Il settore Meetings, Incentives, Conferences,
Exhibitions (MICE). Opportunità di sviluppo per
la regione Marche
Facoltà di Economia
Dipartimento di Metodi e Modelli per l’Economia, il Territorio, la Finanza
Corso di laurea in Turismo e gestione delle risorse ambientali
Andrea Dell’Aguzzo
Matricola 2206369
Relatrice Correlatore
Roberta Gemmiti Marco Brogna
A.A. 2025-2026 A papà Aldo.
Ricorda che ognuno è un genio,
ma se si giudica un pesce
dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi,
passerà tutta la sua vita
a credersi stupido
INDICE
Introduzione……………………………………………………….…….…………….4
1 L’evoluzione del settore congressuale come forma di turismo…………………6
1 Il settore dei Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions (MICE): aspetti
costitutivi………………………………………………………………………..…………..……6
2 Il settore MICE e il Convention Bureau………………………………………………..………16
3 Il quadro europeo del turismo fieristico………………………………...……………………...20
3.1 Il caso della Catalogna e della Galizia……………………………...…………………....24
4 Dinamiche di sviluppo nei mercati emergenti: il caso di Nakhon Si Thammarat……...…….…28
5 Un primo quadro dei fattori di successo del settore MICE...…………………………………..31
2 Il turismo MICE in Italia: il quadro economico e
geografico………………………………………….…….……………….………….37
1 Uno sguardo generale…………………..………………………………………...……………37
1.1 Consistenza e classificazione delle sedi congressuali italiane…………………………..41
1.2 Casi a confronto………………………………………………………………………….43
2 La provincia di Rimini: un modello maturo di destinazione
congressuale………..……………………………………………………………………...……45
3 La Regione Puglia: un mercato congressuale
emergente………………………...…...…………...…………………………………...………..53
4 Il quadro dei fattori di successo del mercato MICE in Italia………………………………….61
3 La Regione Marche e il segmento MICE: opportunità di
sviluppo……………………………………………...…………….……………...…74
1 Il turismo nelle Marche: un quadro introduttivo ……...…………………………………….…74
2 L’evoluzione del turismo marchigiano …….…………………...…………………………......77
3 I flussi turistici e le infrastrutture nelle Marche…………………….………………………….81
4 Il quadro economico regionale e le proiezioni future …..……………………………………...91
………
5 Le opportunità di sviluppo del segmento MICE ..……..……………………………...97
Conclusioni…..………………………………………………………..……………104
Bibliografia…..……………………………………………………..………………107
Sitografia…..……………………………………………....………..………………112
Fonti normative…………………………………………...………..……………….116
Ringraziamenti…..……...………………………………………………………..…117
3
Introduzione
Il comparto del turismo Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions (MICE) rappresenta oggi
uno dei segmenti più dinamici, redditizi e strategicamente rilevanti dell’industria turistica
contemporanea. Diversamente dal turismo leisure tradizionale, il MICE si distingue per la sua
capacità di generare un elevato valore economico, destagionalizzare i flussi turistici, favorire processi
di internazionalizzazione e valorizzazione territoriale, nonché incentivare la circolazione di
conoscenze, competenze e relazioni professionali, contribuendo alla creazione di reti economiche e
istituzionali che producono effetti positivi ben oltre la durata degli eventi stessi. Non si tratta
semplicemente di ospitare congressi o fiere, ma di costruire un ecosistema capace di attrarre flussi
altamente qualificati e generare ricadute economiche significative e durature sul tessuto locale. Allo
stesso tempo, l’elevata competitività del mercato e la complessità organizzativa che caratterizzano il
settore, rendono necessaria un’analisi approfondita dei fattori che determinano il successo o
l’insuccesso delle destinazioni congressuali. Il presente elaborato si propone di analizzare
opportunità, criticità e prospettive di sviluppo di questa tipologia di turismo attraverso un percorso di
ricerca che, partendo da una lettura del fenomeno in chiave macroeconomica e strategica, conduce
all’elaborazione di una possibile proposta applicativa focalizzata sulla Regione Marche. Nel primo
capitolo, dopo aver spiegato terminologia e concetti, verrà approfondita l’evoluzione storica e
strutturale del settore congressistico, illustrando gli elementi che costituiscono questo specifico
segmento turistico e le principali trasformazioni che ne hanno caratterizzato lo sviluppo.
L’osservazione passerà, seguendo la storia di questo turismo, a una visione globale del fenomeno,
spiegando i flussi monetari e di visitatori nel corso del tempo. L’analisi proseguirà con lo studio di
casi internazionali, esaminando le dinamiche che hanno consentito ad alcune destinazioni di
affermarsi come poli congressuali di riferimento, contrapponendole a realtà che, nonostante gli
investimenti effettuati, non sono riuscite a consolidare una posizione competitiva nel mercato.
