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Master II Livello

in

“Human Resource Management”

La Motivazione nella Sfera

Lavora tiva

Candidato Relatore

Dott. Enrico Piras Prof.Ssa Francesca Rondinara

ANNO ACCADEMICO 2022/2023 1

Indice

Capitolo I - La Motivazione e gli Orientamenti Teorici della Motivazione al Lavoro……………….4

1.1 Cosa è la Motivazione.…………………………………………………………………………...4

1.2 Caratteristiche Generali della Motivazione.……………………………………………………....4

1.3 La Motivazione nei Contesti Lavorativi.…………………………………………………….......21

1.3.1 Motivazione Lavorativa e Orientamenti Teorici Prevalenti……………...…………………..25

1.4 Le Teorie di Contenuto.…………………………………………………………………………28

1.4.1 La Teoria Gerarchica dei Bisogni di Maslow.………………………………………………..28

1.4.2 La Teoria dei Due Fattori di Herzberg.…………………………………………....................32

1.4.3 La Teoria dei Bisogni Appresi di McClelland……………………………….........................33

1.5 Le Teorie di Processo.……………………………………………………………………….….34

1.5.1 La Teoria Aspettativa Valore di Vroom.……………………………………...……………..34

dell’Equità

1.5.2 La Teoria di Adams.…………………………………………………………….36

1.5.3 La Teoria di Locke.………………………………………………………………………….38

………………………………………………………..39

1.6 La Teoria Generazionale Strauss-Howe

Capitolo II - Riconoscimento e Interventi di Promozione e Sostegno della Motivazione al

Lavoro………………………………………………………………………………………………….43

2.1 I Tratti di Personalità: i Predittori Remoti della Motivazione……………………………….43

2.1.1 Riconoscimento e Trattazione delle Diverse Tipologie di Motivazione……………………..49

2.2 Interventi di Promozione e Sostegno della Motivazione al Lavoro…………………………….57

2.2.1 La Progettazione del Lavoro………………………………………………………………...57

2.2.2 La Giustizia Organizzativa………………………………………………………………….59

2.2.3 La Partecipazione…………………………………………………………………………...60

SDT (Teoria dell’Autodeterminazione)………………………63

2.2.4 Self-Determination Theory -

2.2.5 Creare Motivazione attraverso le Ricompense………………………………………………69

2.2.6 Reinforcement Sensitivity Theory - RST (Teoria della Sensibilità al Rinforzo)…………….80

2.2.7 Metodi e Teorie sull’Orientamento Motivazionale verso gli Obiettivi………………………84

2.3 La Teoria Social-Cognitiva di Albert Bandura………………………………………………...88

Un Esempio di Motivazione al Lavoro: l’Orientamento all’Imprenditoria…………………….93

2.4

2.5 Applicazioni Pratiche di Roethlisberger……………………………………………………….96

Capitolo III - Psicologia dei Gruppi e Leadership……………………………………………………98

3.1 Processi Elementari dei Gruppi………………………………………………………………….98

3.1.1 Il Gruppo di Lavoro nel Contesto Aziendale………………………………………………...104

3.1.2 Produttività Potenziale e Produttività Effettiva: le Teorie del Deficit di Gruppo…………….109

3.1.3 Le Reti di Comunicazione…………………………………………………………………...112

3.1.4 Creare una Cultura Organizzativa Distesa e Amichevole……………………………………116

2

3.2 La Leadership………………………………………………………………………………….119

3.2.1 Il Comportamento dei Leader…………………………………………..................................121

3.2.3 Interazione tra Stile del Leader e la Situazione………………………………………………125

3.3 La Leadership come Processo…………………………………………………………………...130

Bibliografia…………………………………………………………………………………………...134

Sitografia……………………………………………………………………………………………...135

3

Capitolo I - La Motivazione e gli Orientamenti Teorici della Motivazione al Lavoro

1.1 COSA È LA MOTIVAZIONE

Il termine Motivazione deriva dal latino motus ovvero moto, movimento, muoversi verso, andare

incontro a: la motivazione, dunque, è ciò che muove qualsiasi persona verso qualcosa.

“La Motivazione può essere definita come l’espressione dei motivi che portano un individuo a

compiere una determinata azione. Essa dipende da due elementi: le competenze, cioè ciò che

l’individuo è in grado di fare, ed i valori personali, ovvero ciò che l’individuo vuole fare. La spinta

motivazionale inizia ogni volta che l’individuo avverte un bisogno, cioè quando percepisce uno

squilibrio tra la situazione in essere e una situazione desiderata. Il bisogno è quindi uno stato di

insoddisfazione che spinge l’uomo a procurarsi i mezzi necessari per porvi fine o limitarlo” ( ).

