CORSO DI LAUREA IN
SCIENZE FILOSOFICHE APPLICATE (LM-78)
TESI DI LAUREA
Per l’episteme del vivente. Autopoiesi e morfogenesi
autonoma nel pensiero classico latino e greco
LAUREANDA RELATORE
Leandra Negro Chiar.mo Prof. Andrea Velardi
ANNO ACCADEMICO 2024 - 2025
A Giacomo
che ha reso possibile tutto questo
INDICE
CAP. 1 ΓΝΩ͂ΘΙ ΣΑΥΤΌΝ……………………………………………………1
1.1 Autopoiesi: analisi e implicazioni
1.2 Autopoiesi e Morfogenesi Autonoma
1.3 Una tradizione culturale completamente nuova?
1.4 Introduzione al dibattito sulla genesi degli enti
CAP. 2 ΓΝΩ͂ΘΙ ΜΑΘΏΝ……………………………………………………21
2.1 Breve storia dell’atomo
2.2 La contraddizione dell’atomo
2.3 Lo spettro dell’atomo
2.4 Processo all'atomo
CAP. 3 ΦΙΛΊΑΝ ἈΓΆΠΑ…………………………………………...………41
3.1 Pazza l'idea
3.2 Questioni di famiglia
3.3 L'ospite inatteso
3.4 Benvenuto, Sig. Terzo!
CAP. 4 ΜΗΔῈΝ ἌΓΑΝ…………………………………………………….62
4.1 Il ΠΕΡÌ ΛΊΘΩΝ di Socrate e Dionigi
4.2 Cristallogenesi e Cristallizzazione
4.3 Strutture cristalline e corpo umano
4.4 I calici siano di cristallo
CAP. 5 ἌΚΟΥΕ ΠΆΝΤ……………………………………………………..88
5.1 Il nuovo millennio del corpo
5.2 Comunità Organica Originale
5.3 Relazioni Pericolose
5.4 Intime Inquietudini
CAP. 6 ΦΡΌΝΕΙ ΘΝΗΤΆ………………………….…………………..…..99
6.1 L’albero delle mele
6.2 Storie syn
6.3 Storie asyn
6.4 Riepilogo e conclusioni
BIBLIOGRAFIA……………………………………………………………113
Introduzione
L’indagine epistemica sulla vita e sul vivente, anche non volendo,
incontra spesso Dio o la possibilità della sua esistenza, un ipotesi
contemplata da molti pensatori, filosofi, scienziati e che, in maniera
sempre più incisiva, fa capolino nelle opere del nuovo millennio. Come
si comprenderà facilmente leggendo questa tesi, non sono credente,
tuttavia nutro grande rispetto per coloro che professano una fede
religiosa. La consultazione di filosofi e scienziati che hanno espresso
professione di fede, spesso citati nelle pagine che seguono, pur
mondati dei passaggi più ispirati alle credenze religiose, è stata di
grande insegnamento.
La costituzione dell’episteme del vivente è un tema importante
non solo e non soltanto perché l’essere umano, principe indiscusso del
dominio “vita e vivente”, è oggi una mutazione fluida in via di
composizione, uno strano composto di materia inorganica tecnologica e
sostanza pulsante che non ha quasi più nulla a che fare con l’uomo dei
secoli passati, ma anche perché la ricerca disegna, con sempre
maggiore precisione, i contorni di un enorme macroente che richiede
una revisione concettuale di conoscenze e certezze consolidate.
La centralità del λόγος cui ogni ente partecipa, la grande
scoperta scientifica del nuovo millennio su cui si concentrano sforzi
interdisciplinari e molte attese, pone, di conseguenza, la sfida filosofica
di spostare il corpo dell’episteme della vita e del vivente dai contorni
fisici della specie alla capacità informativa primigenia accettando una
condizione che non affida all’essere umano la supremazia della
cognizione. Un dilemma risolto all’alba della nostra filosofia, dalla
scuola greca presocratica e dai successori latini, Epicuro e Lucrezio, cui
questa tesi è in special modo dedicata.
CAP. 1 ΓΝΩ͂ΘΙ ΣΑΥΤΌΝ
Sul frontone del celebre Tempio di Apollo a Delfi è incisa una
delle massime più significative dall'antichità ad oggi: conosci te stesso,
semplici parole che hanno rappresentato, nel corso dei secoli, il punto
di partenza per dissertazioni filosofiche, ricerche scientifiche, opere di
narrativa e che a distanza di così tanto tempo conservano intatto tutto il
loro fascino.
