ALMA MATER STUDIORUM – UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
SCUOLA DI INGEGNERIA E ARCHITETTURA
SEDE DI BOLOGNA
CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA CIVILE
Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali
DICAM
TESI DI LAUREA
in
Telerilevamento e GIS
PROCESSO SCAN-TO-BIM NELLA MODELLAZIONE 3D DI UN EDIFICIO DA DATI
ACQUISITI CON SCANNER VOLUMETRICO A PROIEZIONE DI LUCE
STRUTTURATA
CANDIDATO: Mattia Ferrari
RELATORE: Prof. Gabriele Bitelli
CORRELATORE: Ing. Domenico Simone Roggio
Anno accademico 2021/2022
II Sessione
Abstract
L’obiettivo di questo lavoro è di fornire un contributo alla documentazione della sede storica
della facoltà Ingegneria dell’Università di Bologna situata in Viale del Risorgimento utilizzando
tecnologie di nuova generazione e di poter valutare le potenzialità delle stesse. La
metodologia utilizzata, che prende il nome di BIM (Building Information Modeling), prevede
la realizzazione di un modello tridimensionale dell’oggetto di analisi a cui si accompagnano
delle informazioni di diverso tipo. La tecnologia BIM, anche se nata per supportare con un
sistema informatico l’intero processo edilizio fino alla fase di progettazione, è stata impiegata
allo scopo di documentare ed analizzare un edificio già esistente: in questo caso è più
appropriato parlare di HBIM (Historical BIM). Con questo lavoro si è voluta sperimentare
l’integrazione tra un rilievo di una porzione dell’edificio (utilizzata dall’Area di Tecnica delle
Costruzioni del DICAM) situata al secondo piano dello stabile e il modello preesistente della
facoltà di Ingegneria, realizzata tramite un programma di modellazione parametrica che
lavora in ambiente BIM. Nei locali da rilevare sono state eseguite delle scansioni utilizzando
un Laser Scanner volumetrico a proiezione di luce strutturata, strumento che consente di
ricavare una nuvola di punti, dalla quale è possibile conoscere le coordinate 3D e ottenere i
dati spaziali degli ambienti. Per quanto riguarda la modellazione tridimensionale, il software
impiegato è stato Autodesk Revit Architecture, il quale viene utilizzato principalmente per la
progettazione di edifici di nuova costruzione e per la modellazione degli elementi costruttivi
gestiti da parametri e regole ben definiti. La nuvola di punti del dipartimento è stata
processata tramite un software open source chiamato CloudCompare. Poiché Revit non
permette di ricreare elementi agendo direttamente su una nuvola di punti, è stato utilizzato
un altro software, sempre della famiglia Autodesk chiamato ReCap che permette di caricare
la nuvola di punti in Revit. Per ricostruire gli elementi degli ambienti rilevati sono state
utilizzate delle famiglie specifiche che consentissero di ottenere un risultato il più vicino
possibile alla conformazione originale degli elementi. I risultati ottenuti sono positivi e, poiché
le metodologie di rilievo avanzate sono sempre più richieste nel caso di documentazione o
manutenzione di beni di interesse storico-architettonico, sarebbe interessante verificare se
con l’impiego di altri programmi di modellazione, o con l’integrazione di software diversi, si
possa raggiungere un grado di precisione maggiore rispetto a quanto ottenuto con questo
lavoro. 2
Indice
1.Introduzione ................................................................................................................ pag. 5
2. Cenni su BIM, HBIM e Scan to BIM ............................................................................ pag. 9
2.1 BIM ......................................................................................................................... pag. 9
2.2 Normativa in materia BIM ..................................................................................... pag. 17
2.3 HBIM ...................................................................................................................... pag. 27
2.4 Scan to BIM ............................................................................................................ pag. 31
2.5 IFC e standard ........................................................................................................ pag. 40
3. Metodologie e tecniche di rilevamento 3D ............................................................... pag. 45
3.1 Classificazione ........................................................................................................ pag. 45
3.2 Tecniche di acquisizione senza contatto attive ..................................................... pag. 47
3.2.1 Luce strutturata ...................................................................................... pag. 47
3.2.2 Laser ........................................................................................................ pag. 48
