subito molte mutazioni negli
ultimi vent’anni: l’approdo dei servizi
con di streaming dei contenuti, la struttura è
molto più affine a quella cinematografica o televisiva, piuttosto che alla sotto
classificazione ideata da La Torre. Egli rilegava il web principalmente alla
distribuzione di prodotti home made e low budget, comunque evidenziando allo
all’epoca
stesso tempo le potenzialità della rete per la distribuzione di prodotti AV,
– –
ancora non sfruttate su larga scala a causa tra le altre cose delle limitazioni
tecnologiche.
Per tali ragioni, in questa sede web market sarà utilizzato come sinonimo del
mercato VOD (Video on Demand). 3
Feature film Web series
By duraton Entertainment
Short movie Web movie
Cinema Products Fiction Video
By content Documentary Fiction Viral video
Marketing and
Film Branded
Single Episode promotion
TV Movie web series
Web products
Telefilm/ Fashion Film
Fiction Sit-com Web reality
Social
Serial Drama/ Web talk
Non
Soap Opera/ Tutorial
fiction Entertainment
TV Products Telenovela Vlog
and education
Information Still life
Entertainment
Sport Classificazione dell'AV Industry secondo La Torre, 1999
Non fiction Culture
Communication
Marketing Fonte: Adattato da La Torre, 1999
Il mercato Video on Demand, in base al business model, è a sua volta scomponibile
(Kaysen, 2017) in:
- SVOD (Subscription Video on Demand)
Si tratta di un modello di business basato su abbonamenti periodici,
generalmente mensili o annuali. Il consumatore, in cambio, ha a
disposizione una vasta gamma di titoli tra cui scegliere senza alcun
supplemento di prezzo. Il player di mercato più importante in questo settore,
sia per fatturato che per numero di iscritti, è Netflix. (Ene & Schneeberger,
2022)
- TVOD (Transactional Video on Demand)
Questo è adottato dalle imprese che offrono un servizio pay-per-view.
Ciascun prodotto viene acquistato o noleggiato singolarmente.
Il TVOD è utilizzato, ad esempio, da Google, attraverso Google Play Film.
- AVOD (Advertising Video on Demand)
L’AVOD offre al consumatore un’alternativa gratuita rispetto ai servizi
SVOD e TVOD. L’impresa
fondati su che decide di adottare il modello
AVOD basa le sue entrate sulle pubblicità, mostrate al consumatore durante
la fruizione dei prodotti. Il servizio Rai Play, offerto dalla Radiotelevisione
Italiana, adotta questa tipologia di VOD.
4
- PVOD (Premium Video on Demand)
Quest’ultimo modello può essere inteso come una sottocategoria dei
precedenti. In seguito a un abbonamento o a singole transazioni, il
consumatore finale ha la possibilità di fruire contenuti premium, quali
anteprime cinematografiche o film ancora in sala.
I modelli in questione sono spesso integrati tra di loro: Disney+ offre un servizio
basato sui modelli SVOD e PVOD, Amazon Prime Video integra SVOD e TVOD,
– –
Mediaset Infinity recentemente nata dalla fusione di Mediaset Play ed Infinity
si basa su SVOD, TVOD e AVOD, mentre Chili combina i modelli TVOD e
AVOD.
In ambito televisivo, invece, possiamo distinguere due diverse
tipologie di servizi:
- FTV (Free to View)
Il Free to View sostituisce, tecnologicamente, il precedente servizio di
messa in onda denominato Free to Air. Il FTV, a differenza del FTA, offre
un livello di sicurezza maggiore per i detentori di copyright, in quanto
usufruisce di canali crittografati. (What Satellite & Digital TV, 2012) Il
l’impresa opta
revenue model rimane però invariato: per sostenersi per un
massivo uso di pubblicità.