Delfi, presso l’antico villaggio di Kastri, ospitava l'oracolo, un
luogo di “consulenza divinatoria” dove nobili e comuni cittadini si
recavano per ricevere risposte dalle divinità. Il Tempio di Apollo, datato
intorno al VI° secolo a.C., era considerato il centro del mondo greco.
Adornato da magnifici marmi, sculture e decorazioni, situato alle
pendici del monte Parnaso, questo santuario, meta di pellegrini
provenienti da ogni parte della Grecia, è stato per secoli luogo di culto,
di cura, di consultazione e profezia.
La Πυθία, “Pizia”, icona del Tempio, votata ad Apollo era seduta
1
sull’ ”onfalo”( ) l'ombelico del mondo - dalla radice δελφύς [delphýs],
“utero" - scranno medium tra natura e figlio, sacro e profano, al di qua e
al di là. Sostantivo enigmatico come colei a cui si riferiva, la più recente
traduzione accreditata è quella albanese, lingua nota e diffusa nel
2
mondo greco in cui “Py(e)tja” significa "domanda"( ). Porre il quesito,
formulare la domanda significa, per il mondo antico, porsi in relazione
con qualcosa di più grande, aprirsi oltre, valicare i limiti della propria
condizione.
1 ònfalo (raro òmfalo) s. m. [dal gr. ὀμϕαλός]. – “Propr. ombelico. Il termine, in
questo significato è usato oggi solo come primo elemento di parole composte della
terminologia medica; in senso figurato (al pari di ombelico) è stato usato talvolta, nel
linguaggio letterale per indicare il punto centrale di uno scudo (come sinonimo di
umbone) o anche di una patera. Per estensione, ant., la parte centrale, la più interna,
di un luogo, di un paese, di un’entità geografica: o. del mare. In Omero, l’isola di
Calipso; o. della Sicilia, localizzato a Enna; o. di Delfi o della terra, situato secondo la
leggenda a Delfi, dove una grossa pietra indicava la tomba del serpente Pitone.”
Fonte: Treccani - https://www.treccani.it/vocabolario/onfalo/
2 Traduzione di "Pyetja" secondo Contextual Dictionary.com 1
Nonostante le varie distruzioni e ricostruzioni, il Tempio di Apollo
a Delfi è riuscito a conservare la sua aura di grandezza. I visitatori oggi
possono ammirare i resti di questo antico santuario e immaginare la
sua grandiosità ed imponenza. Come una capsula del tempo scolpita
da chissà quale artigiano greco, o forse feace o acheo, una pietra
parlante, su un lato del frontone, avvisa i viaggiatori a rivolgere il
pensiero alla conoscenza di sé stessi.
L’invito porta con sé numerosi interrogativi: chi siamo realmente?
di cosa e come siamo fatti? quali sono, se ce ne sono, le regole che
condizionano la nostra vita? Domande, quesiti filosofici e scientifici che
hanno appassionato gli studenti durante il Corso di Filosofia della
Medicina e Scienza del Vivente della Facoltà di Scienze Filosofiche
Applicate dell’Università “Niccolò Cusano” di Roma e che il Prof.
Andrea Velardi ha accettato di affrontare provocatoriamente, vestendo i
panni di Giano Bifronte, con lo sguardo rivolto contemporaneamente al
passato e al futuro. Questo percorso conoscitivo non poteva fare a
meno della squisita disponibilità del Prof. Tommaso Spasari che
coniuga una brillante carriera professionale ed accademica con la
prediletta attenzione alla Storia della Medicina, sua materia di cattedra.