3.3 Calcolo delle distanze nelle tecniche senza contatto attive .................................. pag. 51
3.3.1 Triangolazione ........................................................................................ pag. 51
3.3.2 Differenza di fase .................................................................................... pag. 52
3.3.3 Tempo di volo (TOF) ............................................................................... pag. 54
3.4 Tecniche di acquisizione senza contatto passive: stereoscopia e fotogrammetria ...........
............................................................................................................................... pag. 56
4. Caso di studio .............................................................................................................. pag. 60
4.1 Inquadramento generale ....................................................................................... pag. 60
4.2 Metodologia della ricerca ...................................................................................... pag. 63
4.2.1 Strumentazione ...................................................................................... pag. 63
4.2.2 Tecniche di rilievo ................................................................................... pag. 68
4.2.3 Tecniche di elaborazione ........................................................................ pag. 72
4.2.4 Tecniche di modellazione e di restituzione ............................................ pag. 75
3
4.3 Svolgimento dello studio e prodotti ottenuti ........................................................ pag. 77
4.4 Confronto nuvola di punti e modello BIM e grado di accuratezza ottenuto ........ pag. 86
4.5 Discussione dei risultati ......................................................................................... pag. 88
5. Conclusioni .................................................................................................................. pag. 90
Appendice A. Geomatica ................................................................................................ pag. 92
A.1 Geodesia e georeferenziazione ............................................................................. pag. 93
A.2 Sistemi informativi geografici ............................................................................... pag. 100
A.3 Telerilevamento ................................................................................................... pag. 103
Bibliografia ..................................................................................................................... pag. 113
Sitografia ........................................................................................................................ pag. 114
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1. Introduzione
Nell’ambito dei Beni Culturali, la documentazione geometrica di un oggetto può essere
definita come l’azione di acquisizione, elaborazione, presentazione e memorizzazione dei dati
necessari per la determinazione, in un dato momento, della posizione, della forma e delle
dimensioni dell’oggetto rilevato nello spazio tridimensionale. Lo scopo della documentazione
3D attraverso tecnologie digitali è quello di memorizzare il presente dei beni architettonici,
così come sono stati modellati nel corso del tempo e costituire il background per gli studi sul
loro passato, così come per gli studi sul loro futuro e la loro conservazione. Inoltre, il rilievo
3D serve per conservare digitalmente il patrimonio, soprattutto in caso di perdite o
danneggiamenti. Un rilievo metrico accurato, dettagliato e completo, richiede un approccio
metodologico sistematico: impiegare le attrezzature più sofisticate non può prevenire errori
senza un’attenta procedura e la mancata conoscenza delle funzionalità strumentali o dei
software impiegati, così come l’accuratezza, non prescinde dalla corretta esecuzione degli
algoritmi di elaborazione che trasformano l’insieme dei dati in coordinate calibrate o misure
che possono essere visualizzate ed analizzate.
L’English Heritage Metric Survey Team definisce il rilievo come la descrizione grafica di edifici
e territorio tramite uno specifico standard, per fornire una base dati affidabile e ripetibile
senza specifici input soggettivi. Gli strumenti di rilievo agiscono a livello preservativo del bene
anche nel fornire materiale di valutazione diagnostica e di intervento preventivo. La
valorizzazione del bene diventa completa quando la descrizione metrica è affidabile ed
esaustiva e tutte le informazioni rilevate sono standardizzate e catalogate in sistemi
informativi che ne garantiscono l’interazione e la fruibilità a diversi livelli. L’inserimento nel
contesto socio-economico del patrimonio culturale costituisce, oltretutto, uno strumento
fondamentale per catalizzare l’interesse e garantirne efficienti strumenti di tutela. Quindi, in
relazione a diversi tipi di esigenze (turistiche, didattiche, conservazione, restauro), emerge
sempre più la necessità di definire sperimentalmente metodi e tecniche di rilievo al fine di
produrre modelli confrontabili e accessibili, modelli che possano essere fruibili in modo
partecipato, così da raggiungere e sensibilizzare diversificate fasce di utenti senza limiti spazio-
temporali. Le innovazioni tecnologiche stimolano la ricerca tecnico-scientifica ad approfondire
le caratteristiche operative dei differenti strumenti, proporre tecniche di elaborazione dei dati
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e ipotizzare possibili criteri di utilizzo delle nuove tecnologie. La definizione della procedura di
creazione di modelli 3D tiene conto essenzialmente delle caratteristiche degli oggetti da
rilevare e delle finalità di utilizzo dei modelli stessi.