Attraverso questo confronto sarà possibile individuare i principali fattori determinanti del successo
di una destinazione, con particolare attenzione agli aspetti infrastrutturali, organizzativi, gestionali e
di marketing territoriale. Il secondo capitolo sarà dedicato al contesto italiano, ripercorrendo
inizialmente l’evoluzione del turismo d’affari in Italia, i risultati raggiunti e le proprie peculiarità. Poi
verrà adottata una prospettiva comparativa concentrandosi su due modelli italiani particolarmente
significativi e distinti affacciati sull'adriatico, ovvero la provincia di Rimini e la Regione Puglia. Si
tratta di un confronto complesso, determinato dalla volontà di mettere a paragone una realtà
territorialmente circoscritta, ma altamente sviluppata nel settore MICE con una regione di dimensioni
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maggiori, caratterizzata da un percorso di crescita e consolidamento ancora in corso. La prima
rappresenta un esempio consolidato di città congressuale e fieristica, caratterizzata da infrastrutture
avanzate e da una storica tradizione di ospitalità, mentre la seconda costituisce un modello emergente,
capace di valorizzare le proprie risorse paesaggistiche e culturali trasformando il turismo leisure in
un elemento strategico per il segmento congressuale. Nel finale verranno prese in considerazione per
il confronto anche le loro macroaree di riferimento e delle possibili proiezioni future, in un’ottica
nazionale, al fine di individuare quali sono i fattori di successo del segmento MICE per le destinazioni
italiane e di conseguenza comprendere come valorizzare efficacemente le risorse disponibili. Alla
luce di quanto è emerso nei capitoli precedenti, il terzo capitolo sarà dedicato all’analisi della Regione
Marche. Attraverso lo studio delle peculiarità territoriali, culturali e produttive del contesto
marchigiano, l’obiettivo sarà quello di valutare se il territorio presenti caratteristiche e risorse
potenzialmente idonee allo sviluppo di una proposta turistica orientata al segmento MICE. L’analisi
prenderà inoltre in considerazione le infrastrutture presenti, le strategie di sviluppo territoriale, i
programmi futuri, le dichiarazioni degli stakeholder, le risposte emerse da interviste e i principali dati
statistici disponibili. Questo percorso consentirà di individuare opportunità e criticità che
caratterizzano il contesto marchigiano, valutandone il potenziale competitivo nel mercato
congressuale. L’elaborato si concluderà con una riflessione sulle prospettive di sviluppo del turismo
MICE nelle Marche, evidenziando le condizioni necessarie per favorirne la crescita e il ruolo che una
collaborazione efficace tra soggetti pubblici e privati potrebbe svolgere nella costruzione di un’offerta
integrata, competitiva e sostenibile nel lungo periodo. 5
1 L’evoluzione del settore congressuale come forma di turismo
1 Il settore dei Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions (MICE): aspetti
costitutivi
L’acronimo MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions) designa il complesso e
articolato segmento del turismo d’affari connesso all’organizzazione e alla partecipazione a eventi di
natura professionale. Sebbene i viaggi d’affari e gli incontri commerciali abbiano origini storiche
consolidate, il riconoscimento del MICE come settore autonomo, dotato di caratteristiche specifiche
e di strumenti di misurazione propri, si è affermato soltanto nella seconda metà del XX secolo. Prima
di approfondire le dinamiche che determinano la competitività delle destinazioni congressuali, risulta
pertanto necessario delineare i confini, le caratteristiche e la rilevanza economica di questo comparto.