Ci occuperemo, dunque, delle ultime scoperte di chimica, fisica e
biologia molecolare relative ai sistemi viventi intessendo un filo tra le più
recenti indicazioni delle scienze e i nostri predecessori: una ricerca che,
lungi dal voler proporre risposte, intende rileggere i brevi testi redatti dai
nostri predecessori alla luce di nuove consapevolezze scientifiche e
queste con le parole di quelle e pertanto si interroga, nel contempo,
dell’attualità di un linguaggio antico capace di descrivere in mito e
poesia la vita e le diverse prospettive da cui può essere compresa, i più
profondi misteri della nostra condizione umana affrontati, e in parte
risolti, nel corso dell’ultimo ‘900. 2
1.1 Autopoiesi: analisi e implicazioni
Comprendere la definizione di autopoiesi è essenziale allo studio
contemporaneo sulla vita e i sistemi viventi. Dal greco auto, "da solo" e
poiesis, "creazione" o "produzione", autopoiesi e sistema autopoietico
indicano una struttura o un organismo capace di produrre e mantenere
se stesso grazie alle proprie interazioni interne. Un “sistema
autopoietico” si caratterizza per una rete di processi che si rigenerano e
si riciclano continuamente: questo continuo ed ininterrotto ciclo di riciclo
e rigenerazione consente all’ente, sia struttura o meccanismo o
organismo biologico, di mantenere la sua identità ed organizzazione nel
tempo. L’autopoiesi è rappresentabile come un sistema chiuso,
circolare: ogni parte che lo compone è causa ed effetto di tutti gli altri ed
ogni variazione del singolo componente implica una trasformazione
nell’intero sistema.
Il corpo umano è un esempio calzante di sistema autopoietico:
dalla nascita alla morte, il corpo umano continuamente distrugge e
ricrea se stesso al fine di mantenersi in stabilità ed in efficienza. Il
principio autopoietico è evidente nei processi che assicurano il
3
mantenimento dell' “omeostasi”( ). Il sistema immunitario è un ciclo
autoregolato di protezione dell'organismo da agenti patogeni esterni. Il
metabolismo regola l'energia necessaria alle funzioni vitali, le cellule si
rigenerano ogni 5-7 anni per sostituire quelle danneggiate o morte.
3 omeostasi: dal greco omeo - e - stasi, "simile posizione", è la tendenza naturale
al raggiungimento di una relativa stabilità, sia delle proprietà chimico-fisiche interne
sia comportamentali, che accomuna tutti gli organismi viventi, per i quali tale regime
dinamico deve mantenersi nel tempo, anche al variare delle condizioni esterne,
attraverso precisi meccanismi autoregolatori. Per estensione, il termine indica anche
la capacità di alcuni sistemi elettromeccanici o informatici di mantenere i propri valori
di funzionamento all'interno di un intervallo dinamico, attraverso processi di
https://www.wikiwand.com/it/articles/Omeostatico
auto-regolazione. Fonte: Wikipedia - 3
Figura 1: Created with Quartz v4.5.0 © 2025 Credits: jzhao.xyz [https://jzhao.xyz]
Tutti questi processi lavorano singolarmente per garantire la
sopravvivenza e l'integrità del sistema biologico umano complessivo.
Gli organi, le cellule, le molecole possono essere considerate ciascuno
un sistema autopoietico, indipendente ed autonomo, dotato ognuno di
una propria organizzazione e struttura che concorrono all’organismo
generale. Si pensi al fegato, un organo da solo in grado di rigenerarsi
grazie a cellule staminali o specifiche di un tessuto senza perdere le
sue funzioni di sintesi, disintossicazione e metabolismo e capace di
ricostruirsi autonomamente anche dopo un intervento chirurgico. Nel
corpo umano, la definizione di autopoiesi è valida per ogni singola parte
e per l’organismo nel suo complesso e solo la riproduzione segue,
4
invece, un principio “allopoietico”( ).
4 allopoiesi: “il processo mediante il quale un'organizzazione produce qualcosa di
diverso dall'organizzazione stessa”. Fonte: Principia Cybernetica Web 4
Inizialmente frutto del lavoro di ricerca di Humberto Maturana e
5
Francisco Varela( ) a partire dagli anni '70 dell’ultimo secolo, la
definizione di autopoiesi e sistema autopoietico è rilevante in biologia
ma le sue implicazioni si estendono oltre il campo della biologia. I
sistemi biologici, infatti, dal punto di vista di Maturana e Varela, non
sono semplici meccanismi reattivi, ma entità attive capaci di
organizzarsi e adattarsi in modo autonomo all'ambiente circostante e
questa definizione cade nel campo di indagine della filosofia della
scienza, della medicina, della cibernetica, della fisica e della
matematica poiché offre una prospettiva unica sulla natura dei viventi. Il
concetto di autopoiesi è uno strumento
valido, dunque, per la comprensione
della vita organica ma anche delle
dinamiche sociali, culturali ed
organizzative e di, recente, anche per
l’architettura, il design e, in ultime
ricerche, anche per la didattica e
6
l’apprendimento( ).