I criteri per la definizione delle tecniche da utilizzare nella fase di rilievo possono essere
specificatamente indicati in base al tipo di acquisizione. Nel caso di acquisizioni di piccoli
reperti le caratteristiche che vanno tenute in conto sono:
• complessità di forma dell’oggetto (particolarità geometriche, presenza di fori, sezioni
concave, etc.);
• complessità superficiale (riflettività del materiale, riflessione diffusa uniforme o
puntuale, trasparenza, livello di erosione ed estensione del degrado superficiale);
• presenza di rilievi, decorazioni, incisioni;
• colore ed uniformità della texture.
Nel caso di acquisizioni su larga scala, alle caratteristiche dell’oggetto da rilevare sopra
riportate, si aggiungono altri criteri da considerare:
• dimensioni massime dell’oggetto;
• eventuale prevalenza di una dimensione rispetto alle altre;
• dettaglio minimo superficiale.
Allo stesso modo, la definizione della procedura di creazione dei modelli non può prescindere
dalle caratteristiche dello strumento che si possono distinguere per:
• accuratezza e risoluzione;
• dimensioni dell’area di ripresa;
• raggio di azione;
• comportamento in funzione delle condizioni di illuminazione;
• comportamento in funzione di materiale con riflessione della luce non uniformemente
diffusa;
• maneggevolezza dello strumento.
Inoltre, va considerata la specificità dell’applicazione che si prevede per il modello acquisito e
le finalità documentative, ovvero:
• grado di accuratezza richiesto per il modello digitale 3D;
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• complessità di descrizione del modello digitale, ottimale per l’applicazione di
riferimento;
• compatibilità del tempo e costo di acquisizione con il budget di progetto;
• eventuale distinzione dei diversi livelli di dettaglio;
• tipo di canale di visualizzazione.
A seconda della tipologia/complessità del caso di studio, della scala di rappresentazione (che
definisce la precisione e la risoluzione finale) e del campo di applicazione/scopo del rilievo
(documentazione, analisi specialistica, etc.) è possibile scegliere la tecnica più adeguata o
l’integrazione di più tecniche cercando sempre di ottimizzare tempi, risorse e risultati.
Recentemente molti studi si sono orientati all’utilizzo integrato di tecniche differenti, per
aumentare il livello qualitativo dei modelli 3D. Un tale approccio, che permette analisi di forma
e dimensione ad altissima risoluzione, viene applicato soprattutto nei casi di oggetti complessi
quali siti archeologici e architetture. L’integrazione tra le metodologie di rilievo nell’approccio
alla ricostruzione digitale 3D diventa necessario per una mirata mediazione tra la mole dei
dati, la precisione richiesta e le necessità di visualizzazione. Infatti, soprattutto nel caso di
acquisizioni su larga estensione generate da sistemi che restituiscono un elevato dettaglio non
si può prescindere dalla questione di visualizzazione del modello 3D. I sistemi di visualizzazione
permettono l’esplorazione e l’analisi dei modelli ricostruiti secondo specifiche caratteristiche
geometriche e fotometriche. È importante ottimizzare le quantità dei dettagli, geometrici o
fotografici, in relazione ad un utilizzo performante dei sistemi di visualizzazione, cercando di
mantenere il più possibile inalterate le qualità del risultato finale. L’esperienza di interazione
si differenzia in base alle soluzioni di visualizzazione passando dal semplice utilizzo del monitor
ai sistemi di navigazione in real-time e agli attuali dispositivi mobili attraverso cui la
comunicazione si canalizza ormai ad uno spazio di utenti molto esteso (ad esempio con sistemi
per la realtà aumentata). Le informazioni contenute in questa parte introduttiva vogliono fare
da preludio a quelle che sono state le intenzioni della ricerca, ovvero produrre un modello 3D
in grado di soddisfare più esigenze: dai rilievi di precisione per finalità di documentazione ad
una modellazione le cui specifiche consentano una portabilità su diversi sistemi di
visualizzazione finalizzata ad una comunicazione allargata.