1

1.2 CARATTERISTICHE GENERALI DELLA MOTIVAZIONE

“Ogni essere vivente si muove nel mondo circostante poiché mosso da spinte motivazionali, scopi

di sopravvivenza che lo inducono a mettere in atto comportamenti volti al soddisfacimento dei

propri bisogni fondamentali. La motivazione, da un punto di vista prettamente biologico, indica

quel sistema che interessa i bisogni interni, come mangiare, bere, dormire, respirare, controllare la

temperatura corporea ecc., e che è regolato da processi omeostatici il cui compito è quello di

confini dell’organismo. L’omeostasi è quindi il processo di

mantenere equilibrio entro i

regolazione interna dei bisogni primari il cui obiettivo principale è quello di garantire il corretto

bilanciamento biochimico di ogni funzione di base, affinché l’organismo non si trovi mai troppo a

lungo in condizioni di disequilibrio. Per fare un esempio, quando il corpo si trova in una situazione

di privazione di cibo, questo invierà segnali specifici che innescheranno uno stato motivazionale

diretto alla meta (nutrirsi) che a sua volta attiverà sequenze comportamentali specifiche verso la

ricerca di cibo. Sebbene a seconda del bisogno preso in esame sono coinvolti svariati meccanismi,

la regolazione omeostatica prevede in larga misura meccanismi a feedback che fanno parte di un

sistema di controllo complesso il quale invia i segnali (eccitatori e inibitori) attraverso cui il corpo

stabilizza i suoi valori intorno a valori di riferimento (che hanno variabilità individuale, come ad

decritto nell’esempio

esempio il metabolismo che differisce da persona a persona). Come

precedente, quando il corpo si trova in una condizione di disequilibrio interno dovuto a cause di

varia natura, tale condizione di non stabilità viene captata da specifici rilevatori presenti nel sistema

di controllo delle variabili fisiologiche che a loro volta si attiveranno al fine di regolare per mezzo

di risposte eccitatorie o inibitorie tali variabili e ripristinare l’omeostasi. I segnali eccitatori

permettono allo stato motivazionale di attivarsi con tutta la sua cascata chimica e comportamentale,

Psicologia del Lavoro.org, Andrea Castello.

1 4

mentre i segnali inibitori fungono da indicatori di stop, una volta che l’equilibrio viene

ristabilito. In linea di massima i meccanismi a feedback hanno queste proprietà e svolgono un ruolo

dell’organismo, ciononostante può succedere, non di

importantissimo per la corretta funzionalità

rado purtroppo, che i valori di riferimento su cui essi poggiano e si regolano subiscano dei

cambiamenti a causa di condizioni/comportamenti disfunzionali che ne mutano l’equilibrio. È il

caso ad esempio di condotte alimentari disregolate o uso di sostanze tossiche che causano

assuefazione e dipendenza fisica e psicologica. Nel primo caso, una quantità eccessiva di cibo o

una privazione persistente può causare uno spostamento dei valori di riferimento entro nuovi

parametri, le cui conseguenze possono condurre a condotte alimentari disfunzionali che riescono

con il tempo a perturbare l’efficienza dell’organismo con successivi effetti negativi sulla salute. In

questi casi si parla di allostasi definita come la capacità del corpo di adattarsi e stabilizzarsi intorno

ad un nuovo equilibrio fisiologico, modificando così lo stile di vita della persona. Un individuo che

si “abitua” a mangiare più di quanto il suo corpo richieda, alla lunga modificherà i suoi valori e i

segnali di fame/sazietà subiranno delle modificazioni, lo stesso succede per un individuo che

assuma quantità di cibo inferiore al suo fabbisogno giornaliero. In entrambi i casi il corpo ne

quanto concerne l’utilizzo di sostanze

risulterà non solo cambiato ma fisiologicamente afflitto. Per

tossiche la questione riguarda aree cerebrali specifiche che fanno parte di quello che viene definito

circuito del piacere e che vede implicata la via cortico-meso-limbica. Le droghe hanno la capacità

neuroni dopaminergici dell’area tegmetale ventrale, aumentandone il rilascio nel

di stimolare i

cervello e creando l’effetto gratificante tipico delle sostanze stupefacenti. La gratificazione svolge

un ruolo chiave nel processo di rinforzo della condotta tossicomanica, in quanto è il segnale con

cui viene immagazzinata l’esperienza piacevole e che induce il soggetto a utilizzare nuovamente