In sociologia e nella teoria dei
sistemi, per esempio, le organizzazioni Figura 2: The dialectic of actors and
sociali - politiche, culturali, economiche social structures, Credits: Fuchs, C.
- possono essere considerate sistemi e Hofkirchner, W. in Autopoiesis and
autopoietici se possiedono la capacità Critical Social Systems Theory
[https://mutabit.com/repos.fossil/doct
di mantenere la loro coesione orado-offray/doc/tip/Tesis/Referencia
nonostante le pressioni esterne. Ciò s/fuchs-autopoiesis.pdf]
implica che le organizzazioni sociali
sviluppino meccanismi interni atti a rispondere alla mutevolezza
5 HUMBERTO R. MATURANA e FRANCISCO J. VARELA, Macchine ed esseri
viventi. L'autopoiesi e l'organizzazione biologica, Astrolabio Ubaldini, 1992 e
Autopoiesi e cognizione. La realizzazione del vivente, Marsilio, 2001
6 PASTENA, N., Concezione autopoietica dell’apprendimento e “approccio delle
capacità” nei processi educativi delle future generazioni, Formazione e Insegnamento
XIII- I-2015 5
dell’ambiente e ciò comporta di considerare non solo gli elementi singoli
che compongono il sistema oggetto di analisi ma anche le relazioni e le
interazioni che determinano il comportamento complessivo.
7
Secondo Niklas Luhmann( ), l'autopoiesi dei sistemi sociali è un
processo in cui gli eventi comunicativi sono prodotto e contesto della
dinamica interattiva. Il sistema sociale autopoietico di Luhman alimenta
sé stesso attraverso la comunicazione inglobando le estraneità nel
processo interno. La comunicazione è l'elemento che permette
all’organizzazione sociale di differenziarsi e di riprodursi continuamente,
pertanto un ente sociale non dipende direttamente dagli individui che ne
8 Niels
fanno parte, ma dalla rete di comunicazioni che lo caratterizza( ).
Hejl, invece, si avvicina di più alla definizione di Maturana e Varela,
considerando l’individuo non estraneo ma componente dell’ente o entità
sociale che si auto-organizza e si auto-sostiene attraverso i processi
relazionali. Tra le sue osservazioni più rilevanti vi è l’idea che un
sistema sociale autopoietico riesca a mantenere la propria coesione,
sfidando ogni evento avverso, proprio perché produce e riproduce
costantemente i propri fattori relazionali, il proprio codice comunicativo
9
e le proprie regole attraverso le proprie attività interne( ). In chiave
politica, si potrebbe dire che il sociale di Hejl è conservatore e definisce
i suoi contorni rafforzando costumi e culture unanimemente condivise
ed accettate dalla pluralità dei membri che ne fanno parte.
Anche la rete internet può essere considerata un esempio di
“sistema autopoietico”. Internet è una rete di connessione allo stesso
tempo globale e decentralizzata che si evolve continuamente grazie alla
partecipazione degli utenti, alla creazione di nuovi nodi e alla modifica
di quelli esistenti. Gli algoritmi, i protocolli e le regole condivise di
7 Niklas Luhmann, Luneburgo, 8 dic. 1927 – Oerlinghausen, 6 nov. 1998
8 Per approfondimenti si rimanda alla lettura di: SEIDL, D., Luhmann’s theory of
autopoietic social systems, Ludwig-Maximilians-Universität München, Munich School
of Management, 2004 disponibile in pdf su researchgate.
9 Si veda DAMIANO, L., Riscoprire la teoria dell'autopoiesi nella caratterizzazione
https://hdl.handle.net/11570/3068954
dei sistemi sociali, 2012 su: 6
interazione cooperano, ognuno per il suo livello, al mantenimento
costante della funzionalità e dell'efficienza del sistema-rete generale
adattandosi alle esigenze degli utenti e alle mutate condizioni ma
mantenendo sempre la propria integrità e coerenza in autoregolazione.
In architettura, l’idea autopoietica di Maturana e Varela è di
grande interesse. Lo studio e la progettazione delle future smart city -
“le città intelligenti” del nuovo secondo millennio - esplorano il concetto
di “sistema autopoietico" riformulando l’idea stessa di
municipalizzazione e cittadinanza. Una “città autopoietica” è la
reinterpretazione del codice urbano in funzione dell’auto-organizzazione
e dell’auto-equilibrio in cui un ecosistema di strutture abitative, singole e
col
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