- Pay TV (Pay Television)
Per Pay TV si intende un servizio di messa in onda, al quale il consumatore
In questo caso, l’impresa avrà due
può accedere tramite abbonamento.
diverse fonti di utilità: da una parte le pubblicità, generalmente meno
dall’altra
consistenti del servizio FTV; i proventi ottenuti dalle
sottoscrizioni. In Europa, la leader del settore è Sky. (Ene & Schneeberger,
2022)
In genere, servizi di tipo FTV o FTA vengono offerti sia da aziende pubbliche che
private, mentre le Pay TV sono di norma più diffuse tra le imprese private. (Ene &
Schneeberger, 2022) 5
1.2 Analisi del mercato di riferimento
Il mercato ADV ha subito diverse mutazioni dalla sua nascita, risalente al 1895 con
l’invenzione del Cinematografo da parte dei Fratelli Lumière. (Rondolino, 2005)
Fonte: Pautz, 2002
In pochi decenni, il Cinematografo ha avuto una veloce diffusione, ed ha visto una
crescita tale che, al termine dei Ruggenti anni Venti, circa il 65% della popolazione
statunitense si recava al cinema almeno una volta a settimana.
che l’andamento
È durante la Grande Depressione della curva è diminuito
drasticamente, con una partecipazione scesa al 40% nel 1933, per poi vedere una
ricrescita al passo con la ripresa economica, ritornando ad una frequenza pari circa
al 60% negli anni Quaranta. La televisione viene inventata nella seconda metà degli
anni Venti, ma la crisi economica prima e la guerra mondiale poi ne rallentano la
diffusione. (Pautz, 2002)
È solo nel 1947 che questa diviene di uso comune, e si può notare dal grafico come
la sua diffusione abbia avuto effetto sul mercato.
Nel decennio 1947-1957, la produzione di televisori ha subito un aumento del
l’81% della
4000%, e nel 1958 circa popolazione statunitense disponeva di almeno
una postazione televisiva nella propria abitazione. (Kahn, 1958)
Nella prima metà degli anni Cinquanta l’andamento decrescente viene spezzato. A
contribuire alla lieve ripresa di quegli anni, vi fu l’aumento delle proiezioni nelle
–
sale cinematografiche dei film a colori, grazie al libero impiego del Technicolor
–
tecnologia impiegata per colorare le pellicole e della messa in commercio della
–
Eastman Color pellicola che mirava allo stesso scopo della precedente, ma che
6
flessibile nell’impiego e –.
rispetto ad essa risultava più più economica Grazie a
queste due tecnologie, la quantità di film a colori distribuiti nelle sale statunitensi
passò dal 20% al 50%. (Cinema del Silenzio) La diffusione del colore non fu
sufficiente a far ritornare la partecipazione ai livelli degli anni ruggenti o della
Seconda guerra mondiale, e dunque la tendenza riprese a decrescere, fino a
stabilizzarsi al 10% dalla seconda metà degli anni Sessanta in poi.
Analizzando il mercato statunitense, in questo periodo vi fu il boom delle
produzioni televisive. Gli investimenti nel settore arrivarono a trecento milioni di
dollari nel 1961, pari circa a tre miliardi di dollari odierni, e si arrivarono a produrre
settemila film l’anno. Sempre nello stesso periodo iniziarono ad essere sperimentate
alcune forme di trasmissione a pagamento, su scala ristretta, che gettarono le basi
per le moderne Pay TV. (UFVA, 1961)
Negli anni Settanta viene inventato il VCR (Video Cassette Recording),
anni Ottanta, nasce il mercato dell’Home
e con la sua diffusione, negli Video.
Inizialmente le VHS, videocassette affermatesi come standard del mercato,
venivano offerte al pubblico esclusivamente tramite un sistema di renting.
Verso la metà degli anni Ottanta il sistema cambiò, e sebbene il noleggio delle VHS
rimase importante per il settore, il mercato si aprì alla vendita delle stesse.
(Ulin, 2013)
Nonostante il VCR sia stato lanciato sul mercato nel 1972, solo nella metà degli
– –
anni Ottanta divenne al contrario delle previsioni un prodotto di massa.
Si attesta che nel 1985 il 30% delle case statunitensi avesse almeno un
videoregistratore, e nel periodo 1982-1986 le vendite delle videocassette crebbero
a ritmo esponenziale, raddoppiando di anno in anno. (Cusumano et Al., 1992)
che detenevano un’importante
Questo portò alla nascita dei prodotti direct-to-video,
quota del mercato home video, seppur inferiore rispetto ai prodotti sbarcati in
videocassetta provenienti dalle sale cinematografiche.