Come evidenziato dalla nascita dell'ente “International Congress and Convention Association”
(ICCA) nel 1963, si è passati da un approccio frammentato a una vera e propria campagna di
cooperazione globale, che muta il turismo congressuale da semplice campo di collocazione in
disciplina codificata e misurabile. Dalla sua fondazione ha iniziato a raccogliere e poi a condividere
informazioni sul mercato dei congressi internazionali, merito della creazione del primo database
informatizzato nel 1977, l’associazione ha strutturato un sistema di monitoraggio avanzato, arrivando
a elaborare classifiche annuali denominate “Country & City Rankings”. Queste classifiche analizzano
la presenza di congressi in diverse destinazioni in base a criteri specifici, come la regolarità e la
presenza minima di delegati, rappresentando oggi il parametro di riferimento per misurare la
competitività di una destinazione nel mondo (Davidson et al., 2006). Di conseguenza le località hanno
approcciato le strategie di candidatura basate su dati certi, elevando la qualità dei servizi e favorendo
l'integrazione tra centri congressi, hotel e vettori aerei in un'ottica di sistema integrato (Weber et al.,
2002). Per comprenderne appieno le dinamiche organizzative e l'impatto sui territori, risulta quindi
necessario procedere ad una scomposizione dell'acronimo, analizzandone le singole componenti
strutturali. Partendo dal termine “meeting”, traducibile in riunione aziendale, è stato storicamente
caratterizzato da una spiccata eterogeneità definitoria. Nel corso degli anni diversi autori e
organizzazioni hanno declinato questo concetto ponendo l’accento su sfumature differenti, a seconda
che l’analisi si concentrasse maggiormente sulle dinamiche aziendali, sulle finalità formative o
sull'impatto prettamente turistico-ricettivo dell'evento (Sikosek, 2012). Queste molteplici visioni sono
6
accomunate da un nucleo concettuale condiviso, che ha trovato la sua definitiva legittimazione
istituzionale come l'incontro di un determinato numero di persone in un unico luogo per conferire o
svolgere una specifica attività di natura professionale, commerciale o scientifica (ICCA, 2006). Il
turismo “incentives”, traducibile come viaggio di incentivo, può essere definito come uno strumento
finalizzato alla motivazione e alla valorizzazione delle risorse umane attraverso l’offerta di esperienze
di viaggio esclusive. Queste iniziative vengono generalmente impiegate dalle organizzazioni per
premiare il raggiungimento di specifici obiettivi e incentivare livelli più elevati di performance
individuale o collettiva. Il turismo incentives si colloca in una posizione intermedia tra il turismo
d’affari e quello ricreativo, integrando finalità aziendali e motivazionali con esperienze di carattere
turistico e relazionale (Swarbrooke & Horner, 2012). Il termine “conferences”, traducibile in
congresso o convegno, è definito come un incontro formalmente strutturato tra individui accomunati
da un interesse condiviso, che può essere di natura professionale, scientifica, accademica o
associativa, finalizzato allo scambio di conoscenze, all’approfondimento di tematiche specifiche e, in
alcuni casi, all’assunzione di decisioni collettive (Gardini, 2005). Questa tipologia di mercato viene
tradizionalmente suddiviso in tre macro-segmenti, distinti in base alla tipologia di promotore
dell’iniziativa. Il segmento aziendale comprende riunioni interne, convention aziendali e lanci di
prodotto. Poi il segmento associativo include eventi organizzati da associazioni scientifiche, mediche
o professionali. Pur essendo numericamente inferiore rispetto al segmento corporate, si caratterizza
per una maggiore durata media e per una pianificazione a lungo termine. Infine, il segmento politico-
istituzionale promosso da enti pubblici, partiti politici o organizzazioni sindacali, con finalità di
confronto, rappresentanza e deliberazione. Dal punto di vista infrastrutturale, lo svolgimento di queste
attività richiede la disponibilità di sedi adeguatamente attrezzate, in grado di garantire elevati standard
tecnologici e organizzativi. Le principali tipologie includono centri congressi, quartieri fieristici,
alberghi congressuali e dimore storiche (Bensi et al., 2023). Il termine “exhibitions” invece,
traducibile come mostra, esposizione o anche fiera, è riconducibile agli eventi di natura prettamente
fieristica e commerciale. Un'esposizione è un evento in cui le aziende, i fornitori e i distributori
allestiscono stand e padiglioni per esporre, promuovere e vendere i propri prodotti o servizi a un
pubblico di professionisti (B2B) o di consumatori (B2C) (Swarbrooke & Horner, 2012). Sebbene sul
piano teorico la 'C' di Conferences e la 'E' di Exhibitions identifichino due categorie distinte, nella
prassi operativa queste due tipologie di evento si svolgono molto spesso in contemporanea. Le
aziende di settore possono esporre i propri prodotti ai delegati in concomitanza con un'area espositiva
annessa, generando peraltro una delle principali fonti di ricavo per il comitato organizzatore (Fenich,
2014). Per comprendere appieno il ruolo del settore MICE è opportuno collocarlo all’interno del più
ampio contesto degli eventi, considerati nella loro dimensione complessiva. Rispetto alla sola attività
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congressuale, il concetto di evento assume una portata più estesa e multidimensionale, configurandosi
come un fenomeno temporaneo in grado di generare interazioni sociali, favorire processi di natura
culturale e contribuire allo sviluppo economico e territoriale delle destinazioni ospitanti. La notevole
eterogeneità e scalabilità degli eventi, che possono spaziare da iniziative di dimensioni ridotte e
rilevanza locale, come workshop, laboratori o visite guidate, fino a manifestazioni di carattere
internazionale, quali grandi eventi sportivi o celebrazioni reli
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