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Il lavoro di tesi ha come obiettivo quello della modellazione tridimensionale di un ambiente
partendo da una nuvola di punti. Ogni capitolo approfondisce un’area tematica utile alla
comprensione della trattazione:
• nel capitolo 2 viene fatta un’introduzione al mondo BIM, descrivendone i suoi aspetti
principali ed analizzando la normativa a riguardo;
• il capitolo 3 racchiude la classificazione delle metodologie e tecniche di rilevamento
3D, differenziandole in tecniche senza contatto attive e passive, e descrivendone il
funzionamento;
• il capitolo 4 si sofferma sulla geomatica, un ambito multidisciplinare che si occupa di
acquisire, modellizzare, interpretare, elaborare, archiviare e divulgare informazioni
georeferenziate;
• Nel capitolo 5 si descrive il caso di studio, la strumentazione utilizzata, la metodologia
di svolgimento del lavoro e si presentano i risultati ottenuti;
• il capitolo 6 ha l’obiettivo di discutere i risultati ricavati dal processo di modellazione
in ambiente BIM;
• il lavoro termina con il capitolo 7 dove vengono riportate delle conclusioni e delle
riflessioni riguardanti il lavoro svolto. 8
2.Cenni su BIM, HBIM e Scan to BIM
2.1 BIM Figura 2.1.1 – Parole chiave del BIM. Fonte: https://www.bimportale.com.
Il Building Information Modeling, dai cui l’acronimo BIM, è un processo multidimensionale di
particolare interesse nel settore delle costruzioni che porta alla creazione e alla gestione, in
tutte le sue parti, di un modello di un progetto edilizio rappresentato digitalmente, dove sono
contenute tutte le informazioni che riguardano le sue proprietà. Il BIM è un nuovo approccio
alla progettazione e un nuovo metodo di pensare l’edilizia che non è più legato ad un numero
infinito di fogli che rappresentano ognuno un aspetto a sé stante di un progetto, ma diventa
la realizzazione di un modello digitale che porta alla generazione di un oggetto all’apparenza
semplice ma che nasconde al suo interno tutta la complessità degli aspetti del progetto stesso.
Un BIM può contenere qualsiasi informazione riguardante l'edificio o le sue parti. Le
informazioni più comunemente raccolte in un BIM riguardano la localizzazione geografica,
la geometria, le proprietà dei materiali e degli elementi tecnici, le fasi di realizzazione e le
operazioni di manutenzione riguardanti l’intero ciclo di vita dell’edificio. Possiamo
tranquillamente affermare che il BIM è una rappresentazione digitale di caratteristiche fisiche
e funzionali di un edificio, rappresentate mediante un modello, con lo scopo di condividere
informazioni riguardanti la creazione e la manutenzione di un’opera edilizia atte a prendere
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decisioni dalla creazione fino alla fine della vita utile dell’oggetto stesso. Tali dati saranno
differenti e relazionati alle diverse discipline che lo definiscono. In sostanza, il BIM è un
processo che riguarda lo sviluppo, l’analisi e la manutenzione di un modello digitale; non è
solamente una rappresentazione geometrica e multidimensionale di un edificio, ma è la
gestione di tutta l’informazione che riguarda quell’edificio e la possibilità di condividerla.
Figura 2.1.2 – Ambiti di pertinenza del BIM. Fonte: http://www.ccberchet.it/.
Il processo è costruito sulla rappresentazione della co
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Architettura Tecnica - Processo edilizio
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Processo agli enti
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Parti nel processo
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evoluzione del processo