Leader del settore DTV per vendite effettive (sell-through) era la Walt Disney
Company, con prodotti di animazione per bambini, spesso sequel di film usciti al
cinema. (Sanjek, 1995) In questo periodo nacque la società di distribuzione
Blockbuster Video, che in pochi anni si espanse fino ad ottenne la posizione
dominante nel mercato, specializzata nel rental service. (Stradi, 2017)
7 Fonte: Waterman et Al., 2011
Il successo di questo settore trova riscontro anche nel report di Waterman et Al.,
l’impatto del mercato
dove si può notare home video nel PIL statunitense: se negli
anni Ottanta si trattava di una quota minoritaria, nel decorrere degli anni Novanta e
Duemila il solo mercato home video arrivò a contribuire al PIL due volte in più
con l’avvento
rispetto al solo mercato cinematografico, per poi iniziare a decrescere
delle tecnologie digitali. (Waterman et Al., 2011)
Ingressi annui nelle sale cinematografiche del Regno
Unito (Dati riportati in milioni)
1650
1550
1450
1350
1250
1150
1050
950
850
750
650
550
450
350
250
150
50 1951 1983
1933 1935 1937 1939 1941 1943 1945 1947 1949 1953 1955 1957 1959 1961 1963 1965 1967 1969 1971 1973 1975 1977 1979 1981 1985 1987 1989 1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003
Fonte: Elaborato personalmente sui dati del British Film Institute
Esaminando l’andamento annuale della curva relativa agli ingressi nelle sale
– –
cinematografiche britanniche, si può notare in linea di massima un fenomeno
simile a quello verificatosi negli Stati Uniti. In generale, il cinema ha visto un crollo
l’introduzione della TV prima, e del VCR poi
della frequenza assoluta con
C’è da considerare, inoltre, che quest’ultimo ha avuto
(McCosker, 1999). una
diffusione nel mercato britannico di gran lunga superiore rispetto agli altri paesi. Si
8
attesta che nel 1983, il tasso di penetrazione dei videoregistratori fosse pari al 29%,
quando negli USA era fermo al 10% e in Giappone al 12%. (Cusumano et Al., 1992)
alla comparsa dell’home video,
Tuttavia, in contemporanea in UK iniziarono ad
arrivare i primi cinema multisala. Tale evento determinò una timida ripresa,
passando dal punto più basso della curva, nel 1954, con un numero di ingressi al
cinema pari a cinquantaquattro milioni, fino a raggiungere una frequenza assoluta
superiore a centocinquanta milioni nei primi anni duemila. Tendenzialmente, nel
resto dell’Europa, il fenomeno verificatosi è sovrapponibile a quello britannico.
(McCosker, 1999) 9
1.3 Analisi del contesto attuale Fonte: The Numbers, 2022
Analizzando il mercato statunitense degli ultimi ventisette anni, si può notare come
il numero di biglietti venduti sia leggermente aumentato tra il 2000 e il 2002,
l’1.6
sfiorando miliardi nel 2002, per poi riprendere la tendenza decrescente, fino a
toccare l’1.2 miliardi nel periodo pre-pandemico.
È evidente la crescita degli incassi al box office, causata da un aumento dei prezzi
dovuto in parte maggioritaria dalla svalutazione del dollaro. Se nel 1995 un biglietto
aveva il costo medio di 4.35 $, nel 2019 un biglietto costava mediamente 9.16 $.
un
(The Numbers, 2022) Depurando il dollaro dall’inflazione, biglietto del 1995
la perdita del potere d’acquisto
sarebbe costato 7.30 $ odierni. In altre parole, spiega
differenziale.
il 70.6% dell’incremento
Mercato audiovisvo statunitense (2014-2021)
$ 40,0 Mld
$ 30,0 Mld
$ 20,0 Mld
$ 10,0 Mld
$ ,0 Mld 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021
2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021
Cinema $ 10,4 Mld $ 11,1 Mld $ 11,4 Mld $ 11,1 Mld $ 11,9 Mld $ 11,4 Mld $ 2,2 Mld $ 4,5 Mld
Digitale $ 7,6 Mld $ 9,0 Mld $ 11,4 Mld $ 14,0 Mld $ 17,4 Mld $ 20,0 Mld $ 26,5 Mld $ 29,5 Mld
Fisico $ 10,3 Mld $ 9,1 Mld $ 8,0 Mld $ 6,8 Mld $ 5,8 Mld $ 4,7 Mld $ 3,5 Mld $ 2,8 Mld
Fi
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Produzione
-
Lezioni, Sistemi di produzione avanzati M
-
Tecnologia della produzione - Appunti
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Appunti intero corso Produzione vegetale