la sostanza. Inoltre le modificazioni anatomo-funzionali delle aree implicate nella via

dopaminergica mesolimbica coinvolgono i recettori di membrana per il neurotrasmettitore

dopamina (in particolare i recettori D2) che subiscono una riduzione di numero, cosicché affinché

compaia l’effetto desiderato provocato dall’assunzione della droga è necessaria una quantità

sempre maggiore (Caretti, 2011). Si stabilisce così il circolo della droga con tutte le sue componenti

neurochimiche, biologiche, psicologiche e sociali. La memoria svolge una funzione quindi di

rinforzo poiché attraverso l’apprendimento si crea un’associazione positiva tra sostanza ed

esperienza tossicomanica in termini cognitivi ed emotivi, aumentando la probabilità che tale

condotta venga messa nuovamente in atto in un circolo vizioso che si autorinforza. Ma perché

l’abuso di sostanze è così pericoloso per i sistemi motivazionali di base? La risposta, per quanto

complessa, può essere riassunta in questo modo: assumere sostanze stupefacenti (dagli stimolanti

ai sedativi) in quantità eccessiva e incontrollata provoca cambiamenti strutturali all’interno di aree

cerebrali, corticali e sottocorticali, connesse tra loro attraverso numerose vie neuronali; questi

cambiamenti inducono a loro volta all’inibizione dei sistemi motivazionali necessari alla

5

sopravvivenza poiché la droga, per le sue potenti proprietà chimiche, crea assuefazione e

dipendenza, obbligando il soggetto a condotte compulsive di ricerca della sostanza, tralasciando

così i suoi bisogni di base. Tutta l’attenzione e le risorse sono quindi impegnate al soddisfacimento

di quello che viene definito bisogno indotto cosicché il soggetto, tarato su un nuovo equilibrio del

tutto disfunzionale, tenterà con tutte le sue forze di appagare tale bisogno per non incorrere a

conseguenze negative sul piano fisico e psicologico a seguito dell’insorgenza dell’astinenza.

divengono bisogni “meno” importanti, gli effetti deleteri di questi mutamenti

Mangiare e dormire

sono ormai da tempo conosciuti” 2

( ).

“è

Per giunta opinione comune e largamente dimostrata che la motivazione gioca un ruolo

si consideri l’ambiente della scuola sia che ci si

importante sui processi di apprendimento, sia che

riferisca ad altre situazioni fuori dai contesti accademici. L’interesse è fondamentale affinché

l’attenzione venga mantenuta e si porti a termine un determinato compito, così come la motivazione

è la spinta che muove una persona verso il raggiungimento di scopi personali volti al

soddisfacimento dei suoi bisogni. Secondo la teoria dell’autodeterminazione esiste un continuum

tra motivazioni intrinseche (appartenenti al proprio sé) ed estrinseche (soggette a influenze esterne)

ed è spesso possibile trasformare le seconde nelle prime, attraverso processi di assimilazione. Il

comportamento motivato, anche il più istintivo come la ricerca di cibo o di acqua, è appreso;

un’esperienza piacevole crea un ricordo positivo nella mente del soggetto cosicché sarà più

probabile che vengano messe in atto le medesime sequenze comportamentali al fine di raggiungere

quelle stesse sensazioni di benessere tracciate in memoria. La motivazione è quindi il mezzo

tramite cui si realizzano scopi e si raggiungono mete sia per la sopravvivenza sia a livello più

complesso, come ben descritto da Maslow nella sua piramide dei bisogni, essa quindi possiede una

straordinaria valenza per la vita animale. Sappiamo inoltre che la memoria riveste un compito

importante poiché motivazione e memoria sono due funzioni interconnesse: senza memoria non ci

potrebbe essere l’apprendimento di comportamenti motivati ad uno scopo preciso (affinandoli,

e senza apprendimento l’uomo si

talvolta semplificandoli, ottenendo così massimi risultati)

troverebbe incastrato in un limbo perenne privato della capacità di imparare strategie di soluzione

di problemi, nuovi comportamenti, atteggiamenti e nuove possibilità di evoluzione e

miglioramento delle proprie condizioni di vita. Motivato e dotato di sistemi di memoria differenti

e funzionali, l’uomo è in grado di “inventarsi” e “reinventarsi” a seconda delle circostanze fisiche

e psichiche in cui si trova.

Neuroanatomia della Motivazione e della Memoria. Una breve descrizione della neuroanatomia

e dei meccanismi neurochimici che legato i processi di memor

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher enricopiras995 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Human resource management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Rossi Mario.
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